Tommaso Stigliani

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Tommaso Stigliani (Matera, 1573Roma, 1651) è stato un letterato e scrittore italiano.

Tommaso Stigliani
« Femina, e maschio un sopra l'altro stava,
questo moveasi, e quella era fermata.
Il maschio, in seno a lei, credo, appuntava
un cotal duro con cima arrossata.
Ed essa gemea sì, che ben mostrava
d'esserne fortemente martellata.
In somma il gioco si condusse a tale,
che fu lavato il capo a quel cotale. »
(Dal Canzoniere del 1605, la soluzione dell'indovinello osceno è l'incudine e il martello)

Vita e principali opere[modifica | modifica wikitesto]

Forse di nobili origini, da giovane si recò a Napoli dove conobbe Giambattista Marino. Dopo un breve soggiorno alla corte di Carlo Emanuele I di Savoia a Torino, nel 1603 divenne segretario di Ranuccio I Farnese, duca di Parma. La sua prima creazione fu un breve poema a sfondo pastorale, Il Polifemo (1600). Seguì il Canzoniere, pubblicato nel 1605 e messo all’Indice dei libri proibiti a causa di alcuni indovinelli di contenuto osceno. Stigliani ritenne colpevole Arrigo Caterino Davila e lo sfidò a duello. Rimasto ferito si rifugiò a Napoli. Poté ritornare a Parma, grazie all’intercessione del cardinale Cinzio Aldobrandini, già protettore di Torquato Tasso.

Nominato Principe dell'Accademia degli Innominati, pubblicò nel 1617 i primi venti canti del poema Il mondo nuovo, sull’epopea di Cristoforo Colombo. Le allusioni a Giambattista Marino contenute nell’opera suscitarono aspre polemiche. Costretto a lasciare Parma nel 1621 si stabilì a Roma dove curò l’edizione del Saggiatore di Galileo Galilei (Roma, Mascardi, 1623). Sempre a Roma pubblicò una nuova edizione del suo Canzoniere (Roma, Zannetti, 1623) emendata delle poesie oscene. Nel 1627 pubblicò Dell'Occhiale (Venezia, Carampello, 1627), stroncatura dell'Adone di Giambattista Marino, cui seguì l'anno successivo un'edizione definitiva in 34 canti de Il Mondo nuovo (Roma, Mascardi, 1628) e nel 1629 l'irriverente Merdeide[1]. Nel 1651 uscì l'edizione delle Lettere (Roma, Manelfi, 1651). Postumo fu pubblicato il rimario Arte del verso italiano (Roma, Del Verme, 1658).

L'antimarinismo[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Stigliani è considerato uno dei poeti antimarinisti per eccellenza, in quanto sin dalla prima edizione del Mondo Nuovo e più ancora in Dell'Occhiale accusò il Marino di mancanza di coerenza e fedeltà ai canoni classici della misura e della proprietà linguistica; altre accuse mosse in particolare all'Adone del Marino furono bassezza di stile, barbarismi e ladroneccio, cioè di furto di parole e concetti di altri scrittori. Queste posizioni causarono molti nemici allo Stigliani, ed alcuni suoi testi furono pubblicamente incendiati. Uno dei suoi rivali, Angelico Aprosio, scrisse anche alcune opere per confutare a sua volta e stroncare le tesi di Stigliani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, vol. II, Milano 1852, pp. 190-191. Ma si veda anche B. Croce, Saggi sulla letteratura italiana del Seicento, Laterza, Bari 1962, p. 320.

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