Eclettismo
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Il termine eclettismo (dal greco eklektós scelto, selezionato) indica l'atteggiamento di chi non segue un unico metodo ma fonde metodi diversi tratti da più indirizzi o scuole.
[modifica] Filosofia
In filosofia indica un particolare indirizzo speculativo che in età ellenistico-romana, riuniva in sé più dottrine. Comune agli eclettici fu la tendenza a conciliare Platone e Aristotele.
Tale scuola fu caratterizzata dalla fusione e conciliazione di dottrine filosofiche di diversa provenienza, quali la platonica e l'aristotelica.
Per i puristi l'eclettismo costituisce una acritica e incoerente mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori.
Praticamente tutti i filosofi, in special modo contemporanei, sono stati accusati di eclettismo, non solo perché non si può definire una netta separazione tra purismo e eclettismo, ma proprio per la natura del pensiero filosofico, che per svilupparsi richiama idee di più filosofi ed addirittura di altre discipline quali la sociologia, la psicologia, la biologia, la neurologia e l'informatica. ripercorre la storia di questo "genere" architettonico che nacque nell’Inghilterra settecentesca per arrivare ai nostri tempi
[modifica] Arte
In architettura il termine indica un genere architettonico, nato nell'Inghilterra settecentesca e perdurato per tutto l'Ottocento e parte del Novecento.
Esso riprende le principali caratteristiche delle forme artistiche precedenti, modellandole artisticamente, e adattandole a qualsiasi significato. Infatti spesso l'architettura eclettica appare fuori luogo, in quanto ciò che è rappresentato non possiede il significato significante. Le forme riprese sono in generale quelle classiche, gotiche e/o romane. A partire dall'Ottocento assistiamo infatti alla realizzazione di opere neoclassiche (sia neogreche, che neorinascimentali), neogotiche, neoromaniche e neobizantine; non meno influente fu la ripresa dello stile barocco e, soprattutto negli Stati Uniti, dell'architettura egiziana.
La sostanza non è adatta alla sua forma.
Il termine fu introdotto da Johann Joachim Winckelmann nelle arti figurative per indicare l'opera dei Carracci e la dottrina estetica da essi propugnata.

