Federico II di Mantova

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Federico II Gonzaga
Federico II Gonzaga
Ritratto di Federico II Gonzaga, Tiziano (Museo del Prado, Madrid).
Duca di Mantova
Stemma
In carica 1519 –
1540
Predecessore Francesco II
Successore Francesco III
Trattamento Sua Grazia
Nascita Mantova, 17 maggio 1500
Morte Marmirolo, 28 giugno 1540
Dinastia Gonzaga
Padre Francesco II Gonzaga
Madre Isabella d'Este
Consorte Margherita Paleologa
Religione cattolicesimo
Marchesato di Mantova
Gonzaga
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Gianfrancesco
Ludovico III
Federico I
Francesco II
Federico II
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Ducato di Mantova
Gonzaga
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Federico II
Francesco III
Guglielmo
Vincenzo I
Francesco IV
Ferdinando
Vincenzo II
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Federico II Gonzaga (Mantova, 17 maggio 1500Marmirolo, 28 giugno 1540) fu V marchese poi, dal 1530, I duca di Mantova.

Era figlio del marchese di Mantova Francesco II e di Isabella d'Este.

Indice

[modifica] Biografia

Federico II conquista Parma nel 1521.
Tela di Tintoretto, 1578/79, per suo figlio Guglielmo Gonzaga
(Alte Pinakothek, Monaco di Baviera).

Cresciuto tra la corte di Francia e quella papale, Federico alla morte del padre, avvenuta nel 1519, gli successe rimanendo sotto la reggenza della madre e la tutela degli zii, Sigismondo e Giovanni. Il 7 aprile 1521 ricevette l'investitura imperiale da Carlo V.

Nonostante la scarsa esperienza militare, venne nominato capitano della Chiesa da Papa Leone X. Questo incarico però veniva ad allontanarlo dall'orbita imperiale alla quale Federico subito mostrò di sentirsi orientato. Per evitare un'accusa di fellonia, nei capitoli della condotta militare venne specificato che in caso di ostilità verso l'imperatore il marchese di Mantova sarebbe stato esentato dal combattere. Questo però era solo un espediente, in quanto venne stipulata una polizza segreta con la quale Federico si impegnava a combattere anche contro l'impero. In seguito però le posizioni del marchese divennero dichiaratamente filo-imperiali e la madre Isabella, che anche dopo l'elezione del figlio aveva continuato la sua attività politica, decise di far sparire la compromettente cedola pagando Pietro Ardinghello, segretario della Curia e già uomo di fiducia di Leone X, affinché la sottraesse.

Federico già in giovane età era stato promesso sposo alla prevista erede del marchesato del Monferrato, Maria Paleologa. Questa aveva solo 8 anni, fu stipulato un contratto di matrimonio e prima di completare le nozze fu concordato di aspettare che la sposa compisse i canonici 16 anni. Durante questo periodo però le cose mutarono: Federico non bramava più il Monferrato, diventato difficilmente raggiungibile perché il marchese regnante, Bonifacio IV, pareva aver sorprendentemente superato i problemi di salute che l'avevano angustiato in tenera età e che sembravano non permettergli di sopravvivere a sufficienza per poter governare il marchesato. Venne così inscenato un finto complotto ai danni dell'amante di Federico, Isabella Boschetti, a cui avrebbero aderito Maria e la madre Anna d'Alençon. Federico riuscì così a farsi annullare dal papa il contratto matrimoniale.

Ducato d'oro di Federico II Gonzaga

A questo punto l'imperatore Carlo V gli propose le nozze con la zia Giulia d'Aragona (1492-1542), figlia di Federico I di Napoli, più anziana di lui, nonché sterile. Con la promessa di matrimonio sarebbe arrivato anche il tanto agognato titolo ducale. Federico prese tempo, ma dopo aver ricevuto il titolo di duca dall'imperatore Carlo V, entrato trionfalmente a Mantova il 25 marzo 1530, arrivò la notizia dell'improvvisa morte di Bonifacio IV del Monferrato, causata da una caduta da cavallo. A questo punto si assisteva a un ritorno di fiamma per Maria Paleologa, che tornava ad essere l'erede designata del marchesato piemontese, visto che il successore di Bonifacio, lo zio Giangiorgio, era già seriamente malato e non sarebbe vissuto a lungo. In un disperato tentativo di far perdurare la linea maschile dei Paleologo, Giovanni Giorgio accetta la proposta imperiale di sposare Giulia d'Aragona. Federico ruppe così gli accordi matrimoniali con l'imperatore, che perdonò l'affronto intascando ben 50.000 scudi d'oro, e si mise all'opera per convincere il papa ad annullare la precedente decisione ed a rendere nuovamente valido il contratto matrimoniale con Maria. Tutti questi complotti vennero però resi vani dalla morte improvvisa di Maria, avvenuta pochi giorni prima del breve papale che riaffermava la validità del contratto. A questo punto Anna d'Alençon, timorosa che il Monferrato venisse inglobato dalla Francia o dai Savoia, decise di dare fiducia a Federico, offrendogli la mano della secondogenita Margherita.

Il matrimonio fu così celebrato il 16 novembre 1531, e nel 1533, alla morte di Giangiorgio, il Monferrato passò alla famiglia Gonzaga dopo l'estinzione della legittima linea ereditaria maschile, ancora una volta con l'avallo di Carlo V.

Raggiunti tutti i suoi scopi, Federico passò gli ultimi anni di vita (già minato dalla sifilide, malattia ereditata dal padre Francesco) nell'abbellimento di Palazzo Ducale.

Federico fu anche committente di Palazzo Te, la residenza edificata da Giulio Romano tra il 1525 e il 1534 fuori dalle mura di Mantova per l'amante del marchese Isabella Boschetti.

Morì di sifilide nel 1540 a poco più di un anno dalla morte della madre.

Federico Gonzaga è stato anche celebrato da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso[1]

[modifica] Discendenza

Federico e Margherita ebbero sette figli:

Dall'amante Isabella Boschetti ebbe due figli:

  • Alessandro Gonzaga (1520 – 1580), fu Consigliere di Stato del Duca di Mantova e fu al servizio nell’esercito spagnolo in Fiandra;
  • Emilia Cauzzi Gonzaga (1517 – 1573), andò in sposa a Carlo Gonzaga, signore di Gazzuolo, dal quale ebbe dieci figli.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele
Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
«Per la sua bontà verso i Padri Conciliari del Concilio di Trento.»
— 1537

[modifica] Note

  1. ^ Canto XXIII, 46, 1-6 e Canto XXVI, 49, 5-6.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Coniglio. I Gonzaga. Varese, Dall'Oglio, 1967.
  • Lorenzo Bignotti. La Zecca di Mantova e Casale (Gonzaga). Mantova, Grigoli, 1984
  • Roberto Maestri, La successione gonzaghesca del Monferrato: un complesso quadro di politica internazionale, Atti del Convegno “Alba roccaforte gonzaghesca: tra impulsi autonomistici e fedeltà al Monferrato” (Alba, 2 giugno 2008), a cura di R. Maestri, Alessandria 2009.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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Preceduto da: Marchese e dal 1530 Duca di Mantova Succeduto da:
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