Violoncello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Violoncello
Cello front side.png
Un violoncello moderno
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione XVI secolo
Classificazione 321.322-71
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Famiglia Viole da braccio
Utilizzo
Musica barocca
Musica galante e classica
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Musica pop e rock
Musica folk
Estensione
Violoncello – estensione dello strumento
Genealogia
 Antecedenti Discendenti 
viella, lira da braccio violoncello elettrico
Ascolto
Preludio dalla suite per violoncello solo in sol maggiore BWV 1007, di Johann Sebastian Bach (info file)

Il violoncello è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni a corde strofinate (ad arco), appartenente alla famiglia degli archi; è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta. Rientra nella sottofamiglia dei "violini", di cui fanno parte quegli strumenti ad arco con quattro corde, accordati ad intervalli di quinta, che presentano dei tagli ad "effe" sulla tavola armonica (o piano armonico). La sottofamiglia dei "violini" si differenzia così dalla sottofamiglia delle "viole" che comprende invece la viola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a "C", accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più.
Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un puntale presente nella parte inferiore dello strumento. L'esecutore muove l'archetto trasversalmente sulle corde.

Il violoncello moderno possiede quattro corde accordate ad intervalli di quinta giusta: la corda del La (cantino), del Re, del Sol e del Do. La corda del La emette un suono tre semitoni più in basso del Do centrale e la corda del Do è due ottave più basse del Do centrale.

Il violoncello è strettamente associato alla musica classica, è parte dell'orchestra d'archi e dell'orchestra sinfonica, del quartetto d'archi e di molta altre formazioni di musica da camera. Molti sono i concerti e le sonate scritte per violoncello. Viene usato in minor misura anche nella musica leggera, nel rock, heavy metal, e meno comunemente nella musica popolare.

Storia del violoncello[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Códice Manesse (1305-1340), dove al centro appare una viella

La storia degli strumenti ad arco in Europa comincia con la lira bizantina, strumento in uso già nel IX secolo, antenato della viella medievale. Essa subì un'evoluzione in Europa occidentale; nel Rinascimento esistevano due strumenti differenziatisi da questi: la lira da braccio e la lira da gamba.

Concerto degli Angeli, affresco, 1534-36; Santuario della Madonna dei Miracoli, Saronno

I precursori del violoncello apparirono nella seconda metà del XVII secolo non come discendenti della viola da gamba, da cui però ben presto mutuarono la tecnica di suonare seduti, ma come discendente della famiglia delle viole da braccio, i violini[1]. Prima della viola da gamba, che apparve in Italia attorno al 1490, in Italia nessuno strumento ad arco veniva suonato in una posizione a gamba[2] cioè veniva suonato da seduti, come oggi vengono suonati il violoncello o la viola da gamba, differentemente dal violino, che si appoggia sulla spalla. Ben presto, i liutai sperimentarono la creazione di strumenti ibridi fra la famiglia delle viole da gamba e quella delle viole da braccio[3], e attorno alla metà del XVI secolo, alcuni liutai italiani, Andrea Amati (1538) e Gasparo da Salò, iniziarono a sviluppare un tipo di strumento che fosse più simile alle viole da braccio e ai violini nell'aspetto, nella tessitura e nel numero di corde e che svolgesse la parte del basso nella famiglia di questi strumenti.[4] In quell'epoca compaiono numerose rappresentazioni pittoriche di questo tipo di strumenti, che rassomigliano per dimensioni al violoncello, come nel Concerto degli Angeli di Gaudenzio Ferrari (c. 1535). Questi vari strumenti, antenati del violoncello, erano diversi fra loro per forma, dimensioni, numero di corde[5] e tessitura; fino al XVII secolo il modello del violoncello non esisteva. Convenzionalmente queste varie forme di strumenti ad arco che anticiparono il violoncello prendono genericamente il nome di Basso di viola da braccio, basso di viola da brazzo o, più semplicemente, basso di viola, per il fatto che essi costituiscono l'insieme degli strumenti che potevano svolgere la parte del basso nella famiglia delle viole da braccio[6]. Questo insieme di strumenti assume or ora vari nomi nel XVII secolo: bassetto, bassetto di viola, basso da brazzo, basso viola da brazzo, viola, viola da braccio, viola da brazzo, violetta, violoncino, violone, violone basso, violone da brazzo, violone piccolo, violonzino, violonzono, vivola da brazzo e si pensa inoltre che in Italia, fino al XVIII secolo, col termine violone ci si riferisse a questo strumento.[7]

Una xilografia di un basso di viola da braccio ("Bas-Geig de bracio") dal libro di Michael Praetorius Syntagma musicum, 1619. Lo strumento raffigurato è inusuale poiché ha cinque corde.[5]

Differentemente dal violoncello o dalla viola da gamba, era uso che questo strumento venisse suonato mentre era appoggiato a terra e non tenuto fra le gambe o con un puntale[7].

A sinistra, un violoncello moderno e a destra una viola da gamba, del Museé de la Musique, a Parigi.

La prima apparizione del basso di viola da braccio nella trattatistica pervenutaci è nel trattato Epitome Musical (1556) di Jambe de Fer[8], mentre fa la sua prima comparsa nella musica stampata nell'Orfeo di Claudio Monteverdi (Venezia, 1609) col nome basso da brazzo.[7]

Questo primo strumento ad apparire nella trattatistica stampata col nome violoncello è il violoncello da spalla[9], un basso di viola da braccio[10] più piccolo rispetto agli altri che si suonava appoggiato sulla spalla, così molto diverso dal moderno violoncello. Numerosi dipinti suggeriscono che fosse comune suonare questi bassi sulla spalla.

Le innovazioni nella costruzione del basso di viola da braccio che confluirono nel moderno violoncello avvennero nell'Italia settentrionale a fine XVII secolo nell'area attorno a Bologna. Lo strumento si rimpicciolì ed adottò definitivamente l'accordatura La3-Re3-Sol2-Do2, che già Michael Praetorius nel Syntagma musicum (c. 1619) la indicasse come accordatura convenzionale dei bassi di viola da braccio.[11] Attorno al 1660 a Bologna comparve l'uso di ricoprire la corda di budello con un sottilissimo avvolgimento di filo d'argento, così fu possibile adottare corde più corte e sottili, che emettevano un suono migliore rispetto a quelle in puro budello fino ad allora utilizzate. Questa innovazione permise di creare uno strumento di minori dimensioni rispetto al basso di viola da braccio che però potesse emettere comunque suoni gravi, la minore dimensione dello strumento avrebbe così reso lo strumento più gestibile per l'esecutore, soprattutto nell'esecuzione di passaggi virtuosistici[12]; i liutai sfruttarono questa tecnologia per creare così il violoncello. Questo strumento aveva anche degli svantaggi: il suo suono era meno adatto all'accompagnamento, meno corposo e grave dei suoi predecessori, così in molte situazioni si rivela necessario raddoppiarlo con un contrabbasso. Questo nuovo strumento trovò l'ultima definizione negli strumenti realizzati dal liutaio Antonio Stradivari attorno al 1700. Molti bassi di viola furono letteralmente diminuiti in dimensioni per trasformarli in violoncelli, anche se lo stesso Stradivari creò alcuni strumenti di dimensioni maggiori dei canoni moderni, come lo Stradivari Servais; le dimensioni infatti si standardizzarono solo attorno al 1750[13]. La diminuzione di dimensioni suggerì appunto l'origine etimologica del nome: violoncello, una forma ipocoristica del termine violone, significando "piccolo violone".[14]

La prima apparizione del violoncello nella musica stampata è una sonata del bolognese Giulio Cesare Arresti stampata a Venezia nel 1665.[7]

Corde in budello di un violoncello barocco.

Questa prima forma del violoncello assume il nome di violoncello barocco e differisce per alcune caratteristiche dal violoncello moderno ed è tuttora molto usato in esecuzioni ispirate alla prassi esecutiva storica. Il manico, di forma differente, presenta un'angolazione rispetto alla cassa armonica - il riversamento - che si adatta ai diversi tensionamenti di questo strumento, derivanti anche dalla costituzione delle corde di budello. Circa dal XIX-XX secolo, i violoncelli moderni adottano un puntale in metallo retraibile per appoggiare a terra lo strumento, mentre quelli barocchi vengono invece sostenuti dalle gambe dell'esecutore. Le corde del violoncello classico moderno sono oggi in metallo, o con un'anima di materiale sintetico; quelle del violoncello barocco sono realizzate in budello (nei violoncelli barocchi costruiti oggi, il Sol e il Do, a volte sono rivestite in metallo). Gli archetti classici sono leggermente ricurvi verso l'interno e vengono impugnati all'apposita parte terminale, mentre quelli barocchi presentano una curvatura verso l'esterno e vengono impugnati leggermente più in avanti. I violoncelli moderni classici montano spesso cordiere dotate di regolazioni fini per facilitarne l'accordatura, mentre quelli barocchi vengono accordati esclusivamente attraverso i piroli. Non esisteva alcun metodo didattico specifico per il violoncello prima del XVIII secolo; il primo metodo per violoncello conosciuto è di Michel Corrette Méthode, thèorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection (Parigi, 1741) che codifica gran parte della tecnica unanimemente utilizzata nei secoli successivi, in particolare rimpiazzando definitivamente la posizione a braccio con quella a gamba.

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

La prima pagina del manoscritto di Anna Magdalena Bach della Suite per violoncello solo n°1 in sol maggiore, BWV 1007

Nel XVIII secolo compositori come Johann Sebastian Bach, Francesco Geminiani, Giovanni Battista Sammartini, Giuseppe Valentini, Antonio Vivaldi, Benedetto Marcello lo usarono frequentemente in molte composizioni anche come strumento solista, benché fosse consuetudine che il violoncello suonasse parti di accompagnamento e le parti più melodiche nello stesso registro venivano affidate a strumenti della famiglia della viola da gamba, tuttavia ricerche più recenti hanno chiarito che in particolare in Italia la prassi di eseguire al violoncello la parte di basso continuo delle sonate non richiedeva la contemporanea presenza di uno strumento armonico, e quindi al violoncello spettava il ruolo di dialogo con la parte solistica[15]. Tra i compositori che maggiormente contribuirono a sviluppare la letteratura per violoncello solista, va certamente citato Giovanni Battista Cirri, Domenico Gabrielli, Johann Sebastian Bach. In questo periodo si fa uso anche di altri tipi di violoncello come il Violoncello piccolo (o violoncello tenore o violoncino), strumento usato nel XVII secolo che presentava una corda Mi all'acuto.

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo, si svilupparono diverse scuole di violoncellisti già attive nel XVIII secolo e i violoncellisti del XIX secolo evolvettero la tecnica dello strumento aumentando l'espressività dello strumento - come Jean-Baptiste Bréval, Jean-Louis Duport, Romberg, Dotzauer, Alfredo Piatti. Per opera delle scuole francesi e tedesche in questo periodo vengono introdotte due innovazioni allo strumento: si introduce il puntale, inizialmente osteggiato, trova per principale sostenitore Adrien-François Servais, e il Romberg, che prende il nome dall'omonimo strumentista, una rettificazione della tastiera in prossimità della terza e della quarta corda per aumentare l'inclinazione della tastiera in quei punti e permettere alla corda di vibrare meglio. Romberg è anche responsabile di aver uniformato la notazione musicale per il violoncello stabilendo la convenzione dell'uso di sole tre chiavi per il violoncello: la chiave di basso, la chiave di tenore e la chiave di violino. Prima di lui, era comune utilizzare tutto il setticlavio per il violoncello - per esempio, Luigi Boccherini usava sei chiavi diverse nelle sue composizioni per violoncello, mentre Johann Sebastian Bach utilizzava anche la chiave di contralto oltre alle chiavi citate.

Nel periodo neoclassico ne fecero uso, tra gli altri, Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven. Dal romanticismo ai nostri giorni vanno menzionati Robert Schumann, Edward Elgar, Gabriel Fauré, Camille Saint-Saëns, Claude Debussy, Zoltán Kodály, Benjamin Britten, Antonín Dvořák, Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, ecc. In questo periodo, il violoncello fu nel quartetto d'archi e quindi divenne uno dei più importanti e conosciuti strumenti musicali.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Perttu Kivilaakso di Apocalyptica suona metal dal vivo col violoncello.

A metà del XX secolo i violoncelli iniziarono ad essere prodotti su larga scala. Al giorno d'oggi la maggior parte degli strumenti reperibili sul mercato è di fabbricazione industriale. In Italia, nei laboratori di liuteria, essi vengono ancora prodotti in modo del tutto artigianale. Il violoncello è, per diffusione e notorietà, il secondo strumento della famiglia degli archi, preceduto solo dal violino.

A partire circa dagli anni novanta il violoncello inizia ad essere utilizzato estensivamente anche per la musica pop, rock e heavy metal, col gruppo finlandese Apocalyptica.

Il violoncellista Vedran Smailović suona nelle rovine della Biblioteca Nazionale di Sarajevo, nel 1992.


Tecnica di esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Le prime posizioni del violoncello in relazione con le note musicali che suonano sulla prima corda (La3)

L'archetto viene fatto scorrere sulle corde, le dita della mano sinistra possono agire sulla tastiera premendo sulle corde per diminuirne la lunghezza, modificando così la frequenza del suono ottenuto. Come gli altri strumenti ad arco, anche il violoncello può essere pizzicato, sollevando le corde con l'ultima falange e rilasciandole. Ha il suono più grave tra gli strumenti del quartetto d'archi e produce un suono molto ricco di armonici.

Tecnica della mano sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Diagramma della diteggiatura della prima posizione nel violoncello. In nero le corde vuote, mentre i numeri indicano le dita; la notazione utilizzata è quella alfabetica anglofona.

Ogni punto della tastiera in cui le dita della mano sinistra si posizionano per ottenere suoni diversi è detto posizione. Le dita sono numerate convenzionalmente dal "primo" (l'indice) al "quarto" (il dito mignolo). Il pollice nelle prime posizioni non tocca mai nessuna corda: viene usato solo come supporto per il manico per ancorare la mano e contrastare la pressione delle altre quattro dita. Le cifre dall'1 al 4 a volte compaiono sulle parti per violoncello, specialmente nelle edizioni a carattere didattico o in studi tecnici, per indicare quale dito deve essere usato. Le posizioni più lontane dal ponticello sono numerate dalla più lontana dal ponte alla più vicina e in queste posizioni il pollice è ancorato sul retro del manico del violoncello e le altre quattro dita sono premute di volta in volta sulla corda, come in figura. Nelle prime quattro posizioni - e in alcuni casi anche nella quinta - le dita sono posizionate per suonare le note della scala cromatica, cioè la distanza fra un dito e il successivo corrisponde a un semitono di differenza fra le note che essi suonano[16]; queste sono le posizioni basilari per suonare il violoncello. Per avere una idea dell'estensione di tali posizioni, si può considerare che è possibile suonare le prime cinque suites per violoncello solo usando soltanto le prime cinque posizioni. Fa eccezione la sesta che, essendo scritta per violoncello piccolo, impiega un registro più acuto. Nelle posizioni dalla quinta alla settima, poiché avvicinandosi al manico la distanza fra le posizioni corrispondenti a note diverse diminuisce, è possibile suonare note distanti anche più di un tono con dita consecutive.

Le posizioni più acute sono dette posizioni del pollice capotasto (a volte è usata anche la nomenclatura inglese thumb position). L'espediente di appoggiare il pollice sulla corda serve infatti a poter suonare le note sulla parte della tastiera più vicina al ponticello che non sarebbero possibili da raggiungere con l'estensione delle dita umane ancorando il pollice sul manico. In queste posizioni, il pollice si appoggia sopra le corde perpendicolarmente ad esse e funziona come un quinto dito. Nelle parti per violoncello per indicare il pollice si usa il simbolo Thumbsymbol.svg, ma in alcune edizioni è d'uso trovare anche la lettera Q. L'invenzione del pollice capotasto è più tarda rispetto al resto della tecnica: appare per la prima volta solo con la nascita della trattatistica tecnica per questo strumento, nel primo metodo per violoncello di Michel Corrette, Méthode, thèorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection (Paris, 1741); tuttavia troverà ampio uso solo a partire dal XIX secolo.

Utilizzo dello strumento[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Suite per violoncello solo n°1 di Johann Sebastian Bach (BWV 1007), primo movimento - Preludio (info file)
Esecuzione di John Michel

Suite per violoncello solo n°3 di Johann Sebastian Bach (BWV 1009), quarto movimento - Sarabanda (info file)
Esecuzione di Annie Camp ad Atlanta su un violoncello di Stephanie Voss

Ave Maria di Charles Gounod (info file)
Arrangiamento per pianoforte e violoncello. Esecuzione di John Michel

Trascrizione per violoncello della suite per Orchestra e viola da gamba in re maggiore di Georg Philipp Telemann - TWV55:D6 - 1. Ouverture (info file)
Esecuzione della the Advent Chamber Orchestra con il violoncellista Stephen Balderston

Elegie, op. 24, per violoncello e piano di Gabriel Fauré (info file)
Esecuzione di Hans Goldstein (violoncello) ed Eli Kalman (pianoforte)

Concerto per violoncello in Si minore di Antonín Dvořák, primo movimento (info file)
Esecuzione di John Michel

Orchestra sinfonica[modifica | modifica wikitesto]

I violoncelli fanno parte della orchestra sinfonica convenzionale, generalmente in un numero compreso fra gli otto ai dodici elementi. La sezione dei violoncelli, nella disposizione moderna dell'orchestra, si trova sulla destra del direttore d'orchestra opposta alla sezione dei primi violini, con la sezione degli archi che vede da sinistra a destra rispettivamente i primi violini, i secondi violini, le viole e i violoncelli, come nelle principali esecuzioni di Karajan e Stokowsky, oppure li si trova accanto ai primi violini con la sezione degli archi da sinistra a destra che vede rispettivamente i primi violini, i violoncelli, le viole e i secondi violini, come nelle esecuzioni di Toscanini (disposizione detta "alla tedesca"). Il primo violoncello o spalla dei violoncelli è l'omologo del primo violino nella sua sezione, è la guida della sezione che determina le arcate in accordo con le altre sezioni degli archi e esegue i soli; questo strumentista nell'orchestra siede in prima fila fra i violoncelli, è il più vicino al pubblico.

I violoncelli costituiscono una parte fondamentale nella musica per orchestra, tutta la musica sinfonica contiene parti per violoncelli e molte composizioni contengono degli assoli per questo strumento e, soprattutto dal XX secolo, il genere del concerto per violoncello ha assunto sempre più rilevanza. In buona parte, però, i violoncelli contribuiscono a sostenere l'armonia del suono dell'orchestra. Sovente, nelle parti dei violoncelli sono alternate parti in cui i violoncelli suonano la melodia a parti di accompagnamento, eseguendo la melodia portante del brano e ritornando alla parte armonica.

Solista[modifica | modifica wikitesto]

Il violoncello è spesso usato come strumento solista. Esistono diversi concerti per violoncello e orchestra, tra cui i più conosciuti sono: Haydn in Do Maggiore e Re Maggiore; Boccherini in Sib Maggiore, Re Maggiore e Sol Maggiore; Saint-Saens in La min.; Dvořák in Si min.; Schumann in La min.; Shostakovich in Mib magg. e Sol Magg. Numerosi anche i brani composti per violoncello solo, tra cui: J.S. Bach, Sei suites; Hindemith, Op 25, No. 3; Kodály, Op. 8; Britten, 3 Suites, Op. 72, 80, 87. Vasto è anche il repertorio per violoncello e pianoforte.

Quartetti e Complessi[modifica | modifica wikitesto]

Il violoncello fa parte del quartetto d'archi ed è impiegato in tutte le altre formazioni cameristiche di strumenti ad arco e con altri strumenti, in particolare insieme al pianoforte (duo, trio, quintetto, eccetera).

Musica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il violoncello non sia comunemente utilizzato nella musica popolare, lo si può trovare impiegato anche in diverse interpretazioni di musica pop e rock. Tra i rari gruppi che ne fanno uso, i gruppi italiani Rondò Veneziano, i Pooh e Perturbazione, il complesso fadista portoghese dei Madredeus, i Nirvana, i Pink Floyd nella suite "Atom Heart Mother", David Gilmour nei concerti del 2002 raccolti nel DVD "David Gilmour in Concert" e nell'album "On an Island" dello stesso Gilmour (in entrambi accompagnato dalla nota violoncellista Caroline Dale, nota per le sue collaborazioni con vari musicisti rock tra cui Jimmy Page e Robert Plant nel tour del 1994 per promuovere l'album "No Quarter"), Oasis, Sinéad O'Connor. Gli Apocalyptica sono un gruppo di violoncellisti noti per le loro versioni di canzoni heavy metal il cui stile è ormai noto negli Stati Uniti come cello rock, mentre i Rasputina sono un gruppo, anch'esso statunitense, di stile piuttosto eclettico composto attualmente da due violoncelliste ed un batterista. Nelle versioni acustiche delle canzoni della band Evanescence cantate da Amy Lee è spesso presente il violoncello accompagnato da pianoforte e da chitarra folk. Apprezzato violoncellista brasiliano è Jaques Morelenbaum, noto al grande pubblico in particolare per le collaborazioni e le numerose esibizioni dal vivo con Caetano Veloso.

Jazz[modifica | modifica wikitesto]

Il violoncello è utilizzato in maniera sporadica nel jazz, tuttavia oltre ad alcuni contrabbassisti che vi si sono dedicati come secondo strumento (tra gli altri, Dave Holland e Oscar Pettiford), vi sono importanti musicisti che lo hanno adattato perfettamente al linguaggio del jazz e della musica improvvisata, tra i quali David Darling e Ernst Reijseger.

Composizioni per violoncello[modifica | modifica wikitesto]

Composizioni per violoncello solo[modifica | modifica wikitesto]

Johann Sebastian Bach
Suite n. 1 in sol maggiore, BWV 1007
Suite n. 2 in re minore, BWV 1008
Suite n. 3 in do maggiore, BWV 1009
Suite n. 4 in mi bemolle maggiore, BWV 1010
Suite n. 5 in do minore, BWV 1011
Suite n. 6 in re maggiore, BWV 1012
Tema e variazioni per violoncello solo in re minore (1887)
Suite n. 1, in sol maggiore, op. 72
Suite n. 2, in re maggiore, op. 80
Suite n. 3, in do minore, op. 87
Tema "Sacher" (per Paul Sacher)
Ciaccona, intermezzo e adagio per violoncello solo
Sonata per violoncello n. 3, op. 25
Sonata per violoncello solo in do maggiore, op. 8
Capriccio
3 Suite per violoncello, op. 131
Suite per Violoncello solo (1926 ca.)
Nomos Alpha per violoncello solo
Dieci preludi per violoncello solo (1974)
Sonata-Fantasia
Etudes Boréales (1978)
Sonata per violoncello solo (1948–1953)
Les mots sont allés..., recitativo per violoncello solo (1978)
Sequenza VIb (1981)
Chanson pour Pierre Boulez (2000)
Sequenza XIV (2002)

Sonate e altre composizioni per violoncello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sonate per violoncello.
Johannes Brahms
Sonata in fa maggiore, op. 5 n. 1
Sonata in sol minore, op. 5 n. 2
Sonata in la maggiore, op. 69
Sonata in do maggiore, op. 102 n. 1
Sonata in re maggiore, op. 102 n. 2
12 Variazioni di «Ein Mädchen oder Weibchen» op. 66
12 Variazioni di «Judas Maccabée» WoO 45
7 Variazioni di «Bei Männern, welche Liebe fühlen» WoO 46
Sonata in mi minore, op. 38
Sonata in fa maggiore, op. 99
Sonata clavecínen sol minore, op. 65
Sonata in re maggiore op. 38
Sonata in re minore
Sonata in re minore op. 109
Sonata in sol minore op.117
Elegia op. 24
Allegro in mi bemolle maggiore, op. 16
Sonata in la minore
6 Sonate per violoncello e basso continuo
Variazioni concertate, op. 17
Sonata n. 1, in si bemolle maggiore, op. 45
Sonata n. 2, in re maggiore, op. 58
Lied "ohne Worte", in re maggiore, op. 109
Suite op. 21
Sonata in do maggiore, op. 119
Sonata in do sostenuto minore, op. 134
Fantasiestucke, op.73
5 Pezzi in stile popolare, op.102
Adagio e allegro, op.70
3 pezzi, op. 9
Sonata in re minore, op. 40
6 sonate per violoncello e continuo
9 Sonate per violoncello e basso continuo
Le Grand Tango per violoncello e pianoforte
Venice ballad per violoncello e pianoforte

Concerti per violoncello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Concerto per violoncello.
Concerto per violoncello in la maggiore
Concerto per violoncello in la minore
Concerto per violoncello in si bemolle maggiore
Concerto per violoncello op. 22
Concerto n. 1 in mi bemolle maggiore G. 474
Concerto n. 2 in la maggiore G. 475
Concerto n. 3 in re maggiore G. 476
Concerto n. 4 in do maggiore G. 477
Concerto n. 5 in re maggiore G. 478
Concerto n. 6 in re maggiore G. 479
Concerto n. 7 in sol maggiore G. 480
Concerto n. 8 in do maggiore G. 481
Concerto n. 9 in si bemolle maggiore G. 482
Concerto n. 10 in re maggiore G. 483
Concerto n. 11 in do maggiore G. 573
Kol Nidrei, op.47, per violoncello e orchestra.
Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33
Tout Un Monde Lointain
Antonín Dvořák
Concerto per violoncello e orchestra in La maggiore B.10
Concerto per violoncello e orchestra in Si minore op. 104(1895)
Concerto per violoncello e orchestra, in mi minore, op. 85.
Concerto n. 1 per violoncello e orchestra, in do maggiore, HOB VIIB.1
Concerto n. 2 per violoncello e orchestra, in re maggiore, HOB VIIIB.2 (1783)
Concerto n. 4 per violoncello e orchestra, in re maggiore.
Haydn
Concerto n. 1, in sol minore, op. 49
Concerto n. 2, in do maggiore, op. 77
Concerto per violoncello in mi minore.
Concerto-rapsodia in re minore.
Concerto per violoncello in do minore op. 66 (1944)
Concerto per violoncello e orchestra in Do maggiore, op. 4
Concerto per violoncello e orchestra, in re minore (1876)
Concerto per violoncello e orchestra (1966)
Concerto per violoncello e orchestra (1968-1970)
Concerto per violoncello e orchestra, op. 91 (1949)
Concerto Rondó
Concerto "Militare"
Saint-Saëns
Concerto per violoncello e orchestra, n. 1 in la minore, op. 33 (1873)
Concerto per violoncello e orchestra, n. 2, in re minore, op. 55.
Concerto per violoncello e orchestra, in la minore, op. 129.
Concerto per violoncello e orchestra, n. 1 in mi bemolle maggiore, op. 107
Concerto per violoncello e orchestra, n. 2
  • Antonio Vivaldi (1678-1741)
    Presunto ritratto di Antonio Lucio Vivaldi, Bologna
    • Concerti per violoncello, orchestra, e basso continuo:
RV 398 in do maggiore
RV 400 in do maggiore
RV 401 in do maggiore
RV 402 in mi minore
RV 403 in re maggiore
RV 404 in re maggiore
RV 405 in re minore
RV 406 in re minore
RV 407 in re minore
RV 408 in mi bemolle maggiore
RV 410 in fa maggiore
RV 411 in fa maggiore
RV 412 in fa maggiore
RV 413 in sol maggiore
RV 414 in sol maggiore
RV 415 in sol maggiore
RV 416 in sol minore
RV 417 in sol minore
RV 418 in la minore
RV 419 in la minore
RV 420 in la minore
RV 421 in la minore
RV 422 in la minore
RV 423 in si bemolle maggiore
RV 424 in si minore
RV 409 in mi minore
    • Concerto per due violoncelli e orchestra, RV 531 in sol minore

Caratteristiche costruttive[modifica | modifica wikitesto]

Il Violoncello e le sue parti

Il violoncello è uno strumento costituito da molte parti, principalmente in legno (abete, acero e ebano), alcuni componenti (come il puntale) e piccoli particolari possono essere realizzati in acciaio, gomma o altri materiali. Vengono anche costruiti, anche se poco usati, violoncelli in fibra di carbonio.

Cassa armonica[modifica | modifica wikitesto]

La cassa armonica, che costituisce la parte più voluminosa del violoncello, è generalmente costruita con più tipi di legno: la tavola armonica con legno di abete rosso, il fondo e le fasce sono di solito realizzati in legno di acero, sebbene occasionalmente siano stati usati anche pioppo e faggio. Tutte le parti che compongono la struttura sono interamente tagliate e lavorate a mano (a meno che non si tratti di strumenti di produzione industriale e non di liuteria). Le fasce vengono realizzate assottigliando a mano il legno e curvandolo a caldo. La cassa è caratterizzata da un'ampia parte superiore, da un restringimento nella parte centrale e di nuovo la parte inferiore molto ampia, le fessure chiamate "effe" sono sulla parte centrale della tavola armonica.

Manico, voluta e riccio[modifica | modifica wikitesto]

Sopra la cassa armonica si trova il manico, dello stesso legno del fondo e delle fasce, che termina con la voluta ed infine col riccio (che in alcuni strumenti consiste in una testina scolpita nel legno), il tutto ricavato da un unico pezzo. Nella voluta è compresa la "casetta" dove sono inseriti i quattro "piroli" (o "bischeri") usati per tendere e quindi accordare ciascuna corda, la cui estremità è avvolta intorno ad essi. Per i piroli viene generalmente impiegato il legno di bosso, d'ebano o di palissandro; gli stessi materiali sono utilizzati anche per la tastiera e per il capotasto, che è una barretta posta sulla parte iniziale della tastiera e fornisce l'appoggio alle corde e per il "bottone", dal quale fuoriesce il puntale.

Cordiera[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte inferiore, le corde sono mantenute in tensione dalla cordiera, che a sua volta è agganciata tramite un cavo (generalmente in budello, nylon o anche metallo) al bottone da cui fuoriesce il puntale che sostiene il violoncello quando viene suonato. La cordiera e il bottone sono in legno duro, lo stesso dei piroli. Può incorporare i tiracantini, che consentono una accordatura più fine rispetto ai piroli.

Puntale[modifica | modifica wikitesto]

Il puntale sostiene il violoncello quando viene suonato. Normalmente in metallo (oggi raramente in legno) o carbonio, è retraibile e può essere regolato in altezza. La parte terminale del puntale può essere coperta da un gommino, utilizzato, o non, a seconda del pavimento su cui si poggia lo strumento, in modo da renderlo fermo e stabile. È stato introdotto da François Servais, allora docente del Conservatorio di Parigi, alla fine del XIX secolo

Ponticello ed effe[modifica | modifica wikitesto]

ponticello ed effe

Il ponticello (in legno) tiene sollevate le corde al di sopra della tastiera e trasmette il suono dalle corde alla tavola e alla cassa armonica. Il ponticello non è fissato, sono le corde stesse, con la propria tensione, a mantenerlo in posizione. Le effe, fessure dalla caratteristica forma di f (per questo così chiamate), sono collocate ai lati del ponticello, con lo scopo di permettere al suono di fuoriuscire e di dare maggiore elasticità alla tavola armonica. Inoltre sono utili al liutaio per l'accesso all'interno della cassa armonica.

Parti interne[modifica | modifica wikitesto]

Internamente, il violoncello ha due importanti componenti: la catena, barra di abete incollata al di sotto della tavola, e l'anima, cilindretto pure di abete collocato a pressione tra il fondo e la tavola dello strumento. La catena ha lo scopo di rinforzare la tavola del violoncello, contribuendo a conferirgli maggiore rigidità. L'anima contribuisce alla diffusione delle vibrazioni che dalle corde, attraverso il ponticello, mettono in vibrazione la cassa, trasmettendole dalla tavola al fondo e amplificando così il suono emesso dalle corde stesse. Come il ponticello, anche l'anima non è incollata, ma è tenuta in posizione dalla tensione esercitata dalla tavola e dal fondo.

Colle e materiali sintetici[modifica | modifica wikitesto]

I violoncelli sono incollati utilizzando generalmente colla animale, robusta e allo stesso tempo reversibile, permettendo così di effettuare interventi di riparazione o restauro, nel caso sia necessario aprire la cassa o smontare altre parti.

Esistono violoncelli moderni costruiti in fibra di carbonio.

Archetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Archetto.
archetto

Tradizionalmente, l'archetto (o arco) è costruito con legno di pernambuco, recentemente viene prodotto anche in fibra di carbonio. Il crine, fissato alle estremità dell'arco e che da questo viene teso, proviene dalla coda di cavallo maschio. Il crine deve essere frequentemente trattato con colofonia, detta comunemente pece o resina, (applicata di solito ogni volta che lo strumento viene suonato) per aumentare la presa sulle corde. Il crine è mantenuto in tensione per mezzo di una vite che allontana la parte detta tallone, parte che si utilizza anche per impugnare l'archetto.

Formati[modifica | modifica wikitesto]

Un violoncello di formato 4/4 e uno 1/8

I violoncelli di formato "intero" sono detti "quattro quarti" (4/4). Come per i violini, vengono prodotti anche violoncelli di dimensioni ridotte, dai "sette ottavi" (7/8) fino al "sedicesimo" (1/16), perfettamente identici a quelli di formato più grande, da non confondersi col violoncello piccolo in cui invece l'estensione cambia e spesso anche il numero delle corde. I formati minori sono proporzionali a quelli "interi" e vengono generalmente utilizzati da bambini, anche se non mancano violoncellisti adulti che preferiscono formati minori (soprattutto il 7/8) per ridurre l'ampiezza dei movimenti della mano. Il numero che definisce tali formati dipende da calcoli di proporzione riferiti alla lunghezza della tavola armonica standardizzati sotto tali denominazioni, che però sono prive di valore matematico.

Accessori[modifica | modifica wikitesto]

antidissonante applicato
sordina applicata

Gli accessori utilizzati per il violoncello sono vari. I più comuni sono:

  • Antidissonante (detto anche "anti-lupo"), piccolo cilindro di metallo, che contiene a sua volta un cilindro di gomma, con applicata una vite. Si posiziona su una corda (in genere la terza, il sol, o anche la quarta, il do) tra il ponticello e la cordiera, per eliminare particolari risonanze e battimenti[17], risultanti in una specie di ululato ("lupo", wolf, wolf tone), nel caso in cui lo strumento presenti questo difetto, che è piuttosto comune. Il violoncellista può montarlo e stringere più o meno la vite per regolare la sua posizione in modo da ottenere un risultato ottimale. Naturalmente l'attenuazione del difetto, smorzando le vibrazioni della corda, ha un sensibile effetto anche sugli altri suoni. Esistono anche antidissonanti da applicare all'interno della tavola armonica, da incollare dopo un'attenta valutazione della posizione, il che richiede la collaborazione tra strumentista e liutaio.
  • Sordina, dispositivo utilizzato per ridurre il volume di suono prodotto. Si applica al ponticello per smorzare le vibrazioni provenienti dalle corde che esso trasmette alla cassa; in questo modo il suono viene attenuato. Oltre che per motivi pratici durante lo studio, può essere anche richiesta in alcuni brani.
  • Colofonia (o resina, o pece), come in tutti gli strumenti ad arco, viene applicata sul crine dell'archetto per aumentarne la presa sulle corde.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Pio, Liuteria Veneziana 1490 -1630, Venice research, 2012, ISBN 978-88-907252-1-0.
  2. ^ Woodfield 1984
  3. ^ Stephen Bonta, From violone to violoncello: A question of strings? in Journal of the American Musical Instrument Society, No. 3, 1977, pp. 64–99.
  4. ^ el-atril.com, El violonchelo. URL consultato il 23 settembre 2008.
  5. ^ a b Il numero di corde era variabile ma la maggior parte di questi strumenti avevano fra le tre e le cinque corde e prevalentemente quattro corde, a differenza di quelli della famiglia delle viole da gamba che erano soliti avere sei corde o più corde.
  6. ^ Baines
  7. ^ a b c d Stephen Bonta et al., op. cit.
  8. ^ Jesselson 1991, Jambe de Fer 1556, Bonta 1990
  9. ^ Delbanco, Nicholas. (January 1, 2001) Harper's Bazaar. The Countess of Stanlein Restored. (Violoncello owned by Bernard Greenhouse is restored). Volume 302; Issue 1808; Page 39.
  10. ^ Barnett 2008, p. 134
  11. ^ Watkin 1996
  12. ^ Bonta 1977, 1990
  13. ^ Cyr 1982
  14. ^ Bonta 1978, Schmid 1987.
  15. ^ David Watkin, Corelli's Op.5 Sonatas: 'Violino e violone o cimbalo'?, in Early Music, Vol. 24, No. 4, novembre 1996, p. 645-663
  16. ^ A causa delle dimensioni dello strumento, le distanze fra le note sono anch'esse grandi nelle prime posizione e così, con l'apertura della mano umana, non è possibile coprire distanze maggiori con tutte le dita, come invece accade per il violino
  17. ^ Si tratta di un fenomeno che può presentare due aspetti: una irregolarità nella risonanza propria dello strumento, la quale intensifica o smorza una determinata nota; oppure una risonanza leggermente crescente o calante rispetto ad una certa nota della scala, cosicché si produce un battimento; cfr.: The New Grove Dictionary of Musical Instruments, vol. 3, pag. 860, cit. in Bibliografia. Sul fenomeno dei battimenti, vedi, p.es.: John R. Pierce, La scienza del suono, Bologna, Zanichelli, 1988, pag. 74 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Basso, Il Lessico, Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, IV, Torino, UTET, 1984, pp. 734-739.
  • (EN) Stanley Sadie, The New Grove Dictionary of Musical Instruments, vol. 3, London, MacMillan, 1984, pp. 805-814, ISBN 0-333-37878-4.
  • Francesco Ferraro, Il violoncellista magico, Napoli, Pozzuoli, 1954.
  • Lauro Malusi, Il violoncello, Padova, Zanibon, 1973.
  • William Pleeth, Il violoncello. Tecnica, storia e repertorio, Padova, Muzzio, 1989.
  • Marcella Ghigi, Il violoncello. Conoscere la tecnica per esprimere la musica, Milano, Casa Musicale Sonzogno, 1999, ISBN 88-87318-08-5.
  • (EN) Stephen Bonta, Suzanne Wijsman, Margaret Campbell, Barry Kernfeld, Anthony Barnett, Violoncello in Stanley Sadie (a cura di), John Tyrrell (a cura di), The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0195170672.
  • (EN) Mary Cyr, Basses and basse continue in the Orchestra of the Paris Opéra 1700-1764 in Early Music, XVIII, Apr., 1982, pp. 155–170.
  • (EN) James Grassineau, A Musical Dictionary, London, J. Wilcox, 1740.
  • (EN) Peter Holman, The English Royal Violin Consort in the Sixteenth Century in Proceedings of the Royal Musical Association, vol. 109, 1982, pp. 39–59, DOI:10.1093/jrma/109.1.39.
  • (EN) Robert Jesselson, The Etymology of Violoncello: Implications on Literature in the Early History of the Cello in Strings Magazine, No. 22, JAN/FEB 1991.
  • (EN) The King Violoncello by Andrea Amati, Cremona, after 1538, National Music Museum. URL consultato il 2 novembre 2008.
  • (EN) Ian Woodfield, The Early History of the Viol, a cura di Howard Mayer Brown, Peter le Huray, John Stevens, Cambridge, Cambridge University Press [1984], 1984, ISBN 0-521-24292-4.
  • Pio Stefano, Viol and Lute Makers of Venice 1490 - 1630 / Liuteria veneziana 1490 - 1630, Venice research, 2012, ISBN 978-88-907252-0-3.
  • (DE) Gerhard Mantel, Cellotechnik: Bewegungsprinzipien und Bewegunsformen, Köln, Hans Gerig, 1972.
  • (DE) Gerhard Mantel, Cello üben. Eine Methodik des Übens nicht nur für Streicher, Mainz, Schott, 1999 m.

Origini del violoncello[modifica | modifica wikitesto]

«VIOLONCELLO of the Italians, is properly what we call the Bass Violin with four strings, sometimes even five or six; but those are not common, the first being most used among us.».
  • (EN) Phihbert Jambe de Fer, Epitome Musical, Lyon, 1556, pp. 61–2.
  • (EN) Robert Jesselson, The Etymology of Violoncello: Implications on Literature in the Early History of the Cello in Strings Magazine, No. 22, JAN/FEB 1991, 1991.
  • (EN) The King Violoncello by Andrea Amati, Cremona, after 1538. URL consultato il 14 novembre 2007.
  • (DE) Manfred Hermann Schmid, Studia organologica: Festschrift John Henry van der Meer, Der Violone in der italienischen Instrumentalmusik des 17. Jahrhunderts., Tutzing, Friedemann Hellwig, 1987, pp. 407–436.
  • (EN) Ian Woodfield, The Early History of the Viol, a cura di Howard Mayer Brown, Peter le Huray, John Stevens, Cambridge, Cambridge University Press, 1984, ISBN 0-521-24292-4.
  • (EN) Peter Holman, The English Royal Violin Consort in the Sixteenth Century in Proceedings of the Royal Musical Association, vol. 109, 1982, pp. 39–59, DOI:10.1093/jrma/109.1.39.
  • David Watkin, Corelli's Op.5 Sonatas: 'Violino e violone o cimbalo'? in Early Music, vol. 24, nº 4, 1996, pp. 645–646+649–650+653–654+657–663, DOI:10.1093/em/24.4.645.
  • (EN) Gregory Richard Barnett, Bolognese instrumental music, 1660-1710 : spiritual comfort, courtly delight, and commercial triump, Aldershot, Hants ; Burlington, VT, Ashgate, 2008, ISBN 978-0-7546-5871-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Origini del violoncello
Immagini di violoncelli storici
musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica