Jan Pieterszoon Sweelinck

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Jan Pieterszoon Sweelinck

Jan Pieterszoon Sweelinck /jɑn ˈpi:tərsˌzoːn ˈsʋe:lɪŋk/, in alcuni testi citato anche come Pieter o Pietersz, (Deventer, aprile o maggio 1562Amsterdam, 16 ottobre 1621) è stato un compositore e musicista olandese, importantissimo innovatore della musica per tastiera a cavallo fra Cinquecento e Seicento.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Non si è pienamente certi della sua data di nascita, e nemmeno della sua città natale. Figlio maggiore di Peter Swybbertszoon, organista ed Elske Jansdochter Sweeling, figlia di un chirurgo, subito dopo la nascita si spostò con la famiglia ad Amsterdam, dove dal 1564 il padre fu organista presso la Oude Kerk (oltre al padre sia il nonno che lo zio di Sweelinck furono organisti). Jan Pieterszoon ricevette le prime lezioni dal padre, da Jacob Buyck prete cattolico dell'Oude Kerk e da Jan Willemszoon Lossy, controtenore di Haarlem e forse anche da Cornelis Boskoop, successore del padre presso l'Oude Kerk. Il suo primo grande successo fuori dai Paesi Bassi lo riscosse a Venezia, dove aveva studiato con Zarlino[1]. A proposito di tale evento non si hanno però molte fonti oltre ai testi di Johann Mattheson. Per ben 44 anni fu organista alla Oude Kerk di Amsterdam, la città dove la tradizione degli Sweelinck proseguì per oltre un secolo; ottenne questo posto all'età di 15 anni, nel 1577. I suoi primi lavori sono del 1592–94: 3 libri di canzoni, al quale seguirono edizioni di arrangiamenti sui salmi, pubblicati nel 1604, 1613, 1614 e nel 1621. Molto probabilmente Sweelinck passò tutta la vita nella sua città, alternando l'attività di organista a quella di insegnante, entrando anche a far parte di stimati circoli intellettuali come quello di Pieter Corneliszoon Hooft; fu in vita molto apprezzato tanto che venne soprannominato l'"Orfeo di Amsterdam", molto probabilmente anche per la sua elevatissima capacità di improvvisare composizioni con le quali allietare il popolo. Morì per cause ignote all'età di 59 anni il 16 ottobre 1621 e fu sepolto nella sua Oude Kerk.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
Variations on Mein junges Leben hat ein End' (info file)
Registrazioni di Matthias Flierl

Variations on Est-ce Mars (info file)
Registrazioni di Ashtar Moïra

Le sue produzioni comprendono sia musica sacra che profana, anche se oggi è ricordato soprattutto per i suoi brani clavicembalistici (fantasie, toccate, variazioni ecc.); è tra l'altro considerato l'inventore della toccata e fuga per organo, strumento del quale fu maestro. La sua musica è improntata sulla corrente cristiana del calvinismo, al quale tutta la città si convertì a partire dal 1578. Per questo motivo scrisse diverse variazioni tratte dalle musiche del Salterio ginevrino, come pure mottetti per coro basate sulla stessa opera (sebbene abbia scritto anche musiche basate sulla liturgia cattolica e luterana). In questo sarà seguito dall'allievo Paul Siefert che compone due volumi di mottetti basati sui Salmi, come pure da Anthonie van Noordt, altro compositore olandese, che scrive opere organistiche in stile simile, basate sulle melodie ginevrine. A Sweelinck è dovuta principalmente l'invenzione dell'elaborazione del corale popolare tedesco che, trasportato in nuova forma, dà origine ad una nuova composizione fortemente emotiva. Questo tipo di modifica del corale sarà alla base anche dello stile di Johann Sebastian Bach.

Il suo stile è strettamente collegato a quello inglese, essendosi entrambe le nazioni influenzate a vicenda, come dimostrano gli stretti rapporti musicali e affettivi che collegarono lui e musicisti come John Bull, John Dowland e William Byrd. A titolo d'esempio, Sweelinck compose delle variazioni su "Lachrymae Pavane" di Dowland, mentre Bull, poco dopo la morte dell'olandese, elaborò suoi diversi brani. Sweelinck appare anche nel Fitzwilliam Virginal Book, a testimonianza dello stretto rapporto che ebbe con i suoi contemporanei inglesi. Con lui le conoscenze virginalistiche inglesi vennero diffuse anche in Olanda e soprattutto in Germania. Sia vera o no la sua vicinanza a Zarlino, la sua abilità compositiva è dovuta anche alla conoscenza dei suoi colleghi veneziani, di Giovanni Gabrieli e di Claudio Merulo in primis, ispirandosi ad essi nello scrivere canzoni all'italiana, rinnovate dallo spirito ingegnosamente contrappuntistico, tipico della tradizione fiamminga[2]

Insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Come insegnante formò dei grandissimi musicisti, creando presso di sé quella che poi venne chiamata la "Scuola del Nord". Tra i suoi allievi, oltre ai già citati Paul Siefert e Anthonie van Noordt, figurano anche Cornelis Helmbreker, Michael Praetorius, Samuel Scheidt, Heinrich Scheidemann, musicisti che diffusero il suo insegnamento in mezza Europa. Fra i suoi contemporanei si riscontra una somiglianza con l'organista Hendrick Joosten Speuy.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Fu nel 1594 che, per motivi sconosciuti, si attribuì il nome di Sweelinck (variante del cognome della madre) piuttosto che quello del padre.
  • Da lui trae il nome l'asteroide 7621 Sweelinck.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Massimo Mila, "Breve storia della musica", Torino, Einaudi 1977, pag.101
  2. ^ Baroni, Fubini, Petazzi, Santi, Vinay, "Storia della musica", Torino, Einaudi 2004 pag.143.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gustave Reese, Music in the Renaissance. New York, W.W. Norton & Co., 1954. ISBN 0-393-09530-4
  • Manfred Bukofzer, Music in the Baroque Era. New York, W.W. Norton & Co., 1947. ISBN 0-393-09745-5
  • Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Le Biografie, vol. VII. Torino, UTET, 1988, pagg. 594-596. ISBN 88-02-04227-6
  • The Concise Edition of Baker's Biographical Dictionary of Musicians, 8th ed. Revised by Nicolas Slonimsky. New York, Schirmer Books, 1993. ISBN 0-02-872416-X
  • Michael Kennedy, Joyce Bourne Kennedy, The Oxford Dictionary of Music, 6th ed. (edited by Tim Rutherford-Johnson). Oxford, Oxford University Press, 2012, pag. 829. ISBN 978-0-19-957810-8
  • Pieter Dirksen, The Keyboard Music of Jan Pieterszoon Sweelinck – Its Style, Significance and Influence. (Utrecht, 1997). ISBN 90-6375-159-1
  • Sweelinck Studies, Proceedings of the Sweelinck Symposium, Utrecht 1999, (Utrecht 2001) Edited by Pieter Dirksen. ISBN 90-72786-09-2
  • Jan Pieterszoon Sweelinck, Opera Omnia / Editio altera quam edendam curavit Vereniging voor Nederlandse Muziekgeschiedenis (2nd revised edition edited by Gustav Leonhardt, Alfons Annegarn, Frits Noske & al.), 7 voll., Amsterdam, VNM [Società Reale per la Musicologia], 1974-1990
  • Jan Pieterszoon Sweelinck, Complete Keyboard Works - Breitkopf Urtext (edited by Harald Vogel & Pieter Dirksen), 4 voll., Wiesbaden, Breitkopf & Härtel

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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