Ottobasso

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Ottobasso
Octobasso di Nicola Moneta.JPG
Il maestro Nicola Moneta mentre suona il suo ottobasso nella sua casa di Milano
Informazioni generali
Origine Francia
Invenzione 1849
Inventore Jean-Baptiste Vuillaume
Classificazione Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Famiglia Viole da braccio
Utilizzo
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Genealogia
Antecedenti Discendenti
Contrabbasso

L'ottobasso, chiamato anche col nome francese octobasse (octobass in inglese), è uno strumento a corda, una sorta di enorme contrabbasso a tre corde, alto 3,85 metri, inventato e realizzato dal liutaio francese Jean-Baptiste Vuillaume nel XIX secolo in collaborazione con Hector Berlioz. Nel suo trattato di strumentazione, Berlioz ne parla in termini entusiastici: "Questo strumento ha suoni di potenza e bellezza considerevoli, pieni e forti senza essere aspri" e ne propone un'adozione su ampia scala.

Le spesse corde non vengono premute con le dita ma con un sistema di leve per la mano sinistra e di pedali comandati dall'esecutore, che muove contemporaneamente l'archetto stando in piedi su una pedana a fianco dello strumento.

Indice

[modifica] Caratteristiche acustiche e armoniche

Esiste discordanza tra le fonti per quanto riguarda l'estensione e l'accordatura. Anticamente si accreditava un'accordatura Do-Sol-Do o Do-Sol-Re con la corda più grave a 32,7 Hz (quindi solo una terza in più rispetto al contrabbasso). In questo caso, la differenza col contrabbasso è dovuta alle grandi proporzioni della cassa armonica e alla lunghezza delle corde, che danno un suono molto più scuro e ricco. Oggi, con corde metalliche, si può raggiungere il Do a 16,35 Hz, fuori quindi dal campo di udibilità umano e ai limiti della percepibilità: la frequenza è di un'ottava ed una terza sotto il contrabbasso, un'ottava sotto il controfagotto ed il tubax in Mib. Questi suoni sono talmente gravi che l'orecchio umano non può sentirli direttamente. Essi sono percepibili e diventano musicalmente utili grazie a due fenomeni fisici: gli armonici naturali ed il fenomeno del "terzo suono".

In qualsiasi suono, contemporaneamente alla nota fondamentale risuonano armonici più acuti che la accompagnano e concorrono a costituirne il timbro. Nell'ottobasso questi armonici sono ampiamente compresi nel campo di udibilità e quindi risultano particolarmente evidenti all'ascolto.

Nel momento in cui l'orecchio umano percepisce questi suoni armonici, grazie al fenomeno del terzo suono, ricostruisce la frequenza del suono fondamentale partendo dall'interferenza dei suoni armonici. La nota suonata risulta quindi chiaramente percepibile anche se si trova ai limiti del campo di udibilità. Il fenomeno fisico è ben spiegato alla voce battimenti.

[modifica] Strumenti

Nell'Ottocento furono realizzati soltanto tre esemplari di ottobasso. I tre strumenti costruiti da Villaume ebbero una storia particolare. Il primo fu venduto ad un privato anonimo durante l'esposizione universale di Londra del 1851. Questi lo donò all'Opera di Londra, ma lo strumento venne distrutto durante l'incendio del dicembre 1867. Il secondo, costruito per l'esposizione universale del 1855 a Parigi, fu venduto e prese la strada del Principato di Monaco. Più tardi lo strumento tornò al Conservatorio di Parigi. Oggi lo si può vedere nel museo del Conservatorio. Il terzo ottobasso fu venduto a San Pietroburgo, probabilmente alla corte dello zar. Attraverso vie non chiare, lo strumento entrò a far parte della collezione del liutaio viennese Zach senior negli anni 1880 e da qui nella collezione Salzer. La Gesellschaft der Musikfreunde (Società degli amici della musica di Vienna) lo acquisì nel 1924. Oggi è esposto nell'archivio del Musikverein.

Esistono oggi due esemplari moderni funzionanti: uno realizzato nel 1995 dal liutaio Pierre Bohr ed appartenente al musicista italiano Nicola Moneta, che è una copia di quelli realizzati da Vuillaume, ma con elementi innovativi soprattutto nella meccanica[1] e un esemplare, realizzato nel 2007 dal liutaio Antonio Dattis di Sava, attualmente esposto al museo "MIM" di Phoenix (Arizona).

[modifica] Note

  1. ^ Sito web dell'ottobasso

[modifica] Collegamenti esterni

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