Assia Djebar
Fatima-Zohra Imalayen, meglio nota con lo pseudonimo Assia Djebar (Cherchell, 30 giugno 1936), è una scrittrice e regista algerina femminista.
Il tema principale delle sue opere è la condizione della donna in Algeria. Considerata uno dei più influenti scrittori nordafricani, è stata la prima autrice del Maghreb a essere ammessa all'Académie française (il 16 giugno 2005).
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[modifica] Biografia
Nata a Cherchell, presso Algeri, ha studiato inizialmente in Algeria. Nel 1955 è stata ammessa alla prestigiosa École Normale Supérieure di Parigi. Due anni dopo ha pubblicato il suo primo romanzo, La soif, usando lo pseudonimo Assia Djebar per timore della reazione del padre al suo lavoro. A La soif seguirono Les impatients nel 1958, Les enfants du Nouveau Monde (1962), e Les alouettes naïves (1957). Nel 1977 ha iniziato la propria carriera di regista con il film La Nouba des femmes du Mont Chenoua. Nel 1980 si è sposata con il poeta algerino Malek Alloula[1]
[modifica] Opere
Djebar, nelle sue novelle utlilizza come punto di partenza il quadro storico del suo popolo e le lotte per la indipendenza, per arrivare a focalizzare il ruolo, la partecipazione e la condizione femminile all'interno di una società repressiva e coercitiva.[2]
[modifica] Romanzi
- La soif, 1957
- Les impatients, 1958
- Les enfants du Nouveau Monde, 1962
- Les alouettes naïves, 1967
- Poème pour une Algérie heureuse, 1969
- Rouge l'aube
- L'Amour, la fantasia, 1985
- Ombre sultane 1987
- Loin de Médine, 1991
- Vaste est la prison, 1995
- Le blanc de l'Algérie, 1996
- Femmes d'Alger dans leur appartement, 2002
- La femme sans sépulture, 2002
- La disparition de la langue française, 2003
[modifica] Film
[modifica] Note
- ^ Anna Albertano, Donna d'Algeri. Incontro con Assia Djebar, Linea d'ombra n. 87, novembre, 1993
- ^ cite web url=http://www.emory.edu/ENGLISH/Bahri/Djebar.htm
| Predecessore: | Seggio 5 dell'Académie française | Successore: |
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| Georges Vedel | 2005 | - |