Ghironda

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Ghironda
Louvet Drehleier.JPG
Una ghironda con corpo a chitarra
Informazioni generali
Origine Europa occidentale
Invenzione medioevo
Classificazione Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Utilizzo
Musica medievale
Musica rinascimentale
Musica folk
Musica tradizionale dell'Europa Occidentale
Musica tradizionale dell'Europa Orientale
Estensione
Ghironda – estensione dello strumento
Genealogia
 Antecedenti
organistrum, symphonia
Ascolto
Registrazione di una ghironda. (info file)

La ghironda (o gironda) è un cordofono a corde strofinate da un disco, di origine medievale i cui suonatori sono chiamati "ghirondisti".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Suonatori di organistrum, cattedrale di Santiago de Compostela.

Organistrum[modifica | modifica sorgente]

La prima testimonianza conosciuta è l'organistrum, un enorme cordofono utilizzato nel periodo gotico in ambito monastico per insegnare musica ed eseguire brani sacri. L'essere uno strumento polifonico ne ha probabilmente ispirato il nome, che deriverebbe quindi dal termine organum.[1]

Una delle prime raffigurazioni dell'organistrum si trova nel portico della Gloria della cattedrale di Santiago de Compostela (XII secolo): si può notare come lo strumento, a forma di viella, sia di grandi dimensioni (anche 2 metri di lunghezza) e sia suonato contemporaneamente da due persone, di cui una addetta esclusivamente a ruotare la manovella.[1]

Symphonia[modifica | modifica sorgente]

Attorno al XIII secolo lo strumento, le cui dimensioni sono notevolmente ridotte, prende il nome di symphonia (in francese chifonie): anche questo appellativo è probabilmente derivato dalla caratteristica polifonia dello strumento.[1]

La symphonia è suonata da un solo strumentista e viene utilizzata dai menestrelli per accompagnare danze e chansons de geste; in breve la sua popolarità ne allarga l'uso a processioni religiose e mystery plays. L'associazione, che si consolida nei secoli, con menestrelli, vagabondi e mendicanti (spesso ciechi, infatti era soprannominata "viola da orbi") fa di questo strumento simbolo, alternativamente, di rusticità, ignobiltà, immoralità, povertà.[1]

Dai mendicanti all'aristocrazia francese[modifica | modifica sorgente]

Ghironda moderna con corpo a liuto

Nella seconda metà del XVII secolo lo strumento appare nella corte francese nell'ambito della "moda" pastorale dell'aristocrazia di quegli anni; l'opera del liutaio Henri Bâton, che nei primi anni del secolo successivo sviluppa la ghironda nella sua forma "moderna", permette inoltre l'inserimento della vielle à roue (il nome francese dello strumento) tra gli strumenti da musica da camera. Le ghironde create da Bâton, disponibili nelle forme a chitarra e a liuto, più curate nell'aspetto esteriore e dotate di un'intonazione più precisa, riscuotono largo successo soprattutto tra il pubblico femminile; in breve tempo lo strumento viene ammesso ai concerti e molti fabbricanti di strumenti cominciano a produrlo.[1]

Il gran numero di opere d'arte del periodo che raffigurano la ghironda e i molti componimenti eseguiti sono prova della popolarità dello strumento, che tuttavia non ottiene un posto "fisso" all'interno dell'orchestra d'opera; nella seconda metà del secolo, infatti, ritorna ad essere principalmente uno strumento folcloristico.[1]

Utilizzo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Oggi è possibile ascoltare la ghironda in alcuni festival europei di musica folk, suonata spesso insieme a cornamuse, in particolare in Francia e in Ungheria. Il più famoso festival annuale è a Saint-Chartier, nella Francia centrale. È possibile ascoltare questo strumento tradizionale all'interno di gruppi folk metal come gli Eluveitie, i Subway to Sally, gli In Extremo, i Diabula Rasa e i Folkstone.

La ghironda viene inoltre suonata da Régine Chassagne (Arcade Fire) in alcune loro canzoni, da Jennifer Evans-van der Harten (Omnia), da Anny Murphy (Eluveitie) e da Sergio Berardo (Lou Dalfin).

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Ghironda nelle valli occitane

Alla base del funzionamento dello strumento c'è una ruota di legno, coperta di pece e azionata da una manovella, che sfrega le varie corde: i cantini, i bordoni e la trompette. I cantini, solitamente due posti nella parte centrale dello strumento, sono controllati da una tastiera cromatica e realizzano la melodia. I bordoni, posti vicino al piano armonico, producono un suono continuo: di solito la tonica ma a volte si usa la dominante. La corda della trompette, poggiando su un ponticello mobile detto anche «chien» (cane), produce invece un caratteristico suono ronzante. Tramite la complessa tecnica dei colpi di manovella, che sollecitano la corda della trompette, è possibile realizzare delle formule di accompagnamento ritmico (colpi di due, di tre o di quattro, regolari o irregolari).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f (EN) Stanley Sadie, Hurdy-gurdy in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 1ª ed., Macmillan Publishers, 1980, ISBN 0-333-23111-2.

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