Jaron Lanier

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Jaron Lanier

Jaron Lanier (New York, 3 maggio 1960) è un informatico, compositore e saggista statunitense, noto per aver reso popolare la locuzione virtual reality (realtà virtuale, di cui è peraltro considerato un pioniere). Nato a New York da una famiglia di emigrati europei, e cresciuto a Mesilla, nel Nuovo Messico, Lanier è principalmente uno sviluppatore di software, ma scrive anche per riviste, fra le quali Edge e Discover.

Il lavoro come sviluppatore[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta, il termine cyberspazio iniziò a divenire de facto sinonimo di Internet, e più tardi di World Wide Web, perdendo il suo significato originale; in questi anni Lanier ipotizzò la possibilità di arrivare, grazie a tecnologie per la visualizzazione tridimensionale, a una forma di comunicazione "post-simbolica". L'idea prevedeva che invece di ricorrere a parole per descrivere le cose, sarebbe stato presto possibile costruire virtualmente gli oggetti o dare una parvenza visiva ai concetti, comunicando direttamente per loro tramite.

Da allora in poi la realtà virtuale ben presto divenne uno strumento con potenzialità d'interesse in tutti i campi della conoscenza, attirando un numero di utenti sempre maggiore, interessati soprattutto da ciò che può essere percepito come uno stile di vita alternativo, in un ambito che dà un ampio spazio alla creatività ed alla interattività, creando dei percorsi in mondi nuovi. Non a caso proprio Jaron Lanier ne ha evidenziato le enormi potenzialità come strumento in grado di favorire nuove forme di creatività condivisa e quindi modalità inedite di relazione.

È stato consulente di Linden Lab, azienda creatrice del progetto Second Life, e di Microsoft per la realizzazione del Kinect, accessorio della Xbox 360.

Cyber-pessimismo[modifica | modifica wikitesto]

Lanier ha criticato aspramente il paradigma culturale ottimista di "saggezza della folla" fa James Surowiecki, teorizzato nell'omonimo libro, pubblicato in Italia nel 2004, in cui si sostiene che il prodotto intellettuale di un gruppo sia quasi sempre migliore dei prodotti intellettuali dei singoli.

Nel suo saggio You Are Not a Gadget: a Manifesto (trad. italiana: Tu non sei un gadget, 2010), Lanier ha confermato la sua critica alla credenze ottimistiche sull'intelligenza collettiva delle folle indistinte che agiscono in rete: a tale proposito, ha definito il progetto editoriale dell'enciclopedia Wikipedia come un «maoismo digitale»[1]:

« Wikipedia è un'aberrazione fondata sulla leggenda che il sapere collettivo sia inevitabilmente superiore alla conoscenza del singolo esperto e che la quantità di informazioni, superata una certa soglia, sia destinata a trasformarsi automaticamente in qualità »
(Jaron Lanier, You Are Not a Gadget: a Manifesto, 2010)

Nel libro La dignità ai tempi di internet vengono affrontati i temi della disoccupazione provocata dalla diffusione di Internet e di come chi produceva conoscenza inizialmente venisse pagato ed oggi contribuisca gratuitamente. Viene fatto un confronto tra la quantità dei dipendenti di Kodak 140mila e quelli di Instagram prima che venisse acquisita, 22 dipendenti in tutto. Come faceva Instagram a produrre così tanto denaro con così pochi dipendenti? La risposta dell'autore consiste nel fatto che su Instagram le creazioni vengono fornite gratuitamente dalle persone, che quindi non ricevono nulla in cambio.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Digital Maoism: The Hazards of the New Online Collectivism
  2. ^ Stefano Pallaroni, Disoccupati per eccesso di web, 22 luglio 2014. URL consultato il 2 agosto 2014.

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