Ciaccona
In musica il termine ciaccona /tʃakˈko:na/[1] (spagnolo: chacona /tʃa'koˑna/, nella letteratura musicale francese, inglese e tedesca: chaconne /ʃaˈkɔn/), designa un tipo di danza caratteristica di origine cinquecentesca spagnola o forse latinoamericana[2] nonché una forma musicale derivata dalla danza stessa.
In tempo ternario su un basso ostinato, in origine danza di carattere vivace e scherzoso[3] acquisì tratti più austeri alla corte francese entrando agli inizi del XVII secolo nel balletto, l'opera e le suite strumentali[4].
Il termine fu successivamente applicato a qualsiasi opera in tempo moderato di 3/4 che consistesse in alcune variazioni su di una linea di basso.
Nel Seicento esempi eccezionali sono le ciaccone di Claudio Monteverdi (Zefiro torna) e Heinrich Schütz (Es steh Gott auf, terza parte).[5]
Nel Settecento celebre è la Ciaccona in sol minore per violino e basso continuo attribuita a Tomaso Antonio Vitali, ma la più geniale ciaccona è la Ciaccona dalla seconda partita per violino solo di Johann Sebastian Bach (la linea di basso non è presente realmente ma viene ricostruita dall'ascoltatore, secondo il principio della polifonia immanente).
Le Variazioni Goldberg di Bach sono spesso giudicate impropriamente come appartenenti al genere della ciaccona, sebbene Bach non le abbia esplicitamente etichettate in questo modo, anche se in realtà si parla più di una forma di passacaglia ben definita. Tuttavia colui che ricorrerà molto spesso all'utilizzo e al suo sviluppo della forma sarà Georg Friedrich Händel, che ne comporrà appositi pezzi per il clavicembalo, nonché nella suite strumentale. Dopo il periodo barocco, la forma della ciaccona non è stata utilizzata se non di rado, anche se le 32 Variazioni in Do minore di Ludwig van Beethoven ne sono un esempio lampante, così come anche la grande e molto significativa eccezione di Johannes Brahms che la impiega esplicitamente per l'ultimo movimento della sua Quarta Sinfonia op. 98.
Il basso che caratterizza la ciaccona soggiace a una regola ferrea: si muove dalla tonica alla dominante, con moto ascendente o discendente, cromatico o diatonico. Può anche essere sottinteso, dato che l'armonia realizzata dalle voci superiori ne fa comunque percepire la presenza.
Bibliografia [modifica]
Jaap Schroder, Bach’s Solo Violin Works, a performer’s guide, Yale University Press, 2007.
Renato Ricco, L’evoluzione stilistico-formale della Ciaccona per violino solo (parte prima), in «A tutto arco», (rivista ufficiale di ESTA Italia-European String Teachers Association), anno 2, numero 3, 2009, pp. 13-21.
Renato Ricco, L’evoluzione stilistico-formale della Ciaccona per violino solo (parte seconda), in «A tutto arco», (rivista ufficiale di ESTA Italia-European String Teachers Association), anno 2, numero 4, 2009, pp. 18-23.
Note [modifica]
- ^ ciaccóna, vocabolario etimologico, vocabolario Gabrielli, vocabolario Sabatini Coletti.
- ^ La nuova enciclopedia della musica Garzanti, Milano 1988
- ^ Alexander Silbiger, "Chaconne," The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. S. Sadie and J. Tyrrell (London: Macmillan, 2001)
- ^ La nuova enciclopedia della musica Garzanti, Milano 1988
- ^ Gerald Drebes: ‘‘Schütz, Monteverdi und die „Vollkommenheit der Musik“ – „Es steh Gott auf“ aus den „Symphoniae sacrae“ II (1647)‘‘. In: ‘‘Schütz-Jahrbuch‘‘, Jg. 14, 1992, p. 25-55, spec. 42-50, online: [1]
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