Rivalta Bormida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rivalta Bormida
comune
Rivalta Bormida – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Domenico Valter Ottria (lista civica) dal 15/06/2004
Territorio
Coordinate 44°42′39″N 8°33′10″E / 44.710833°N 8.552778°E44.710833; 8.552778 (Rivalta Bormida)Coordinate: 44°42′39″N 8°33′10″E / 44.710833°N 8.552778°E44.710833; 8.552778 (Rivalta Bormida)
Altitudine 140 m s.l.m.
Superficie 10,04 km²
Abitanti 1 447[1] (31-12-2010)
Densità 144,12 ab./km²
Comuni confinanti Cassine, Castelnuovo Bormida, Montaldo Bormida, Orsara Bormida, Sezzadio, Strevi
Altre informazioni
Cod. postale 15010
Prefisso 0144
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006144
Cod. catastale H334
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 600 GG[2]
Nome abitanti rivaltesi
Giorno festivo 4 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivalta Bormida
Sito istituzionale
« A Rivalta, giocavo coi bambini del paese che non sapevano parlare italiano, andavano scalzi, erano vestiti con una camiciola e con calzoncini tenuti su con lo spago. Non ho mai sentito alcuna differenza fra noi, i signori, e loro, i contadini, tra cui c’era una grande mortalità infantile. »
(Norberto Bobbio)

Rivalta Bormida (Arvàuta in piemontese) è un comune italiano di 1.445 abitanti della provincia di Alessandria. È situato a 130 metri s.l.m. e si estende per circa 1000 ettari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Marchesato Aleramico fu tenuta in suffeudo dai Monferrato da Pietro Tibaldeschi (5 aprile 1477), Pietrine Bobba (27 marzo 1489), Costantino Comneno, principe di Tessaglia (24 febbraio 1492), Marcantonio Arborio di Gattinara (14 marzo 1521), che la lasciò alla figlia Elisa di Lignana - Gattinara signora di Settimo (25 luglio 1529). Fabrizio, suo nipote, ne fu investito col comitato (9 aprile 1637); la figlia Barbara la trasmise ai figli Giovanni Battista e Mercurino di Sannazzaro (13 luglio 1679), i cui discendenti vendettero il feudo a Ottavio Giacomo Ghilini, marchese di Maranzana (2 maggio 1680).

  • 1797 - Perdita del feudo da parte dei marchesi di Maranzana a causa dell'estinzione dei diritti feudali.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Formato da una torre rossa sostenuta da due orsi rampanti, con le teste rivoltate e la zampa inferiore destra sollevata, il tutto terrazzato di verde con una fascia ondulata d'argento che simboleggia la Bormida.

Toponimia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo risulta già attestato nel 985 (Ripa alta); quindi nel 1191 troviamo "Ripalta Vallis Burmide" e, nello stesso anno, "Castri de Rivalta de valle Burraie".

Trae il nome da una "ripa alta", sponda elevata rispetto al fiume Bormida che la costeggia.

Monumenti ed architetture[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Michele Arcangelo

A Rivalta vi sono due monumenti ai caduti e due lapidi, una in onore di Giuseppe Garibaldi e l'altra in onore di Giuseppe Baretti.

« Giuseppe Baretti / scrittore di rara efficacia / critico battagliero e novatore / coraggioso assertore di italianità / nella Francia e nell'Inghilterra / del secolo XVIII »
(Lapide in memoria di Giuseppe Baretti)
« Giuseppe Garibaldi / combattente vittorioso / per la libertà delle nazioni oppresse / traggano cittadini indistruttibile fede / nella redenzione »
(Lapide in memoria di Giuseppe Garibaldi)

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castrum rivaltese presenta una forma quadrangolare con vie ortogonali formanti contrade. Dal fossato d’entrata nella città vecchia si nota il paramento in cotto delle antiche mura di cinta, in passato delimitate dalle quattro torri angolari che servivano da difesa alle due porte di accesso (la porta degli Orti a Sud e la porta della Contrada Lunga ad Est) delle quali rimane soltanto un troncone del sec. XIV.

Tra gli edifici di rilevanza storica nel centro di Rivalta figurano oltre a Palazzo Bovio della Torre (oggi sede della Curia)e Palazzo Bruni del sec. XVI (che ospita oggi un ristorante ed ampi spazi espositivi), Palazzo Lignana di Gattinara sec. XVI-XVIII, antica residenza dei feudatari di Rivalta, recentemente restaurato ed attuale sede di una galleria privata d'arte e di una Fondazione.

Feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

La Pro Loco organizza il secondo sabato di giugno la Raviolata e il primo sabato di luglio la Sagra del pesce. Da più di vent'anni si ripete la rosticciata, che avviene l'ultimo sabato di luglio; in occasione della festa patronale di San Domenico vengono organizzate la manifestazione " Orti Aperti" e la Sagra dello Zucchino.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Rivalta Bormida[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Baretti

Cognomi a Rivalta Bormida[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti
Densità dei cognomi a Rivalta:[3]
70,08 Morbelli
24,09 Ferraris
17,52 Biorci
17.52 Chiabrera
15,33 Pietrasanta
15,33 Pastorino
10,95 Bovio
10,95 Caraccia
10,95 Garrone

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Domenico Valter Ottria lista civica Sindaco I mandato
2009 2014 Domenico Valter Ottria lista civica Sindaco II mandato

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

www.comune.rivalta.al.it Sito ufficiale del Comune di Rivalta Bormida

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Informazioni prese da Qui
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte