Idris I

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Rovine di Volubilis. Sullo sfondo la macchia bianca del villaggio di Moulay Idriss Zerhoun, dove è sepolto Idrîs I

Idrîs I, o Idris ibn ʿAbd Allāh (in in arabo: إِدرِيس بن عَبد الله بن الحَسَن, Idrīs ibn ʿAbd Allāh ibn al-Ḥasan, chiamato Moulay Idrīs - in arabo: مولاي إِدرِيس, Mūlāy Idrīs -; 743793), fondò la dinastia degli Idrisidi e viene pertanto da alcuni considerato il fondatore del primo Stato islamico indipendente rispetto al Califfato abbaside.

Mausoleo di sepoltura di Idris I (l'edificio coperto di verde in basso a sinistra) a Moulay Idriss Zerhoun

Bisnipote di al-Hasan ibn Ali, il figlio maggiore di ʿAlī. Combatté con i seguaci del partito di ʿAlī contro gli Abbasidi ma, sconfitto nella battaglia di Fakhkh presso Mecca (786), riuscì a salvarsi dal massacro dei suoi familiari e riparò in Maghreb insieme al suo compagno Rashid. Trovò accoglienza presso gli Awraba, una tribù berbera della regione di Walili (Volubilis), un'antica città fondata dai Romani non lontano da Meknès (788).

Morì pochi anni dopo, nel 793, a quanto sembra avvelenato da un servitore inviato dal califfo Harun al-Rashid. Sua moglie Kenza era incinta di quello che si rivelò un erede maschio che, dopo un periodo di interregno, gli succedette col nome di Idris II, una volta raggiunta l'età di 11 anni.

La sua tomba si trova a Moulay Idriss Zerhoun, villaggio sul fianco di una montagna nei pressi delle rovine di Volubilis.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Idrīs I fondò nel Maghreb al-Aqsa (attuale Marocco) il primo Stato islamico totalmente indipendente dal Califfato, dopo al-Andalus. È anche il fondatore della città di Fes (789), destinata a diventare la capitale sotto il regno del figlio e successore Idrīs II. Dopo essersi fatto riconoscere come imam dalla tribù degli Awraba, lanciò diverse campagne militari a nord, a sud e ad est del suo Stato, riuscendo così ad unificare per la prima volta sotto il suo comando la maggior parte delle tribù berbere dell'attuale Marocco, ampliando così iconfini del suo regno. Particolarmente significativa la conquista di Tlemcen (nell'odierna Algeria), avvenuta nel 789.

Rāshid[modifica | modifica wikitesto]

Rāshid (in arabo: راشد, Rāšid ) era uno schiavo affrancato da Idrīs. Lo aveva protetto e accompagnato durante il suo esilio da Baghdad fino al Maghreb estremo. Esercitò una sorta di reggenza insieme a Abū Khalīl al-ʿAbdī. Alla morte di Idrīs I, la sposa di quest'ultimo, Kenza, era incinta. Due mesi più tardi mise al mondo un bambino cui fu imposto, come d'uso, il nome del padre morto prima della sua nascita (791). Egli crebbe sotto la supervisione di Rashid, di sua madre e dei Berberi che vedevano in lui il portatore della baraka del Profeta. Ibn Khaldun riferisce che gli Abbasidi fecero circolare la voce che in realtà Idrīs fosse figlio di Rāshid, allo scopo di screditarlo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 36019331 LCCN: n88242548