Bosio

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Bosio
Panorama di Bosio
Bosio - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Piemonte
Provincia: stemma Alessandria
Coordinate: 44°39′3″N 8°47′38″E / 44.65083, 8.79389Coordinate: 44°39′3″N 8°47′38″E / 44.65083, 8.79389
Altitudine: 358 m s.l.m.
Superficie: 66,88 km²
Abitanti:
1.190 31-12-2006 
Densità: 17,79 ab./km²
Frazioni: Capanne di Marcarolo, Costa San Stefano, Maietto, Mogreto, Serra, Spessa, Val Pagani 
Comuni contigui: Campo Ligure (GE), Campomorone (GE), Casaleggio Boiro, Ceranesi (GE), Gavi, Genova (GE), Lerma, Masone (GE), Mele (GE), Mornese, Parodi Ligure, Rossiglione (GE), Tagliolo Monferrato, Voltaggio
CAP: 15060
Pref. telefonico: 0143
Codice ISTAT: 006022
Codice catasto: B080 
Nome abitanti: bosiesi 
Santo patrono: San Bernardo 
Giorno festivo: 20 agosto 
Il comune si trova qui
Posizione del comune nell'Italia

Bosio (in piemontese Beuso, in ligure Bêuxo o Bêuzo, nel 1945 era chiamato Bosio dei Martiri della Benedicta) è un comune della provincia di Alessandria situato sull'Appennino Ligure settentrionale, sulla sinistra del torrente Ardana, affluente del Lemme.

Il comune fu istituito con Decreto Legislativo 5 marzo 1948, separando dal Comune di Parodi Ligure le frazioni di Bosio, Spessa, Serra, Costa S. Stefano e Capanne di Marcarolo. Il territorio comunale apparteneva in precedenza alla Liguria (Divisione di Genova) e fu assegnato al Piemonte ai tempi del Decreto Rattazzi. Bosio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Indice

[modifica] L'eccidio della Benedicta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Strage della Benedicta.

Il cascinale della Benedicta, antico monastero medievale, fu scelto nella primavera del 1944 come quartier generale dei partigiani stanziati in prossimità del Monte Tobbio. Ad essa facevano riferimento diverse centinaia di giovani male armati e privi di addestramento militare.

Il 7 aprile 1944, forze tedesche e fasciste circondarono la zona e passarono immediatamente all'azione. Oltre ai caduti in combattimento, furono catturate e fucilate 97 persone. Altre decine di partigiani furono in seguito fucilati al passo del Turchino, a Voltaggio, a Cravasco, località poco distante da Campomorone. Altri ancora caddero nel corso del rastrellamento, protrattosi per diversi giorni.

Alcune centinaia di partigiani riuscirono a fuggire, mentre altri 400 vennero deportati a Mauthausen (duecento di loro riuscirono, con l'aiuto della popolazione, a fuggire alla stazione di Sesto San Giovanni). Il cascinale della Benedicta venne minato e fatto saltare dai nazifascisti.

L'evento è ricordato da un sacrario commemorativo sul luogo della strage.

Nel 2001 è sorta l'Associazione "Memoria della Benedicta" che si propone di costruire, presso i ruderi della Benedicta, un centro di documentazione permanente dedicato all'eccidio e, più in generale, ai temi della guerra e della pace. La prima fase dei lavori dell'Associazione ha permesso di recuperare il grande cortile del cascinale e di consolidare i ruderi.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Sagre e ricorrenze

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Marco Ratti (lista civica) dal 08/06/2009

Posta elettronica: comunedibosio@libero.it

[modifica] Parrocchia

[modifica] Altro

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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