Spigno Monferrato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Spigno Monferrato
comune
Spigno Monferrato – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Sindaco Mauro Garbarino (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°32′39″N 8°20′06″E / 44.544167°N 8.335°E44.544167; 8.335 (Spigno Monferrato)Coordinate: 44°32′39″N 8°20′06″E / 44.544167°N 8.335°E44.544167; 8.335 (Spigno Monferrato)
Altitudine 217 m s.l.m.
Superficie 54,86 km²
Abitanti 1 153[1] (30-06-2011)
Densità 21,02 ab./km²
Frazioni Montaldo, Rocchetta, Squaneto, Turpino
Comuni confinanti Dego (SV), Giusvalla (SV), Malvicino, Merana, Mombaldone (AT), Montechiaro d'Acqui, Pareto, Piana Crixia (SV), Roccaverano (AT), Serole (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 15018
Prefisso 0144
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006165
Cod. catastale I901
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 493 GG[2]
Nome abitanti spignesi
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Spigno Monferrato
Sito istituzionale

Spigno Monferrato (Spign in piemontese) è un comune di 1.153 abitanti della provincia di Alessandria.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Spigno Monferrato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marchesato di Spigno.

Alberto del Carretto con atto del 3 febbraio 1300 comprò dai Marchesi di Ponzone (Tommaso, Enrico e Manfredino) due terzi del mandamento di Spigno: cioè Merana, Serole, Rocchetta[3] e Malvicino. Morto Alberto la vedova Tubirgia Fieschi, tutrice del figlio Francesco, nel 1314 vendette i territori acquistati dal marito a Giacomo del Carretto, figlio del primo marchese di Novello, Enrico. Questi completò il possesso del mandamento di Spigno acquistando nel 1332 l'altro terzo di territorio dai Marchesi di Ponzone (Raimondo, Oddino e Corradino).

Manfredo, quinto figlio di Giacomo, consolidò il possesso di Spigno, lasciando suo figlio Francesco come capostipite dei signori di Spigno, Merana, Malvicino e parte del castello di Dego ma sempre sotto il dominio della Repubblica di Genova dalla quale i Signori di Spigno continuarono a prendere l'investitura sino al 1419, anno in cui i Genovesi cedettero al Marchese Giovanni Giacomo del Monferrato, appena succeduto al padre Teodoro II, tutti i diritti sulle terre al di qua dei Giovi col patto che non potesse trovarvi asilo nessun bandito genovese.

I Signori di Spigno divennero così Vassalli dei Marchesi del Monferrato, ma il Sacro Romano Imperatore Sigismondo di Lussemburgo continuò a considerasi Signore di tutte quelle terre e, poiché Giangiacomo Marchese di Monferrato aveva partecipato alla Lega ghibellina antiviscontea di Venezia e Firenze del 1426, Sigismondo nominò suo vicario imperiale il Duca di Milano ed obbligò anche i Signori di Spigno a prendere da questi l'investitura.

Nel 1467 Amedeo Duca di Savoia prese al Marchese di Monferrato le terre di Spigno e Cremolino, che restituì per interposizione di Galeazzo Maria Sforza Duca di Milano.

Nel 1469 Guglielmo VIII Marchese di Monferrato concesse all'Abbazia di San Quintino di Spigno il privilegio di immunità per gli uomini dei suoi feudi (Piana, Cagna, Giusvalla e Lodisio).

Morto senza prole il Marchese Tommaso del Carretto, la signoria di Spigno venne devoluta a Luigi Asinari figlio di Marco e di Caterina sorella di Tommaso con due investiture successive date da Filippo II Re di Spagna e Duca di Milano[4].

A Luigi successe il figlio Marco Antonio[5], che ne prese l'investitura dalla Camera Ducale di Milano nel 1612 ed un'altra nel 1615 da Filippo III Re di Spagna che eresse il Feudo di Spigno in Marchesato.

Federico, successore di Marco Antonio, fu uomo inquieto che avendo passato la gioventù nel servizio militare voleva trattare alla militare anche i suoi sudditi e vicini, e le sue imprese attirarono i Savoia che ne distrussero il Castello. Federico ne progettò la ricostruzione nel 1669 ed impose per questo delle contribuzioni ai suoi sudditi che vi si opposero. Compì vessazioni e violenze. Per i suoi eccessi il Marchese fu proscritto e privato dei feudi i quali rimasero alla Camera ducale di Milano che, dopo la morte di Federico, ne investì il figlio adottivo Lelio Invrea, nobile genovese.

Nel 1687 Lelio Invrea Asinario del Carretto, erede senza prole, concesse il Marchesato al fratello Ippolito riservandosene il frutto a vita[6].

Carlo VI d'Asburgo, Sacro Romano Imperatore, richiamò al Fisco Imperiale il Marchesato di Spigno che nel 1724 vendette al Re Vittorio Amedeo II per la somma di 350 000 fiorini.

Nel 1729 nella vicina Acqui furono istituite Regie scuole di grammatica, retorica, filosofia e teologia. Vennero aperte le cattedre di chirurgia (prof. Vincenzo Malacarne), notariato e avvocatura (avv. Luigi Chiabrera e poi avv. Benvenuto Borelli). Nel 1731 il feudo passò alla contessa Maria Teresa Canalis di Cumiana vedova Novarina di San Sebastiano, moglie morganatica del Re abdicatario e nel 1769 a Pietro Novarina suo figlio.

Dal 1789 al 1814 Spigno, come tutto il Piemonte, restò sotto l'amministrazione francese.

Nel 1918 vi morì il generale conte Paolo Spingardi (molto legato al paese), Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ministro della Guerra durante la guerra di Libia e negli anni precedenti il primo conflitto mondiale.

Spigno controluce.jpg

Magnify-clip.png
Skyline di Spigno

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Dall'epoca del Barbarossa, Spigno godeva del privilegio di governarsi a norma di propri Statuti. Per quanto sotto la signoria di Genova e poi del Monferrato, fu sempre considerato dominio imperiale governato dalla Camera ducale di Milano e nell'Archivio comunale si conserva documentazione di un viaggio effettuato dai rappresentanti del consiglio per recarsi nante la Camera imperiale sedente in Vienna. Il territorio venne eretto in Marchesato nel 1615 da Filippo III di Spagna e nel 1724 fu venduto a Vittorio Amedeo di Savoia dall'Imperatore Carlo VI.

Sollevazione del 1669

Restò indenne dalla grande pestilenza del 1630 e la popolazione fece voto di svolgere ogni anno, il 20 gennaio, una processione di ringraziamento. Nel 1669 Marc'Antonio Asinari, che a motivo delle sue intemperanze aveva subito la distruzione del castello per mano dei vicini Savoia, pretendeva che la popolazione si caricasse delle corvées necessarie per la ricostruzione, ma a nulla valsero minacce, carcerazioni, assassini.

Allora il marchese assoldò ed occultò a palazzo, in paese, una banda di mercenari (farabutti secondo l'etimologia tedesca), che avrebbero dovuto infierire sugli abitanti nel giorno della processione. L'insidia fu scoperta, la processione sospesa, ed il popolo si sollevò nel giorno di Sant'Emerenziana che da allora divenne festa simbolica per Spigno.

L'episodio vide contrapposti due Viazzi: Sarneto Viazzi di Villa Rocchetta, Consigliere della Magnifica Comunità di Spigno, e Ortensio Viazzi (uomo d'armi della famiglia dei Viazzi di Ponzone) al soldo del marchese Asinari come comandante dei masnadieri. Di Ortensio di Ponzone (e non della Rocchetta come invece dice un racconto popolare) esiste un bel ritratto conservato dai discendenti. Di Sarneto (non meravigli questo nome) l'attuale discendente cav. Gianni Viazzi è stato insignito della cittadinanza onoraria di Spigno con Delibera del Consiglio comunale del 30 luglio 1981 per le benemerenze personali ed in riconoscimento dei meriti passati della famiglia che negli ascendenti diretti, tra il 1580 e il 1744, contribuì alla vita civile e religiosa della Comunità di Spigno Monferrato, partecipò attivamente e permanentemente al Consiglio decurionale e conseguì la nobiltà municipale nel XVII secolo.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Squaneto, al confine con la Liguria (provincia di Savona), è il centro abitato più meridionale dell'intera provincia; si suddivide in Squaneto superiore e inferiore. La popolazione, in calo, è prevalentemente costituita da anziani. La chiesa del borgo inferiore conserva una statua di Madonna, in marmo bianco, di un anonimo di scuola genovese del XVIII secolo, erroneamente attribuita a Gian Lorenzo Bernini. La scultura segue l'iconografia canonica della Immacolata concezione: la Madonna, con le mani giunte sul petto, in piedi su una nuvola sostenuta da angeli, calpesta il serpente (che simboleggia Satana). Le coordinate geografiche di Squaneto Inferiore sono 44°29'46" di latitudine N e 8°21'20" di longitudine E, quelle di Squaneto superiore, rispettivamente 44°29'38" N e 8°20'58" E.
  • " Vico" al di sotto dello stradone per Ponti, a pochi passi dalla Bormida. È composto da 16 case abitate e alcune disabitate; in mezzo ad esse c'è una piccola cappella: San Rocco in cui ogni anno un abitante di questa frazione organizza una festa dove si fa una piccola lotteria preceduta da una messa fatta dal parroco di Spigno Monferrato.
  • "Turpino"
  • "Rivaro", 2 km fuori dal centro di Spigno e sulla strada statale per Acqui Terme.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte
  4. ^ Archivio Storico Comune di Spigno. Atti di Fedeltà 1579 e 1590
  5. ^ Archivio Comunale. Giuramento di Fedeltà 1608
  6. ^ Archivio storico comunale. Atto 1665, Strumento di Fedeltà 1691, Registro dei Convocati
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Biorci Antichità e prerogative di Acqui, Torino 1818;
  • G. Lavezzari Storia d'Acqui 1878;
  • Moriondo - Savio, Monumenta aquensia 1967)
  • C. Reschia Nel giorno di Sant'Emerenziana si rievoca un curioso episodio. Don Rodrigo va a Spigno in La Stampa - Edizione di Alessandria 24/1/1980

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte