Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers

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Ferdinando Carlo
di Gonzaga-Nevers
Ritratto di Ferdinando Carlo Gonzaga
Ritratto di Ferdinando Carlo Gonzaga
Duca di Mantova e di Monferrato
Stemma
In carica 1665 –
1708
Predecessore Carlo II
Successore (titolo soppresso)
Onorificenze Gran Maestro dell'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo
Nascita Revere, 31 agosto 1652
Morte Padova, 5 luglio 1708
Luogo di sepoltura Basilica di Santa Barbara
Dinastia Gonzaga
Padre Carlo II di Gonzaga-Nevers
Madre Isabella Clara d'Austria
Coniugi Anna Isabella Gonzaga
Susanna Enrichetta di Lorena
Figli (naturali) Giovanni, Giovanna, Clara, Maria Elisabetta, Carlo, Isabella
Religione cattolicesimo
Ducato di Mantova
Gonzaga-Nevers
Gonzaga.png

Carlo I
Nipoti
Carlo II
Figli
  • Ferdinando Carlo
Ferdinando Carlo
Figli
  • Giovanni, figlio naturale
  • Giovanna, figlia naturale
  • Clara, figlia naturale
  • Margherita, figlia naturale
  • Carlo, figlio naturale
  • Isabella, figlia naturale
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Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, Carlo IV, (Revere, 31 agosto 1652Padova, 5 luglio 1708), fu il decimo ed ultimo duca di Mantova e del Monferrato, duca di Guastalla (1678-1692), duca di Carlovilla (Charleville) e principe d'Arches.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando Carlo era figlio di Carlo II Gonzaga-Nevers e di Isabella Clara d'Austria. Ferdinando Carlo successe tredicenne al governo di Mantova nel 1665, in seguito alla morte del padre. La madre Isabella Clara assunse la reggenza in attesa che il figlio raggiungesse la maggiore età (1669). Grazie ai buoni uffici della zia Eleonora Gonzaga, vedova dell'imperatore Ferdinando III d'Asburgo, il giovane duca sposò nel 1671 Anna Isabella Gonzaga di Guastalla, che gli portò in dote i suoi diritti sul ducato guastallese e sui feudi di Luzzara e Reggiolo, già in passato al centro di una feroce disputa tra i due rami della dinastia.

L'ultimo duca[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1666 Ferdinando Carlo ricevette l'investitura imperiale sul Ducato di Mantova. Tra i primi atti di governo del duca vi fu quello di cercare di frenare gli abusi che si verificavano nella riscossione delle spese giudiziarie. Contemporaneamente, venne attuata la riforma dell'ordine pubblico del Ducato [1][2]. Ferdinando Carlo, benché fosse un uomo molto intelligente e attento al mondo della musica (grande appassionato di musica, nel 1700 il compositore Tomaso Albinoni gli dedicò la sua seconda opera a stampa), dimostrò tuttavia un carattere debole e poco votato all'impegno politico, più incline alle donne e ai cavalli, piuttosto che a reggere due strategici potentati come erano allora i ducati di Mantova e di Monferrato. Ottenuta la successione di Guastalla alla morte del suocero Ferrante III Gonzaga nel 1678, nel marzo dello stesso anno intavolò trattative segrete con il re di Francia Luigi XIV per ottenere forse denaro e pensioni. Successivamente, il duca si recò a Roma per una visita di stato per essere ricevuto dal pontefice Innocenzo XI. Nella medesima occasione, fu invitato dalla Regina Cristina, all'epoca in "esilio dorato" nella città dei Papi. Lasciata Roma, Ferdinando Carlo raggiunse Napoli dove il duca si dimostrò soddisfatto dalla speciale attenzione riservata dal Viceré alla sua presenza in città.[3]

Riguardo alle trattative con la Francia del Re Sole, dopo il fallimento di un primo accordo dovuto al tradimento dell'agente gonzaghesco Ercole Mattioli (inviato dal duca a Versailles per ratificare gli accordi precedentemente stretti a Venezia), su consiglio dei suoi ministri Ferdinando Cavriani, Federico Gonzaga di Luzzara e don Giuseppe Varano da Camerino, nel settembre 1681 Ferdinando Carlo decise di cedere al re Sole la cittadella di Casale, in cambio di 100.000 scudi e del titolo di generalissimo delle armate francesi in Italia. Nonostante i patti prevedessero la sola cessione della città, il comandante francese Nicolas de Catinat occupò l'intera Casale, espellendo gli uomini del Gonzaga[4]. Solo nel 1695, a seguito della demolizione della poderosa piazzaforte monferrina ad opera delle truppe spagnole, Ferdinando Carlo rientrerà in possesso della città, ormai privata del suo valore militare e strategico.

Nel 1607 fu sul fronte della guerra austro-turca durante la battaglia di Mohács, senza parteciparvi però direttamente. Rientrò a Mantova il 6 ottobre del medesimo anno. Nel 1688, tenendo fede alla sua indole, organizzò a Mantova grandi feste in occasione del carnevale, partecipando poi anche a quello di Venezia. Ferdinando iniziò a fortificare Guastalla con l'aiuto segreto di militari francesi, al fine di poterla più facilmente cedere alla Francia, ma nel 1689 il governatore di Milano Antonio Lopez giunse a Guastalla e ordinò lo smantellamento delle fortificazioni, smantellamento completato dal duca Vincenzo Gonzaga. Nel 1691 Ferdinando Gonzaga, all'arrivo delle truppe spagnole nello stato gonzaghesco, lasciò il governo del ducato nelle mani della consorte Anna Isabella e si ritirò a Venezia. La duchessa, nonostante l'assenza del marito, seppe reggere egregiamente le sorte del ducato ed ottenne dal nuovo governatore di Milano, Diego Dávila, il ritiro delle truppe spagnole dal mantovano. L'adesione del duca di Mantova alla causa francese provocò lo sdegno dell'imperatore Leopoldo I che, nel 1692, concesse il possesso del Ducato di Guastalla al duca Vincenzo, al quale concesse l'investitura nel 1693.[5]

Spossessato del ducato di Guastalla nel 1699 in favore del cognato, in seguito allo scoppio della guerra di successione spagnola il mantovano venne a trovarsi prepotentemente al centro delle strategie militari degli imperiali. Dopo aver accordato l'ingresso alle truppe della coalizione borbonica a Mantova (5 aprile 1701), l'imperatore Leopoldo citò Ferdinando Carlo Gonzaga per fellonia davanti al Tribunale Supremo dell'Impero, mentre le truppe imperiali guidate da Eugenio di Savoia invadevano il ducato di Mantova e cingevano d'assedio la capitale. Ferdinando Carlo fuggì a Casale, affidando la reggenza alla moglie Anna Isabella, che però morirà a soli 48 anni, il 19 novembre 1703. Il duca non fece ritorno a Mantova neppure in occasione dei suoi funerali.

Desideroso di trovare una nuova moglie, dopo aver vagliato diverse opzioni, tra le quali l'attempata ma ricchissima principessa di Condé, il principe scelse infine di impalmare una giovane principessa francese, Susanna Enrichetta di Lorena, con la quale convolò a nozze in Tortona l'8 novembre 1704, rientrando a Casale e trasferendosi a Mantova nel 1705. Al successore dell'imperatore Lepoldo, il figlio Giuseppe I, chiese invano l'investitura del ducato gonzaghesco.

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Con la sconfitta impartita da Eugenio di Savoia alle truppe francesi nella battaglia di Torino (6 settembre 1706) finirono anche le fortune politiche di Ferdinando Carlo: accusato di fellonia, il 21 gennaio 1707 il duca lasciò Mantova alla volta di Venezia, mentre la moglie tornò a Parigi, inutilmente richiamata dal marito. La situazione precipitò velocemente: la dieta di Ratisbona lo dichiarò decaduto dai suoi Stati il 30 giugno 1708, liberando i sudditi mantovani e monferrini da ogni impegno verso di lui. L'imperatore Giuseppe I inviò a Mantova il conte di Castelbarco, il quale prontamente assunse le funzioni di governo del ducato, mentre il Monferrato passava ai Savoia. Abbandonato anche dai suoi fedelissimi, Ferdinando Carlo infine morì nel Palazzo Mocenigo Querini a Padova il 5 luglio 1708, appena sei giorni dopo la sentenza di Ratisbona, senza aver probabilmente ricevuto notizia di tale decisione. Fu tumulato nella chiesa di San Francesco Grande a Padova. Si chiusero così, con la morte di questa pallida figura, quasi quattro secoli di dinastia gonzaghesca e con questi anche la condizione statuale dei ducati di Mantova e Monferrato. Nel 2002 il teschio è stato posto nel sepolcro dei duchi di Mantova nella Cappella Palatina di Santa Barbara a Mantova.[6]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando Carlo non ebbe discendenza da nessuna delle sue due mogli (Anna Isabella Gonzaga e Susanna Enrichetta di Lorena) e lasciò solamente dei figli illegittimi:[7]

I pretendenti al Ducato di Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del padre, Giovanni (26 luglio 1671-27 ottobre 1743) rivendicò inutilmente la successione al Ducato di Mantova e del Monferrato. Dei tre figli che Giovanni ebbe dalla moglie, Carlotta Isabella du Gibanel du Combarel de la Charlanne de la Mauransane:

il primogenito proseguì la pretensione paterna, mentre le sorelle sposarono rispettivamente il conte Sannazzaro ed il conte Mazzetti. Alla morte di Filippo, la successione al ducato fu rivendicata dalla figlia primogenita, Eleonora, sposata a Giuseppe Baretta, duca di Sommari e marchese di Mesagne; i discendenti di questa coppia, gli attuali principi Sersale di Castelfranco, tuttavia, non hanno mai avanzato alcuna pretesa sugli scomparsi stati e titoli gonzagheschi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo (ultimo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo (ultimo)

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Descrizione
Orn ext Duke.png
Coat of arms of the House of Gonzaga (1627).svg
Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers
Duca di Mantova e Monferrato

Inquartato: nel I e nel IV Gonzaga di Mantova [come stemma del Monferrato] ; nel II e nel III troncato, il primo partito di tre, il secondo di due, che dà sette quarti: nel 1o di rosso alla ruota di otto raggi gigliati d'oro con uno scudetto d'argento in cuore broccante (Clèves); nel 2o d'oro alla fascia scaccata d'argento e di rosso di tre file, 8,8,8 (La Marck); nel 3o d'azzurro seminato di gigli d'oro al lambello di rosso castellato di nove pezzi d'oro (Artois); nel 4o di nero al leone d'oro armato e lampassato di rosso (Brabante); nel 5o d'azzurro seminato di gigli d'oro alla bordura composta d'argento e di rosso (Borgogna moderno); nel 6o di rosso a tre rastri d'oro posti 2, 1 (Rethel); nel 7o inquartato: nel primo e nel quarto d'azzurro a tre gigli d'oro posti 2, 1, nel secondo e nel terzo di rosso alla bordura spinata d'argento (Albret d'Orval); sul tutto d'azzurro a tre gigli d'oro posti 2, 1, alla bordura di rosso caricata di otto bisanti d'argento (Alençon)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cronologia di Mantova
  2. ^ Ferdinando Carlo Gonzaga
  3. ^ Biografia di Ferdinando Carlo Gonzaga
  4. ^ Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, 1973, p.463.
  5. ^ Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, 1973, pp.461-466.
  6. ^ Gonzaga, l'ultimo duca torna a Mantova.
  7. ^ Giancarlo Malacarne, Gonzaga, Genealogie di una dinastia, Modena, Il Bulino, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Mantova Successore Gonzaga.png
Carlo II
1637 - 1665
1665 - 1708 Annessione ai domini asburgici
Predecessore Duca di Monferrato Successore Armoiries Montferrat.png
Carlo II
1637 - 1665
1665 - 1708 Annessione al ducato di Savoia, poi regno di Sicilia e (1720) regno di Sardegna
Predecessore Duca di Guastalla Successore Guastalla ducato.jpg
Ferrante III Gonzaga 1678-1699 Vincenzo Gonzaga
Predecessore Marchese di Ostiano Successore
Gianfrancesco II Gonzaga 1703 - 1708 Vincenzo Gonzaga
Predecessore Principe di Arches Successore Blason ville fr Charleville (Ardennes).svg
Carlo II
1627 - 1637
1665 - 1708 Annessione alla Corona di Francia

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