Claudio Monteverdi

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Claudio Monteverdi, dipinto di Bernardo Strozzi, ca. 1640

Claudio (Giovanni Antonio) Monteverdi (Cremona, 15 maggio 1567Venezia, 29 novembre 1643) è stato un compositore italiano.

Il suo lavoro di compositore segnò il passaggio dalla musica rinascimentale alla musica barocca. Fu uno dei principali innovatori che accompagnarono l'evoluzione del linguaggio musicale (su questo processo stilistico vedi anche Retorica musicale), insieme al "principe dei musici", Carlo Gesualdo. Monteverdi scrisse una delle prime opere teatrali in cui fosse sviluppabile una trama drammatica, ovvero un melodramma, L'Orfeo, ed ebbe la fortuna di godere del proprio successo mentre era ancora in vita.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò musica e iniziò la pratica dell'organo con il maestro di cappella del Duomo di Cremona, Marc'Antonio Ingegneri, e già nel 1582, a soli quindici anni, pubblicò la raccolta vocale Sacrae Cantiunculae, a cui seguirono nel 1583 i Madrigali spirituali a 4 voci, nel 1584 le Canzonette a 3 voci libro I, i Madrigali a 5 voci libro I nel 1587 ed il II libro nel 1590.

Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Monteverdi, opera di anonimo, 1597 circa

Dal 1590 al 1592 Monteverdi operò alla corte di Mantova in qualità di "violista" (nell'accezione più ampia del termine, cioè di suonatore di strumento ad arco non meglio specificato: tuttavia, nel suo ritratto giovanile riprodotto in questa pagina imbraccia chiaramente una viola da gamba) e in quest'ultimo anno pubblicò il III libro de Madrigali. Nel 1595 accompagnò il duca Vincenzo I Gonzaga di Mantova in un viaggio in Ungheria, e nel 1599 fu di nuovo al suo seguito nelle Fiandre, dove ebbe contatti con la musica di stile francese.

Il 20 maggio 1599 sposò a Mantova Claudia Cattaneo, cantante alla corte dei Gonzaga. Nel 1601 fu nominato "Maestro della musica" dal duca Vincenzo. I suoi compiti comprendevano l'insegnamento, la direzione di un gruppo vocale femminile e la composizione di lavori per il teatro, tra i quali ricordiamo il ballo Gli amori di Diana ed Endimione (perduto), per il Carnevale 1604–5, e l'opera Orfeo. Nel 1603 pubblicò il IV libro de Madrigali e due anni dopo il V libro.

Lo stile innovativo di queste ultime due raccolte suscitò vive discussioni, culminate nella celebre polemica con il monaco bolognese Giovanni Maria Artusi su alcune imperfettioni della moderna musica.[1] imperniate sulla prima pratica e sulla seconda pratica. Brevemente, la critica sollevata dal tradizionalista Artusi, che aveva studiato con Gioseffo Zarlino, era che i madrigali di Monteverdi fossero "aspri et all'udito poco piacevoli", in quanto non osservanti le regole canoniche del contrappunto, e che dunque allontanassero la musica dal suo scopo, che è la pura "dilettatione". Nella prefazione al quinto libro dei madrigali, Monteverdi assicurava di aver già scritta e pronta per le stampe una risposta alle accuse, dal titolo Seconda pratica, overo perfettione della moderna musica, tuttavia questo testo non fu mai pubblicato. Invece, una replica apparve nella Dichiarazione che introduce gli Scherzi musicali, pubblicati nel 1607, e portava la firma di Giulio Cesare Monteverdi, fratello del compositore. Vi si trova un'ampia trattazione pratico-teorica della "seconda pratica", nella quale ci si rifà alla teoria platonica della musica serva dell'orazione, e dove si dà un elenco di compositori che già l'avevano applicata.

Mantova, Piazza Castello

Durante il carnevale del 1607 a Mantova, dapprima presso l'Accademia degli Invaghiti e pochi giorni dopo a corte, venne rappresentata la sua prima opera: L'Orfeo, su libretto di Alessandro Striggio figlio. L'opera ebbe grande successo e venne rapidamente ripresa a Milano, Cremona e probabilmente, anche a Torino e Firenze.

Poco dopo l'uscita degli Scherzi musicali, Monteverdi tornò a Cremona per stare al capezzale della moglie, gravemente ammalata, che morì il 10 settembre di quello stesso anno. Il compositore si trovò così solo con i tre piccoli figli ed era assai poco propenso a ritornare a Mantova, tuttavia ricevette una convocazione ufficiale da parte della corte ducale perché partecipasse alle imminenti celebrazioni delle nozze del principe Francesco IV Gonzaga con Margherita di Savoia. Per questa occasione, Monteverdi compose parte degli intermedi per L'idropica di Guarini, il Ballo delle Ingrate e una nuova opera, L'Arianna, su libretto di Ottavio Rinuccini. Quest'ultima fu rappresentata il 28 maggio 1608 ed ottenne immediatamente un grande successo; la parte di Arianna era sostenuta dalla grande virtuosa Virginia Ramponi-Andreini, detta La Florinda, che mosse il pubblico al pianto con il Lamento di Arianna, unico brano dell'opera arrivato fino a noi. Tuttavia, la permanenza di Monteverdi a Mantova non fu priva di amarezze; oltre a sentirsi sottostimato dalla corte, mal sopportava la rivalità col fiorentino Marco da Gagliano, la cui Dafne era stata rappresentata durante il carnevale 1608 ed aveva riscosso il plauso del principe (dal dicembre 1607 cardinale) Ferdinando Gonzaga.

Il duca Vincenzo Gonzaga

Monteverdi tornò a Cremona in uno stato di profonda prostrazione e deciso a non lavorare più per la corte di Mantova, tuttavia nel corso dell'anno 1609 riprese i contatti con il duca Vincenzo e si produsse in varie composizioni, tra cui la celebre Sestina e la versione polifonica del Lamento di Arianna (pubblicato più tardi nel VI libro dei madrigali), in parte ispirate dalla presenza a Mantova della soprano virtuosa Adriana Basile. La pubblicazione della sua Missa... ac vesperae (1610) fu seguita da un viaggio a Roma per presentare l'opera al papa Paolo V, a cui era dedicata. Probabilmente, nelle intenzioni di questo gesto vi era la speranza di un posto di prestigio a Roma, ma non ne venne nulla.

Intanto, i rapporti di Monteverdi con la corte dei Gonzaga si facevano sempre più tesi. Alla morte del duca Vincenzo, avvenuta il 18 febbraio 1612, gli successe il figlio primogenito Francesco, che si impegnò subito in un ridimensionamento del lusso della corte. Monteverdi aveva perduto il suo principale sostenitore: il nuovo duca non lo apprezzava altrettanto ed il cardinale Ferdinando sosteneva il suo protetto, il tenore Sante Orlandi. Così, il 29 luglio Claudio Monteverdi, insieme al fratello Cesare, fu bruscamente licenziato e ritornò a Cremona in precarie condizioni economiche. Tuttavia, il 10 luglio del 1613 morì Giulio Cesare Martinengo, maestro di cappella presso la Basilica di San Marco a Venezia, e Monteverdi venne nominato al suo posto a partire dal 19 agosto.

Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Monteverdi riorganizzò la cappella, ne arricchì la biblioteca ed ingaggiò nuovi musicisti. Ora i suoi compiti erano chiaramente definiti e poteva contare sul supporto di assistenti; si sentiva rispettato, il suo salario era regolarmente nutrito da gratifiche. Inoltre, la città gli offriva ricche possibilità di lavoro supplementare.

La corte dei Gonzaga cercò di convincerlo a ritornare e continuò a offrirgli commissioni che egli spesso rifiutò, avanzando il pretesto dei suoi doveri veneziani. Tuttavia, il suo stato di cittadino di Mantova non gli permetteva di recidere completamente i suoi legami di sudditanza. A Mantova, egli inviò, tra gli altri, il balletto Tirsi e Clori (1616) e l'opera Andromeda (1619-1620), oggi perduta. Sembrò così che Monteverdi avesse raggiunto una certa stabilità professionale, tuttavia, si dovettero annotare voci di contatti dal 1623 con la corte del re Sigismondo III di Polonia, forse rinnovati nel 1625, quando, in occasione della visita a Venezia del principe Ladislao Sigismondo, Monteverdi scrisse una Messa e compose musica per i suoi concerti privati, ed una cospicua collaborazione con la corte di Parma in occasione delle nozze del duca Odoardo Farnese con Margherita de' Medici nel dicembre 1628.

La Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia

Nel 1627, il trono di Mantova passò nelle mani di Carlo I di Gonzaga-Nevers, suscitando la reazione dell'imperatore Ferdinando II, che nel luglio del 1630 inviò le truppe dei Lanzichenecchi, che presero d'assalto la città, devastandola e diffondendovi la peste. Una delegazione mantovana, con a capo Alessandro Striggio, trovò rifugio a Venezia, portando inconsapevolmente con sé l'infezione. A Venezia, le vittime furono quasi 50.000. Per cercare di contrastare il morbo, si costruì la Basilica di Santa Maria della Salute, alla cui cerimonia di fondazione partecipò anche Monteverdi. Si ritiene, appunto, che la Messa a 4 da cappella ed il Gloria pubblicati più tardi nella Selva morale possano essere stati composti in occasione delle celebrazioni per la fine della peste (21 novembre 1631).

Non sappiamo se fu per convenienza o per devozione, ma Monteverdi il 9 marzo 1632 prese gli ordini sacerdotali e fece voto di compiere un pellegrinaggio a Loreto (che tuttavia non compì mai): infatti, lo troviamo col titolo di "Reverendo" nel suo secondo libro degli Scherzi musicali, la cui dedica è datata 20 giugno 1632.

Madrigale rappresentativo

Il ballo delle ingrate

Una scena da una rappresentazione in tempi moderni de "Il ballo delle ingrate"

I rapporti con la corte di Vienna si intensificarono: Monteverdi scrisse un ballo, Volgendo il ciel per l'immortal sentiero, probabilmente per l'elezione dell'imperatore Ferdinando III verso la fine del 1636; con tutta probabilità, risale a questo periodo la revisione del Ballo delle Ingrate, e probabilmente parte delle composizioni dell'VIII libro dei madrigali (Madrigali guerrieri, et amorosi) sono associate all'imperatore, a cui è indirizzata la dedica datata 1º settembre 1638. Eleonora Gonzaga fu a sua volta la dedicataria della Selva morale e spirituale (1º maggio 1641). Non è stato possibile determinare se il manoscritto dell'opera Il ritorno d'Ulisse in patria conservato appunto a Vienna rifletta connessioni portate avanti in questo periodo.

Il contributo di Monteverdi alla nuova opera "pubblica" instaurata a Venezia a partire dal 1637 fu notevolissimo, soprattutto se consideriamo che il compositore aveva già raggiunto i settant'anni. Egli riprese Arianna per l'inaugurazione del Teatro San Moisè nel carnevale 1639-40, e più tardi nel corso della stessa stagione produsse Il ritorno d'Ulisse in patria al Teatro San Cassiano (esso fu poi eseguito a Bologna e tornò a Venezia nel carnevale 1640-41). La sua seconda opera veneziana, Le nozze d'Enea in Lavinia, per il Teatro dei SS. Giovanni e Paolo, carnevale 1640 – 41, è andata perduta. La terza, L'incoronazione di Poppea, ancora per il Teatro dei SS. Giovanni e Paolo, carnevale 1642-3, fu uno straordinario successo. Non tutta la musica di quest'ultimo capolavoro, giunto a noi da fonti degli anni cinquanta, è di sicura matrice monteverdiana; probabilmente la scena finale è opera di Francesco Sacrati, tuttavia è una testimonianza dello scintillante successo della carriera degli ultimi anni di Monteverdi.

La tomba nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari

Monteverdi morì a Venezia il 29 novembre 1643, dopo breve malattia, e fu seppellito nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Le opere lasciate incompiute dalla sua scomparsa includono un ballo destinato a Piacenza per il carnevale 1643-4, il trattato sulla seconda prattica promesso già nella prefazione del V libro dei madrigali (il cui titolo definitivo avrebbe dovuto essere Melodia, overo Seconda pratica musicale) e forse un'altra opera d'ispirazione omerica, l'Ulisse errante. Vi fu inoltre un numero inusuale di pubblicazioni postume, tra le quali la Messa e salmi del 1649 e il IX libro dei madrigali 1651.

La sua musica ebbe larga diffusione in nord Europa anche attraverso numerose copie manoscritte e contrafacta. La sua influenza fu determinante sia direttamente nella musica vocale sacra e profana dei compositori fino al volgere del secolo, sia indirettamente nella sperimentazione dei nuovi linguaggi strumentali, ispirati in particolare alla scrittura fortemente teatrale della seconda prattica.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a numerose strade, gli sono stati dedicato un asteroide, 5063 Monteverdi e il Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano, il Gruppo Polifonico Claudio Monteverdi, il Coro Claudio Monteverdi di Crema e il Monteverdi Choir.

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

I lavori di Monteverdi possono essere classificati in tre categorie: musica vocale profana, opere e musica sacra.

Opere vocali profane[modifica | modifica wikitesto]

Madrigali[modifica | modifica wikitesto]

Madrigali Guerrieri et Amorosi

Fino all'età di quarant'anni, Monteverdi lavorò principalmente sui madrigali, pubblicandone nove libri. Per terminare il primo libro impiegò circa quattro anni.[senza fonte]

  • Libro I, 1587: Madrigali a cinque voci
  • Libro II, 1590: Il secondo libro de madrigali a cinque voci
  • Libro III, 1592: Il terzo libro de madrigali a cinque voci
  • Libro IV, 1603: Il quarto libro de madrigali a cinque voci
  • Libro V, 1605: Il quinto libro de madrigali a cinque voci
  • Libro VI, 1614: Il sesto libro de madrigali a cinque voci
  • Libro VII, 1619: Concerto. Settimo libro di madrigali
  • Libro VIII, 1638: Madrigali guerrieri, et amorosi con alcuni opuscoli in genere rappresentativo, che saranno per brevi episodi fra i canti senza gesto.
  • Libro IX, 1651: Madrigali e canzonette a due e tre voci

Altre forme[modifica | modifica wikitesto]

  • Canzonette a tre voci libro primo, Venezia, 1584
  • Scherzi Musicali a tre voci, Venezia, 1607
  • Canzonette da Madrigali e canzonette a due e tre voci, libro 9, 1651
Ascolto[modifica | modifica wikitesto]
  • Toccata dall'Orfeo

Opere Drammatiche e in "stile rappresentativo"[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio dell'Orfeo
Inizio del Combattimento di Tancredi e Clorinda
Frontespizio della parte di Basso Continuo della raccolta Sanctissime Virgini comprendente anche il Vespro della Beata Vergine

Le sole opere di Monteverdi giunte complete fino a noi sono:

Dall'opera L'Arianna (1608) è giunto a noi solamente il famoso Lamento di Arianna.

Altre composizioni di genere drammatico:

  • Il ballo delle ingrate in stile rappresentativo. Prima rappresentazione a Mantova il 4 giugno 1608. La musica è stata pubblicata nei Madrigali Guerrieri et Amorosi (Venezia, 1638)
  • Il combattimento di Tancredi e Clorinda, testo di Torquato Tasso dal canto XII della Gerusalemme Liberata, rappresentato la prima volta a Palazzo Mocenigo a Venezia nell'anno 1624. La musica è stata pubblicata nei Madrigali Guerrieri et Amorosi (Venezia, 1638)
  • De la bellezza le dovute lodi, ballo, pubblicato negli Scherzi Musicali (Venezia, 1607)
  • Tirsi e Clori, ballo. Prima rappresentazione a Mantova, nel Palazzo Ducale, nel gennaio 1616. Pubblicato nel Libro VII dei Madrigali (1619)
  • Volgendo il ciel, ballo. Testo di Ottavio Rinuccini. Prima rappresentazione 30 dicembre 1636 (?) a Vienna, Palazzo Imperiale. Pubblicato nei Madrigali guerrieri et amorosi (Venezia, 1638)
  • La Maddalena, sacra rappresentazione. Testo di Giovan Battista Andreini. Rappresentata in Mantova, nel teatro di corte, nel marzo 1617. Monteverdi compose solamente un'aria per tenore: "Su le penne dei venti..", con un ritornello a cinque parti (nel Prologo). La musica è stata pubblicata in Musiche de alcuni eccellentissimi Musici composte per la Maddalena, Sacra Rappresentazione di Gio. Battista Andreini Fiorentino (Venezia, 1617)

Musica sacra[modifica | modifica wikitesto]

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

Dal Vespro della Beata Vergine:

  • Deus in Adiutorium
  • Laudate Pueri

Registrazione live dell'ensemble Cantica Symphonia (dir. Giuseppe Maletto), effettuata a Torino il 3 ottobre 2000.

Opere da considerarsi perdute[modifica | modifica wikitesto]

Busto bronzeo di Monteverdi ai Giardini Pubblici Giovanni Paolo II, a Cremona.
  • Arianna, Dramma per musica. Testo di Ottavio Rinuccini. Rappresentata nel teatro di corte in Mantova il 28 maggio 1608. La musica dell'opera è perduta. Rimane solamente il Lamento di Arianna, pubblicato per la prima volta nella versione madrigalistica, nel Sesto Libro de' Madrigali (Venezia 1614), più tardi nella forma monodica originale, insieme con le Due lettere amorose (Venezia 1623). Di quest'ultima stampa si conosce un'unica copia, conservata nella biblioteca dell'Università di Gand. Lettere: 2 dicembre 1608; 9 novembre 1616; 9 gennaio, 17, 21, 28 marzo, 4 aprile e 10 maggio 1620.[2]
  • L'Idropica, Commedia (con musiche) di Giovanni Battista Guarini. Rappresentato nel teatro di corte in Mantova, nel 1608. Monteverdi compose solamente il Prologo.
  • La Favola di Peleo e di Tetide, Testo di Scipione Agnelli. Da Lettere: 5, 29, 31 dicembre 1616; 6 e 14 gennaio 1617.
  • Andromeda, Testo di Ercole Marigliani. Da Lettere: 21 aprile e 28 luglio 1618; 29 marzo 1619; 9 e 16 gennaio, 15 febbraio 1620
  • Gli amori di Diana e Endimione, Intermezzo. Testo di Ascanio Pio di Savoia. Rappresentato nel teatro di corte di Parma, nel 1628.
  • Mercurio e Marte, Balletto. testo di Claudio Achillini. Rappresentato nel teatro di corte di Parma nel 1628, Lettere: 30 ottobre 1627; 9 gennaio e 4 febbraio 1628.
  • Proserpina Rapita, Anatopismo del Signor Giulio Strozzi. Rappresentata in Palazzo Mocenigo (Santa Croce) a Venezia nel 1630
  • La Finta pazza Licori, testo di Giulio Strozzi. Il manoscritto di Monteverdi fu probabilmente distrutto durante il saccheggio di Mantova nel 1630. Lettere: 1, 7, 22, 24 maggio, 5, 13, 20 giugno, 3, 10, 24, 31 luglio, 17 e 28 agosto, 10 e 18 settembre 1627.
  • Le nozze d'Enea in Lavinia, testo di Giacomo Badoaro. Rappresentata nel Teatro dei SS. Giovanni e Paolo, in Venezia, l'anno 1641.
  • La Vittoria d'amore, balletto rappresentato nel teatro di corte di Piacenza, l'anno 1641.
  • Cantata Per lo sposalizio col mare. Lettere: 21 aprile 1618.
  • Lamento di Apollo, ecloga su testo di Alessandro Striggio. Lettere: 19 ottobre 1619; 9 e 16 gennaio, 1, 8, 15, 22 febbraio 1620.
  • Intermezzi per la duchessa di Mantova. Lettere: 5 marzo e 27 novembre 1621.
  • Armida ("molte" stanze del Tasso), testo di Torquato Tasso dal Canto XVI della Gerusalemme liberata. Lettere: 1º maggio; 18 e 25 settembre, 19 dicembre 1627; 4 febbraio 1628.
  • Intermezzi per la corte di Parma. Lettere: 10 e 25 settembre, 30 ottobre, 8 novembre 1627; 9 gennaio 1628

Composizioni citate in diari, corrispondenze e memorie contemporanee[modifica | modifica wikitesto]

  • "Le Canzonette", delle quali parla nel suo dispaccio del 20 giugno 1626 "il residente toscano" in Venezia, Nicola Sacchetti.
  • I cinque fratelli, collana di madrigali su testo di Giulio Strozzi. Eseguiti a Venezia nel 1628, durante il convito offerto dalla Serenissima Repubblica ai granduchi di Toscana.
  • Il rosario fiorito, cantata. Eseguita nell'Accademia dei Concordi a Rovigo, nel 1629 in occasione della nascita del primogenito del reggitore veneziano della città, Vito Morosini.

Composizioni sacre di cui Monteverdi parla nelle sue lettere[modifica | modifica wikitesto]

  • Dixit, (a 5 voci) Lettere: 26 marzo 1611.
  • Mottettini, (a 2 e a 5 voci). Lettere: 26 marzo 1611.
  • Messa di Natale, Lettere: 29 dicembre 1616.
  • Messa Mottetti e Vespro, Lettere: 21 aprile 1618
  • Messa da Requiem per il Granduca di Toscana, Lettere: 17 aprile 1621.
  • Messa per la Notte di Natale, Lettere: 2 febbraio 1634.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Orfeo – Les Sacqueboutiers de Toulouse, Le Concert D'Astrée, dir. Emmanuelle Haïm (Virgin Veritas, 5455242)
  • L'OrfeoEnsemble Elyma, Coro Antonio il Verso, dir. Gabriel Garrido (K617, 066/2)
  • L'Orfeo – Ensemble La Venexiana, dir. Claudio Cavina (Glossa, GES 920913)
  • L'Orfeo – The Monteverdi Choir, His Majesties Sagbutts & Cornetts, dir. John Eliot Gardiner (Archiv Produktion, 419 250-2)
  • L'incoronazione di Poppea – Ensemble Elyma, Studio di Musica Antica Antonio il Verso, dir. Gabriel Garrido (K617, 110/3)
  • L'incoronazione di Poppea – dir. René Jacobs, (Harmonia Mundi, HMC 901330.32)
  • Il ritorno d'Ulisse in patria – Ensemble Elyma, Coro Antonio il Verso, Ens. Eufonia, dir. Gabriel Garrido (K617, 097/3)
  • Il ritorno d'Ulisse in patria – dir. René Jacobs, (Harmonia Mundi, HMC 901427.29)
  • Messa "In Illo Tempore" / F. Cavalli, Missa Pro Defunctis, Cantica Symphonia, dir. G.Maletto (Stradivarius, STR 33665)
  • Vespro della Beata Vergine – Gabrieli Consort and Players, dir. Paul McCreesh (Archiv Produktion, 00289 477 6147)
  • Vespro della Beata Vergine / Brani dalla Selva morale e spirituale – Tavener Consort, Choir and Players, dir. Andrew Parrott (Virgin Veritas, 7243 5 61662 2)
  • Vespro della Beata Vergine – New London Consort, dir. Philip Pickett (Decca "L'Oiseau-Lyre", 425 823-2)
  • Vespro della Beata Vergina – Musica Fiata Köln, Kammerchor Stuttgart, Choralschola Niederalteich, dir. Frieder Bernius (Deutsche Harmonia Mundi, 7760-2-RC)
  • Vespro della Beata Vergine – Coro del Centro Musica Antica di Padova dir. Livio Picotti, La Capella Reial de Catalunya, dir. Jordi Savall (Astrée, E8719/20)
  • Vespro della Beata Vergine / Francesco Cavalli, Vespro della Beata Vergine – La Chappelle Royale, Collegium Vocale, Les Saqueboutiers de Toulouse, dir. Philippe Herreweghe (Harmonia Mundi, HMX 2908131-34)
  • Vespro della Beata Vergine – Coro della RTSI-Ensemble Chiaroscuro, dir. Nigel Rogers (Azzurra Music) 1998
  • Vespro della Beata Vergine – Ensemble Elyma, Coro Antonio il Verso, Le Saqueboutiers de Toulouse, dir. Gabriel Garrido (K617, 100/2)
  • Vespro Della Beata Vergine da Concerto – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Naïve/Opus 111, OP 30423)
  • Missa In illo tempore, Salve Regina II & III, Regina caeli (prima registrazione mondiale) – Odhecaton dir. Paolo Da Col (Ricercar Outhere, 322)
  • Vespro per la Salute 1650, Akademia, Ensemble La Fenice, dir. Françoise Lasserre (Pierre Verany, PV797031/32)
  • Selva morale e spirituale (integrale) - Ensemble Elyma, dir. Gabriel Garrido (Ambronay, AMY001)
  • Selva morale e spiritualeCantus Cölln, Concerto Palatino, dir. Konrad Junghänel (Harmonia Mundi, HMC 901718.20)
  • Musica sacra (4 voll.) - Choir of The King's Consort, The King's Consort, dir. Robert King (Hyperion, CDA67428; CDA67438; CDA67487; CDA67519)
  • Nella Anfuso – Claudio Monteverdi, Parlar Cantando I, (Stilnovo 8813)
  • Nella Anfuso – Claudio Monteverdi, Parlar Cantando II (Stilnovo 8814)
  • Nella Anfuso – Claudio e Francesco Monteverdi, Scherzi e Arie (Stilnovo, 8820)
  • Scherzi musicaliMaria Cristina Kiehr, Stephan MacLeod, Concerto Soave, dir. Jean-Marc Aymes (Harmonia Mundi, HMC 901855)
  • Vespro della Vergine, mottetti, selezione dalle opere – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Naïve/Opus 111, OP 20005)
  • Arie e Lamenti per voce solaMontserrat Figueras, Ton Koopman, Andrew Lawrence-King, Rolf Lislevand, Paolo Pandolfo, Lorenz Dufschmid (Auvidis Astrée, ES 9955)
  • Monteverdi, Giulio Caccini, Jacopo Peri, Canti amorosiNigel Rogers, Ian Partridge, Christoper Keyte, dir. Jürgen Jürgens (Archiv Produktion "Collectio Argentea", 437 075-2)
  • Primo libro dei MadrigaliLa Venexiana (Glossa, GCD 920921)
  • Primo libro dei Madrigali – Delitiae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555307)
  • Secondo libro dei Madrigali – La Venexiana (Glossa, 920922)
  • Secondo libro dei Madrigali – Delitiae Musicae dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555308)
  • Secondo libro dei Madrigali – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Naïve/Opus 111, OPS 30487)
  • Secondo libro dei MadrigaliThe Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley (Virgin Classics, 7 59282 2)
  • Terzo libro dei Madrigali – La Venexiana (Glossa, 920910)
  • Terzo libro dei Madrigali – Delitiae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555309)
  • Quarto libro dei Madrigali – La Venexiana (Glossa, 920924)
  • Quarto libro dei Madrigali – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini, (Naïve/Opus 111, OPS 30-81)
  • Quarto libro dei Madrigali – The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley, (Decca "L'Oiseau-Lyre", 414 148-2)
  • Quarto libro dei Madrigali – Delitiae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555310)
  • Quinto libro dei Madrigali – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Naïve/Opus 111, OPS 30-166)
  • Quinto libro dei Madrigali – Delitae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555311)
  • Quinto libro dei Madrigali – La Venexiana (Glossa, GCD 920925)
  • Quinto libro dei Madrigali – The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley (Decca "L'Oiseau-Lyre", 410 291-2)
  • Sesto libro dei Madrigali – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Arcana, A-321)
  • Sesto libro dei Madrigali – La Venexiana, dir. Claudio Cavina (Glossa, GCO 920926)
  • Sesto libro dei Madrigali – Delitae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555312-3)
  • Settimo libro dei Madrigali – La Venexiana, dir. Claudio Cavina (Glossa, GCO 920927)
  • Settimo libro dei Madrigali – Delitiae Musicae, dir. Marco Longhini (Naxos, 8.555314-16)
  • Settimo libro dei Madrigali – Ensemble Concerto, dir. Roberto Gini, Cappella Mauriziana, dir. Mario Valsecchi (Tactus, TC 561390)
  • Ottavo libro dei Madrigali – Concerto Vocale, dir. René Jacobs (Harmonia Mundi, HMC 901736.77)
  • Ottavo libro dei Madrigali – La Venexiana, dir. Claudio Cavina (Glossa, GCD 920928)
  • Ottavo libro dei Madrigali – Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini (Opus 111, OPS 30-187)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Maria Artusi, L'Artusi Ouero Delle Imperfettioni Della Moderna Musica, Ragionamenti dui (Venezia, 1600); L'Artusi Della Imperfezione Della Moderna Musica, Parte Seconda (Venezia, 1603). L'Artusi aveva ascoltato già nel 1599 alcuni madrigali che poi il Monteverdi inserì nel IV e V libro.
  2. ^ Cfr. in merito: C. Monteverdi,Arianna: favola in musica in un prologo e otto scene; ricostruzione della scena 6. sulla base delle parti monteverdiane superstiti di Mario Giuseppe Genesi, Piacenza, Pro Manuscripto, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Anfuso e Annibale Gianuario, Preparazione alla interpretazione della poiesis monteverdiana, Firenze, Fondazione CSRM (Centro Studi Rinascimento Musicale), 1971.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972. ISBN non esistente
  • Carolyn Gianturco, Claudio Monteverdi: stile e struttura, Pisa, ETS, 1978. ISBN 88-7741-155-4
  • Domenico De' Paoli, Monteverdi, Milano, Rusconi, 1979. ISBN 88-18-21469-1
  • Claudio Gallico, Monteverdi: poesia musicale, teatro e musica sacra, Torino, Einaudi, 1979. ISBN 88-06-49049-4
  • Paolo Fabbri, Monteverdi, Torino, EDT, 1985. ISBN 88-7063-035-8 Anteprima parziale
  • Annibale Gianuario, L'estetica di Claudio Monteverdi attraverso quattro sue lettere, Firenze, Fondazione CSRM (Centro Studi Rinascimento Musicale), 1993.
  • Éva Lax (a cura di), Claudio Monteverdi. Lettere, Firenze, Leo S. Olschki, 1994. ISBN 88-222-4214-9
  • Claudio Gallico, Autobiografia di Claudio Monteverdi. Un romanzo, Lucca, Akademos & LIM (Libreria Musicale Italiana), 1995. ISBN 88-7096-108-7
  • Maria Caraci Vela e Rodobaldo Tibaldi, Intorno a Monteverdi, Lucca, LIM Editrice (Libreria Musicale Italiana), 1999. ISBN 88-7096-204-0
  • (DE) Silke Leopold, Claudio Monteverdi und seine Zeit, Laaber, 1982; trad. inglese Monteverdi: Music in Transition, Clarendon, 1991. ISBN 0-19-315248-7
  • (FR) Roger Tellart, Claudio Monteverdi, Parigi, Fayard, 1997. ISBN 2-213-03165-7
  • (FR/IT) Christophe Georis, Monteverdi letterato ou les métamorphoses du texte, Paris, Honoré Champion, 2013, ISBN 978-2745325372

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Predecessore Maestro Direttore della Serenissima Cappella Ducale di San Marco Successore
Giulio Cesare Martinengo 1613-1644 Giovanni Rovetta

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