Federico Barocci

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Federico Barocci
Autoritratto
Residenzgalerie, Salisburgo

Federico Barocci o Baroccio - detto il Fiori[1] - (Urbino, 1535? – Urbino, 30 settembre 1612) è stato un pittore italiano.

Il suo stile elegante lo fa ritenere un importante esponente del Manierismo italiano e dell'arte della Controriforma. È considerato uno dei precursori del Barocco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Urbino da una famiglia di origini lombarde (Ambrogio Barocci o Ambrogio da Milano, uno scultore del XV secolo era suo antenato) Barocci è uno dei pittori più importanti fra Correggio e Caravaggio. Il suo lavoro riempie un periodo spesso trascurato dell'arte durante la Controriforma ed il suo lavoro raggiunge il più alto livello artistico in quel periodo.

La sua carriera iniziale a Roma fu veloce e brillante, ispirata da Raffaello, ammirata da un oramai anziano Michelangelo e consigliata da Taddeo Zuccari. Ma è l'adesione di Barocci alla Controriforma che modellerà la sua lunga e fruttuosa carriera. Un personaggio chiave in questo contesto fu San Filippo Neri i cui Oratori cercavano di ricollegare il regno dello spirito con la vita quotidiana delle persone. Fu Neri ad incaricare più tardi Barocci a dipingere una pala d'altare con la Visitazione per la sua Chiesa Nuova. Si dice che Neri sia stato portato verso l'estasi dalla realizzazione del Barocci, che mostra Elisabetta e la Vergine che si salutano come se fossero nel contesto della vita quotidiana di Roma.

Annunciazione (1592-96)
Olio su tela Santa Maria degli Angeli, PG
Ultima Cena (1592 - 99)
Cappella del Santissimo Sacramento, Cattedrale, Urbino (PU)

Barocci fuggì da Roma sostenendo di essere stato avvelenato per gelosia, rimanendo poi menomato per tutta la vita da una condizione di salute delicata. Ritornò alla sua natia Urbino nel 1565, in una sorta di volontario ritiro interrotto solo dai contatti con i numerosi committenti, sparsi per tutt'Italia. In città dove entrò sotto la protezione di Francesco Maria II della Rovere, duca di Urbino Il Palazzo Ducale si vede nello sfondo dei suoi dipinti, resi in una prospettiva forzata che sembra un'anticipazione della futura pittura Barocca. Barocci era anche un ritrattista sensibile ed immortalò il duca in una tela oggi agli Uffizi.

Nonostante fosse lontano dal meccanismo di fama e di influenza artistiche che era Roma, in una città come Urbino, ormai in decadenza, e prossima ad essere annessa allo Stato Pontificio, ma animata, grazie agli studi scientifici, da una notevole vivacità culturale, Barocci riuscì ad ottenere importanti commissioni per le sue pale d'altare, avvicinandosi alle correnti più innovative dei Francescani e dei Cappuccini.

Mantenne anche un livello inventivo che sfidava il suo relativo isolamento. In certi punti si può essere che abbia visto le illustrazioni colorate a gesso o a pastello di Correggio, ma sono i notevoli studi a pastelli di Barocci che sono i primi esempi di questa tecnica a sopravvivere. Nei pastelli e negli schizzi ad olio (un'altra tecnica in cui fu un pioniere) le sfumature morbide, opalescenti di Barocci evocano l'etereo e lo sfumato che può essere confrontato soltanto con Leonardo da Vinci. Tali studi facevano parte di un complesso processo che Barocci usava per completare le sue pale d'altare. A causa della sua fragile condizione, doveva lavorare per brevi periodi durante il giorno ed il duro lavoro di verniciatura delle pale veniva lasciato per ultimo. Una serie elaborata di passaggi che portavano al prodotto finale assicuravano la velocità e il successo nell'esecuzione. Barocci fece innumerevoli abbozzi: studi gestuali, di composizione, figurali (usando i modelli), studi per l'illuminazione (usando modelli d'argilla), studi della prospettiva, del colore, studi della natura, ecc. Oggi, ci sono oltre 2000 illustrazioni fatte da lui, più di qualunque altro artista da quel periodo. Ogni particolare è stato affrontato in questo modo. Un buon esempio la sua famosa Madonna del Popolo, anche questa agli Uffizi. È un vortice di colore e di vitalità, reso possibile dalla grande varietà di persone, pose, prospettive, particolari naturali, colori, illuminazioni ed effetti atmosferici. Della "Madonna del Popolo" ci sono pervenuti molti disegni: dagli abbozzi iniziali agli studi per colorare teste, fino al cartone finale a grandezza intera.

Malgrado questo processo scrupoloso, il genio del Barocci ha mantenuto pennellate appassionati e libere. Più dovrebbe essere scritto circa la singolare luminosità della tecnica di pittura del maestro, in cui una luce spirituale sembra tremolare come un gioiello attraverso facce, mani, drappeggi e cielo. Ciò è importante perché l'analisi della pennellata emotiva di Barocci non è stata dimenticata da Pieter Paul Rubens quando fu in Italia. Rubens è noto per aver fatto uno schizzo del suo drammatico Martirio di san Vitale, in cui la carne ondeggiante del martire è l'occhio di un altro turbine di figure, gesti e dramma. Il Martirio di san Livino, di Rubens per esempio, sembra dovere molto a Barocci, dal putto che punta la fronda della palma, alla presenza dei cani nell'angolo in basso a destra.

La composizione avvolgente di Barocci e l'attenzione fuoco sull'impressionabile e sullo spirituale sono elementi che precorrono il barocco di Rubens. Ma anche nella proto-barocca "Beata Michelina" di Federico si possono vedere i preparativi di un alto capolavoro barocco: la Transverberazione di santa Teresa d'Avila del Bernini. L'espressione estatica, il drappeggio animato, l'unità della figura con la sorgente luminosa divine, le mani che ricevono: Barocci sembra introdurre il dramma palpabile del barocco più completamente di qualunque altro artista del suo tempo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Bologna, Musei Civici d'Arte Antica: Compianto su Cristo morto (1592-1612).
  • Bruxelles, Musée Royaux des Beaux-Arts: La vocazione dei santi Pietro e Andrea.
  • Chantilly, Musée Condé: Sacra Famiglia col gatto, 1574-1577; L'addio di Cristo a sua madre;
  • Copenaghen, Museo Reale: Ritratto di giovane donna.
  • Firenze, Uffizi: Ritratto di Francesco II della Rovere (1572); Madonna del Popolo (1575-79); Ritratto di ragazza (1570-75) , rame; Cristo e Maria Maddalena; Autoritratto (1570-75), olio su rame; Madonna della Gatta; Cristo che appare alla Maddalena.
  • Londra, National Gallery: Madonna del gatto (1574-75 ca).
    • Ambasciata d'Italia: Ritratto di Ippolito della Rovere (1602).
  • Madrid, Museo del Prado: La Natività (1597), olio, Cristo in croce (1604);
  • Montepulciano, Chiesa di S.Agostino: Madonna della Cintola
  • Milano, Pinacoteca di Brera: Martirio di san Vitale (1580-83).
  • Milano, Duomo, Sant'Ambrogio che impone la penitenza a Teodosio
  • Genova, Cattedrale: Crocifissione con i dolenti e San Sebastiano (1590-96).
  • Monaco di Baviera, Alte Pinakothek: Cristo che appare alla Maddalena (1590).
  • Parigi, Louvre: Circoncisione di Cristo (1590), olio su rame; Madonna con Santa Lucia e Sant'Antonio Abate (1590).
  • Perugia, Cattedrale di San Lorenzo, Deposizione dalla croce, (1569);
  • Assisi, chiesa di Santa Maria degli Angeli: Annunciazione, olio.
  • Roma, Banca Nazionale del Lavoro: Madonna Albani.
  • Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: Madonna col Bambino tra i santi Simone e Giuda (1567), olio su rame; San Francesco riceve le stigmate (1594-95); Madonna di San Giovanni (1565 ca); Crocifissione e dolenti (1566 o 1567); Immacolata concezione; Assunzione della Vergine.
    • Cattedrale, Cappella del Santissimo Sacramento:Ultima Cena (1592-99).
    • Cattedrale: Martirio di San Sebastiano (1557 - 58); Santa Cecilia tra i Santi Maria Maddalena, Giovanni Evangelista, Paolo e Caterina (1555 ca).
    • Oratorio della Morte, Cristo crocifisso e i dolenti (1597-1600 ca).
    • Chiesa di San Francesco: Perdono di Assisi (1574-76).
  • Vienna, Kunsthistoriches Museum: Monsignore Giuliano della Rovere (1595); Ritratto di donna.
  • Salisburgo, Residenzgalerie: Autoritratto.
  • Washington, National Gallery of Art: Ritratto di Quintillia Fischieri; Testa di Giovanni Evangelista.
  • Senigallia, Palazzo Vescovile: Madonna del Rosario (1589-93 ca).
    • Chiesa di Santa Croce: Sepoltura di Cristo (1579-82).
  • Weimar, Goethe Nationalmuseum: Ritratto di Francesco Maria II Della Rovere (1580 o 1583).
  • Piobbico, chiesa di Santo Stefano: Riposo durante la fuga in Egitto (1570-73).
  • Urbania, chiesa dell'ospedale: Vergine con Bambino (Madonna delle Nubi)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario biografico degli italiani VI, p. 423

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marylin A. Lavini, Afredo Petrucci, Federico Barocci, in « Dizionario Biografico degli Italiani », vol. 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1964
  • Jane Turner (a cura di), The dictionary of art. 3, pp. 253-258. New York, Grove, 1996
  • Il testo originale inglese di questa voce incorpora del testo derivato dall'edizione del 1911 dell'Encyclopædia Britannica, che è di pubblico dominio.
  • Andrea Emiliani, Federico Barocci, 2 voll., pp. 836, Ancona, Il lavoro editoriale, 2008, ISBN 978-88-7663-437-6
  • August Schmarsow, Luigi Bravi (a cura di), Federico Barocci - un capostipite della pittura barocca, Accademia Raffaello - il lavoro editoriale, Ancona, 2010, ISBN 978-88-7663-465-9
  • Giannotti A.; Pizzorusso C., Federico Barocci 1535-1612. L'incanto del colore. Una lezione per due secoli, pp. 432, Cinisello Balsamo, Silvana, 2009
  • Anna Maria Ambrosini Massari, Marina Cellini (a cura di) Nel segno di Barocci : allievi e seguaci tra Marche, Umbria, Siena, pp.453, Milano, Motta, 2005
  • Federico Barocci: Renaissance Master of Colour and Line, exh.cat. ed. by Judith W. Mann, Babette Bohn with Carol Plazzotta, (Saint Louis Art Museum, 2012), Yale University Press, New Haven - London 2012. ISBN 978-0-89178-096-0

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