Stazzano

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Palombara Sabina in provincia di Roma, vedi Stazzano (Palombara Sabina).
Stazzano
comune
Stazzano – Stemma Stazzano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Graziano Montessoro (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°43′42″N 8°52′16″E / 44.728333°N 8.871111°E44.728333; 8.871111 (Stazzano)Coordinate: 44°43′42″N 8°52′16″E / 44.728333°N 8.871111°E44.728333; 8.871111 (Stazzano)
Altitudine 225 m s.l.m.
Superficie 17,91 km²
Abitanti 2 424[1] (31-12-2010)
Densità 135,34 ab./km²
Frazioni Albarasca, Case Costa, Monterosso, Vargo
Comuni confinanti Borghetto di Borbera, Cassano Spinola, Sardigliano, Serravalle Scrivia, Vignole Borbera
Altre informazioni
Cod. postale 15060
Prefisso 0143
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006167
Cod. catastale I941
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti stazzanesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Stazzano
Sito istituzionale

Stazzano (Stassan in piemontese) è un comune italiano di 2.405 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato sulla destra dello Scrivia, di fronte a Serravalle Scrivia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Stazzano si trova alla confluenza del Borbera nello Scrivia, presso le ultime propagaggini del'Appennino Ligure che nel territorio comunale culminano nel Colle Albarasca (601 m) e finiscono con il Monte Spineto (468 m) sede di un famoso santuario mariano, poco prima della pianura novese.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Stazzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo trae probabilmente origine dalla gens Statia o da Statio (fermata, luogo di sosta), che nel territorio, non lontano dalla romana Libarna, doveva tenere possedimenti, si trova tra valle Scrivia e val Borbera. Nel X secolo è citato tra le proprietà dell'abbazia di Precipiano di Vignole Borbera. Nel 1157 passa sotto il dominio temporale dei vescovi di Tortona. Assediato dai pavesi, alleati del Barbarossa, fu ricostruito e confermato dallo stesso Barbarossa in possesso della città di Tortona. Il borgo restò quindi nell'orbita tortonese, con alterne vicende, che lo videro anche in mano ai genovesi e ai Visconti di Milano. Nel 1784 fu ceduto a Vittorio Amedeo III di Savoia, seguendo le sorti degli stati sabaudi.

Il castello di Stazzano[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Stazzano, costruito in epoca medievale e parte del patrimonio dei vescovi di Tortona, nel 1505 venne allargato da monsignor de' Zanzii nel 1505, requisito durante la parentesi napoleonica, venne poi trasformato in seminario diocesano (1849-1869), visto che quello di Tortona era stato temporaneamente requisito dallo stato e adibito a caserma per le truppe impegnate contro l'Austria, dal 1994 è residenza per anziani. A fianco sorge il Santuario del Sacro Cuore, dell'architetto Giulio Leale. La chiesa a tre navate, separate da colonne di granito, presenta volte a cassettoni in stucco.

Il santuario di Monte Spineto[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Monte Spineto visto in direzione Vignole Borbera

Il Santuario di Monte Spineto sorge sulla sommità del Monte Spineto (459 m), si racconta che di soldati del Barbarossa nel 1155 avrebbero saccheggiato Stazzano, incendiando pure il castello costringendo gli abitanti a fuggire a Monte Spineto, poco dopo vi fu innalzata una cappella per la protezione ricevuta, che andò presto in rovina. All'inizio del XVIII secolo truppe francesi minacciarono nuovamente Stazzano e la popolazione si rifugiò sull'altura pregando attorno a una croce, poi attorno a un biancospino cresciuto fuori stagione ci furono degli eventi miracolosi. Così nel 1633 incominciò l'edificazione del santuario voluto dal vescovo di Tortona Paolo Arese (1620-1640) che decretò che l'altare maggiore sorse nel punto dove era cresciuto il biancospino, il monte da allora fu chiamato monte Spineto, l'attuale santuario è a tre navate, con tre altari, la facciata è ottocentesca, tra 1839 e 1840 il Santuario subì lavori nel presbiterio, nel 1853 fu costruito il campanile in pietra a vista, nel 1866 vennero costruite le navate laterali e venne decorata la facciata, inquadrata da lesene e sormontata dal monogramma mariano. All'interno ci sono affreschi e stucchi a generi fitomorfi che inquadrano le lunette con i Misteri del Rosario e il tondo del presbitero del Miracolo della Colomba dipinto dal pittore alessandrino Clemente Atzori, nel 1875 fu eretto l'altare maggiore che accoglie la statua della Madonna con Bambino del 1629, inoltre ci sono alcune tele seicentesche e settecentesche e molti ex voto (ora trasferiti in una stanza accanto alla sacrestia), oltre ad una stampella utilizzata da don Orione (ora Santificato) per raggiungere il santuario. Nel 1929 venne inaugurato l'ospizio. Il Santuario fu ristrutturato durante gli anni '60 ed è stato sottoposto ad ulteriori restauri ed ammodernamenti recentemente.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Miti e leggende locali[modifica | modifica wikitesto]

Immagine delle rocce scavate nel tufo dove avrebbe avuto dimora l'Omu du Sassu

L'Omu du Sassu La tradizione orale narra che all'inizio del Novecento, tra le rocce tufacee sulla strada che porta all'Albergo Vecchio, viveva un uomo che tutti chiamavano "l'omu du sassu". Si dice che quest'uomo vivesse in una caverna scavata nel tufo, lavorasse eseguendo servizi manuali come tagliare legna e spaccare pietre e che, nonostante fosse magro e denutrito, disponesse di una misteriosa forza straordinaria che gli permetteva di portare ogni giorno, a Novi Ligure, a piedi, un quintale di legna tagliata. Pare anche che chiunque osasse ostacolare il suo cammino venisse, da lui, rudemente malmenato.

La Strega Ciugheina Si dice che in paese visse una strega chiamata Ciugheina, la cui stregoneria era maligna e consisteva in provocare la morte delle persone. Si narra che non potendo avere figli, per vendetta contro il fato, uccise anche dei bambini ponendovi la mano sulla testa e pronunciando alle madri la formula: "come me, anche tu non avrai la gioia di crescere questo bambino". Ai novant´anni, con la salute in stato grave, benché moribonda, non le riusciva di spirare. Era condannata infatti a pagare per le sue malefatte soffrendo senza trovare pace. Una notte bussó alla chiesa in cerca di perdono, i vecchi del paese dopo averla udita e perdonata dissero che era necessario scoperchiare il tetto della sua casa perché perisse. Una volta scoperchiato la stregá riuscì a morire.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Nel paese 31 abitanti sono romeni su 69 stranieri, secondo il censimento ISTAT del 31/12/2007.

Fiere e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera di primavera, a maggio.
  • Carnevale animato da gruppi folkloristici e carri allegorici.
  • Fiera di fine estate nella frazione Vargo. Inizio settembre.
  • Festa di San Giorgio, il 23 aprile. Santo Patrono del paese.
  • settembre Stazzanese. Manifestazioni varie organizzate dalle associazioni del paese.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Non esiste più una squadra di calcio a Stazzano, ad eccezione di una scuola calcio per piccoli, alla quale partecipano i bambini di Valle Borbera e Stazzano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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