Assia Djebar

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Assia Djebar
Seggio 5 dell'Académie française
Assia Djebar.jpg
Assia Djebar
Nato Cherchell, 30 giugno 1936
Nazionalità Algerina
Attività Scrittrice
Eletta 16 giugno 2005
Ricevuta 22 giugno 2006
da Pierre-Jean Rémy
Deceduta Parigi, 6 febbraio 2015

Assia Djebar, pseudonimo di Fatima-Zohra Imalayène (Cherchell, 30 giugno 1936Parigi, 6 febbraio 2015), è stata una scrittrice, poetessa, saggista, regista e sceneggiatrice algerina. Esponente del pensiero femminista, il tema principale delle sue opere è la condizione della donna in Algeria. Considerata uno dei più influenti scrittori nordafricani, è stata la prima autrice del Maghreb a essere ammessa all'Académie française (il 16 giugno 2005).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Cherchell, una piccola città costiera distante circa 80 km da Algeri, da una benestante famiglia di etnia berbera, la Djebar ha studiato inizialmente in Algeria. Nel 1955 è stata ammessa alla prestigiosa École Normale Supérieure di Parigi.

Due anni dopo ha pubblicato il suo primo romanzo, La soif, usando lo pseudonimo Assia Djebar per timore della reazione del padre al suo lavoro. A La soif seguirono Les impatients nel 1958, Les enfants du Nouveau Monde (1962), e Les alouettes naïves (1957).

Nel 1977 ha iniziato la propria carriera di regista con il film La Nouba des femmes du Mont Chenoua.

Nel 1980 si è sposata con il poeta algerino Malek Alloula[1]

È scomparsa nel 2015 all'età di 78 anni dopo una lunga malattia[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Djebar nelle sue novelle utilizza come punto di partenza il quadro storico del suo popolo e le lotte per la indipendenza per arrivare a focalizzare il ruolo, la partecipazione e la condizione femminile all'interno di una società repressiva e coercitiva.[3]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • La soif, 1957
  • Les impatients, 1958
  • Les enfants du Nouveau Monde, 1962
  • Les alouettes naïves, 1967
  • Poème pour une Algérie heureuse, 1969
  • Rouge l'aube
  • L'Amour, la fantasia, 1985
  • Ombre sultane 1987
  • Loin de Médine, 1991
  • Vaste est la prison, 1995
  • Le blanc de l'Algérie, 1996
  • Femmes d'Alger dans leur appartement, 2002
  • La femme sans sépulture, 2002
  • La disparition de la langue française, 2003

Film[modifica | modifica wikitesto]

  • La Nouba des femmes du Mont Chenoua, 1977
  • La Zerda ou les chants de l'oubli, 1979

Onorificenze[4][modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anna Albertano, Donna d'Algeri. Incontro con Assia Djebar, Linea d'ombra n. 87, novembre, 1993
  2. ^ Assia Djebar décédée : Perte d’une intellectuelle majeure (fr) Elwatan.com
  3. ^ cite web url=http://www.emory.edu/ENGLISH/Bahri/Djebar.htm
  4. ^ Sito web dell'Accademia: dettaglio membro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Racconti Algerini di 'Abd al-Hamid Ben Haduqah, a cura di K.J. Boloyan, Bari, Edizioni Giuseppe Laterza

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Seggio 5 dell'Académie française Successore
Georges Vedel 16 giugno 2005 - 6 febbraio 2015 seggio vacante
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