Algeria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Algeria
Algeria - Bandiera
Algeria - Stemma
(dettagli)
Motto: Dal popolo, per il popolo

Informazioni
Nome completo: Repubblica Democratica Popolare di Algeria
Nome ufficiale: Al Jumhūriyya al Jazā'iriyya
ad Dīmuqrāţiyya al-Sha'biyya
Lingua ufficiale: Arabo, usati il berbero e il francese
Capitale: Algeri  (1.507.241 ab. / 1987)
Politica
Governo: Repubblica
Capo di stato: Abdelaziz Bouteflika
Capo di governo: Abdelaziz Belkhadem
Indipendenza: Dalla Francia il 5 luglio 1962
Ingresso nell'ONU: 8 ottobre 1962
Superficie
Totale: 2.381.741 km²  (11º)
 % delle acque: trascurabile
Popolazione
Totale (2007): 33.190.000 ab.  (34º)
Densità: 13,3 ab./km²  
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +1 (CET)
Economia
Valuta: Dinaro Algerino
PIL (PPA)  (2006): 259.476 milioni di $  (40º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 7.189 $  (88º)
ISU  (2005): 0,733 (medio)  (104º)
Energia: 0,08  kW/ab.
Varie
TLD: .dz
Prefisso tel.: +213
Sigla autom.:  
Inno nazionale: Kassaman
Festa nazionale: 1 novembre

Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}|Portale {{{portale}}}]]

L'Algeria /alʤe'ria/ è uno stato dell'Africa del nord, appartenente al Maghreb, parzialmente occupato dal deserto del Sahara. La sua capitale, Algeri, è eccentrica rispetto alla totalità del territorio e si situa all'estremo nord.

Secondo paese del continente per superficie, confina a nord con il mar Mediterraneo, mentre le frontiere terrestri si dividono con la Tunisia a nord est, Libia a est, Niger a sud est, Sahara occidentale, Mauritania e Mali a sud ovest, per terminare con il Marocco ad ovest.

L'Algeria è membro dell'Unione Africana e della Lega araba praticamente dal momento della sua indipendenza dalla Francia nel 1962, e ha contribuito fattivamente alla creazione, nel 1988, dell'Unione del Maghreb Arabo (UMA).

Costituzionalmente, l'Algeria è definita come un paese (nell'ordine) musulmano, arabo e amazigh (berbero).

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Fino alla colonizzazione

Nella preistoria, la regione dell'Algeria era una savana, abitata da popolazioni di cacciatori, come attestano numerose pitture rupestri.

Successivamente si stanziarono nell'area antiche popolazioni berbere come i Numidi, i Mauri e i Getuli. La maggior parte delle informazioni che abbiamo su di essi provengono da iscrizioni funerarie di età romana, ma sono sopravvissute anche molte costruzioni indigene, come le cosiddette tombe a ciuffo. Più recenti (età romano-cristiana o epoche successive) sono invece i dolmen, i cromlech e i menhir.

Arco romano di Traiano
Arco romano di Traiano

Gli antichi algerini comprendevano gruppi sia stanziali che nomadi, erano organizzati in tribù patriarcali e seguivano la religione animista. Come in altre parti dell'Africa (per esempio Mauritania e Numidia), le tribù si unirono formando talvolta veri e propri regni.

Dal V secolo a.C., i popoli dell'antica Algeria si trovarono coinvolti dall'avanzata romana; anche i Numidi, che opposero una strenua resistenza, caddero tra il 46 e il 44 a.C. sconfitti dall'esercito di Cesare.

Gli arabi giunsero per la prima volta nella zona nel VII secolo e non vi crearono insediamenti stabili fino all'VIII. L'influenza araba trasformò completamente la cultura della regione; si diffusero l'islam e la lingua araba, e in seguito l'Algeria conobbe (insieme alla Tunisia) il dominio di una sequenza di dinastie arabe: gli Aghlabidi (IX secolo), i Fatimidi (X secolo), e poi gli Hammaditi.

Fra l'XI e il XIII secolo l'Algeria divenne parte degli imperi nordafricani degli Almoravidi e Almohadi. Quando questi caddero regnò per qualche tempo una dinastia locale (gli Abdalwadidi di Tlemcen), dopodiché (XVI secolo) l'Algeria divenne uno Stato barbaresco dell'impero ottomano. Lo stato barbaresco di Algeri perdurò fino al XIX secolo; a questo stato si può ricondurre la moderna identità nazionale algerina (precedentemente, l'Algeria non aveva mai avuto sorti indipendenti dai vicini Tunisia e Marocco).

[modifica] La colonizzazione francese

Bombardamento di Algeri nel 1818
Bombardamento di Algeri nel 1818

I francesi iniziarono la conquista dell'Algeria nel 1830. Pur riuscendo rapidamente a occupare Algeri, dovettero poi fronteggiare trent'anni di ostinata guerriglia per giungere a controllare tutto il paese; il leader algerino Abd el-Kader, in particolare, oppose una strenua resistenza contro gli invasori europei. Nel 1857 cadde l'ultima regione indipendente, la Cabilia; altri piccoli focolai di resistenza vennero spenti nel decennio successivo, e nel 1871 l'Algeria francese era "pacificata".

I francesi ebbero sull'Algeria un'influenza politica, culturale e demografica che ha pochissimi paralleli nella storia del colonialismo in Africa (tanto che nel 1947 l'Algeria sarebbe stata parificata al territorio metropolitano francese). Uno degli effetti più evidenti è la diffusione della lingua francese, che Kateb Yacine definì "bottino di guerra", ma che incontra oggi notevoli ostacoli per via di una rigida politica di arabizzazione da parte dei governi fin qui succedutisi al potere.

[modifica] La decolonizzazione

Per approfondire, vedi la voce Guerra d'Algeria.

Nel periodo della seconda guerra mondiale, come altrove in Africa, anche in Algeria iniziò a consolidarsi un sentimento nazionalista e indipendentista. Nel 1945, i primi moti furono repressi duramente dai francesi in Cabilia. La prima organizzazione indipendentista su vasta scala fu il Comitato Rivoluzionario d'Unione e d'Azione (CRUA), fondato nel 1954. Molti dei suoi membri (per esempio Ait Ahmed, Ahmed Ben Bella e Khidder) operavano dall'estero (per esempio dal Cairo) gestendo l'importazione clandestina di armi verso l'Algeria.

La guerra civile esplose il primo di novembre dello stesso 1954, allargandosi a macchia d'olio dalla Cabilia a tutto il paese. L'esercito indipendentista prendeva il nome di Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) e basava la propria azione (così come d'altra parte fecero anche i francesi in diverse occasioni) su azioni di guerriglia e di terrorismo.

Nel settembre del 1955, l'ONU iniziò a occuparsi della situazione algerina. L'anno successivo, si tenne un congresso nella valle della Soummam (in Cabilia) per porre le basi dell'Algeria indipendente. A questo proposito, Abada Ramdame (che aveva organizzato il congresso) espresse chiaramente la necessità di subordinare il potere militare a quello politico. Altri membri dell'FLN avevano però progetti diversi; Ramdane sarebbe stato assassinato nel 1958.

Nel 1956 furono arrestati diversi capi dell'FLN (tra cui Ben Bella, Hocine Ait Ahmed, Khidder, Bitat e Boudiaf). Nel 1957, una nuova azione di polizia (passata alla storia come battaglia di Algeri) fu intrapresa dai francesi per privare la ribellione dei suoi leader. La resistenza tuttavia rimase attiva sulle montagne.

Nel 1958, con il crollo della IV repubblica francese e l'ascesa al potere di Charles de Gaulle, la questione algerina giunse a una svolta. De Gaulle riconobbe pubblicamente il diritto all'autodeterminazione degli algerini, provocando tra l'altro gravissimi disordini e proteste da parte dei cittadini francesi in Algeria (le cosiddette "giornate delle barricate", del gennaio 1960). Ulteriori disordini fecero seguito agli incontri franco-algerini di Evian del 1961. Un movimento clandestino chiamato Organizzazione dell'Armata Segreta (OAS) si oppose al Governo Provvisorio della Repubblica Algerina (GPRA) di Ferhat Abbas, mettendo in atto diverse azioni terroristiche. Il conflitto fra queste due formazioni si concluse il 19 marzo 1962 con un trattato firmato ancora a Evian.

In seguito a un referendum per l'autodeterminazione, tenutosi l'1 luglio 1962 con esito positivo, il 3 luglio la Francia dichiarò l'Algeria indipendente.

[modifica] L'Algeria indipendente

Immediatamente dopo aver ottenuto l'indipendenza, l'Algeria fu scossa dai conflitti interni fra le diverse fazioni che aspiravano al potere (in particolare il GPRA e l'esercito partigiano controllato da Ben Bella). Nonostante questa crisi, il 20 settembre 1962 si tennero le elezioni per l'Assemblea Costituente, da cui uscì vincitore lo stesso Ben Bella, designato primo capo di governo dell'Algeria indipendente.

L'8 settembre 1963, l'Assemblea Costituente emise una nuova Costituzione in cui l'Algeria veniva dichiarata repubblica presidenziale, e Ben Bella divenne presidente. La manovra di Ben Bella fu vista da molte parti come il primo passo verso l'instaurazione di un regime militare. Un movimento armato ribelle, nato in Cabilia e guidato da Hocine Aït Ahmed, fu represso nel sangue. In seguito, Ben Bella mise in atto una serie di riforme di ispirazione socialista, tra cui la statalizzazione della terra.

Nel 1965, il colonnello Houari Boumedienne (ministro della difesa di Ben Bella) diede luogo a un colpo di stato a cui seguirono violenti disordini, arresti in massa di militanti di sinistra, condanne all'esilio e la nascita di nuove organizzazioni armate antigovernative. Un primo tentativo di rovesciare Boumedienne ebbe luogo nel 1967, ma non ebbe successo. Nello stesso anno, l'Algeria dichiarò guerra ad Israele, prendendo così parte nella guerra arabo-israeliana, anche se truppe algerine non entrarono di fatto mai in azione.

Boumedienne proseguì la politica socialista di Ben Bella, statalizzando l'industria petrolifera nel 1971, per poi sviluppare ulteriormente la riforma agraria e istituire un servizio di assistenza nazionale. Nel 1976, la costituzione venne modificata dichiarando ufficialmente l'Algeria stato socialista.

Alla morte di Boumedienne nel 1978 salì al potere Benjedidi Chadli, che instaurò un regime presidenziale con mandato quinquennale del presidente. Chadli (riconfermato nel 1984 e poi ancora nel 1988) mise in atto una politica più moderata dei suoi predecessori, cercando anche la riconciliazione fra i diversi gruppi politici algerini. Fece rilasciare Bella, e portò avanti accordi con la Francia per favorire il ritorno in patria di 800.000 profughi che avevano lasciato il paese negli anni precedenti. Nel 1989, la nuova costituzione introdusse numerose riforme in senso democratico; per la prima volta nella storia dell'Algeria indipendente, divenne possibile formare partiti politici (precedentemente, l'FLN era l'unico partito legale).

[modifica] La guerra civile

Nel 1990, le elezioni amministrative furono vinte dal Fronte Islamico di Salvezza (FIS) di Abassi Madani, che si aggiudicò anche il primo turno delle successive elezioni politiche (dicembre 1991). Con un brusco arresto al processo di democratizzazione messo in atto da Chadli, il voto sfavorevole all'FLN venne annullato. Seguì un nuovo periodo di repressione, censura dell'informazione, e arresti di natura politica, e il controllo del paese passò nelle mani di una giunta militare guidata da Muhammad Boudiaf, assassinato poi nel 1992.

Guidata da Ali Khafi, successore di Boudiaf, nel 1993 la giunta militare ha chiuso le relazioni diplomatiche con Teheran. Fra il 1994 e il 1996 il paese è stato scosso da numerosi attentati terroristici, la maggior parte dei quali indirizzati contro gli stessi algerini(furono uccisi, tra l'altro, molti preti cattolici).

Le elezioni del 1999 hanno visto la vittoria di Abdelaziz Bouteflika, tuttora presidente.

[modifica] Le richieste di democrazia

La primavera del 2001 venne contrassegnata da grandi movimenti di piazza nella regione della Cabilia, che —nati per protestare contro l'uccisione di un giovane in una caserma di gendarmeria— si estesero fino a reclamare maggiore libertà e democrazia. Questo movimento venne represso con estrema durezza: i gendarmi spararono sulla folla e oltre 100 persone rimasero uccise (la cosiddetta "primavera nera"). Le istanze della popolazione vennero raccolte in una piattaforma in 15 punti (la "piattaforma di El-Kseur"), in cui si richiedeva una maggiore democrazia e la fine dell'impunità per i colpevoli. Il governo non accolse le richieste, che vennero portate ad Algeri il 14 giugno 2001 in quella che fu la più colossale manifestazione dopo l'indipendenza, con più di un milione di partecipanti. E in risposta a questo disinteresse la popolazione della Cabilia, auto-organizzata nelle originali strutture degli Aarch (confederazioni delle antiche tribù, basate sulla democrazia diretta) boicottò il voto in tutte le scadenze elettorali successive (le legislative del 30 maggio 2002, le amministrative del 10 ottobre 2002 e le presidenziali dell'8 aprile 2004), creando di fatto un fossato tra sé e il resto dello Stato algerino.

Anche se in seguito è ripresa, sia pure molto limitatamente, la partecipazione al voto anche in Cabilia, il problema della democratizzazione del paese rimane tuttora senza risposta.

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Algeria.

[modifica] Morfologia

Sahara algerino
Sahara algerino
Le dune di Issaouane fotografate dagli astronauti di una missione spaziale
Le dune di Issaouane fotografate dagli astronauti di una missione spaziale

I confini dell'Algeria includono un'ampia regione di Sahara, che in epoca coloniale ebbe una amministrazione indipendente. La zona più vitale del paese è certamente il Maghreb, che costituisce un settimo del territorio nazionale. Nel Maghreb confluiscono due sistemi di rilievi e pieghe, formatisi in due fasi dell'orogenesi alpina: l'Atlante del Tell e l'Atlante sahariano.

L'Atlante del Tell (detto anche Atlante Telliano o semplicemente Tell) risale al Pliocene. È costituito da diverse catene montuose discontinue, in cui spiccano massicci calcarei. Lungo la costa, le catene del Tell sono orientate da ovest-sud-ovest a est-nord-est e definiscono la morfologia del litorale, caratterizzato da promontori rocciosi e brevi spiaggie. Le massime cime del Tell si trovano nell'Ouarsenis (1983 m), nel Babor (2004 m) e nella Djurdjura (2308 m), che si ergono nelle zone della Piccola e Grande Cabila. Nelle zone più depresse del Tell ci sono zone pianeggianti; alcuni esempi sono la piana dietro Algeri, le pianure di Annata e Orano, la valle fluviale dello Cheliff.

L'Atlante Sahariano, più antico del Tell (Paleozoico), ha subito fenomeni erosivi più significativi e raggiunge quindi altitudini inferiori. Le brevi catene di Ksour, Amour, Ouled e Nanil non oltrepassano i 2000 m di altezza. Fanno eccezione i massicci dell'Aurès (2328 m) e dell'Ahaggar (3000 m). All'interno si trova una successione di altopiani che variano in altezza fra i 600 e i 1200 m; più estesi a ovest, a est si uniscono alle catene del Tell per proseguire verso la Tunisia. Geomorfologicamente, l'Atlante Sahariano è caratterizzato da uno zoccolo archeozoico di rocce cristalline (predominanti micascisti e gneiss). A più riprese il mare è penetrato nella zona, per cui le rocce più antiche sono coperte da strati sedimentari calcarei, arenarie e argille. Lo zoccolo cristallino emerge invece in corrispondenza dell'Ahaggar, che a tratti appare coperto da formazioni laviche basaltiche. L'importante degradazione meteorica subita dalla regione, e la conseguente frammentazione delle rocce superficiali, hanno portato a una morfologia desertica fra le più peculiari del mondo, con superfici rocciose erose dal vento (Hamad di Tademait) alternate ad aree sabbiose (Grande Erg Occidentale e Orientale) e ciottolose.

[modifica] Idrografia

La rete idrografica algerina è quasi interamente limitata al Maghreb, e anche qui è piuttosto povera. I fiumi che sboccano nel Mediterraneo (per esempio Tafna, Chelif, Soummam, Oued el-Kebir) hanno corso perenne, ma sono piuttosto brevi. Il fiume più lungo che nasce in Algeria, la Medjerda, scorre però quasi interamente in Tunisia, dove pure si trova la sua foce.

Gli altopiani sono spesso bacini chiusi endoreici e ospitano laghi salati, alimentati anche dai corsi d'acqua dell'Atlante Sahariano. Oltre ad alimentare i laghi salati dell'entroterra, i fiumi dell'Atlante Sahariano formano numerose oasi pedemontane.

[modifica] Clima

Pur appartenendo all'area climatica mediterranea, il Maghreb esibisce le caratteristiche tipiche di questo clima solo sulla costa. Ad Algeri, per esempio, la temperatura media annua si aggira sui 18 C (media invernale 12 C, estiva 24 C) mentre presso l'alto Cheliff si registrano gelate invernali e temperature estive fino a 47 C. Le precipitazioni sono in gran parte determinate dall'interazione fra le masse d'aria oceaniche, umide, e quelle secche continentali, di provenienza sahariana. Sul versante esterno del Tell, in alcune zone, cadono fino a 1000 mm di pioggia annua; negli altopiani interni i valori scendono a 300-400, per risalire solo sui pendii dell'Atlante sahariano. Nella zona sahariana il clima è estremamente arido, con escursioni termiche sia stagionali che giornaliere fortissime. Le precipitazioni sono inferiori ai 10 mm annui, con poche eccezioni (per esempio l'Ahaggar, con 200 mm).

[modifica] Temperatura e precipitazioni

Temperature e precipitazioni mensili
Temperature e precipitazioni mensili

[modifica] Popolazione

[modifica] Demografia

Crescita demografica in Algeria dal 1961 al 2003
Crescita demografica in Algeria dal 1961 al 2003


[modifica] Etnie

[modifica] Religione

[modifica] Lingue

L'Arabo è la lingua ufficiale. La lingua berbera, parlata dal 27,4% della popolazione, è anch'essa "lingua nazionale", ma non ufficiale. Il francese, nonostante non gli sia stato riconosciuto uno stato di ufficilità, è usato spesso dall'amministrazione e costituisce una seconda lingua di uso corrente per gran parte degli algerini.

[modifica] Ordinamento dello stato

[modifica] Suddivisioni storiche e amministrative

L'Algeria è divisa in 48 wilaya (province)

Province dell'Algeria numerate secondo l'ordine ufficiale
Province dell'Algeria numerate secondo l'ordine ufficiale


1 Adrar
2 Chlef
3 Laghouat
4 Oum el-Bouaghi
5 Batna
6 Béjaïa
7 Biskra
8 Béchar
9 Blida
10 Bouira
11 Tamanrasset
12 Tébessa
13 Tlemcen
14 Tiaret
15 Tizi Ouzou
16 Algeri
17 Djelfa
18 Jijel
19 Sétif
20 Saida
21 Skikda
22 Sidi Bel Abbes
23 Annaba
24 Guelma


25 Constantina
26 Médéa
27 Mostaganem
28 M'Sila
29 Mascara
30 Ouargla
31 Orano
32 El Bayadh
33 Illizi
34 Bordj Bou Arréridj
35 Boumerdès
36 El Tarf
37 Tindouf
38 Tissemsilt
39 El Oued
40 Khenchela
41 Souk Ahras
42 Tipasa
43 Mila
44 Aïn Defla
45 Naama
46 Aïn Témouchent
47 Ghardaïa
48 Relizane



[modifica] Città principali

Le città più popolose dell'Algeria sono:

Algeria
n. Nome Abitanti Provincia
Traslitterazione in arabo Cens. 1977 Cens. 1987 Cens. 1998 Stima 2005
1. Algeri (Ledzayer) الجزائر 1.523.000 1.507.241 1.519.570 1.518.083 Algeri
2. Orano (Wehrān) وهران 491.901 628.558 692.516 771.066 Orano
3. Costantina (Qsenṭīna) قسنطينة 345.566 443.727 462.187 507.224 Costantina
4. Annaba (cAnnāba) عنابة 255.938 305.526 348.554 383.504 Annaba
5. Batna (Bātna) باتنة 102.756 181.601 242.514 317.206 Batna
6. Blida (Blīda) البليدة 136.033 170.935 226.512 264.598 Blida
7. Sétif (Sṭīf) سطيف 129.754 170.182 211.859 246.379 Sétif
8. Chlef (Šlef) الشلف 75.864 129.976 179.768 235.062 Chlef
9. Djelfa (Ež-Želfa) الجلفة 47.435 84.207 154.265 221.231 Djelfa
10. Sidi bel Abbès (Sīdī Bel cAbbās) سيدي بلعباس 112.998 152.778 180.260 208.498 Sidi bel Abbès
11. Biskra (Biskra) بسكرة 90.471 128.281 170.956 207.987 Biskra
12. Tébessa (Tebessa) تبسة 61.063 107.559 153.246 203.922 Tébessa
13. Tiaret (Tiyāret) تيارت 53.277 95.821 145.332 198.213 Tiaret
14. Ouargla (ar. Wargla, berb. Wargren) ورقلة 42.098 81.721 129.402 183.238 Ouargla
15. Béjaïa (ar. Bedžaya, berb. Bgayet) بجاية 73.960 114.534 147.076 182.131 Béjaia
16. Skikda (Skikda) سكيكدة 91.395 128.747 152.335 178.687 Skikda
17. Tlemcen (Tilimsān) تلمسان 109.408 126.882 155.162 172.540 Tlemcen
18. Bordj Bou Arreridj (Burž Bū cArīrīž) برج بو عريريج 54.505 84.264 128.535 167.230 Bordj Bou Arreridj
19. Béchar (Bešār) بشار 72.790 107.311 131.010 157.430 Béchar
20. Médéa (el-Mediya) المدية 57.828 84.792 123.535 155.852 Médéa
21. Touggourt (Tuggūrt) تقورت 42.519 70.645 113.625 153.624 Wargla
22. Jijel (Žīžel) جيجل 35.065 62.793 106.003 148.901 Jijel
23. Souk Ahras (Sūq Ahrās) سوق أهراس 52.144 83.015 115.882 148.328 Souk Ahras
24. Mostaganem (Mustaġānem) مستغانم 85.059 114.037 124.399 140.252 Mostaganem
25. M'Sila (El-Msīla) المسيلة 33.642 65.805 99.855 140.048 M'Sila
26. El Eulma (El-culma) العلمة 41.564 67.933 105.130 139.808 Sétif
27. Khenchela (Khenšla) خنشلة 44.223 69.743 106.082 138.754 Khenchela
28. Saida (Sacīda)) سعيدة 55.855 80.825 110.865 136.856 Saida
29. Ain Oussera (cAyn Wessāra) عين وسارة 17.173 44.270 82.435 134.174 Djelfa
30. El Oued (El-Wād) الوادي 47.173 72.065 104.801 133.933 El Oued
31. Guelma (Galma) قالمة 56.106 77.821 108.734 133.127 Guelma
32. Ghardaia (ar. Ġardāya, berb. Taġerdayt) غرداية 70.508 89.415 110.724 127.172 Ghardaia
33. Relizane (Ġelīzān) غليزان 55.450 80.091 104.285 126.794 Relizane
34. Laghouat (Laġwāṭ) الأغواط 40.156 67.214 96.342 126.291 Laghouat
35. Bordj el Kiffan (Burž el-Kīfān) برج الكيفان 46.590 61.035 98.135 122.875 Algeri
36. Bou Saâda (Bū Sacda) بو سعدة 46.760 66.688 97.031 121.301 M'Sila
37. Bab Ezzouar (Bāb Ez-Zwār) باب الزوار 7.100 55.211 92.200 115.444 Algeri
38. Messaad (Mescad) مسعد 19.885 47.460 75.533 114.625 Djelfa
39. Barika (Barīka) بريكة 26.315 56.488 80.618 114.547 Batna
40. Ain el Beida (cAyn el-Bīḍa) عين البيضاء 42.578 61.997 90.560 114.107 Oum el Bouaghi
41. El Chroub (El-Khrūb) الخروب 14.962 42.261 65.344 103.995 Costantina

[modifica] Istituzioni

[modifica] Politica

Abdelaziz Bouteflika, attuale Presidente dell'Algeria
Abdelaziz Bouteflika, attuale Presidente dell'Algeria

[modifica] Politica interna

[modifica] Politica estera

[modifica] Organismi internazionali

Fa parte della Lega Araba (1962), dell'Unione del Maghreb Arabo (1989), dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (1969), del Movimento dei Non-Allineati e dell'OPEC (1969)

[modifica] Economia

[modifica] Turismo

Sono diversi ed importanti i siti archeologici presenti nel paese; tra questi i più rilevanti sono:

[modifica] Ambiente

[modifica] Arte

[modifica] Architettura

[modifica] Pittura e scultura

I piu noti attuali pittori algerini, tali Mohammed Khadda, M'hemed Issiakhem ed i laureati del premio Abd-el-Tif d'Algeri, tra i quali Maurice Boitel, hanno contribuito al prestigio artistico del Algeria.

[modifica] Letteratura

[modifica] Poesia

[modifica] Romanzo

[modifica] Teatro

[modifica] Musica

[modifica] Sport

L'Algeria ha partecipato,inoltre,alla coppa d'Africa nel 2006 uscendone al primo turno.

[modifica] Tradizioni

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni