Arvo Pärt

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Arvo Pärt, o Paart (Paide, 11 settembre 1935), è un compositore estone di musica contemporanea legato al minimalismo.

Arvo Pärt a Dublino, 2008

Dopo gli esordi, in cui il suo linguaggio utilizzava tecniche come la dodecafonia ed il collage, fu coniato proprio per la sua musica il termine di minimalismo sacro, di cui è un riconosciuto esponente assieme ad autori come Henryk Górecki, Gianmartino Durighello e John Tavener. È un compositore apprezzato soprattutto per la semplicità dell'ascolto e la trasparenza emotiva delle sue opere.

Indice

[modifica] Biografia

Arvo Pärt iniziò effettivamente a comporre nel 1958 con le Zwei Sonatinen per pianoforte. Gli studi sulla dodecafonia e la serialità postweberniana lo condussero a sperimentare i sistemi compositivi delle avanguardie dell'epoca. Nonostante questo giunse alla conclusione che "la sua convivenza con l'atonalità lo stava portando a un vicolo cieco", così decise di approfondire il barocco e il canto gregoriano conducendo contemporaneamente una ricerca di semplificazione progressiva nella sua musica, allo scopo di eliminare il "superfluo" e l'esagerazione dalle sue composizioni.

Il risultato fu la creazione di un nuovo stile molto rigoroso ed originale: il tintinnabuli, costruito interamente su triadi e scale tonali, dove l'impiego della voce umana è di rilevante importanza.

Da quel momento la sua lunga carriera è stata dedicata al perfezionamento del suo metodo compositivo, da lui ancora oggi utilizzato.

[modifica] Lo stile

La definizione, dettata dallo stesso Pärt è:

« Lavoro con pochissimi elementi - una voce, due voci. Costruisco con i materiali più primitivi - con l'accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane. Ed è perciò che chiamo questo tintinnabulazione »

Con questo particolare genere Pärt dimostra come sia possibile produrre opere valide nonostante la totale assenza di esagerazioni armoniche e la riduzione ai minimi termini del materiale compositivo. Infatti, il modo di comporre di Pärt è generalmente costruito solamente su due voci: una funge da accompagnamento, arpeggiando e ripetendo le note di un accordo tonale (come spiega sopra Pärt, la "Tintinnabulazione"), l'altra è la "melodia" (spesso vocale), ovvero la voce principale. Il tintinnabuli quindi è uno stile a metà fra monodia e polifonia, senza però rientrare realmente in nessuna delle due categorie.

[modifica] Opere

[modifica] Opere sinfoniche

[modifica] Opere per strumento solista e orchestra

[modifica] Opere pianistiche
  • 1958 Due sonatine op. 1
  • 1958 Partita
  • 1964 Diagramme op.11
  • 1976 Für Alina
  • 1977 Variationen zur Gesundung von Arinuschka

[modifica] Musica da camera
1980 Fratres per violino e pianoforte
1983 Fratres per 4/8/12 violoncelli
1989 Fratres per quartetto d'archi (elaborazione del Kronos Quartet)
1989 Fratres per violoncello e pianoforte
1991 Fratres per violino e archi
1991 Fratres per orchestra d'archi e percussioni
1977 Arbos per ensemble da camera
1977 Arbos per flauti dolci e 3 triangoli ad libitum
1986 Arbos per 9 ottoni e percussioni

[modifica] Opere organistiche

[modifica] Opere per coro e orchestra (e cantate)

[modifica] Opere vocali

[modifica] Bibliografia

  • Autori vari, Arvo Part allo Specchio. Conversazioni, saggi e testimonianze, a cura di Enzo Restagno, Il Saggiatore (Milano, 2004). ISBN 8842812307

[modifica] Collegamenti esterni

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