Tortona

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Tortona
comune
Tortona – Stemma Tortona – Bandiera
Piazza del Duomo
Piazza del Duomo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Massimo Berutti (Forza Italia) dal 23/06/2009
Territorio
Coordinate 44°53′39″N 8°51′56″E / 44.894167°N 8.865556°E44.894167; 8.865556 (Tortona)Coordinate: 44°53′39″N 8°51′56″E / 44.894167°N 8.865556°E44.894167; 8.865556 (Tortona)
Altitudine 122 m s.l.m.
Superficie 99,66 km²
Abitanti 26 329[1] (31-12-2012)
Densità 264,19 ab./km²
Frazioni Bettole di Tortona, Castellar Ponzano, Mombisaggio, Rivalta Scrivia, Torre Calderai, Torre Garofoli, Vho, Passalacqua
Comuni confinanti Alessandria, Bosco Marengo, Carbonara Scrivia, Castelnuovo Scrivia, Pontecurone, Pozzolo Formigaro, Sale, Sarezzano, Viguzzolo, Villalvernia, Villaromagnano, Berzano di Tortona
Altre informazioni
Cod. postale 15057
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006174
Cod. catastale L304
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti tortonesi
Patrono san Marziano
Giorno festivo 6 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tortona
Sito istituzionale

Tortona (Torton-a [tʊr'tʊŋa] in piemontese, Turtona [tʊr'tɔŋa] in dialetto tortonese) è un comune di 26.329 abitanti della provincia di Alessandria, situato sulla sponda destra dello Scrivia, tra la pianura di Marengo e le estreme propaggini collinari dell'Appennino Ligure, non lontano dal confine con la Lombardia.

La città, centro principale del Tortonese, è sede vescovile.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Tortona dall'alto

Sorge nel Piemonte sud orientale, 20 km ad est di Alessandria, non lontano dal confine con l'Oltrepò pavese e la città di Voghera. Si trova sulla sponda destra del torrente Scrivia e il quartiere di S. Bernardino è attraversato dal torrente Ossona. A est si trova la collina del "Castello" e a sud si estendono le valli Ossona, Grue e Curone.

La parte alta di Tortona si estende su colline.[2]

Grazie alla sua posizione la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario. È servita dall'Autostrada A7 (Milano-Serravalle-Genova) e dall'Autostrada A21 (Torino-Piacenza-Brescia).

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Tortona.

Il clima è continentale temperato. Tortona si trova in una zona abbastanza ventosa e risente della vicinanza degli Appennini. La temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,1 °C, la massima media è di +3,5 °C, la minima media è di -1,4 °C; la temperatura del mese più caldo, luglio, è di +24,2 °C, la massima media è di +29,3 °C, la minima media è di 19,1 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 700 e i 750 mm, mediamente distribuite in 65 giorni, e presentano un minimo a gennaio e a luglio un picco molto accentuato autunnale (ottobre e novembre) e un massimo secondario in primavera (marzo e aprile).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Premessa[modifica | modifica sorgente]

La storia ha riservato a Tortona un passato ricco di vicende e di personaggi illustri, ma anche di guerre e di distruzioni che hanno rischiato di cancellarne la memoria. Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari (la via Fulvia, la via Postumia, la via Emilia Scauri, la via Vercellina) che conferivano alla romana Dertona Julia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive. Il suo "Castello", protagonista di 25 secoli di storia tortonese, sarà, di volta in volta, difesa fortificata dei magazzini-granai di Teodorico e avamposto dei domini viscontei e sforzeschi, fortezza spagnola e roccaforte savoiarda, fino alla definitiva distruzione napoleonica del 1801. Su questo palcoscenico storico e politico si sono avvicendati personaggi come Federico Barbarossa, Ludovico il Moro, Napoleone Bonaparte, sempre considerandola una posizione strategica indispensabile per le loro corone.

“Che abbastanza aveva Tortona dato pensiero al nemico, una sola, e non grande città, resistendo a tanto esercito ben sessanta giorni”. Niccolò Tommaseo, “L'assedio di Tortona”

Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino alla fine del XVIII secolo l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese. Il motto della città, da cui deriva il nome Tortona, e i suoi precedenti Dertona e Terdona è: Pro tribus donis similis Terdona leonis ("Tortona è simile a un leone in virtù di tre doni"), questo motto alluderebbe al prestigio e all'importanza che accompagnano la città sin dai tempi più antichi.

Preistoria ed epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Derthona

I ritrovamenti avvenuti nell'attuale area urbana testimoniano la frequentazione del territorio già durante il Neolitico. Fu un oppidum (villaggio fortificato) dei Liguri Statielli tra VIII e il V secolo a.C., con il nome di Dertona che si trovava nella zona del "Castello". Dopo la conquista romana del territorio, la città divenne colonia romana intorno al 120 a.C., trasformandosi in un fiorente centro agricolo e commerciale, all'incrocio di importanti vie di comunicazione: la via Postumia (che collegava Genova ad Aquileia), la via Fulvia (proveniente da Pollenzo) e la via Emilia Scauri (proveniente da Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, attraverso Aquae Statiellae, l'odierna Acqui Terme). Eretta una seconda volta in colonia da Augusto (tra il 40 e il 30 a.C.) assunse il nome di Julia Dertona e fece parte della regione IX. Ebbe prosperità fino alla caduta dell'impero come dimostrano i numerosi ritrovamenti. Tortona è sede vescovile fin dall'epoca paleocristiana. San Marziano, protovescovo della diocesi e santo patrono della città (festa: 6 marzo) fu martirizzato, secondo la tradizione, nel 122. Dati storici certi e indiscutibili non si hanno circa la precisione di questa data: di sicuro all'inizio del II secolo Tortona era già centro di un'importante comunità cristiana. A Tortona ebbe luogo la deposizione e l'uccisione dell'imperatore romano d'Occidente Maggioriano, deposto dal suo generale di origini barbare Ricimero nel 461.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Miniatura di Federico I Barbarossa tra i suoi figli, Enrico e Federico.

Tortona nell'alto Medioevo, anche a causa della decadenza dei centri vicini (Libarna, Iria e Forum Fulvii), rimase il centro principale della zona. Già Teodorico, re degli ostrogoti, nominò Tortona "granaio della Liguria" durante il periodo appena successivo alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, come afferma Cassiodoro. Inoltre, nonostante le continue incursioni di popolazioni barbare, la città rimase un borgo di notevole importanza. Nell'833 l'Imperatrice Giuditta di Baviera, seconda moglie di Ludovico il Pio, venne relegata nel convento di Santa Eufemia e nell'877 l'Imperatore Carlo il Calvo si rifugiò a Tortona col Papa Giovanni VIII per sfuggire all'avversario Carlomanno di Baviera. Nel 951 divenne feudo dei Malaspina insieme a gran parte del territorio circostante, ma la nobile famiglia non riuscì a mantenere il controllo sulla zona in modo permanente. Nel 1122 si sottrasse al potere del vescovo ergendosi a libero comune, con il nome di Terdona. Grazie all'arricchimento della borghesia cittadina ci furono un incremento demografico e un notevole sviluppo economico, che determinarono un ampliamento della città e ne accrebbero il potere sui territori limitrofi, entrando così in contrasto con la vicina Pavia.

L'assedio di Tortona

Nel 1155, quando l'imperatore Federico Barbarossa discese in Italia, per riportare sotto il controllo imperiale i comuni, la città rimase fedele all'alleanza con Milano e si scontrò con i Pavesi, alleati con l'imperatore. Nella battaglia furono impegnati 12.000 cavalieri e 5.000 fanti imperiali e la totalità dei cittadini tortonesi, supportati da 1.200 fanti e 200 cavalieri milanesi. Il 14 febbraio iniziò l'attacco imperiale e la parte bassa della città fu conquistata brevemente, ma i tortonesi, rifugiatisi sulla collina del castello riuscirono ad opporre qualche resistenza. Dopo un assedio durato circa due mesi, il 18 aprile, il comune si trovò costretto ad arrendersi, dal momento che l'imperatore aveva avvelenato le fonti del Rinarolo, l'unica fonte d'acqua per la città; in seguito alla sconfitta la città fu saccheggiata e distrutta dai pavesi. Dal 2008 si celebra la rievocazione dell'assedio di Tortona, una manifestazione che sta avendo molto successo

Nella primavera del 1155 il comune di Tortona fu assediato e conquistato dai soldati dell'imperatore Federico Barbarossa, ma fu ricostruita velocemente in seguito con l'aiuto dei milanesi. Tortona aderì alla Lega Lombarda e partecipò alle lotte comunali, cambiando spesso schieramento, a causa dei contrasti interni tra guelfi e ghibellini. Fu nuovamente presa dall'imperatore nel 1162. Tra il 1248 e la metà del XIV secolo la città ebbe il diritto di battere moneta e fu coniato il "grosso tortonese". Fu conquistata da Luchino Visconti nel 1347 e seguì le sorti del ducato di Milano, sotto il dominio dei Visconti, prima, e degli Sforza, poi, fino al XVI secolo. In questi anni vennero rielaborati gli "Statuta Civitatis Derthonae" , la cui stesura avvenne nel 1333, che regolavano la vita civile, e, convalidati dai Visconti nel 1354. La zona di Tortona era afflitta di contrabbandieri che trasportavano il grano illegalmente nella vicina Repubblica di Genova dove veniva pagato il doppio e poi con le stesse carovane portavano, sempre illegalmente il sale nella zona di Tortona dove lo rivendevano. A causa degli ingenti traffici di denaro era presente a Tortona una numerosa comunità ebraica.

Dall'età moderna ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

La città di Tortona nel 1535 fu data in dote a Cristina di Danimarca, moglie dell'ultimo duca di Milano Francesco II Sforza; la principessa, alla morte del marito, si risposò e divenne duchessa di Lorena. Nel 1535 Tortona passò in mano agli spagnoli insieme al Ducato di Milano, in questo periodo fu fortificata ed elevata a baluardo difensivo ai confini meridionali del ducato di Milano. Cristina di Danimarca, non più duchessa di Lorena, tornando da un pellegrinaggio volle ristabilirsi a Tortona, ma al momento non le fu possibile poiché il castello era occupato dalle truppe spagnole. Ella quindi stette qualche anno a Rivalta, poi nel 1579 il Comune restaurò per lei un palazzo che si trovava dove è ora situato il Teatro Cinema Sociale ed ella risiedette lì fino alla sua morte, nel 1590. All'inizio del XVII secolo la parte più bella della città, ossia quella sul Castello, fu distrutta dall'esplosione della polvere da sparo che gli spagnoli avevano depositato nel campanile distruggendo così la cattedrale.

La battaglia di Marengo

Fu teatro di scontri durante la guerra di successione spagnola, (1706) passò sotto il dominio austriaco per un breve periodo. Nel 1738 venne annessa ai domini sabaudi da Carlo Emanuele III in seguito alla guerra di successione polacca. Il suo successore, Vittorio Amedeo III di Savoia fece ricostruire il forte di Tortona tra il 1773 e il 1778. Nel 1796, con la discesa di Napoleone in Italia, il castello fu ceduto ai francesi dall'armistizio di Cherasco. Arresasi agli austro-russi di Suvorov dopo la battaglia di Novi (1799), ripassò in mano ai francesi che nel suo territorio stabilirono il loro quartier generale in occasione della battaglia di Marengo (14 giugno 1800). In seguito agli accordi presi con lo zar di Russia, Napoleone, ne ordinò lo smantellamento delle fortificazioni (1801) e la distruzione del castello e Tortona fu annessa all'Impero Francese nel 1802. Ritornò definitivamente ai Savoia nel 1814 e conobbe un periodo di grande splendore, in cui furono edificati il teatro civico (1838), la caserma dei Carabinieri e i portici di via Emilia. La seconda metà del XIX secolo rappresentò per la città un periodo di floridezza, testimoniato dal profondo rinnovamento urbanistico del periodo e parecchi cittadini tortonesi parteciparono alle iniziative del Risorgimento. Durante il XX secolo continua il periodo di sviluppo economico, grazie alla nascita di molte industrie e vengono riammodernate parti consistenti del centro cittadino. Nel 1931 fu costruito il Santuario della Madonna della guardia per iniziativa di San Luigi Orione. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata e parzialmente distrutta e nel marzo del 1944 sul Castello furono fucilati 10 partigiani per rappresaglia. Nel dopoguerra, contestualmente al boom economico degli anni sessanta, a Tortona si svilupparono parecchie industrie che portarono alla città ricchezza e benessere, come conseguenza ci fu un incremento demografico dovuto anche all'immigrazione di lavoratori dal Mezzogiorno e Tortona si espanse edificando le periferie a Nord, a Ovest e a Sud della città. Nell'autunno del 1977 il torrente Ossona straripò, allagando le case e le cantine del quartiere di San Bernardino, rendendo necessaria negli anni immediatamente successivi la costruzione di un canale di scolo. Nel 1996 Tortona fu sconvolta dall'omicidio di un'automobilista compiuto da 4 ragazzi che fecero cadere sull'automobile del marito un masso, dal cosiddetto cavalcavia della Cavallosa.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

La torre vicino al palazzo Guidobono

Abitanti censiti[3]

Stranieri[modifica | modifica sorgente]

La percentuale di residenti stranieri con regolare permesso di soggiorno sul totale della popolazione è del 13,80%.

Principali gruppi di residenti stranieri.
Paese di origine Residenti  % popolazione totale
Romania Romania 1.521 5,54%
Albania Albania 618 2,25%
Marocco Marocco 373 1,36%
Tunisia Tunisia 236 0,86%
Ucraina Ucraina 140 0,51%
Ecuador Ecuador 105 0,38%
Cina Cina 93 0,34%
Altri 706 2,57%
Totale stranieri residenti 3.792 13,80%

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bettole di Tortona, piccolo paesino confinante con Rivalta Scrivia.
  • Vho si trova a sud-est della città, tra le colline tortonesi e i principali prodotti che si coltivano sono l'uva e il grano; il Mare di Vho è un'espressione tipica della città che fa riferimento a una fantomatica distesa d'acqua (inesistente) che la tradizione collocava in prossimità di una delle frazioni storiche della città. In realtà ci si riferisce a una vasca ricavata dal vecchio fossato del Castello di cui la popolazione si serviva e alla quale era molto legata. Essa si ghiacciava in inverno e i bambini erano soliti divertirsi scivolandoci sopra.
  • Castellar Ponzano
  • Passalacqua
  • Torre Garofoli
  • Torre Calderai (o Torre Calderari)
  • Mombisaggio, paese natale dell'Arcivescovo Mons. Andrea Mariano Magrassi

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Duomo di Tortona (antica cartolina - anno 1900 circa)

Scarsi i resti del suo passato di fiorente città romana: sul colle del castello (colle Savo) si trovano resti di mura, databili al I secolo a.C.; un'enorme costruzione a pianta quadrata (m. 8.90 x 8.70), databile a quest'epoca, oggi inglobata nella chiesa di San Matteo, viene tradizionalmente identificata come il "mausoleo di Maggioriano", imperatore assassinato nel 461; resti di sepolcri romani "a torre" sono stati rinvenuti nei dintorni della città negli anni settanta, mentre di più recente scoperta sono i resti di un ponte.

Santa Maria Canale

Sempre nella Chiesa di San Matteo, già dei Padri Domenicani, sono inoltre una Madonna con Bambino di Barnaba da Modena (secolo XIV) e un crocifisso ligneo medioevale.

  • La chiesa di Santa Maria Canale è la più antica della città (XI-XII secolo). Restaurata nel 1853 con l'aggiunta della facciata a capanna, conserva tracce di affreschi rinascimentali, sebbene l'interno sia stato nuovamente decorato da Rodolfo Gambini (1918). Interessanti i quadri del Cinquecento e Seicento.
Santuario della Madonna della Guardia, Tortona
  • Palazzo Guidobono, risalente al XV secolo, ma rimaneggiato e parzialmente ricostruito nel 1939, presenta una facciata in stile gotico ed è oggi sede delle raccolte civiche. Il palazzo è situato lungo la via Emilia, in una piazzetta dominata da una torre ricostruita nel 1939.
  • Il Convento dei Frati Cappuccini. Ricostruito tra gli anni cinquanta e sessanta, conserva interessanti dipinti dei secoli XVI-XIX e un Polittico di autore ignoto di rara bellezza.
la Chiesa del Sacro Cuore
  • Il Teatro Civico di Tortona risale al 1838 e fu realizzato su progetto di Pietro Pernigotti: i lavori cominciarono nel 1836. L'interno, decorato da fregi e stucchi, è a tre ordini di palchi più il loggione. Completamente restaurato negli anni ottanta, dal 1990, dopo la riapertura del 2 maggio, ospita ogni anno una grande stagione di spettacoli (vedi http://www.teatrotortona.it per le stagioni dal 1990 al 2004, curate da Massimo Davico).
  • La basilica della Madonna della Guardia sorge alla periferia della città, nel quartiere di San Bernardino. Voluta da don Orione ed edificata nel 1931, conserva le spoglie mortali del santo di recente proclamazione. L'edificio è dotato di un'elevata torre su cui poggia una gigantesca statua in bronzo (14 m) della Madonna col Bambino collocata nel 1959.
  • Il Chiostro dell'Annunziata è l'unico lato rimasto del convento dell'Annunziata, eretto nel XV secolo e parzialmente distrutto nel 1802. Esso si trova di fianco al Teatro Civico di Tortona.
  • Il Museo Orsi è stato realizzato in alcuni locali dell'omonima fabbrica di macchine di agricole che aveva sede a Tortona e riforniva operatori in tutta Italia e in tutto il mondo. Utilizzato per esposizioni di vario tipo, contiene anche esemplari dei macchinari prodotti in passato.
  • La Chiesa del Sacro Cuore costruita alla fine degli anni ottanta su disegno del famoso architetto padre francescano Costantino Ruggeri.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città di Tortona è attraversata dalla Strada statale 10 Padana Inferiore.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria è situata sulle linee ferroviaria Alessandria-Piacenza e Tortona-Genova.

Tra il 1895 e il 1933 Tortona fu il capolinea della linea ferroviaria per Castelnuovo Scrivia, la cui stazione capolinea, in comune con quella tranviaria, si trovava nei pressi della stazione FS, a cui era raccordata.

Tranvie[modifica | modifica sorgente]

Nel 1882 Tortona fu collegata con una tranvia a vapore a Sale; un'altra linea, aperta nel 1889, portava a Monleale. Le due tranvie chiusero rispettivamente nel 1933 e nel 1934.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Tortona sono presenti vari asili nido e scuole dell'infanzia, 3 scuole elementari e 2 scuole medie. A livello di scuola superiore si trovano:

  • Liceo "Giuseppe Peano", classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane.
  • Istituto tecnico "Guglielmo Marconi", sede di un liceo scientifico e di periti: chimico, meccanico, aziendale, elettrotecnico ed economico.
  • Scuola alberghiera "Santa Chiara".
  • Scuole professionali "Casa di carità arti e mestieri".

Inoltre la città è sede dell'università della terza età UNITRè e dei corsi di scienze infermieristiche dell'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro"

Media[modifica | modifica sorgente]

A Tortona escono tre settimanali cartacei: Settegiorni a Tortona (in edicola il sabato), Panorama di Tortona (esce il mercoledì) e Il Popolo Dertonino, giornale d'ispirazione cattolica (di proprietà della diocesi e pubblicato ogni giovedì).

Persone legate a Tortona[modifica | modifica sorgente]

Eventi e festività[modifica | modifica sorgente]

  • La festa "ufficiale" di Tortona è quella di Santa Croce, che si celebra la prima domenica e il primo lunedì di maggio. Ricorda la presenza di una reliquia della Croce conservata nel Duomo.
  • La festa della Madonna della Guardia, il 29 agosto, anima le vie del quartiere San Bernardino che circonda il santuario e attira numerosi visitatori anche da fuori città. Viene eseguita la tradizionale processione, voluta da Don Orione, che parte dal Santuario nel quartiere San Bernardino e la statua della Madonna viene portata fino in Duomo dove sosta per la solenne "Recita del Credo".

Specialità gastronomiche[modifica | modifica sorgente]

  • Baci di dama (Casali), cioè dolcetti composti da due dischetti si pasta di mandorle alla nocciola uniti tra loro da uno strato di cioccolato
  • Baci dorati (Fratelli Vercesi), cioè dolcetti composti da due dischetti ovali di pasta con mandorle e cacao uniti tra loro da uno strato di cioccolato
  • Agnolotto tortonese
  • Fragoline profumate di Tortona
  • Gazzosa bianca e rossa e verde
  • Aglia' (fettuccine al pesto di noci con molto aglio): si usa degustare la Vigilia di Natale

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone civico
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1985 Sebastiano Brighenti Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1985 Ezio Rolandi Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco
1985 1987 Claudio Lisini Partito Comunista Italiano Assessore effettivo
1987 1995 Fabrizio Palenzona Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Marco Balossino Lista civica - centrosinistra Sindaco
1999 2004 Giuseppe Bonavoglia Lista civica - centrodestra Sindaco
2004 2009 Francesco Marguati Lista civica - centrodestra Sindaco
2009 2009 Vito Cusumano - Commissario prefettizio
2009 2014 Massimo Berutti Lista civica - centrodestra Sindaco
2014 in carica Gianluca Bardone Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Tortona è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il 7 giugno 1989 la 18ª tappa del Giro d'Italia 1989 si è conclusa a Tortona con la vittoria del danese Jesper Skibby.

A Tortona è presente la società calcistica Derthona F.B.C., fondata nel 1908 che raggiunse negli anni ottanta la serie C1. Negli anni venti il Derthona militò nel campionato di serie A sconfiggendo squadre della portata della Juventus.

Il Derthona Basket è presente in città fin dagli anni 1950: la squadra cittadina fu fondata nel 1952 ed il primo presidente fu il Dott. Giacomo Bidone. Tuttavia, è con l'arrivo di Nico Messina nel 1956 che la pallacanestro in città diventa un punto di riferimento sportivo. Attualmente, il Derthona Basket partecipa al campionato di DNB.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Antikitera.net - La Porta del Tempo su archeologia, misteri e
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Giampaolo Pansa, Sconosciuto 1945, Sperling & Kupfer 2005, capitolo "Il Calzolaio"
  5. ^ www.vittoriomalosti.altervista.org/

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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