Lanzichenecchi

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Lanzichenecchi
Landsknechte.jpg
I cinque lanzichenecchi, acquaforte di Daniel Hopfer, ca. 1530
Descrizione generale
Attivo dal XV secolo al XVII secolo
Tipo Mercenari
Ruolo Fanteria

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I lanzichenecchi erano dei soldati mercenari di fanteria provenienti dalle regioni del Sacro Romano Impero, che combatterono tra la fine del XV e la fine del XVII secolo.

Origine e cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il termine deriva dal tedesco Landsknecht, cioè servo della regione (Land = terra, patria + Knecht = servitore), non era raro infatti che, con l'indebolirsi dei legami di servitù feudale tipico del periodo Rinascimentale gli appartenenti a quell'umile ceto sociale tentassero la fortuna aggregandosi in compagnie mercenarie, sperando di arricchirsi con la rapina e il saccheggio.

Furono istituiti da Massimiliano I nel 1487 sul modello dei mercenari svizzeri, di cui diventarono presto feroci antagonisti.

Durante le guerre dei contadini in Germania (1522-25) vennero ingaggiati sia dalla nobiltà sia dalle schiere contadine.

Furono impiegati durante il sacco di Roma del 1527 ordinato dall'imperatore Carlo V, evento traumatico che di fatto segnò la fine degli splendori dell'epoca rinascimentale in Italia. I lanzichenecchi, in maggioranza luterani, furono spinti nella loro azione anche dal loro odio verso Roma che consideravano corrotta e papista.

Durante la loro calata verso Roma nel 1526, guidati da Georg von Frundsberg, vengono affrontati dalle milizie guidate da Giovanni dalle Bande Nere prima di attraversare il Po nel territorio dei Gonzaga.

Un caratteristico costume dei lanzichenecchi

Precisamente il Po venne passato a Ostiglia. Da lì, il percorso, sino al campo degli imperiali a Piacenza, è stato puntualmente annotato da Francesco Guicciardini:

« Camminorono dipoi i tedeschi, non infestati più da alcuno, lasciato indietro Governo, alla via di Ostia lungo il Po, essendo il duca d'Urbino a Borgoforte; e a' venti otto dí, passato il Po a Ostia, alloggiorono a Revere: dove, soccorsi di qualche somma di denari dal duca di Ferrara e di alcuni altri pezzi di artiglieria da campagna, essendo già in tremore grandissimo Bologna e tutta la Toscana, perché il duca di Urbino, ancoraché innanzi avesse continuamente affermato che passando essi Po lo passerebbe ancora egli, se ne era andato a Mantova, dicendo volere aspettare quivi la commissione del senato viniziano se aveva a passare Po o no. Ma i tedeschi, passato il fiume della Secchia, si volseno al cammino di Lombardia per unirsi con le genti che erano a Milano. [...] I fanti tedeschi intanto, passata Secchia e andati verso Razzuolo e Gonzaga, alloggiorono il terzo di dicembre a Guastalla, il quarto a Castelnuovo e Povì lontano dieci miglia da Parma; dove si congiunse con loro il principe di Oranges, passato da Mantova con due compagni, a uso di archibusiere privato. A' cinque, passato il fiume dell'Enza al ponte in su la strada maestra, alloggiorno a Montechiarucoli, standosi ancora il duca d'Urbino, non mosso da' pericoli presenti, a Mantova con la moglie; e a' sette, i tedeschi passato il fiume della Parma alloggiorno alle ville di Felina, essendo le piogge grandi e i fiumi grossi. Erano trentotto bandiere, e per lettere intercette del capitano Giorgio al duca di Borbone, si mostrava molto irresoluto di quello avesse a fare. Passorono agli undici dí il Taro, alloggiorono a' dodici al Borgo a San Donnino, dove contro alle cose sacre e l'immagini de' santi avevano dimostrato il veleno luterano; a' tredici a Firenzuola, donde con lettere sollecitavano quegli di Milano a congiugnersi con loro: ne' quali era il medesimo desiderio. »
(Francesco Guicciardini, Storia d'Italia, libro XVII, cap. 16)

Una rappresentazione di questa fase dell'avanzata dei lanzichenecchi viene data nella pellicola Il mestiere delle armi, capolavoro di Ermanno Olmi.

Famosa anche la calata su Mantova del 1630, quando Ferdinando II inviò nella città virgiliana ben 36.000 lanzichenecchi. Dopo un lunghissimo assedio gli assediati cedettero. Gli imperiali si ritirarono nel 1631 con un bottino immenso, lasciando solo morte e distruzione. Si calcola che tra la peste e le uccisioni circa 130.000 abitanti del Ducato morirono in questo periodo. I lanzichenecchi compaiono anche nel celebre romanzo di Alessandro Manzoni "I promessi sposi".

Una canzone tipica della tradizione dei lanzichenecchi è "unser liebe Fraue", dedicata alla vergine Maria.

Arruolamento e lettera di impegno[modifica | modifica sorgente]

Il capo lanzichenecco reclutatore, definito di solito con il grado di Colonnello (Oberst) veniva contattato dal committente ed incaricava i suoi ufficiali della chiamata alle armi. Questi percorrevano le campagne e le città invitando gli uomini con il miraggio del soldo, del bottino e dell'impresa e dando appuntamento in una località ed in un giorno precisi per l'arruolamento definitivo.

Alla base dell'arruolamento c'era l'accettazione di una "lettera di impegno", in cui venivano definiti paga, termini e durata del servizio. Dopo la lettura pubblica della lettera di impegno davanti ai fanti radunati, i fanti venivano registrati con nome, arma in possesso e soldo pattuito e quindi venivano inquadrati nelle singole compagnie.

Nei primi tempi i termini della lettera venivano concordati tra l'Oberst ed i rappresentanti dei fanti, ma con il tempo si usarono lettere sempre più standardizzate, togliendo spazio di trattativa ai fanti comuni. Inoltre, la mensilità del soldo non coincideva con il mese solare ed era argomento di discussioni e ribellioni, tanto che venne sempre più spesso specificata nelle lettere di impegno.

Lanzichenecco con la moglie (una delle cosiddette vivandiere)

L'assemblea dei fanti radunati per l'arruolamento - e quindi dei Lanzichenecchi arruolati - veniva chiamata come Assemblea (Gemeine), Unione dei fanti, Anello (Ring). I fanti nominavano i propri rappresentanti (messi) per discutere con il reclutatore tutto quello che riguardava la loro vita e spesso le discussioni erano molto accese: per esempio, ad un comandante rispettato come il Frundsberg venne un colpo apoplettico nel corso di una discussione con i propri fanti e dovette lasciare il comando poco prima del Sacco di Roma del 1527.

Un cenno particolare meritano le vivandiere: con questo nome venivano indicate le donne che seguivano le unità lanzichenecche, occupandosi genericamente della cucina. In alcune unità venivano considerate tra le vivandiere anche le prostitute al seguito dei soldati, che erano tollerate - quando non erano addirittura cercate e "inquadrate".

Soldo e doppio soldo[modifica | modifica sorgente]

In base al ruolo coperto e alle armi portate veniva definita la paga, distinta genericamente tra soldo e doppio soldo (Doppelsöldner): quest'ultimo veniva stabilito in base alle funzioni militari/amministrative o alle armi.

A paragone con il guadagno degli artigiani delle città (attorno a 1,5 fiorini) e soprattutto dei contadini, l'ingaggio del lanzichenecco sembrava promettente. Tuttavia il soldo fissato in quattro fiorini al mese per quasi tutto il XVI secolo (quindi inflazionato) e la scarsa solvibilità dei committenti e del reclutatore fecero diventare sempre più importante il saccheggio ed il bottino conseguente.

Funzioni militari a doppio soldo[modifica | modifica sorgente]

Le funzioni militari a doppio soldo erano corrispondenti ai gradi:

  • Oberst : il reclutatore a cui i fanti erano legati personalmente dall'accettazione della lettera nel 1540 poteva arrivare a prendere fino a 400 fiorini, contro i 4 del soldo semplice;
  • Capitani : erano scelti dall'Oberst e comandavano le singole compagnie della banda lanzichenecca;
  • Alfiere : chi portava la bandiera della banda e della compagnia godeva di molta considerazione tra i soldati;
  • Sergenti : comandavano i gruppi di soldati in cui la compagnia era divisa.

Inoltre era presente un Feldwebel (maresciallo) per ogni banda arruolata.

Funzioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Alcune funzioni amministrative riguardavano gli aspetti logistici:

  • Scrivano, figura indispensabile per tutti gli aspetti amministrativi, contabili e di cronaca immediata;
  • Quartiermeister, incaricato dell'assegnazione degli alloggi;
  • Hurelweiber, addetto alle salmerie;
  • Pfenningmeister, addetto alle paghe;
  • Feldartz, medico di campo - in realtà più un assistente di sanità che un dottore vero e proprio.
Lanzichenecco con spada a due mani (Zweihänder)

In via eccezionale veniva pagato a doppio soldo anche il furiere.

Per l'amministrazione della giustizia venivano assegnati altri incarichi a doppio soldo: lo Scudalscio (giudice), il Prevosto facente funzioni di polizia militare, il Carceriere ed i suoi aiutanti, nonché un Esecutore che svolgeva il compito di boia. Quest'ultimo era considerato un paria, non godeva di amicizie, mangiava in solitudine e marciava da solo in fondo alla colonna.

Doppio soldo per le armi[modifica | modifica sorgente]

Il doppio soldo veniva anche pagato per le corazze pettorali usate in prima linea (dove maggiore era il rischio per il fante) e per armi particolari come gli spadoni a due mani (Zweihänder) e come gli archibugi, che davano maggior potere offensivo. Questi doppi mercenari, dal XVII secolo, vennero inquadrati, in ambito giuridico, come Doppelsöldner.

Le altre armi comuni ai Lanzichenecchi erano le picche e le alabarde. La spada di uso comune era la Katzbalger, di lunghezza poco superiore ad una daga e quindi usata agilmente nella mischia finale, quando le armi lunghe come la picca erano inutili. A meno che non avesse incarichi pagati a doppio soldo, chi portava queste armi aveva diritto al soldo semplice.

Altra arma in uso ai Lanzichenecchi era la coltella da guerra (Kriegsmesser), una sorta di grande scimitarra da fante sviluppata nel Regno d'Ungheria e passata in uso alle fanterie dell'Impero.

Combattimento[modifica | modifica sorgente]

Con precedenti storici nella falange macedone e nello schiltron scozzese, anche i Lanzichenecchi combattevano in quadrati di fanti emulando i loro rivali contemporanei, gli Svizzeri.

Il combattimento avveniva a contatto fisico con il nemico: avevano grande importanza le prime linee, cioè i fanti dotati di pettorale e quindi di maggior protezione ed i fanti armati di alabarde e di Zweihänder, che avevano l'incarico di tagliare le armi ad asta del nemico. Le altre righe del quadrato erano composte dai fanti semplici, armati di picca.

Dal momento in cui il quadrato dei Lanzichenecchi veniva a contatto con il nemico, il combattimento diventava una vera e propria mischia dove il coraggio personale, la forza e la brutalità erano le doti più utili. Tutti gli ufficiali incluso l'Oberst combattevano a piedi nel quadrato insieme ai fanti comuni e questo dava qualche possibilità di carriera anche ai soldati che non erano di nobili origini.

Le battaglie più famose a cui parteciparono i Lanzichenecchi sono quella di Marignano (Melegnano, 1515) e della Bicocca (1522), dove i rivali Svizzeri persero la fama di essere imbattibili, oltre a quella di Pavia (1525). La loro impresa più famosa - e non in senso positivo - fu sicuramente il citato Sacco di Roma del 1527.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Baumann, Reinhard (1997), I Lanzichenecchi. La loro storia e cultura dal tardo Medioevo alla Guerra dei trent'anni, Torino, Einaudi, ISBN 978-88-06-14398-5.
  • Miller, Embleton, The Landsknechts, Oxford, Osprey Publishing (Men-at-Arms nr. 58).
  • Richards, Embleton, Landsknecht soldier 1486–1560, Oxford, Osprey Publishing (Warrior nr. 49).
  • Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi cap. XXVIII

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