Archetto

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Modello francese e tedesco di arco per contrabbasso

L'archetto o (arco) è un accessorio indispensabile per suonare gli strumenti musicali detti appunto ad arco.

Tradizionalmente è costituito da una bacchetta in legno, curvato a caldo. Il legno è pernambuco (quelli di migliore qualità), legno brasiliano (di qualità inferiore) o verzino. I legni derivano dalla stessa specie di albero (Caesalpina sappna L, o legno sappon, originario dell'Asia), il pernambuco viene ricavato dalla parte centrale dell'albero ed è molto più scuro (il legno brasiliano viene colorato di scuro per renderlo simile). Il pernambuco è un legno pesante, resinoso e molto elastico, presenta inoltre una grande velocità nella propagazione del suono. Agli estremi (punta e tallone) viene fissato un fascio di crini di cavallo maschio (i migliori sono quelli di animali allevati in Mongolia), tenuto teso dall'elasticità del legno e da un meccanismo a vite che muove il tallone (parte dove l'arco viene impugnato, spesso realizzata in ebano, talvolta in avorio, tartaruga ed altri materiali ricercati, con intarsi e finiture in madreperla, argento o oro).

Arco per violoncello

I crini vengono fatti strisciare sulle corde dello strumento per produrre il suono; per aumentare l'attrito sulle corde, il crine deve essere frequentemente trattato con colofonia, una particolare resina detta comunemente pece o resina che di solito va applicata ogni volta che lo strumento viene suonato.

L'arco degli strumenti medievali era corto, molto semplice e di forma effettivamente convessa (da qui il suo nome) poi con il progredire della tecnica esecutiva, in particolare del violino, è divenuto più lungo e più piatto (arco tardobarocco e Tartiniano) fino a prendere la sua attuale forma, in realtà leggermente concava (arco classico ed ottocentesco).

Progredendo nella dimensione dello strumento, dal violino fino al contrabbasso, l'arco diviene più corto, la bacchetta più grossa e più spessi e numerosi i crini.

Il legno dell'arco è sottoposto a forti sollecitazioni, quindi con il tempo e l'uso o la tensione prolungata, l'arco può snervarsi e perdere elasticità; in particolare, se mantenuto in tensione per lunghi periodi di tempo può essere danneggiato; ciò non impedische però che tutt'oggi siano conservati e siano ancora usati pregiatissimi archi settecenteschi, in particolare francesi.

Da qualche tempo, vengono anche costruite bacchette con materiali sintetici come vetroresina e fibra di carbonio (o in legno con un'anima in fibra di carbonio). Il risultato è un arco teoricamente meno soggetto ad usura e molto leggero, ma è opinione comune che la qualità del suono che è in grado di produrre non sia pari a quella prodotta da quelli in legno[senza fonte], anche se importanti miglioramenti sono stati fatti in questo senso. Sono stati utilizzati anche vari altri materiali come il titanio, l'alluminio, l'argento e l'oro. Decisamente insoddisfacente invece l'impiego di crini sintetici.

Da notare che gli archetti non vengono costruiti dal liutaio, ma da un archettaio, le due professioni sono nettamente separate.

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