Coro (musica)

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Coro misto polifonico in concerto

Un coro è un complesso di persone che cantano insieme. Questo può avvenire:

  • a una voce sola, all'unisono (ma anche all'ottava, nel caso di cori composti di voci maschili e femminili o di adulti e ragazzi); nella tradizione ecclesiastica, il canto corale monodico è peculiare del Canto Gregoriano;
  • oppure, come più spesso accade, soprattutto nella musica occidentale di estrazione colta, a più parti diverse, con una strutturazione polifonica.

La parola coro deriva dal latino chorus e dal greco χορός. Con questo termine, in architettura si indica anche la zona absidale abitualmente occupata dai cantori durante le funzioni liturgiche in chiesa, o i sedili dove questi si posizionavano, detti stalli, o scranni; inoltre, il termine coro indica una composizione musicale scritta per tale organico.

I componenti sono detti cantori o coristi. Nei cori professionali italiani il corista è identificato, anche in sede contrattuale, con la locuzione 'artista del coro'.

Indice

[modifica] Cenni storici

Il canto corale è un'espressione artistica presente in tutti i continenti e pressoché in ogni livello culturale e di sviluppo. Presso alcuni popoli, come i Pigmei, rappresenta la manifestazione più elevata culturale possibile.[1]

Se in origine il coro è quasi sempre un elemento associato all'ambito religioso e al lavoro di gruppo, in epoche più recente si è liberato di queste funzione per assumerne alcune autonome.

Il coro affonda le sue radici nel passato, e si attribuisce l'invenzione "moderna" di questa pratica musicale agli antichi greci (coro greco) i quali la utilizzavano nel teatro, durante lo svolgimento delle tragedie, come voce narrante esterna alle scene. Si può sottolineare come il termine coro (choròs) non possedesse un significato musicale, ma indicasse inizialmente il luogo e in un secondo tempo il gruppo di danzatori presenti sulla scena.

Durante il Medioevo l'influsso del pensiero cristiano attribuisce al coro il riflesso terreno dei cori paradisiaci e dal IV secolo la parola coro inizia ad indicare l'atto compiuto dai chierici, dai monaci all'interno della Scholae cantorum. Quindi il coro entra nelle chiese ed acquista un suo ben determinato spazio architettonico, basti pensare ai luoghi di culto durante il periodo romanico e gotico.

Il canto gregoriano e ambrosiano influenzano tutta la pratica corale medioevale e solo dopo il 1000 si formano le caratteristiche foniche moderne grazie all'arte polifonica. Se inizialmente il coro polifonico è legato alla musica strumentale dal Cinquecento, passando attraverso le scuole dei Paesi Bassi e Romana (Palestrina), la definizione di coro si allarga anche all'aspetto vocale.

Durante tutto seicento e nel periodo barocco e tardo barocco il coro avrà un ruolo da protagonista nelle produzioni sacre di numerosi grandi compositori come Georg Friedrich Händel, Johann Sebastian Bach e tale ruolo rimarrà inalterato anche durante il periodo classico. Contemporaneamente alla diversificazione dei cori, si diffonde il coro profano che rientra a pieno titolo nel teatro, questa volta però musicale.

Dopo un breve periodo di decadenza, causato dal successo del bel canto e della musica strumentale, il coro risorge con Felix Mendelssohn Bartholdy e Beethoven e con i romantici come Joseph Anton Bruckner, Johannes Brahms per tutto l'800 fino a Sergej Rachmaninov raggiunge livelli altissimi di produzione sia affiancato dall'orchestra che nella sua eccezione più pura e corretta ossia il canto corale a cappella.

Il coro subisce le trasformazioni e le sperimentazioni del Novecento, con il proprio includimento nei processi compositivi elettronici (Stockhausen).

È nella seconda metà del '900, più precisamente a cavallo tra gli anni '70 e '80 che la musica corale, soprattutto a cappella, inizia una entusiasmante stagione con un'enorme produzione compositiva e con una grande varietà e qualità di cori polifonici, alcuni dei quali composti anche da musicisti non professionisti, ma diretti da importantissimi maestri. Sono gli anni, che proseguono fortunatamente tuttora dei grandi rappresentanti del minimalismo come Arvo Pärt o Thomas Jennefelt o di autori più rivolti ad uno stile contemporaneo eclettico e neoromantico come John Rutter o Javier Busto o gli autori della scuola dei paesi baltici come Vytautas Miskinis o degli Italiani come Giovanni Bonato o Battista Pradal.

Gli anni '70 in Europa e gli anni '80 negli Stati Uniti sono anche il periodo in cui gli autori riscoprono, seguendo l'esempio di Bela Bartok, le melodie popolari arcaiche legate al canto popolare con un'affascinante riscoperta dell'arte dell'elaborazione corale, in Italia vi sono nomi importantissimi legati a questo particolare ambito compositivo come Bruno Bettinelli o Renato Dionisi tra i cori di formazione popolare il caposcuola nell'ambito è senza dubbio il coro della SAT di Trento.

[modifica] Organici

Oltre all'organico corale tipico, che in Italia è formato solitamente da uomini (tenori e bassi) e donne (soprani e contralti), un coro può essere interamente costituito anche da:

  • voci virili, o maschili
    Coro di voci bianche in concerto
  • voci femminili
  • voci di bambini, dette anche voci bianche

La dizione 'a voci pari', nella letteratura musicale del Rinascimento, non indicava un organico di voci solo maschili o solo femminili; si riferiva invece alla tessitura della composizione, che poteva essere circoscritta verso l'acuto o verso il grave, ad esempio SSAA (soprano, soprano, alto, alto), oppure ATTB (alto, tenore, tenore, basso) ecc.

Le sezioni di un coro

Le composizioni corali possono prevedere organici per una sola voce (coro all'unisono) o per due o più voci (alcune composizioni possono arrivare ad una divisione fino a 40 o più parti reali, come ad es. il mottetto "Spem in alium" di Thomas Tallis per otto cori a cinque voci o la "Messa Salisburghese" (attribuita a Orazio Benevoli e più recentemente a Heinrich Ignaz Franz Biber), per 56 voci. La pratica più comune è quella che vede il coro dividersi in quattro, cinque parti, fino al doppio coro ad otto voci.

Coro di voci virili
  • voci cori maschili
    • tenore primo
    • tenore secondo
    • baritono
    • basso

Talvolta, nelle formazioni più particolari, si può trovare anche la voce del controtenore, ossia la voce del tenore sopracuto.

[modifica] Le associazioni corali

Coro di voci femminili

La maggior parte delle formazioni corali è composta da coristi non professionisti guidati da un direttore professionista. In Italia la realtà corale vanta tradizioni antiche e di prestigio, numerosi sono i cori iscritti alle associazioni corali provinciali e regionali le quali, unite, compongono la federazione nazionale corale conosciuta con il nome di Feniarco.

[modifica] Note

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.443-445

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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