Vincenzo I Gonzaga
| Vincenzo I Gonzaga | |
|---|---|
| Duca di Mantova e di Monferrato | |
| In carica | 1587 – 1612 |
| Predecessore | Guglielmo |
| Successore | Francesco IV |
| Onorificenze | Gran Maestro dell'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro |
| Nascita | Mantova, 21 settembre 1562 |
| Morte | Mantova, 18 febbraio 1612 |
| Luogo di sepoltura | Basilica di Sant'Andrea |
| Dinastia | Gonzaga |
| Padre | Guglielmo |
| Madre | Eleonora d'Austria |
| Coniugi | Margherita Farnese Eleonora de' Medici |
| Figli | Francesco Ferdinando Guglielmo Domenico Margherita Vincenzo Eleonora |
| Religione | cattolicesimo |
| Motto | Aeternumque tenet |
| Firma | |
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| Vincenzo I Gonzaga | |
|---|---|
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Frans Pourbus il Giovane, ritratto di Vincenzo I Gonzaga, 1622 circa
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| 21 settembre 1562 - 18 febbraio 1612 | |
| Nato a | Mantova |
| Morto a | Mantova |
| Luogo di sepoltura | Basilica di Sant'Andrea, Mantova |
| Dati militari | |
| Nazione servita | |
| Arma | cavalleria |
| Grado | Capitano generale |
| Campagne | 3 campagne contro i Turchi |
| Comandante di | cavalleria |
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Vincenzo I Gonzaga (Mantova, 21 settembre 1562 – Mantova, 18 febbraio 1612) era il figlio di Guglielmo duca di Mantova e del Monferrato e di Eleonora d'Austria. Nel 1587 successe al padre nella titolarità dei due ducati.
Indice |
Biografia[modifica]
Il duca Vincenzo fu uno degli uomini più rappresentativi del suo periodo, uno dei grandi principi rinascimentali: sotto la sua signoria Mantova divenne un centro delle arti in Italia. Di carattere completamente opposto a quello del padre, che per lui ebbe sempre scarsa simpatia, Vincenzo si distinse per la sua prodigalità, per le sue intemperanze, nonché nell'amore per il lusso più sfrenato. Vincenzo amava anche dedicarsi a festini con belle dame e ad escursioni notturne in compagnia di amici, le quali finivano spesso in risse. In una di queste, il 3 luglio 1582, accompagnato da un cortigiano vizioso e scroccone, detestato dal padre Guglielmo, ebbe a scontrarsi con il giovane scienziato scozzese, James Crichton, detto "Critonio", tenuto invece in gran considerazione dal padre di Vincenzo, che ne aveva fatto il consigliere preferito. Vincenzo detestava a sua volta il Chricton e lo scontro si concluse con un duplice omicidio: Chrichton uccise il Lanzoni e Vincenzo a sua volta il Chrichton. Implorato il perdono al padre, furioso per l'uccisione del suo consigliere, Vincenzo venne assolto.[1]
Desideroso di rinverdire le gesta degli avi, organizzò diverse costose spedizioni in Ungheria per combattere i turchi. In nessuna di queste però ebbe modo di dar prova di valore, in quanto non si andò mai al di là di brevi scaramucce e le spedizioni fecero notizia più per le numerose feste e ricevimenti organizzate dove passava l'esercito gonzaghesco, che per motivi militari.
Altra impresa in cui si cimentò il duca fu la costruzione della poderosa cittadella di Casale Monferrato, opera che avrebbe dovuto agevolare la difesa della città, ma che in realtà si rivelò invece in seguito un polo di attrazione per le mire dei vari rivali (Savoia su tutti).
Nel 1588 Vincenzo ottenne dall'imperatore Rodolfo II di porre nello stemma dei Gonzaga le insegne araldiche della Casa d'Austria, sormontate dalla corona arciducale.
Dal 1592 ingaggiò con Francesco Gonzaga, terzo marchese di Castiglione delle Stiviere, una lunga disputa sul dominio di Castel Goffredo che si concluse a suo favore solo nel 1602. Liberò Tasso dalla prigionia e tenne alla sua corte sia il giovane Claudio Monteverdi,[2] sia l'altro importante cremonese architetto chiamato Giuseppe Dattaro, autore della sua residenza di caccia a Bosco Fontana, nei pressi di Marmirolo. Fu chiamato a corte nel 1592 l'architetto cremonese Antonio Maria Viani, che decorò alcune stanze del Palazzo Ducale e costruì in città alcuni palazzi e le chiese di San Maurizio e Sant'Orsola. Per la rappresentazione delle opere il Duca costruì un teatro che poteva ospitare più di 1000 spettatori. L'edificio fu distrutto durante il Sacco di Mantova.
Vincenzo scoprì durante un viaggio nelle Fiandre il giovane Pieter Paul Rubens e lo condusse con sé a Mantova. Qui Rubens divenne pittore di corte e ricevette i suoi primi incarichi importanti e condusse la sua prima missione diplomatica alla corte spagnola. Fu ritrattista di corte anche il pittore fiammingo Frans Pourbus il Giovane.
Fondò l'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo, ispirandosi alla reliquia del sangue di Gesù conservata presso la cattedrale di Mantova, e dandogli la divisa Domine probasti me, o Nihil hoc triste recepto. Stabilì anche che il numero dei cavalieri fosse limitato a venti oltre al Gran Maestro, la cui carica coincideva con la persona del duca. L'Ordine ricevette l'approvazione di papa Paolo V il 25 maggio 1608.
Agli inizi del Seicento volle edificare sul lago di Garda la residenza estiva di famiglia. Incaricò l'architetto sovrintendente (prefetto) alle fabbriche ducali Antonio Maria Viani di costruire a Toscolano-Maderno un palazzo (Palazzo Gonzaga)[3] con annesso parco di 20.000 mq. che però non riuscì ad abitare.
Morì nel 1612 e con solenni esequie venne tumulato nella cripta della basilica di Sant’Andrea, accanto alla moglie Eleonora. Nel suo testamento aveva disposto di essere sepolto seduto su un trono in marmo con a fianco la sua spada.
Matrimoni e discendenza[modifica]
Il primo matrimonio[modifica]
Il 2 marzo 1581 sposò la tredicenne Margherita Farnese, figlia del duca di Parma Alessandro Farnese. Tuttavia due anni dopo, il matrimonio venne annullato, per non essere mai stato consumato a causa probabilmente di una malformazione fisica della sposa. La question divenne spinosa: i Gonzaga volevano che Margherita se ne andasse mentre i Farnese non gradivano considerandolo un affronto e sparsero la voce che la mancata discendenza fosse da attribuire ad impotenza dello sposo.[4] Infine si giunse all'annullamento e Margherita si ritirò in un convento.
Il secondo matrimonio[modifica]
La prescelta per le seconde nozze era una cugina, la diciassettenne Eleonora de' Medici, figlia del granduca di Toscana. La ragazza aveva una matrigna, Bianca Cappello, che incattivita dai troppi anni trascorsi come favorita del granduca, colse l'occasione per creare imbarazzo a quei nobili Gonzaga, che l'avevano snobbata per le sue origini di cortigiana veneziana, e pretese che venissero platealmente dimostrate le doti virili del futuro sposo. Per così garantire la regolarità dell'intimo collaudo venne costituita una commissione formata da medici e diplomatici.
La prima verifica dell'attitudine alla deflorazione si tenne a Ferrara, dove il duca arrivò pieno di baldanza ma si produsse in una ben poco maschia ritirata. I documenti riportano che l'erezione avvenne, ma non fu molto evidente né duratura, gli esperti non poterono quindi assicurare che Vincenzo fosse in grado di assolvere ai suoi doveri.
Il secondo cimento si tenne a Venezia il 15 marzo 1584. Il "banco di prova" fu una fanciulla, Giulia Albizi[5], di 21 anni, che i de' Medici s'impegnarono a risarcire con una buona dote di 3.000 scudi e un marito di pronta smemoratezza.
Per Vincenzo, una vera prova generale prima del matrimonio. La sera del test, l'esaminando arrivò all'appuntamento ostentando sicurezza, gonfio di cibi piccanti consumati in abbondanza perché ritenuti afrodisiaci. Invece, furono proprio le spezie e libagioni a tradirlo infliggendogli una drammatica colica intestinale e la seconda magra figura.
Ci volle un terzo "assalto" per assicurarsi la prestigiosa sposa. Testimoni oculari certificarono l'esito del nobile coito, verbalizzando erezione, aspetto e dimensioni della "verga ducale" e corredando il resoconto con i dettagli dell'interrogatorio a cui fu sottoposta la fanciulla.
Data prova del proprio vigore, il 29 aprile 1584 Vincenzo sposò in seconde nozze la diciassettenne Eleonora de' Medici.
Ascendenza[modifica]
Discendenza[modifica]
Vincenzo ed Eleonora ebbero sei figli:
- Francesco (1586 - 1612), Duca di Mantova con il nome di Francesco IV e del Monferrato con il nome di Francesco II, dal 1612; sposò nel 1608 Margherita, figlia di Carlo Emanuele I, duca di Savoia;
- Ferdinando (1587 - 1626), cardinale dal 1607, duca di Mantova e del Monferrato dalla morte del fratello Francesco nel 1612;
- Guglielmo Domenico (4 agosto 1589 – 13 maggio 1591);
- Margherita (2 ottobre 1591 – 7 febbraio 1632), sposata il 24 aprile 1606 con Enrico di Vaudemont, duca di Lorena (1563 - 1624);
- Vincenzo (1594 - 1627) cardinale dal 1615, duca di Mantova e Monferrato dal 1626 con il nome di Vincenzo II;
- Eleonora (23 settembre 1598 – 27 giugno 1655), sposata il 4 febbraio 1622 all'imperatore Ferdinando II.
Ebbe diversi figli naturali, tra i quali:
- dalla nobile Agnese Argotta, moglie di Prospero del Carretto:
- Francesco (1588-1673), vescovo di Nola nel 1657
- Silvio (1592-?), cavaliere di Malta
- Eleonora, monaca.
Onorificenze[modifica]
| Gran Maestro dell'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo | |
| — Mantova, 1608 |
| Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro | |
| — 1589 |
Stemma[modifica]
| Stemma | Descrizione | ||
|---|---|---|---|
|
Vincenzo I Gonzaga, Duca di Mantova
D'argento, alla croce patente di rosso accantonate da quattro aquile affrontate e spiegate di nero. Sul tutto partito di due e troncato di due, che dà nove quarti: nel 1o di rosso all'aquila bicipite spiegata d'oro, bicoronata dello stesso (Impero Romano d'Oriente); nel 2o di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (Boemia); nel 3o fasciato d'oro e di nero (Gonzaga antico); nel 4o d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (Gerusalemme); nel 6o d'argento al capo di rosso (Aragona); nel 7o fasciato d'oro e di nero di dieci pezzi al crancelino di verde attraversante (Sassonia); nell'8o d'azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d'oro a due barbi addossati dello stesso (Bar); nel 9o di rosso alla croce d'oro accantonata da quattro B greche dello stesso, addossate due a due (Costantinopoli). Nel punto d'onore di rosso alla fascia d'argento (Austria) timbrato da corona arciducale |
Vincenzo I Gonzaga nel cinema[modifica]
Dalla pruriginosa vicenda del secondo matrimonio di Vincenzo I il regista Pasquale Festa Campanile trasse nel 1965 il film Una vergine per il principe, nel quale Vittorio Gassman interpretava il duca e Virna Lisi la fanciulla Giulia.
Note[modifica]
- ^ Kate Simon, I Gonzaga, pp. 280-281
- ^ Monteverdi, grazie all'aiuto di Vincenzo, riuscì a divenire uno dei migliori compositori del suo tempo e visse alla corte di Mantova per 25 anni, fino alla morte del duca. A Mantova scrisse, oltre ai più belli tra i madrigali e mottetti del Rinascimento italiano, la prima opera nella storia della musica, l' Orfeo.
- ^ Palazzo Gonzaga.
- ^ Kate Simon, I Gonzaga, p. 283 e pp. 284-285
- ^ Mostra Vincenzo Gonzaga - Il Fasto del Potere | Mantova, 18 febbraio - 10 giugno 2012
Bibliografia[modifica]
- Giuseppe Amadei;Ercolano Marani (a cura di), I Gonzaga a Mantova, Milano, 1975. (ISBN non esistente).
- Stefano Scansani, L'amor morto (brossura), 1a ed., Reggio Emilia, Diabasis, ottobre 2003, pp. 208. ISBN 978-88-8103-264-8
- Kate Simon, I Gonzaga, Roma. Newton Compton Editori, 2004. ISBN 88-8289-573-4
- Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972. (ISBN non esistente)
- Mario Castagna, Stemmi e vicende di casate mantovane, Montichari, 2002. (ISBN non esistente)
- Giovanni Scardovelli, Luigi, Alfonso e Rodolfo Gonzaga marchesi di Castelgoffredo, Bologna, 1890.
- Guido Sommi Picenardi, Castel Goffredo e i Gonzaga, Milano, 1864. (ISBN non esistente).
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Vincenzo I Gonzaga
Collegamenti esterni[modifica]
- Circolo Culturale I Marchesi del Monferrato
- biografia
- Mostra Vincenzo Gonzaga 1562-1612. Il fasto del potere
- Comune di Pomaro Monferrato.
| Predecessore | Duca di Mantova | Successore | |
|---|---|---|---|
| Guglielmo Gonzaga 1550 – 1587 |
1587 - 1612 | Francesco IV Gonzaga 16 febbraio - 22 dicembre 1612 |
| Predecessore | Duca di Monferrato | Successore | |
|---|---|---|---|
| Guglielmo Gonzaga 1550 – 1587 |
1587 - 1612 | Francesco IV Gonzaga 16 febbraio - 22 dicembre 1612 |
| Predecessore | Marchese di Pomaro | Successore |
|---|---|---|
| Guglielmo di Biandrate | 1600 - 1606 | Giulio Cesare Gonzaga |
Controllo di autorità LCCN: n93062998