Adriana Basile

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Adriana Basile

Adriana Basile (Napoli, 1580Napoli, dopo il 1642) è stata una cantante e musicista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Adriana Basile, sorella dello scrittore Giambattista Basile e del compositore e poeta Lelio Basile, fu una celeberrima cantante e musicista del primo Seicento, rinomata anche per la sua eccezionale bellezza. La sua fama le procurò l'interesse di alcuni letterati, che le dedicarono i loro componimenti in versi: il Teatro delle glorie della signora Adriana Basile alla virtù di lei delle cetre degli Anfioni di questo secolo fabbricato, una raccolta stampata nel 1623 e nel 1628, e L’idea della veglia, del 1640. Francesco Rasi le rese omaggio ne La cetra di sette corde del 1619, e Giovan Battista Marino ne L’Adone, canto VII (1623) e nelle Rime, II (edizione del 1629)[1].

Le prime notizie sul suo conto risalgono al 1610, quando si trasferì con la famiglia e il marito Muzio Baroni, un nobile al servizio dei Carafa, a Mantova presso la corte del duca Vincenzo Gonzaga. Mentre era in viaggio per Mantova, il giovane cardinale Ferdinando Gonzaga l'ascoltò a Roma e scrisse di lei al duca suo padre: «Ha lasciato qui fama immortale et ha fatto stupir questa città sendo veramente la prima donna del mondo, sì nel canto come ancora nella modestia et honestà.».

A Firenze fu ospitata in casa di Giulio Caccini, dove l'udirono i componenti della camerata de' Bardi, e lo stesso conte Giovanni de' Bardi, confermando che ella era la migliore cantante esistente. Il granduca Cosimo II de' Medici la volle a corte, e fu talmente entusiasta di lei che le regalò una collana composta da quattro file di perle e un gioiello del valore complessivo di trecento scudi d'oro.

A Mantova, la Basile ottenne notevoli favori in riconoscimento della propria arte, come la concessione della baronia di Piancerreto in Monferrato da parte del duca[2]. Raccolse poi grandi successi in occasione di concerti a Milano e a Venezia. Nel 1624 lasciò definitivamente Mantova. Passò gli anni rimanenti principalmente a Napoli, continuando a dare concerti con esito trionfale.

Anche le sorelle (Margherita e Vittoria) e le figlie Caterina ed Eleonora furono cantanti; quest'ultima in particolare, raffinata virtuosa di canto e musicista, divenne famosa almeno quanto la celeberrima madre. Insieme con le figlie, Adriana fu udita da André Maugars a Roma nell'ottobre 1639; tutte e tre le donne cantavano e suonavano: Adriana si accompagnava con la lira, Leonora con la tiorba e Caterina con l'arpa.

Sino a poco tempo fa, si riteneva che Adriana fosse morta a Roma dopo qualche tempo, ma i documenti hanno dimostrato che partì per Napoli a novembre 1640 e lì era ancora vivente nell'agosto 1642.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Dizionario di musica", di A.Della Corte e G.M. Gatti, ed.Paravia & C., Torino, 1956, pag. 49-50.
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag. 98.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 254680734 LCCN: n2008029275