Accademia di Atene

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Accademia (in greco: Ἀκαδήμεια) fu il nome con il quale fu conosciuta la scuola fondata da Platone ad Atene.

L'Accademia, fondata nel 387 a.C., esistette, seppur attraverso varie fasi, fino a dopo la morte di Filone di Larissa. Anche se vari filosofi continuarono ad insegnare la filosofia platonica ad Atene in epoca romana, fu solo all'inizio del V secolo che una nuova scuola venne fondata come centro del neoplatonismo, per essere chiusa definitivamente dall'imperatore Giustiniano nel 529.

L'Accademia rappresentò per tutta l'età antica il simbolo della filosofia platonica e ancora Plutarco, in piena età imperiale, definiva se stesso e i pensatori che come lui si rifacevano a Platone come "accademici" (akademikoi).

Sito[modifica | modifica sorgente]

Mappa dell'antica Atene. L'Accademia è a nord della città.

Prima che l'Accademia fosse una scuola e prima che Cimone la perimetrasse con un muro[1], essa racchiudeva un boschetto sacro di alberi di ulivo dedicato ad Atena, la dea della saggezza, fuori dalle mura cittadine dell'antica Atene[2]. In passato il luogo era noto come Hekademia (in greco: Ἑκαδήμεια), poi mutatosi, in epoca classica, in Accademia, dal nome dell'eroe ateniese Academo.

Origini dell'Accademia[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva da quello di un bosco situato a nord ovest di Atene dedicato all'eroe Academo (Akademos), dove sorgeva un ginnasio circondato dalle mura di Ippia e ornato dagli alberi di Cimone.

Platone discorre con i suoi discepoli nell'Accademia

Nelle sue vicinanze, secondo la tradizione, nel 387 a.C. Platone acquistò un fondo dopo il suo primo viaggio in Sicilia (dove era stato ridotto in schiavitù), e con il denaro raccolto per il suo riscatto vi stabilì la sede delle riunioni dei suoi discepoli dando così inizio alla celebre scuola filosofica.

Tale scuola era caratterizzata da una vita in comune tra maestro e discepoli. Sul piano giuridico essa era un'associazione religiosa, dedita al culto di Apollo e delle Muse.

Platone fu scolarca dell'Accademia dalla sua fondazione. All'interno della scuola egli insegnò alcune dottrine che, a quanto ne riferisce Aristotele, differivano da quelle contenute nei suoi dialoghi, ed erano più profondamente influenzate dal pitagorismo.

L'accademia fu uno dei centri di formazione dei giovani di buona famiglia ateniesi e stranieri. Per questo essa fu in diretta concorrenza sia con l'insegnamento dei sofisti sia con altri istituti come la scuola fondata dal retore Isocrate e più tardi il Liceo fondato da Aristotele.

Sviluppo dell'Accademia ellenistica[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente, si distingue in diverse fasi lo sviluppo della scuola. Tra gli antichi, Diogene Laerzio parla di cinque diverse "Accademie", a partire dallo scolarcato di Platone fino ad arrivare a Filone, al termine dell'Ellenismo; Cicerone invece distingue semplicemente un'accademia antica dalla "nuova accademia" di Carneade e Filone.

Mentre a quanto sembra gli immediati successori di Platone, Speusippo e Senocrate, proseguirono l'insegnamento del fondatore senza apportare innovazioni di rilievo, una vera svolta si ebbe con lo scolarcato di Arcesilao. Arcesilao inaugurò il nuovo corso del platonismo ellenistico: a partire da lui, fino al primo secolo, il platonismo venne guardato innanzitutto come una filosofia scettica. La svolta scettica fu probabilmente influenzata dalla polemica che Arcesilao inaugurò contro il dogmatismo della dottrina stoica, che veniva allora insegnata ad Atene da Zenone di Cizio.

Anche i successori di Arcesilao - in particolare Carneade - proseguirono sia lo sviluppo scettico del platonismo sia la polemica con lo stoicismo, fino al I secolo d.C.

Filone di Larissa, in quest'epoca, iniziò una revisione delle posizioni dei suoi predecessori, puntando verso un approccio più sincretico con le altre scuole di pensiero ellenistiche, in reazione agli orientamenti scettici; il più famoso allievo di Filone, Antioco di Ascalona, ruppe del tutto con l'insegnamento dei predecessori, e con l'Accademia di Atene, fondando una nuova scuola in Egitto, e dando del platonismo una interpretazione che tendeva a trasformarlo in un sistema dogmatico con molti punti di contatto più che di polemica con lo stoicismo.

La Scuola neoplatonica[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del IV secolo d.C. Plutarco di Atene fondò nella sua città una nuova scuola, basata sulle dottrine neoplatoniche elaborate da Plotino, Porfirio e Giamblico, ove esercitarono il loro magistero filosofi come Siriano, e Proclo. La scuola venne ben presto osteggiata dai cristiani che la vedevano come un pericolo rispetto alla supremazia morale e politica della loro religione visto che i suoi insegnanti ed i suoi studenti erano in larghissima maggioranza ancora pagani. Ciò causò la chiusura decretata nel 529 dall'Imperatore bizantino Giustiniano. A causa delle persecuzioni dei cristiani un gruppo di sette filosofi, che comprendeva l'ultimo scolarca, Damascio, dovette fuggire esule in Persia, presso il re Cosroe I, e cercò di rifondare in oriente una nuova scuola platonica, ma senza successo.

Accademia platonica di Firenze[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accademia Neoplatonica.

Nel Rinascimento, per Accademia s'intende comunemente anche la cosiddetta Accademia platonica di Firenze che, sorta grazie alla protezione di Cosimo de' Medici, voleva rappresentare simbolicamente la riapertura dell'antica Accademia ateniese. Essa divenne ben presto uno dei centri più importanti del neoplatonismo cristiano, e consisteva in un cenacolo di filosofi e letterati fiorentini riuniti intorno a Marsilio Ficino, i quali intendevano promuovere la rinascita della dottrina di Platone facendone rivivere la scuola.

L'Accademia di Firenze cessò ogni attività nell'anno 1522.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Plutarco, Vita di Cimone, XIII, 7
  2. ^ Tucidide, II, 34

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Academy in Encyclopedia of Classical Philosophy, Westport, Greenwood, 1997.

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