Scipione Gonzaga
| Scipione Gonzaga cardinale di Santa Romana Chiesa |
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|---|---|
| Potius mori quam fidem fallere | |
| Nato | 11 novembre 1542, Mantova |
| Consacrato patriarca | 4 ottobre 1585 |
| Creato cardinale | 18 dicembre 1587 da papa Sisto V |
| Deceduto | 11 gennaio 1593, San Martino dall'Argine |
Scipione Gonzaga (Mantova, 11 novembre 1542 – San Martino dall'Argine, 11 gennaio 1593) è stato un cardinale e patriarca cattolico italiano.
Indice |
Biografia [modifica]
Era figlio secondogenito di Carlo Gonzaga ed Emilia Cauzzi.[1]
Fu destinato alla carriera ecclesiastica e nel 1550 venne affidato al cardinale Ercole Gonzaga che lo accolse in casa propria. Vestì l'abito ecclesiastico nel 1559 e a Padova prese il dottorato in filosofia e teologia tre anni prima.
Fu principe di Bozzolo dal 1568.
Nel 1585 divenne principe dell'Impero e patriarca di Gerusalemme.
Nel 1587 fu nominato cardinale e governò il Monferrato dal 1590; nello stesso anno scrisse i Commentarî della sua vita in elegante latino.
Uomo di profonda fede religiosa, intrattenne rapporti di amicizia con Carlo Borromeo, il cugino Luigi Gonzaga e Filippo Neri. Fu anche grande amico e protettore di Torquato Tasso, del quale curò l'edizione più corretta della Gerusalemme Liberata (1584).
Nel 1563 fondò l'Accademia degli Eterei e fece parte dell'Accademia degli Oziosi. Nel 1565 si recò alla corte di Massimiliano II per dirimere una controversia con Vespasiano Gonzaga sul possesso di Commessaggio.
Morì a San Martino dall'Argine nel 1593 e fu sepolto nella chiesa di S. Sebastiano, nella cappella di S. Croce.
Scipione Gonzaga fu anche un dotto letterato ed aveva una fornitissima biblioteca. Fu legato da amicizia a personaggi famosi del tempo, come Torquato Tasso, Battista Guarini, Giovanni Pietro Maffei, Ippolito Capilupi e Jacopo Pergamini.
Stemma [modifica]
| Immagine | Blasonatura | ||
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Scipione Gonzaga Cardinale D'argento, alla croce patente di rosso accantonata da quattro aquile di nero dal volo abbassato; sul tutto, inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso; nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero (Gonzaga di Mantova). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. |
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Ferrante Aporti, Memorie storiche riguardanti San Martino dall'Argine, Mantova, 2004. ISBN 88-88499-22-9.
- Mario Castagna, Stemmi e vicende di casate mantovane, Montichari, 2002. (ISBN non esistente)
Voci correlate [modifica]
| Predecessore | Patriarca titolare di Gerusalemme | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Antonio Facchinetti | 4 ottobre 1585 - 15 gennaio 1588 | Fabio Biondi |
| Predecessore | Cardinale presbitero di Santa Maria del Popolo | Successore | |
|---|---|---|---|
| Tolomeo Gallio | 5 gennaio 1588 - 11 gennaio 1593 | Ottavio Acquaviva d'Aragona |
Controllo di autorità VIAF: 66492175 LCCN: n87152493