Ribeca

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Ribeca
Rebac.jpg
Ribeca in un dipinto del 1509 di Gerard David
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione VIII secolo
Classificazione 321.321-71
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Famiglia Viole da braccio
Utilizzo
Musica medievale
Musica rinascimentale
Genealogia
Antecedenti
rebab[1], lira bizantina[2]

La ribeca o rebecca è uno strumento musicale ad arco, con cassa piriforme. Rebecchino era detto il menestrello che lo suonava.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La ribeca, di tessitura acuta, assieme al liuto e alla viella fu uno degli strumenti cordofoni più diffusamente impiegati nell'Europa tardo medievale, e ancora largamente attestati in piena epoca rinascimentale. Di provenienza araba, era stato importato in Spagna dagli arabi intorno al VIII secolo. Le prime notizie di questo strumento si trovano in vari manoscritti dei primi anni del XIV secolo. Lo strumento compare in numerose fonti iconografiche e testuali (fino alla fine del XVI secolo le fonti musicali non indicano quasi mai gli strumenti da impiegare nell'esecuzione). Era costruito in diverse misure, corrispondenti a estensioni diverse.

Lo strumento[modifica | modifica sorgente]

La cassa della ribeca ha la foggia di una mezza pera che si prolunga nel manico, sul quale si trova la tastiera. In genere (diversamente da strumenti più tardi di forma simile, come il mandolino) la cassa dello strumento non era assemblata unendo più liste di legno opportunamente sagomate, bensì ricavata in un pezzo unico insieme al manico, scavando un singolo blocco di legno massiccio. Costruita con legno piuttosto duro, ha la tavola armonica piana sulla quale sono praticati due fori a forma semicircolare. Lo strumento ha da due a cinque corde, accordate per intervalli di quinta, che vengono suonate tramite un archetto. Esistevano ribeche con misure e accordature diverse, ma prevalentemente si trattava di uno strumento di tessitura acuta. Fu molto diffuso nelle corti europee fino al XVI secolo, come strumento per l'accompagnamento del ballo e della lettura di poesie; presso la corte di Enrico VIII d'Inghilterra, essa era presente nell'orchestra reale. Di questo strumento esisteva anche una versione da gamba che somigliava molto alla viola da gamba ed aveva un'estensione più grave delle ribeche da braccio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Henry George Farmer, Historical facts for the Arabian Musical Influence, Ayer Publishing, 1988, p. 137. ISBN 040508496X.
  2. ^ Hortense Panum, The stringed instruments of the Middle Ages, their evolution and development, London : William Reeves it is also a boring sound, 1939, p. 434.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Mingardi - M. Padovan - N. Sansone. Voci, ritmi e strumenti del Medioevo. Provincia di Milano, 1997
  • B. Oling - H. Wallisch. Enciclopedia degli strumenti musicali. Vercelli, 2007
  • Henry George Farmer, Historical facts for the Arabian Musical Influence, Ayer Publishing, 1988, p. 137. ISBN 040508496X.
  • Hortense Panum, The stringed instruments of the Middle Ages, their evolution and development, London : William Reeves it is also a boring sound, 1939, p. 434.

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