Direttore d'orchestra

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Il direttore d'orchestra Andrew Neer
Spartiti e bacchetta sul leggio di un direttore

Il direttore d'orchestra è la figura che guida un'orchestra o in generale un gruppo di musicisti.

Il direttore ha innanzitutto un ruolo interpretativo, è cioè colui che fa le scelte musicali fondamentali (come andamenti, profilo dinamico, ecc.) illustrando a cantanti solisti, coristi e strumentisti il proprio punto di vista sul contenuto e l'impostazione generale del componimento musicale.

Egli inoltre è d'aiuto per la coordinazione dei musicisti fra loro durante l'esecuzione, indicando il tempo, gli ingressi di strumenti, le voci e le dinamiche.

Le sue funzioni sono anche quelle di guidare le prove (concertazione) e, in assenza di un comitato artistico, scegliere il repertorio da eseguire.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo del direttore, come lo conosciamo oggi, si è formato intorno al XIX secolo. Il primo musicista formatosi come "direttore d'orchestra" intorno al periodo del Preclassico (1730 - 1750) fu Johann Stamitz, direttore dell'orchestra stabile di Mannheim, allora fra le maggiori orchestre del periodo, al punto da far decidere a Mozart di soggiornare a Mannheim in varie occasioni per conoscere i segreti dell'orchestrazione e delle dinamiche di quest'orchestra (diretta dal 1774 al 1798 da Christian Cannabich)[1].

Prima di allora, le orchestre erano solitamente dirette dal compositore dell'opera eseguita e che generalmente sedeva al clavicembalo. In assenza del compositore, erano il clavicembalista o il primo violino a guidare l'esecuzione, avendo sul proprio leggio una piccola partitura condensata in cui erano indicate le principali linee melodiche e di accompagnamento. Con l'aumentare della complessità delle composizioni e del numero dei musicisti coinvolti, fu necessario introdurre la figura di un musicista senza strumento che si potesse occupare solo della concertazione e della coordinazione tra gli esecutori, leggendo da una partitura completa e dando indicazioni verbali, uditive e gestuali.

Carlo Savina con la sezione archi dell'orchestra 1956

Per scandire il tempo, nel XVII secolo si cominciarono a usare dei bastoncini, fogli di carta arrotolata e altri oggetti, fino a dei grossi e ben visibili bastoni. Jean-Baptiste Lully deve la sua morte proprio a uno di questi bastoni: l'8 gennaio 1687, mentre dirigeva il Te Deum, dava il tempo agli esecutori battendo un lungo bastone sul pavimento ligneo del palco, come usava in quell'epoca. Per distrazione, si ferì il piede battendo il tempo e ne scaturì una brutta infezione. Alle cure dei medici (che suggerivano l'amputazione dell'estremità incancrenita) preferì i vani rimedi di un ciarlatano e morì di lì a poco[2].

Nell'Ottocento molti noti musicisti si occuparono della direzione orchestrale: Louis Spohr, Carl Maria von Weber, Louis-Antoine Jullien e Felix Mendelssohn. Anche Hector Berlioz e soprattutto Gustav Mahler furono direttori celebrati, e furono fra i primi a scrivere saggi dedicati alla direzione orchestrale. Accanto a tali note personalità, vi fu anche chi si dedicò esclusivamente, o quasi esclusivamente, alla direzione orchestrale. Fra i primi e più richiesti professionisti la cui carriera fu dedicata principalmente alla direzione, vi fu, in Italia, Angelo Mariani (1821 - 1873) e, nei paesi di lingua tedesca, Hans von Bülow (1830 - 1894). Tutti costoro, musicisti e professionisti della direzione, contribuirono a formare la moderna figura del direttore d'orchestra, che, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo divenne un artista di riferimento fondamentale sia nelle rappresentazioni operistiche che in quelle esclusivamente musicali.

Fra i direttori più celebrati e carismatici di sempre citiamo Carlos Kleiber, Leonard Bernstein, Arturo Toscanini, Herbert von Karajan, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Riccardo Chailly e James Levine.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Kurt Masur nel 2007 mentre dirige (senza bacchetta)

L'arte di condurre un'orchestra consiste nel comunicare le intenzioni artistiche e tecniche ai musicisti durante l'esecuzione di un brano. Non esistono regole definite per la direzione, ma ovviamente le responsabilità di base di un direttore sono quelle di stabilire il tempo e le dinamiche, interagendo con i musicisti in maniera da strutturare armoniosamente il suono d'insieme.

L'abilità nel comunicare e interagire con i musicisti è una caratteristica fondamentale di ogni direttore, ed è tipicamente personale e istintiva, ed è in genere accompagnata da una mimica facciale e da gesti coreografici, spesso mediante l'utilizzo di una bacchetta.

Il tempo viene in genere scandito dal direttore mediante le mani o più spesso con una bacchetta. Bisogna comunque considerare che secondo alcune linee di pensiero la bacchetta non è necessaria: fra i numerosi direttori che ne evitavano l'uso troviamo Vasilij Il'ič Safonov, Leopold Stokowski, Pierre Boulez, Dimitri Mitropoulos, Kurt Masur e Nikolaus Harnoncourt.

Le mani tracciano nell'aria delle forme che variano a seconda del metro e che si ripetono in ogni battuta (analogamente alla tecnica classica del solfeggio). I movimenti verso il basso rappresentano gli accenti forti della battuta (battere) mentre quelli verso l'alto gli accenti deboli (levare). Le dinamiche (piano, forte) vengono in genere indicate mediante l'ampiezza dei movimenti e con espressioni gestuali della mano libera.

Tipici movimenti della bacchetta in relazione al metro musicale
Una bacchetta
in legno per direttore d'orchestra
2/4, 2/2, o 6/8 veloce 3/4 o 3/8 4/4 6/8 lento
Conducting-24time.svg
Conducting-34time.svg
Conducting-44time.svg
Conducting-68time.svg

Si può genericamente distinguere lo stile di un direttore d'orchestra da quello di un conduttore di coro, di orchestra jazz o di banda musicale in quanto sovente questi ultimi utilizzano solo le mani e non la bacchetta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ mozartones.com: "Mozart, Mannheim and the Weber family"
  2. ^ haendel.it: "Jean-Baptiste Lully"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Nicotra, Introduzione alla tecnica della direzione d'orchestra secondo la scuola di Ilya Musin, Curci, 2008, ISBN 978-88-485-0766-0
  • (RU) Ilya Musin, Техника дирижирования (La tecnica della direzione), Muzyka Publishing House, Mosca, 1967
  • Adriano Lualdi, L'arte di dirigere l'orchestra, Hoepli Milano, 1949 Adriano Lualdi Project
  • (EN) Norman Lebrecht, The Maestro Myth: Great Conductors in Pursuit of Power, Citadel Press 2001
  • (EN) Brock McElheran, Conducting Technique
  • (EN) Ben Proudfoot, Conducting as an Art
  • (EN) Frederik Prausnitz, Score and Podium
  • (EN) Max Rudolf, The Grammar Of Conducting
  • (EN) Larry G. Curtis and David L. Kuehn, A Guide To Successful Instrumental Conducting.
  • (DE) H.Scherchen, B.Schott, Mainz Lehrbuch des dirigierens

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