Liberia

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Liberia
Liberia – Bandiera Liberia - Stemma
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L'amore della libertà ci ha portato qui
Liberia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica della Liberia
Nome ufficiale Republic of Liberia
Lingue ufficiali inglese
Capitale Monrovia  (572.000 ab. / 2003)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale
Capo di Stato Ellen Johnson Sirleaf
Indipendenza 26 luglio 1847
Ingresso nell'ONU 2 novembre 1945 1
Superficie
Totale 111.370 km² (101º)
 % delle acque 13.514 %
Popolazione
Totale 3.994.122 ab. (2012) (125º)
Densità 35 ab./km²
Tasso di crescita 2,609% (2012)[1]
Geografia
Continente Africa
Confini Sierra Leone, Guinea, Costa d'Avorio
Fuso orario UTC
Economia
Valuta Dollaro liberiano LRD
PIL (nominale) 1 734[2] milioni di $ (2012) (167º)
PIL pro capite (nominale) 436 $ (2012) (182º)
PIL (PPA) 2 645 milioni di $ (2012) (167º)
PIL pro capite (PPA) 665 $ (2012) (183º)
ISU (2011) 0,329 (basso) (182º)
Fecondità 5,2 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 LR, LBR, 430
TLD .lr
Prefisso tel. +231
Sigla autom. LB
Inno nazionale All Hail, Liberia, Hail!
Festa nazionale
Liberia - Mappa
1 È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
 

Coordinate: 6°32′N 9°45′W / 6.533333°N 9.75°W6.533333; -9.75

La Repubblica di Libèria è uno Stato dell'Africa Occidentale, confinante a nord con Sierra Leone e Guinea, e ad est con la Costa d'Avorio. È stata recentemente afflitta da due guerre civili (19891996 e 19992003) che hanno reso profughi centinaia di migliaia di cittadini e distrutto l'economia liberiana. Il tasso di disoccupazione supera il 50%.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Liberia.

Storia della Liberia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della Liberia come entità politica comincia con l'arrivo dei coloni afroamericani - gli Americo-Liberiani, come poi furono chiamati[senza fonte] - che stabilirono una colonia di "liberi uomini di colore" sulle sue coste nel 1822 sotto il controllo della American Colonization Society. Le radici storiche in cui una maggioranza degli odierni Liberiani ritrovano la loro identità, comunque, si trovano nelle differenti tradizioni dei numerosi gruppi tribali in cui si dividevano le tribù indigene: i coloni dovettero infatti affrontarle per guadagnare uno spazio sulla costa africana ed estendere successivamente il loro controllo sulle regioni interne.

Stephen Allen Benson, Presidente della Liberia, dal 1856 al 1864.

Il 26 luglio 1847 gli Americo-Liberiani dichiararono l'indipendenza della Repubblica di Liberia. I coloni vedevano nel continente africano, dal quale i loro avi erano stati deportati, la "terra promessa", ma non mostravano intenzione di reintegrarsi nella società e nel metodo tribale africano. Si riferivano a loro stessi come "Americani" e furono riconosciuti come tali tanto dalle autorità tribali africane quanto dalle autorità coloniali britanniche della vicina Sierra Leone. I simboli del loro stato - bandiera, motto e sigillo -, come la forma del loro governo, riflettevano completamente l'esperienza di emigrazione negli Stati Uniti.

I costumi e gli standard culturali degli Americo-Liberiani vedevano il loro modello nello stile di vita del Sud degli Stati Uniti. Questi ideali coloravano in modo preponderante le abitudini dei coloni verso gli autoctoni: il nuovo Stato aveva l'estensione superficiale delle terre controllate dalla comunità dei coloni e da coloro che ne erano stati assimilati, per cui grandi porzioni della storia della Liberia trattano i tentativi, raramente coronati da successo, di una minoranza civilizzata di dominare una maggioranza considerata per tanti aspetti "inferiore". Chiamarono il Paese "Liberia", per darle il carattere di "terra degli uomini liberi".

La fondazione della Liberia fu privatamente finanziata da gruppi filantropici e religiosi americani, ma la colonia godette del supporto e della cooperazione non ufficiale del governo statunitense. Il governo liberiano, modellato su quello degli Stati Uniti, era democratico nello stile, per quanto non sempre nella sostanza. Dopo il 1877 il True Whig Party monopolizzò l'intero potere politico del Paese, e la competizione per le cariche fu solitamente contenuta nel partito, dove essere nominati significava automaticamente entrare in Parlamento. Due problemi che le amministrazioni liberiane dovettero affrontare furono soprattutto le pressioni delle nazioni coloniali vicine, Gran Bretagna e Francia, e la minaccia di insolvenza finanziaria: entrambe le problematiche minacciarono seriamente la sovranità del Paese, poiché perse il controllo di alcune regioni all'interno che furono annesse alle colonie inglesi e francesi. Lo sviluppo economico fu poi pesantemente ritardato dal declino, alla fine del XIX secolo, dei mercati per le materie prime su cui si basavano le esportazioni liberiche, e dall'indebitamento per una serie di prestiti, il cui rientro prosciugò l'economia nazionale.

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Edwin Barclay (a destra), presidente della Liberia, e Franklin Delano Roosevelt (a sinistra), presidente statunitense, nel 1943.

Due eventi furono di particolare importanza nel contrasto dell'isolazionismo liberico: il primo fu una larga concessione affidata nel 1926 all'americana Firestone Plantation Company, una mossa che fu il primo passo nella modernizzazione dell'impianto economico; il seguito fu durante la Seconda guerra mondiale, periodo in cui gli Stati Uniti fornirono un'assistenza economica e tecnica che permise progressi industriali e un cambiamento sociale.

William R. Tolbert, Jr. (a sinistra) e signora con Nixon, nel 1973.
Tolbert col presidente USA Carter a Monrovia, 1978

Il golpe del 1980[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 aprile 1980 un colpo di stato militare fu organizzato da un gruppo di sottufficiali dell'esercito di lignaggio tribale, al comando del Sergente Maggiore Samuel Kanyon Doe, e giustiziarono il presidente in carica da nove anni, William R. Tolbert, Jr. nella sua residenza. Doe e i suoi congiurati costituirono autonomamente il Consiglio di Redenzione del Popolo, presero possesso del governo e conclusero la "prima repubblica" di Liberia.

Doe strinse legami molto forti con gli USA nei primi anni 1980 e fece una politica assai autoritaria, chiudendo giornali, dichiarando fuorilegge i partiti d'opposizione e tenendo elezioni plebiscitarie.

Le guerre civili del 1989 e del 1999[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo 1989 scoppiò una guerra civile, e nel settembre 1990 Doe fu ucciso dalle forze dell'INPFL (Indipendent National Patriotic Front of Liberia, Fronte Indipendente Nazionalpatriottico della Liberia), al comando di Yormie Johnson, e da elementi della tribù Gio. Come condizione per la fine del conflitto, il presidente ad interim Amos Sawyer si dimise nel 1994, lasciando il potere al Consiglio di Stato.

Da una posizione di primato come signore della guerra[senza fonte], Charles Taylor fu eletto presidente nel 1997. Il regime brutale di Taylor bersagliò molti attivisti di spicco dell'opposizione. Nel 1998, il governo cercò di assassinare l'attivista per i diritti dei minori Kimmie Weeks per un rapporto che, pubblicato, evidenziava le responsabilità di Taylor nell'addestramento dei bambini-soldato. Il governo autocratico e traballante di Taylor portò a una nuova ribellione nel 1999. In dieci anni di sollevazioni e rivolte, morirono più di duecentomila persone. Il conflitto si intensificò nell'estate del 2003, quando i combattimenti si avvicinarono a Monrovia.

Nell'agosto 2003 Accra (Ghana) ospitò la discussione e la firma degli accordi di Accra che hanno messo fine a 14 anni di guerra civile. Mentre il potere del governo collassava e le pressioni dalla comunità internazionale (soprattutto gli USA) aumentavano affinché si dimettesse, Charles Taylor accettò l'asilo politico offerto dalla Nigeria, ma giurò: "Col volere di Dio, tornerò".

Con le elezioni presidenziali del novembre 2005, Ellen Johnson Sirleaf prende il posto di Gyude Bryant alla guida dello Stato.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Liberia.
Geografia fisica della Liberia.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiente fisico della Liberia è costituito da un altopiano che degrada in una pianura litoranea; un solo fiume di una certa importanza attraversa la regione, per il resto altri fiumi sono sparsi da nord-ovest a sud-est. Il punto più elevato è il monte Nimba, al confine con la Guinea e la Costa d'Avorio con i suoi 1.752 metri. Nel nord-ovest del paese è situato il Monte Wuteve che con i suoi 1.440 metri è la seconda vetta della Liberia. La costa è pianeggiante e orlata da cordoni litoranei.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

I corsi d'acqua della Liberia assumono in prevalenza un andamento verso sud-ovest, seguendo la morfologia del terreno, che dagli altopiani dell'interno li conduce a sfociare nell'oceano Atlantico. Il confine nord-occidentale è attraversato dal fiume Mano mentre quello sud-orientale è delimitato dal fiume Cavally. I tre fiumi più lunghi del paese sono il Saint Paul che sfocia vicino Monrovia, il Saint John e il Cestos.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo tropicale, caratterizzato da una piovosità stagionale elevata (circa 169 giorni di pioggia all'anno, quasi 4000 mm) e da una temperatura la cui media supera i 25 gradi centigradi.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Il 43,6% della popolazione è composto dai ragazzi fino ai quattordici anni (maschi 765.662, femmine 751.134), il 52,8% da persone dai quattordici ai sessantaquattro anni (maschi 896.206, femmine 940.985) e per il restante 3,7% da persone che hanno superato i sessantacinque anni d'età (maschi 64.547, femmine 63.667).

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la popolazione è composta per lo più da neri sudanesi e varie tribù locali (Kpelle, Bassa, Gio, Krumen, Grebbo, Mano, Krahn, Gola, Gbandi), mende, mandingo e viau

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Le lingue mande sono utilizzate nelle zone settentrionali ed occidentali del paese, mentre le lingue Kru in quelle orientali e meridionali. L'inglese è la lingua madre del 2,5% della popolazione rientrata nel paese dagli Stati Uniti d'America. L'inglese è comunque la lingua ufficiale della Liberia. Altre lingue utilizzate nel paese sono il Gola e il Kpelle.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione maggiormente diffusa è quella cristiana (66% circa della popolazione, soprattutto protestanti), i musulmani sono il 15% circa, mentre il resto della popolazione è animista (19%).

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

La Liberia è suddivisa in 15 Contee:

Nome Superficie[4]
(km²)
Popolazione[4] Densità
(ab/km²)
Capoluogo
Bomi 1.931 84.119 43,56 Tubmanburg
Bong 8.754 333.481 38,09 Gbarnga
Gbarpolu[5] 9.953 83.388 8,38 Bopolu
Grand Bassa 7.814 221.693 28,37 Buchanan
Grand Cape Mount 4.781 127.076 26,58 Robertsport
Grand Gedeh 10.855 125.258 11,54 Zwedru
Grand Kru[6] 3.895 57.913 14,87 Barclayville
Lofa 9.982 276.863 27,74 Voinjama
Margibi 2.691 209.923 78,01 Kakata
Maryland 2.297 135.938 59,10 Harper
Montserrado 1.880 1.118.241 594,81 Bensonville
Nimba 11.551 462.026 40,00 Sanniquelle
River Cess 5.654 71.509 12,65 Cesstos
River Gee[7] 5.113 66.789 13,06 Fish Town
Sinoe 9.764 102.391 10,49 Greenville

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

La città più importante e popolosa del paese è la capitale Monrovia, di poco sotto il milione di abitanti. Il secondo centro cittadini della Liberia è Gbarnga, che nel 2008 contava 34.046 abitanti.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La Liberia è una Repubblica presidenziale; l'attuale presidente è Ellen Johnson Sirleaf.

È uno dei pochi stati che concede la propria cittadinanza in base alle origini etniche.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura è nettamente ripartita tra quella di sussistenza, retta da forze locali dedite al riso, alle banane, alla manioca, alla patata, e quella commerciale, sostenuta da compagnie statunitensi e rivolta ai prodotti di piantagione: palme da cocco, caffè, raphia vinifera (da cui si ricava il vino di palma). Notevoli le risorse di legname (15% della foresta), soprattutto caucciù, azobè e palma oleifera; modesto invece l'allevamento. Le risorse del sottosuolo sono eccellenti: ematite, magnetite, ferro, bauxite, oro e diamanti. Tuttavia le attività industriali ed estrattive sono quasi completamente condotte da gruppi statunitensi.

Per la bassa imposizione fiscale attuata e, in particolare, per l'assenza di norme e misure restrittive di controllo sul versante delle transazioni finanziarie, la Liberia è annoverata tra i cosiddetti "paradisi fiscali". Essa, infatti (unitamente a Filippine, Isole Cook, Isole Marshall, Montserrat, Nauru, Niue, Panama, Vanuatu, Brunei, Costa Rica, Guatemala e Uruguay) è una delle 14 giurisdizioni che, in base all'ultimo Rapporto del giugno 2010 dell'OCSE, ancora figurano nella cosiddetta lista grigia sotto la voce tax haven e centri finanziari[8]. Anche il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, l'ha inserita tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, cosiddetta Black List o lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico-commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tali territori.

PIL (PPA): 2.645 milioni di dollari USA (2012[2]) PIL pro capite (PPA): 665 dollari (2012[2]) Tasso annuale di crescita: 15% Settori/prodotti principali: estrazione miniere e colture agricole di piantagione. Palma da cocco, caffè, raphia vinifera, mogano, albero della Cola, caucciù. Minerali di ferro, diamanti, oro, bauxite, cemento. Partner economici: Germania, Polonia, Francia, Cina, Italia, USA, Sud Corea, Giappone, Singapore. In Liberia viene usato il Dollaro liberiano (anticamente veniva usata la Kissi money).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

La foresta pluviale copre gran parte del territorio liberiano e in particolare tutta la fascia costiera. Essa inizia compatta già a pochi chilometri dalla costa succedendo alle mangrovie che risalgono per buon tratto le foci fluviali. Notevolmente estese sono però le zone dove la foresta risulta degradata dall'uomo o quelle in cui trovano posto le piantagioni di caffè, di palma oleifera, di Hevea, di banani e ananas.

Le essenze della foresta liberiana sono rappresentate da varie specie di mogano e da palme varie, tra cui la Raphia vinifera, che cresce però nelle zone degradate della foresta primaria. Tra le altre piante ricordiamo lo strofanto, il pepe, da cui la costa liberiana (Costa del Pepe) derivò il suo nome. Man mano che si risalgono le pendici che portano all'altopiano, la foresta sempreverde con alberi d'alto fusto e fitto sottobosco si addensa lungo i fiumi (foresta a galleria) inframezzandosi a formazioni di boscaglia ad alberi tropofili e cespugli e, più a nord, a distese di savana ad alberi radi dal fogliame caduco, con ricca copertura di erbe, verdi ed altissime durante le piogge, secche durante la stagione arida.

Nelle zone più interne a boscaglia ed a savana vivono i grandi carnivori, come il leone, ed erbivori quali le gazzelle, le antilopi, le zebre, gli elefanti. Numerosi sono i felidi tra cui il serval ed il leopardo, molto frequente in tutta la Liberia, e le viverre, rappresentate in particolare dal linsango. La foresta è invece il regno delle scimmie: lo scimpanzé, il cercocebo dal collare, il babbuino, la proscimmia galagone. Nei fiumi sono numerosi gli ippopotami ed i coccodrilli, numerosi i serpenti e i loro secolari avversari, le manguste.

Ricchissima è l'avifauna, rappresentata specialmente da nettarinie e da fagiani azzurri; vastissima la gamma degli insetti tra cui la pericolosa mosca tse-tse.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto nella zona orientale della Liberia (similarmente alla Costa d'Avorio occidentale e nelle zone di confine della Guinea) domina la società segreta Poro che, grazie al suo potere di coesione, impone agli adepti e agli indigeni una certa uniformità artistica, influenzando la forma e determinando l'uso di una vasta gamma di maschere. Inoltre, da sottolineare l'importanza della tribù Dan-Ngere che ha adottato come forma d'arte prevalente la maschera lignea che si presenta in moltissime tipologie (dal naturalismo ritrattistico fino ad arrivare alla forma cubista astratta).

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ a b c Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ a b Censimento
  5. ^ Istituita nel 2001 con parte della contea di Lofa.
  6. ^ contea istituita con parte della contea di Maryland
  7. ^ Istituita nel 2000 con parte della contea di Grand Gedeh
  8. ^ Ocse: a zero la black list, due le new entry nella white FiscoOggi.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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