Arvo Pärt

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Arvo Pärt, o Paart (Paide, 11 settembre 1935), è un compositore estone di musica contemporanea legato al minimalismo.

Arvo Pärt a Dublino, 2008

Dopo gli esordi, in cui il suo linguaggio utilizzava tecniche come la dodecafonia ed il collage, fu coniato proprio per la sua musica il termine di minimalismo sacro, di cui è un riconosciuto esponente assieme ad autori come Henryk Górecki e John Tavener. È un compositore apprezzato soprattutto per la semplicità dell'ascolto e la trasparenza emotiva delle sue opere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arvo Pärt, Nora Pärt (2012)

Arvo Pärt nacque a Paide in Estonia, ma ben presto si trasferì nella cittadina di Rakvere non lontana da Tallinn. Qui ebbe il primo contatto con la musica, in quanto il fratello del suo patrigno fu un dotato musicista che possedette anche una ampia biblioteca musicale. Durante gli anni della scuola, subito dopo la guerra, che fortunatamente non arrecò danni né alla sua famiglia né alla sua casa, cominciò a studiare sia il pianoforte (incoraggiato dalla madre) che l'oboe e le percussioni, nell'orchestra militare frequentata durante il servizio di leva. Entrò poi al Conservatorio di Tallinn ma iniziò effettivamente a comporre nel 1958 con le Zwei Sonatinen per pianoforte. Suo professore all'epoca fu Heino Eller a sua volta allievo di Aleksandr Glazunov. Inizialmente imparò a comporre con il sistema classico basato sugli insegnamenti di Rimskij Korsakov, solo in seguito approfondì lo studio sulla dodecafonia e la serialità postweberniana che lo condussero a sperimentare i sistemi compositivi delle avanguardie dell'epoca. In questa stessa epoca si fa notare anche all'estero, sue composizioni vincono concorsi di composizioni in tutta l'area del Patto di Varsavia e pure in Occidente non mancano gli attestati di stima. Mstislav Rostropovič gli chiede un concerto per violoncello e orchestra che verrà intitolato "Pro et contra" composto con la tecnica del collage (creazione basata su brani preesistenti, come ad esempio Collage über B-A-C-H).

Nonostante questo giunse alla conclusione che "la sua convivenza con l'atonalità lo stava portando a un vicolo cieco", così decise di studiare il barocco e il canto gregoriano conducendo contemporaneamente una ricerca di semplificazione progressiva nella sua musica, allo scopo di eliminare il "superfluo" e l'esagerazione dalle sue composizioni. Dopo il periodo dedicato alla sperimentazione della tecnica del collage all'epoca adottata anche dai suoi colleghi Alfred Schnittke e Sofia Gubajdulina, e dopo un periodo di assoluto silenzio (dal 1968 al 1976), pervenne ad un nuovo stile compositivo basato sulla semplificazione massima di tutti gli strumenti compositivi.

Il risultato fu la creazione (1976 "Cantus in memoriam Benjamin Britten") di un nuovo stile molto rigoroso ed originale: il tintinnabuli, costruito interamente su triadi e scale tonali, dove l'impiego della voce umana è di rilevante importanza.

Da quel momento la sua lunga carriera è stata dedicata al perfezionamento del suo metodo compositivo, da lui ancora oggi utilizzato.

Nel 1980 a causa dell'intensa pressione esercitata dalla censura sovietica nei suoi confronti, fuggì a Vienna insieme alla moglie e ai due figli. Venne dapprima ospitato e aiutato anche economicamente da alcuni suoi grandi estimatori, fra i quali alcuni componenti della Universal edition Wien e il direttore della ECM Manfred Eicher, e poi stipendiato in qualità di compositore da diverse istituzioni ed enti musicali. Collaborò quindi con grandi strumentisti come Gidon Kremer (per il quale concepisce la versione per violino e pianoforte di Fratres 1980) o il gruppo vocale Hilliard Ensemble. La sua permanenza fuori dai confini della Russia sovietica gli consentì di ricevere più scritture da diverse istituzioni e cancellò da ogni sua opera lo spettro della censura comunista.

La sua ultima composizione è del 2008: si tratta della Sinfonia n°4 "Los Angeles", commissionata dalla Los Angeles Philharmonic Orchestra e dedicata al magnate russo Michail Chodorkovskij.

Nel 2011 è stato insignito del dottorato honoris causa in musica sacra dal Pontificio Istituto di Musica Sacra, insieme a Luigi Ferdinando Tagliavini e Diego Fasolis. Il 13 maggio viene premiato con il premio "Composer of the Year" ai Classic Brit Awards (tenutesi alla Royal Albert Hall di Londra. A consegnare il premio fu Neil Tennant. Il 10 dicembre dello stesso anno, Benedetto XVI lo ha nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura[1]

Lo stile[modifica | modifica wikitesto]

La definizione, dettata dallo stesso Pärt è:

« Lavoro con pochissimi elementi - una voce, due voci. Costruisco con i materiali più primitivi - con l'accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane. Ed è perciò che chiamo questo tintinnabulazione »

Con questo particolare genere Pärt dimostra come sia possibile produrre opere valide nonostante l'utilizzo di un'armonia estremamente semplice e la riduzione ai minimi termini del materiale compositivo. Infatti, il modo di comporre di Pärt è generalmente costruito solamente su due voci: una funge da accompagnamento, arpeggiando e ripetendo le note di un accordo tonale (come spiega sopra Pärt, la "Tintinnabulazione"), l'altra è la "melodia" (spesso vocale), ovvero la voce principale. Il tintinnabuli quindi è uno stile a metà fra monodia e polifonia, senza però rientrare realmente in nessuna delle due categorie.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Arvo Pärt (2011)

Opere sinfoniche[modifica | modifica wikitesto]

Opere per strumento solista e orchestra[modifica | modifica wikitesto]

Opere pianistiche[modifica | modifica wikitesto]

  • 1958 Due sonatine op. 1
  • 1958 Partita
  • 1964 Diagramme op.11
  • 1976 Für Alina
  • 1977 Variationen zur Gesundung von Arinuschka
  • 2006 Für Anna Maria

Musica da camera[modifica | modifica wikitesto]

1980 Fratres per violino e pianoforte
1983 Fratres per 4/8/12 violoncelli
1989 Fratres per quartetto d'archi (elaborazione del Kronos Quartet)
1989 Fratres per violoncello e pianoforte
1991 Fratres per violino e archi
1991 Fratres per orchestra d'archi e percussioni
1977 Arbos per ensemble da camera
1977 Arbos per flauti dolci e 3 triangoli ad libitum
1986 Arbos per 9 ottoni e percussioni

Opere organistiche[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 Mein Weg hat Gipfel und Wellentäler
  • 1980 Pari Intervallo
  • 1980 Annum per annum
  • 1976 Trivium

Opere per coro e orchestra (e cantate)[modifica | modifica wikitesto]

Opere vocali[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'onore di I classe per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'onore di I classe per le scienze e per le arti (Austria)
— 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori vari, Arvo Part allo Specchio. Conversazioni, saggi e testimonianze, a cura di Enzo Restagno, Il Saggiatore (Milano, 2004). ISBN 88-428-1230-7

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Console Alice Access Gateway

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 111612090 LCCN: n/82/3117