Yehudi Menuhin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Yehudi Menuhin
Premio Wolf Premio Wolf arte 1991

Yehudi Menuhin (New York City, 22 aprile 1916Berlino, 12 marzo 1999) è stato un violinista statunitense.

Nativo degli Stati Uniti, trascorse gran parte della sua carriera di violinista e direttore d'orchestra in Gran Bretagna.

Indice

[modifica] Biografia

Nato negli Stati Uniti da genitori ebrei (il nome Yehudi significa 'ebreo' in ebraico), primo di tre figli divenuti poi tutti celebri musicisti (oltre a lui le sorelle Hephzibah e Yaltah entrambe pianiste), Menuhin iniziò all'età di tre anni lo studio del violino sotto la guida di Sigmund Anker. Bambino prodigio, fece il suo primo concerto all'età di sette anni, accompagnato dalla San Francisco Symphony Orchestra. In seguito Menuhin studiò con il compositore e violinista rumeno George Enescu. Di quel periodo esistono alcune preziose incisioni con la sorella pianista Hephzibah.

Yehudi Menuhin si sposò due volte. Prima con Nola Nicholas, figlia di un industriale Australiano e sorella del primo marito di Hephzibah (Lindsay Nicholas). Ebbero due figli: Krov e Zamira. Dopo il loro divorzio, sposò la ballerina e attrice inglese Diana Gould, dalla quale ebbe altri due figli: Gerard e Jeremy Menuhin, pianista.

Menuhin si recò a più riprese a San Francisco, esibendosi come solista con la San Francisco Symphony Orchestra. Memorabile fu l'esecuzione del concerto per violino e orchestra di Sir Edward Elgar, registrato da Menuhin a Londra sotto la guida del compositore per His Master's Voice (HMV) nel 1932.

Di sé stesso in quel periodo diceva che avrebbe voluto avere "l'eleganza di Kreisler, la sonorità di Elman ("il violino parlante") e la tecnica di Heifetz", ma in effetti nei suoi anni giovanili raggiunse livelli di eccellenza artistica (maestria tecnica, in particolare tecnica dell'arco, e profondità interpretativa) tali da far ritenere le sue prime incisioni (per esempio quella del concerto per violino e orchestra di Mendelssohn) come un punto di riferimento assoluto per le generazioni successive.

Nel 1937 presentò con la Saint Louis Symphony Orchesta diretta da Vladimir Golschmann la prima esecuzione americana del Concerto per violino e orchestra in re minore WoO 23 (opera postuma) di Schumann. La prima esecuzione mondiale aveva avuto luogo alcune settimane prima a Berlino, con Georg Kulenkampff solista e Karl Böhm a dirigere i Berliner Philharmoniker, un evento sfruttato dalla propaganda nazista. Menuhin considerò quest'opera di Schumann il "nesso storico mancante" tra i concerti per violino e orchestra di Beethoven e di Brahms, e contraddisse il pregiudizio che, dichiarandola violinisticamente ineseguibile e frutto di una mente ormai folle, ne aveva determinato l'accantonamento per oltre ottant'anni[1].

Yehudi Menuhin si esibì per le truppe alleate durante la Seconda guerra mondiale e nell'Aprile 1945, con il compositore Benjamin Britten, suonò per i deportati del campo di concentramento di Bergen-Belsen, dopo la sua liberazione. In Germania fece ritorno nel 1947, a suonare sotto la guida del direttore Wilhelm Furtwängler: un significativo atto di riconciliazione, da parte di un musicista ebreo, anche in considerazione delle simpatie naziste manifestate in passato da Furtwängler.

Incontrò in seguito notevoli difficoltà fisiche, forse dovute all'iperattività dei primi anni di studio e di esibizioni, che non gli permettevano più la sfolgorante padronanza dello strumento manifestata nel primo periodo della sua attività. La pratica di tecniche di meditazione e lo yoga lo aiutarono a contrastare per quanto possibile questi problemi.

Negli anni 80 incise delle performance jazz con Stéphane Grappelli, e di musica orientale con il suonatore di sitar Ravi Shankar. Nel 1983 diede vita al concorso Yehudi Menuhin International Competition for Young Violinists a Folkestone, Kent. Nel 1985 gli venne conferita la cittadinanza britannica e fu insignito del titolo di baronetto.

Lord Menuhin morì a Berlino, Germania dopo una breve malattia, per una complicazione polmonare.

Dopo la sua morte, la Royal Academy of Music si fece carico del Yehudi Menuhin Archive, una delle più complete collezioni dedicate ad un singolo musicista.

Il compositore ungherese Béla Bartók scrisse appositamente per lui la Sonata per violino solo.

[modifica] Onorificenze e riconoscimenti

Cavaliere comandante dell'Ordine dell'Impero britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere comandante dell'Ordine dell'Impero britannico
«dapprima onorario, può utilizzare l'appellativo 'Sir' dopo l'acquisizione della cittadinanza inglese nel 1985»
— 1965
Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania
— 1997
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
Membro dell'Ordine al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito
— 1987

[modifica] Strumenti

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Peter Ostwald, Schumann. The Inner Voices of a Musical Genius, Northeastern University Press, 1984, pag. 261.
  2. ^ 33rd Annual Kennedy Center Honors. kennedy-center.org

[modifica] Bibliografia

1980
  • Yehudi Menuhin, William Primrose, Violin and Viola, 1976; tr. it. Il violino e la viola. Tecnica e interpretazione; storia e repertorio, Padova, Franco Muzzio & c. Editore, 1983
  • Robert C. Bachmann, Yehudi Menuhin, in A l’écoute des grands interprètes, Editions Payot, Lausanne 1977, pp. 122-138.
  • Yehudi Menuhin, Violin. Six Lessons with Yehudi Menuhin, 1981; tr. it., Il violino. Sei lezioni con Yehudi Menuhin, Milano, Rugginenti Editore, 2010
  • Boris Schwarz, Yehudi Menuhin, in Great Masters of the Violin: From Corelli and Vivaldi to Stern, Zukerman and Perlman, London, Robert Hale, 1983, pp. 520-533
  • Henry Roth, Yehudi Menuhin, in Violin Virtuosos, From Paganini to the 21st Century, Los Angeles, California Classics Books, 1997, pp. 154-165
  • Humphrey Burton, Menuhin, London, Faber and Faber, 2000
  • Alberto Cantù, Yehudi Menuhin / L'Orfeo tragico, Zecchini Editore, Varese, 2006, ISBN 88-87203-45-8
  • Yehudi Menuhin, L'Arte: Speranza dell'Umanità, rueBallu edizioni, Palermo, 2008.
  • Yehudi Menuhin, Musica e vita interiore, rueBallu edizioni, Palermo, 2010.
  • Jean-Michel Molkhou, Yehudi Menuhin, in Les grands violonistes du XXe siècle. Tome 1- De Kreisler à Kremer, 1875-1947, Paris, Buchet Chastel, 2011, pp. 173-182

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue