Novi Ligure

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Novi Ligure
comune
Novi Ligure – Stemma Novi Ligure – Bandiera
Novi Ligure – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Rocchino Muliere (PD) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 44°45′33″N 8°47′08″E / 44.759167°N 8.785556°E44.759167; 8.785556 (Novi Ligure)Coordinate: 44°45′33″N 8°47′08″E / 44.759167°N 8.785556°E44.759167; 8.785556 (Novi Ligure)
Altitudine Palazzo del Comune 197
massima 325 - minima 150 m s.l.m.
Superficie 54,22 km²
Abitanti 28 468[1] (31-12-2013)
Densità 525,05 ab./km²
Frazioni Barbellotta, Merella
Comuni confinanti Basaluzzo, Bosco Marengo, Cassano Spinola, Gavi, Pasturana, Pozzolo Formigaro, Serravalle Scrivia, Tassarolo
Altre informazioni
Cod. postale 15067
Prefisso 0143
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006114
Cod. catastale F965
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 717 GG[2]
Nome abitanti novesi
Patrono Madonna della neve
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Novi Ligure
Sito istituzionale
« Novi è l'ultima città dello Stato di Genova: si vanta come la sua metropoli, di possedere affreschi e sorbetti eccellenti »
(Charles de Brosses, "Le président de Brosses en Italie. Lettres familières écrites d'Italie en 1739 et 1740" - 1739)

Novi Ligure (IPA: [ˈnɔvi ˈligure][3], Nêuve in ligure, Neuve in piemontese, Neuve-en-Ligurie in francese) è una città[4] di 28.468 abitanti della provincia di Alessandria, terzo comune della stessa per popolazione. La sua area urbana, ovvero il Novese, conta 74 611 abitanti.

Anticamente nota semplicemente come "Novi", assunse l'attuale denominazione in virtù del Regio decreto dell'11 gennaio 1863. È ad oggi un'attiva realtà commerciale ed industriale, nonché principale comune del Novese, il territorio che dalla città prende il nome.

Nel corso della propria storia, in ragione della strategica collocazione geografica, divenne prima oggetto di contesa da parte di antichi stati italiani medievali ed in seguito maggiore centro della Repubblica di Genova nella regione storica dell'Oltregiogo, quale crocevia dei traffici commerciali e monetari tra la Superba e la pianura padana. Fu inoltre capoluogo dell'omonima provincia di Novi durante il Regno di Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La campagna e i filari di vite tra Novi e Gavi.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Novese.

Novi Ligure sorge nel cosiddetto "basso Piemonte", nella zona sud-orientale dell'alto Monferrato (Basso Piemonte), nella regione storica detta dell'Oltregiogo, ai margini della porzione sinistra della Valle Scrivia.

L'abitato è situato sulle estreme pendici settentrionali dell'Appennino Ligure, che qui si addolcisce in colline ondulate, per la maggior parte coltivate a vite e per la restante boscose. Difatti il territorio comunale è caratterizzato dalla compresenza dei rilievi collinari, subito retrostanti il centro storico e i quartieri a questo adiacenti, e dalla piana alluvionale che digrada verso il fiume Scrivia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Novi Ligure.

La presenza della pianura antistante e la vicinanza dell'Appennino ligure determinano un clima temperato ad estate calda, con frequenti giornate di vento e occasionali nevicate nei mesi più rigidi. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di +1,7 °C, mentre quella del mese più caldo (luglio) è di +23,8 °C.

La tabella sottostante riporta i valori medi di temperatura che si registrano in città nel corso dell'anno:

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 4,5 7,1 12,2 17 22,3 26,1 29,1 27,9 23,5 16,2 10,2 6,3 16,9
Temperatura minima media (°C) -1,1 0,1 4.2 8,3 12,3 16,2 18,4 17,9 14,7 9,2 5 1 8,9

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e i primi secoli[modifica | modifica wikitesto]

Le meridiane di Palazzo Negroni, realizzate durante il periodo della Repubblica Ligure.
Novi riportata in una mappa del 1796.
La battaglia di Novi, quadro di Alexander Kotzebue (1815-1889).
La lapide commemorativa che ricorda la visita del sommo pontefice Pio VII, avvenuta nel 1815.

Nota come Curtis Nova, probabilmente costituita da una comunità rurale non riunita in un borgo, raccogliendo parte della popolazione della vicina città romana di Libarna, dopo l'abbandono di quest'ultima poco prima del disfacimento dell'Impero romano d'Occidente. Inizialmente parte della Marca Obertenga, fu donata prima del 970 da Ottone I al monastero di San Salvatore di Pavia e divenne castello a cavallo dell'anno Mille. Libero comune nei primi decenni del XII secolo, si mantenne in precario equilibrio tra le città di Tortona e Pavia, in lotta tra loro, e Genova, alleata dei pavesi. Entrata nell'orbita tortonese, restò soggetta a questa città anche dopo la pace di Costanza (1183).

Tra i Marchesi del Monferrato e i Signori di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Ceduta al marchese del Monferrato per un breve periodo (1223-1232), tornò nuovamente a Tortona fino al 1264 per poi passare sotto il dominio di Guglielmo VII Lungaspada. Oggetto di contesa tra il Monferrato e i signori di Milano, fu conquistata da Giovanni Visconti nel 1353, che nel frattempo aveva anche assunto la signoria di Genova. Parte del Marchesato del Monferrato nei periodi 1164-1192, 1223-1232, 1264-1281, 1283-1347, 1355, 1358-1380[5], che ne resse le sorti complessivamente per poco meno di un secolo e mezzo di storia. Donata a Genova nel 1392, fu occupata da Facino Cane nel 1409 che la tenne fino alla morte (1412). Tornata nell'orbita milanese, fu infeudata alla famiglia genovese dei Fregoso.

L'epoca genovese (1447-1797)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1447 la comunità di Novi decise di sottrarsi alla sfera milanese, dopo la morte del duca Filippo Maria Visconti e si diede a Genova con la sottoscrizione di una convenzione, che non fu mai completamente operativa, in seguito all'avvento degli Sforza. Passata sotto il dominio francese dopo la disfatta di Ludovico il Moro, restò sotto il dominio feudale dei Fregoso, fino all'avvento a Genova di Andrea Doria. La Repubblica di Genova, infatti, abbandonato l'alleato francese e rivolte le proprie attenzioni verso l'imperatore Carlo V, in cambio dell'indipendenza, provvide a ampliare il proprio entroterra conquistandola nel 1529. Da quel momento, Novi passò sotto il dominio diretto di Genova (diventando la città più importante del territorio chiamato Oltregiogo) e vi rimase fino alla fine della Repubblica di Genova (avvenuta nel 1797) prima e della Repubblica Ligure (nell'anno 1805) poi, se si esclude l'occupazione austro-piemontese durante la guerra di successione austriaca (1745-46), momento nel quale Novi ottenne il titolo onorifico di città[6]. Fu dunque parte della Repubblica di Genova negli anni che vanno dal 1392 al 1412, dal 1447 al 1745 e dal 1749 al 1797.

La battaglia di Novi e l'ingresso nel Regno di Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Novi.

Nel 1799, all'epoca della Repubblica Ligure di cui fu parte del 1797 al 1805, Novi fu teatro di un'aspra battaglia, sostenuta tra i corsi del Lemme e dello Scrivia e combattuta fra gli austro-russi guidati dai generali Melas e Suvorov ed i francesi comandati dal generale Joubert (che trovò la morte nelle fasi iniziali dello scontro, lasciando il comando nelle mani di Moreau). In seguito alla sconfitta i francesi furono costretti a ripiegare su Genova. Entrò quindi a far parte del Primo Impero francese, compresa nel territorio del Dipartimento di Genova, di cui fu parte dal 1805 al 1815, anno in cui, conseguentemente agli accordi del Congresso di Vienna, il dipartimento venne abolito e la città annessa al Regno di Sardegna ed inclusa nella nuova Divisione di Genova. Capoluogo di provincia dal 1818, dopo la promulgazione del Decreto Rattazzi assunse il nome di "Novi Ligure", sia per sottolineare un importante periodo storico della città, sia per evidenziare l'opinione contraria creatasi in seguito alla riforma amministrativa voluta dal primo ministro Rattazzi, che soppresse la provincia nel 1859, incorporandola in quella istituenda di Alessandria e quindi di conseguenza al futuro Piemonte[7].

Dall'unità d'Italia alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Medagliere di Tito Giuseppe Viazzi eroe del Risorgimento

La seconda metà dell'Ottocento si rilevò essere per la città un periodo di forte espansione, grazie all'arrivo della ferrovia Torino-Genova (1850). La strategica posizione geografica, unita alla disponibilità di ampi spazi, manovalanza (garantita dall'inurbamento degli abitanti delle campagne e delle valli circostanti) e alle nuove infrastrutture (che garantivano il rapido trasferimento delle merci prodotte) favorì il sorgere di nuove industrie. Tra queste degne di nota fu la "Carbonifera" del novese Edilio Raggio, che sul finire del XIX secolo produceva le mattonelle di carbone per la trazione delle locomotive[8]. Fu proprio l'aumento dei traffici reciproci tra Novi ed il porto di Genova uno dei motivi della realizzazione, nel 1889, del "secondo valico" appenninico. L'ormai forte vocazione industriale fu ulteriormente accresciuta dall'insediamento, avvenuto nel 1900 della "ferriera", una grande acciaieria posta alla periferia dell'abitato, in prossimità del parco ferroviario di San Bovo. Il lasso di tempo che va dalla prima guerra mondiale alla seconda fu caratterizzato da un rallentamento dello sviluppo; in particolare, fu la seconda guerra mondiale a lasciare le ferite più pesanti in città. Già all'inizio della guerra, il 13 giugno 1940 la Francia aveva mandato in città, a causa delle sue infrastrutture ferroviarie strategiche, i suoi bombardieri Lioré-et-Olivier LeO 451. Ma la vera tragedia accadde 4 anni dopo. Il terribile bombardamento dell'8 luglio 1944 causò oltre cento vittime e parecchie centinaia di feriti, riducendo in macerie molti edifici[9]. Oggi una lapide ricorda il terribile evento. Il periodo successivo all'armistizio fu caratterizzato dall'azione di formazioni partigiane (quali la Divisione Pinan Cichero) contrapposte a quelle nazi-fasciste. Per quanto riguarda le sorti belliche di Novi vanno ricordate anche la battaglia di Pertuso e la precedente strage della Benedicta.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera di Novi Ligure

La bandiera della città è costituita da una croce rossa su campo bianco (sul modello della croce di San Giorgio, bandiera di Genova), al cui centro insiste una croce greca di colore bianco. È possibile osservare tale stendardo sventolare in piazza Repubblica, insieme a quelle dell'Italia, dell'Unione Europea e della Regione Piemonte.

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Novi Ligure-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« "Scudo d`argento alla croce di rosso caricata in cuore da altra croce d`argento sormontato da corona ducale e sostenuto ai lati da due grifoni". Sotto lo scudo su nastro d`argento bifido il motto: "IN NOVITATE VIVAM", giusta concessione con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 1º agosto 1950 »
(Tratto dallo Statuto comunale)

Anche lo stemma comunale prende spunto dallo stemma di Genova.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città; conferitole nel 1746[6] da Carlo Emanuele III di Savoia, durante il breve periodo di occupazione sabauda incorso nell'instabile momento storico della guerra di successione austriaca. Successivamente alla pace di Aquisgrana (18 ottobre 1748), ristabilita l'appartenenza alla Repubblica di Genova, il doge Cesare Cattaneo Della Volta confermò alla comunità di Novi tale titolo onorifico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore.
Chiesa di Sant'Andrea.
Palazzo Delle Piane, oggi di proprietà comunale.
Chiesa di San Nicolò.
La fontana di piazza Delle Piane.
Chiesa di San Pietro.
« ...Ci sono poi le residenze dei Doria, Balbi, Spinola, Negroni, Centurioni, Durazzo che sono magnifiche: la maggior parte di queste case esternamente è dipinta in verde o in rosso secondo l'usanza del paese… »
(Joseph-Jérôme Lefrançais de Lalande, "Voyage d'un Français en Italie, fait dans les années 1765 et 1766" - 1765)

Centro di villeggiatura delle ricche famiglie genovesi nel XVII e XVIII secolo, il centro storico della città si caratterizza per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali dalla facciata dipinta. Di rilievo è pure Palazzo Negroni, ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una delle quali basata sul calendario rivoluzionario francese. Conserva sul lato del cortile notevoli tracce della decorazione originaria seicentesca. La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano, oltre all'omonimo Palazzo Delle Piane, la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare pregio è la tenuta La Marchesa, monumento nazionale[10], una villa di campagna della seconda metà del XVIII secolo inserita nel sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

Nell'oratorio di Santa Maria Maddalena si conserva un imponente Calvario composto da 21 statue lignee e da due cavalli a grandezza naturale, opera di intagliatore ignoto nonché un Compianto sul Cristo costituito da 8 figure in terracotta, entrambi risalenti alla seconda metà del Cinquecento.

Cimitero comunale[modifica | modifica wikitesto]

Nel cimitero cittadino si trovano due pregevoli opere dello scultore genovese Lorenzo Orengo, tomba Daglio e tomba Denegri.

Pieve di Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

La pieve di Santa Maria è il più antico edificio religioso della città (XII secolo). Situata in posizione decentrata lungo la strada per Cassano (un tempo era infatti una chiesa campestre), ha pianta a tre navata e absidi originali. All'interno, un affresco datato 1474, dipinto da Manfredino Boxilio, raffigura l'allora signora di Novi, Oriana di Campofregoso e alcuni santi (Sant'Anna, San Giovanni e Santa Margherita).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La caserma Giorgi[modifica | modifica wikitesto]

A Novi si trova anche l'ex caserma Giorgi, oggi sede della Polizia Municipale, della Guardia Di Finanza, della Sezione Distaccata del Tribunale di Alessandria e della sezione locale della Protezione Civile. La caserma si compone di quattro palazzine disposte a formare un quadrato. All'interno si possono ancora vedere le pompe di carburante, usate dal 157º Reggimento Fanteria Motorizzata "Cremona" durante la sua permanenza nella caserma.

Castello e mura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Novi Ligure.

Novi conserva ancora un breve tratto delle mura cittadine, erette nel 1447, demolite nel 1825 e la torre alta 30 metri (visitabile) del castello, smantellato già nel XVIII secolo. In estate è possibile visitarne anche i sotterranei. Anche questo polo fa parte dei "Castelli Aperti".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Popolazione residente per età (anno 2005)[12]
Età Residenti  % sul tot residenti
Fino a 6 anni - età prescolare 1373 4,84
da 7 a 14 anni - età scolare 1649 5,81
da 15 a 29 anni - età da prima occupazione 3846 13,56
da 30 a 65 anni - età adulta 14384 50,73
oltre 65 anni - età senile 7101 25,06
Totale popolazione residente 28353 100%
  • La popolazione residente nel Comune di Novi Ligure alla fine del 2005 era di 28.353 unità, delle quali 14.853 donne e 13.500 uomini. A Novi risiedono 12.957 famiglie.
  • I residenti stranieri erano 1.798 (843 maschi e 955 femmine). Di questi 90 provengono da paesi dell’Unione Europea e 1.708 da paesi extracomunitari.
  • Nel 2005 sono nati 192 bambini (94 femmine e 98 maschi), con un tasso di natalità pari al 6,77%.
  • I morti nel 2005 sono stati 371 (216 femmine e 155 maschi), con un tasso di mortalità pari al 13,08%. La differenza tra nascite e decessi è dunque negativa, pari a –179 persone, tuttavia grazie ad un saldo migratorio di +332 abitanti, la popolazione complessiva è aumentata rispetto all’anno precedente di 153 persone. Le persone che si sono stabilite a Novi provenendo da fuori sono state 1.025 nel corso dell’anno: di queste, 751 provengono da altri comuni italiani.
  • Nel corso del 2005 sono stati celebrati 94 matrimoni: 46 religiosi, 47 civili ed uno per delega[12].
  • Nel 2007 la popolazione residente novese è aumentata di 1.154 persone di cui 370 stranieri. Mentre 815 si sono trasferiti in altri comuni o all'estero. Il saldo è comunque positivo per 339 unità. Nel corso del 2007 si sono avuti 194 nati (105 maschi e 89 femmine) e 373 morti (181 maschi e 192 femmine). L'incremento totale della popolazione risulta quindi di essere solo 160 unità.
  • Gli abitanti residenti a Novi al 31 dicembre 2007 risultavano essere 28.331 (13.512 maschi e 14.819 femmine). Il numero di nuclei familiari nel 2007 era di 13.126 mentre nel 2006 era di 12.976[13].
  • Il massimo numero di residenti raggiunto dalla città è stato pari a 33.098 abitanti, nel 1970[14].

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i dieci gruppi principali di stranieri residenti:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Albania Albania 614
2 Romania Romania 405
3 Ecuador Ecuador 403
3 Marocco Marocco 362
5 Cina Cina 48
6 Filippine Filippine 45
7 Macedonia Macedonia 40
8 Polonia Polonia 37
9 Ucraina Ucraina 34
10 Russia Russia 33

I residenti stranieri regolari erano 2.352, su un totale di cittadini residenti di 28.331 unità, il 31 dicembre 2007 (fonte Istat), pari all'8,3% della popolazione complessiva.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Novi fa parte dell'antica Diocesi di Tortona, a sua volta compresa nella Regione ecclesiastica Liguria. Un comitato è stato creato con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni civili e religiose per aprire un dibattito su una possibile futura erezione della diocesi di Novi Ligure[15].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro della Biblioteca civica di Novi Ligure

La Biblioteca civica di Novi Ligure[16], costituita nel 1833, possiede oggi un consistente patrimonio librario, valutabile in circa novantamila volumi, tra i quali figurano anche diversi periodici e quotidiani. La biblioteca possiede in oltre un considerevole numero di volumi antichi e ristampe di antichi testi, consultabili soltanto in sede. L'attuale sede bibliotecaria, inaugurata nel 1999, è stata ricavata dalla riconversione di un ex convento seicentesco delle Clarisse, nel centro storico. La struttura possiede una sala di accoglienza, una sala prestiti, una sala consultazione e studio, una sala ragazzi, una sala bambini, l'emeroteca ed un fondo antico con la saletta cinquecentine. Sono presenti inoltre alcuni computer per il collegamento ad internet ed una postazione informatica riservata agli ipovedenti. Site al pian terreno vi sono una sala conferenze ed un auditorium nei quali si svolgono durante l'anno diverse manifestazioni, quali presentazioni di nuovi volumi, mostre, incontri culturali, convegni, matrimoni civili e spettacoli musicali e teatrali. La biblioteca ospita anche il Centro comunale di cultura "G.Capurro".

Nel dicembre 2003 è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte quale "Biblioteca Centro Rete" del sistema bibliotecario e archivistico novese[17].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Novi Ligure è sede dei seguenti istituti scolastici statali, aderenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Liceo Scientifico "E. Amaldi", che offre quale offerta formativa i corsi tradizionali (diploma Liceo Scientifico propriamente detto), bilingue (diploma Liceo Scientifico bilingue, caratterizzato dallo studio di due lingue straniere), sperimentale (diploma Liceo Scientifico tecnologico) e linguistico (diploma Liceo Linguistico).
  • Liceo Classico "A. Doria", oggi sede distaccata del Liceo Amaldi;
  • Istituto Comprensivo Medio "Doria"[18];
  • I.I.S. Ciampini-Boccardo

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa ed editoria[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale hanno sede due redazioni della carta stampata locale, il settimanale "Il Novese", "Panorama di Novi" e un quotidiano online, Novionline.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo dei campionissimi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 è stato inaugurato il museo dei campionissimi (dal soprannome con cui venivano chiamati i due grandi ciclisti di origine novese, Costante Girardengo e Fausto Coppi, quest'ultimo in realtà nato a Castellania). Si tratta di una vasta esposizione di 3.000 m² dedicata alla storia della bicicletta, del ciclismo agonistico e alle figure dei due campioni novesi. La struttura ospita anche importanti manifestazioni fieristiche periodiche (in particolare Dolci terre di Novi, rassegna annuale enogastronomica e di promozione dei prodotti locali nel mese di dicembre e Mastro Artigiano, esposizione dell'artigianato di eccellenza piemontese, in primavera) e mostre temporanee.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti due teatri: l'ottocentesco "Teatro Romualdo Marenco", inaugurato nel 1839 come "Teatro Carlo Alberto", ed il moderno "Teatro Paolo Giacometti" (ex teatro Ilva), dedicati rispettivamente al compositore ed al drammaturgo di comune origine novese. Se per il teatro "Romualdo Marenco", attualmente in disuso, è ormai avviato l'iter per il completo recupero architettonico-funzionale[19], al "Paolo Giacometti" sono messi in scena spettacoli teatrali durante tutto l'anno[20].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina locale si caratterizza principalmente per l'essere molto influenzata da quella ligure ma risente anche di contaminazioni tipicamente piemontesi ed in particolare monferrine.

Di radice genovese sono infatti la farinata e la focaccia mentre di provenienza sabauda sono gli agnolotti e i prodotti a base di carni: Novi Ligure può essere identificata a pieno titolo come crocevia di queste due culture gastronomiche.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Vini[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Novi Ligure[modifica | modifica wikitesto]

Novesi
Girardengo.jpgFausto Coppi.jpgGiacometti Paolo.jpgMario nicorelli 3.jpgRitratto 1981.jpgTito Giuseppe Viazzi.jpgEnrico Morando.jpg
Da sinistra: Costante Girardengo · Fausto Coppi · Paolo Giacometti · Mario Nicorelli · Beppe Levrero · Tito Giuseppe Viazzi · Enrico Morando

Tra i cittadini novesi più illustri si possono citare il pittore Giovanni Battista Chiappe, i grandi ciclisti Costante Girardengo e Fausto Coppi, il compositore Romualdo Marenco, la cantante Tonina Torrielli, il doge di Genova Paolo da Novi e il drammaturgo Paolo Giacometti. Morì a Novi durante l'omonima battaglia il generale francese Joubert.

Grande notorietà hanno acquisito pure in tempi recenti l'attore e comico di origine novese Claudio Bisio, l'attore e regista teatrale Valerio Binasco ed il giornalista Gigi Moncalvo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dolci Terre di Novi
DolciTerrediNovi.jpg

Nell'immagine: Il logo della manifestazione.

La manifestazione annuale Dolci Terre di Novi, istituita nel 1995[21], si caratterizza per l'essere incentrata sul meglio della produzione enogastronomica di Novi Ligure e del Novese, e più in generale del Basso Piemonte, una specie di vera e propria "vetrina" prenatalizia del territorio (si celebra infatti nel primo fine settimana di dicembre). Si svolge nel centro fieristico "Dolci Terre", una struttura ricavata dalla riqualificazione di un antico edificio industriale, contiguo al Museo dei Campionissimi. Ogni edizione ruota attorno ad un particolare prodotto della zona (cioccolato, pane, vino) prevede assaggi e degustazioni nei diversi banchi allestiti ed eventi collaterali organizzati in diverse zone della città.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

La festività patronale di Novi Ligure cade il 5 agosto festa della Madonna della Neve. Il 25 novembre si festeggia Santa Caterina

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Queste sono le più importanti manifestazioni cittadine:

  • Concerto Madonna della Neve, 5 agosto, del Corpo musicale Romualdo Marenco;
  • Concerto di Santo Stefano, 26 dicembre, del Corpo musicale Romualdo Marenco;
  • Concorso Internazionale di Composizione per Banda Romualdo Marenco, istituito dal Comune nel 2002[22] e dedicato al compositore novese. Sfilate e Concerti. Ha luogo a inizio settembre;
  • Concorso Nazionale di Lettura Interpretativa[23];
  • Dolci Terre di Novi[24], rassegna enogastronomica annuale incentrata sui prodotti del territorio Novese;
  • Fiera del Bestiame, con particolare attenzione verso le razze locali di allevamento, 25 novembre;
  • Fiera di Santa Caterina. Nata nel 1607, 25 novembre;
  • Sagra dei Ceci in frazione Merella. Primo week end di settembre;
  • Sagra della Trippa in frazione Merella. Ultimo sabato di agosto.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Città della terra cruda
Una trunera a San Giuliano Nuovo.JPG

Nell'immagine: una casa di terra, o "trunera", a San Giuliano Nuovo.

Una presenza tipica del panorama rurale del territorio di Novi Ligure è rappresentato dalle tradizionali "case di terra" (o "trunere" come vengono chiamate localmente), che ancora si ritrovano soprattutto nella piana antistante la città. Si tratta di antichi edifici ad uso abitativo o agricolo, costruiti secondo il tradizionale impiego di terra cruda addizionata talvolta con la paglia. Un tempo abbattute per far posto a più moderne strutture in muratura, vengono ormai da alcuni anni considerate un patrimonio della tradizione locale da salvaguardare e recuperare. Sebbene tale usanza sia presente anche in alcune realtà circostanti, Novi Ligure è l'unico comune piemontese, nonché dell'Italia settentrionale, a far parte dell'"Associazione Nazionale dei Comuni della Terra Cruda"[25].

Scorcio di via Girardengo, la principale del centro storico.
Palazzo Alignani.
Palazzo Cassissa.

Novi è costituita oggi da un impianto urbanistico che ne riflette le varie vicende storiche e lo sviluppo economico-sociale.

Il centro storico, dominato dalla collina su cui sorge la torre del castello - cuore della città, si sviluppa attorno alla centrale piazza Delle Piane attraverso un intricato sistema di vie e vicoli che rispecchia l'origine medievale dell'antico borgo chiuso dalle mura. Proprio la disposizione irregolare dell'impianto medievale rende quasi svincolato dal punto di vista urbanistico il centro storico dai più recenti quartieri otto-novecenteschi adiacenti ad esso. Il sistema difensivo La città conserva ad oggi parzialmente l'immagine dell'originario abitato fortificato, nonostante l'abbattimento di gran parte delle antiche mura (avvenuto nel XIX secolo per permettere l'espansione dell'abitato) sono sopravvissuti il tratto meridionale delle stesse ed alcuni torrioni. Prima del parziale abbattimento esistevano solo quattro porte poste in corrispondenza delle principali direttrici, che garantivano l'ingresso in città: porta Genova (in direzione del capoluogo ligure, a sud), porta Pozzolo (in direzione Alessandria e Milano), porta dello Zerbo (in direzione Serravalle Scrivia, ad est) e porta della Valle (in direzione di Ovada, ad ovest).

Sul finire del XIX secolo, sotto l'operato di grandi imprenditori ed industriali locali quali Edilio Raggio e Ambrogio Dellachà, Novi vede espandere drammaticamente la propria importanza con l'arrivo della siderurgia e della ferrovia, diventando uno dei poli della nascente industria italiana. In questo periodo e durante i successivi primi decenni del Novecento nascono i primi quartieri al di fuori dei bastioni, caratterizzati da strade larghe e rettilinee, parallele e perpendicolari tra loro. Lo sviluppo edilizio si arresta solo nei momenti delle due guerre mondiali, per poi riprendere in modo vigoroso durante il periodo del cosiddetto "miracolo economico", con la creazioni di nuovi quartieri, costruiti per ospitare le famiglie dei numerosi migranti giunti in città per lavorare nelle industrie, che includono di fatto le antiche costruzioni di campagna quali la pieve di Santa Maria nel tessuto urbano cittadino.

Gli ultimi anni del XX secolo vedono l'avvio di importanti progetti tesi a riqualificare vecchie zone industriali ormai abbandonate e aree urbane mal utilizzate per riconsegnarle alla cittadinanza in una nuova veste funzionale. I maggiori interventi che tuttora sono in fase di realizzazione includono la riqualificazione e ripavimentazione del centro storico e l'edificazione del nuovo quartiere (Euronovi) nella grande area occupata un tempo dalla vecchia ferriera.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Barbellotta e Merella.

Le due frazioni del comune sono la Barbellotta e la Merella, entrambe nate anticamente quali realtà agricole distaccate dal centro città.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un'area rurale, non riunita in frazione, comunemente denominata Basso Pieve dislocata lungo la strada provinciale per Cassano Spinola, formata da un cospicuo numero di case e fattorie sparse nella piana alluvionale.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Storico: parte più antica della città, le principali vie sono: Via Girardengo, Via Roma e Via Marconi, qui si possono ammirare i numerosi antichi palazzi nobiliari dalle facciate dipinte.
  • Euronovi: il quartiere più recente, ancora in fase di completamento, sede del centro fieristico, del Museo dei Campionissimi e di centri commerciali.
  • G3: quartiere residenziale situato nella parte alta della città.
  • Lodolino: anch'esso quartiere residenziale, posizionato a sud est della città. Qui si è consumato il delitto di Novi Ligure il 21 febbraio 2001.
  • Pieve: quartiere di origini antiche, situato ad est della città, deve il suo nome alla chiesa della Pieve, la più antica di Novi; in questa zona è presente un campo da Mini Golf; la zona è interessata dal percorso del Terzo Valico dei Giovi.
  • Zona Stadio: situata a nord ovest della città, ospita lo stadio Costante Girardengo, diverse scuole e circoli e un complesso di case popolari.
  • Zona Ippodromo: nel quartiere crescono villette e palazzine, nella parte più a nord della città, dove è presente l'' ippodromo Corrado Romanengo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura estensiva fu fino alla prima metà del XIX secolo l'attività economica predominante del territorio novese. L'area più intensamente coltivata è oggi la porzione pianeggiante del territorio comunale, dove i campi sono prevalentemente dedicati alla produzione cerealicola, in particolare di grano e mais. Di dimensioni minori è la produzione tipica del cece di Merella, nell'omonima frazione. Il territorio collinare è invece un'area prevalentemente dedita alla selvicoltura e viticoltura, Novi Ligure è infatti zona vinicola, ove viene prodotto il Gavi o Cortese di Gavi DOCG, nonché socia dell'Associazione Nazionale Città del Vino. Storicamente rilevante fu la bachicoltura e la contestuale coltivazione del gelso, albero ancora diffuso tra gli appezzamenti di terreno della campagna.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Novi Ligure è un importante centro industriale, sul cui territorio hanno sede molte aziende e stabilimenti. Il settore secondario, tradizionalmente cruciale per l'economia cittadina, è caratterizzato dalla presenza dell'industria agroalimentare e dolciaria, farmaceutica e pesante. Forte è anche la presenza, insieme ai grandi stabilimenti, della piccola e media impresa.

Industria alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento Campari a Novi Ligure

L'industria alimentare conta un numero cospicuo di aziende, prevalentemente dedite alla produzione dolciaria. Tra quelle alimentari che operano in altri ambiti è da ricordare il gruppo Cinzano-Campari, che a Novi possiede il suo principale stabilimento, inaugurato nella primavera del 2004 alle porte della città.

Polo dolciario novese[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Novi (cioccolato) e Pernigotti.

Nel 1996 si è costituito un vero e proprio polo dolciario[26], che raggruppa le industrie dolciarie del Novese. Le principali realtà dolciarie presenti sul territorio comunale sono:

  • il gruppo Elah Dufour, che produce diversi tipi di caramelle tra cui le Big Fruit e diversi prodotti per la preparazione casalinga dei dolci (budini, crème caramel);
  • la Gambarotta;
  • la Novi, costituitasi nel 1903 e oggi importante produttrice di cioccolato a livello nazionale, parte del gruppo Elah Dufour;
  • la Pernigotti, nata nel 1868 ora di proprietà del gruppo Averna, specializzata nei preparati per gelateria e pasticceria;
  • la Serra Industria Dolciaria.

Industria pesante[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento ILVA di Novi Ligure

Nell'area industriale posta a nord ovest della città si trovano industrie siderurgiche, metallurgiche e meccaniche. Le maggiori sono:

  • la Baglietto[27], produttrice di acciai navali;
  • l'Ilva, facente parte del Gruppo Riva, specializzata nella realizzazione di laminati piani;
  • la Italcementi, presente con uno stabilimento;
  • la Valditerra[28], che si occupa di lavori ferroviari.

Farmaceutica[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti aziende novesi sono attive nel settore farmaceutico:

  • la Bioindustria;
  • l'Euritalia.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il commercio è un'altra importante componente dell'economia cittadina, caratterizzata per la presenza di molte attività commerciali (concentrate prevalentemente nel centro storico), vari discount e supermercati e di un ipermercato del gruppo Bennet. In città vi sono 19 sportelli bancari, approssimativamente uno ogni 1500 abitanti[29]. Tra i servizi si annoverano anche l'ospedale "San Giacomo" e la sezione distaccata del tribunale di Alessandria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è punto di partenza della ex Strada statale 211 della Lomellina, che la collega a Novara; la ex Strada statale 35 bis dei Giovi, che costituisce la tangenziale della città, la congiunge invece al capoluogo Alessandria e a Serravalle Scrivia.

La città è anche punto di partenza della "SP 35 Ter", recentemente costruita e aperta al traffico il 10 febbraio 2013, la nuova strada, che parte dal tratto tangenziale di Novi della 35 Bis e termina sulla SS 35, tra Cassano Spinola e Serravalle Scrivia, serve a deviare la circolazione diretta e proveniente da Genova, per smaltire la grande mole di traffico presente sulla vecchia strada, dove si trova il complesso commerciale dell'Outlet più grande d'europa.[senza fonte]

Nel territorio comunale passano due strade europee, la E25 e la E62.

Novi è collegata alla rete autostradale, attraverso il casello omonimo posto sulla bretella A26-A7.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Novi Ligure
L'originaria stazione tranviaria di Novi Ligure

La città è servita da una stazione ferroviaria, sita in pieno centro cittadino a servizio della ferrovia Torino – Genova e della linea Tortona – Novi Ligure, priva di traffico passeggeri, che fino all'apertura del percorso più diretto da Tortona costituiva parte dell'itinerario Milano-Genova.

In località San Bovo si trova una piattaforma logistica ferroviaria comprensiva di stazione ferroviaria dedicata, costruita nel 1885 (al tempo chiamata "il parco dei vagoni"). Il parco era capace di ospitare 500 carri e aveva annesso una rimessa per 18 locomotive con piattaforme girevoli. Fu il primo nel mondo ad essere illuminato per poter essere operativo anche di notte, nel 1891, arrivando a movimentare giornalmente 2400 carri merci.

Novi Ligure è interessata dal progetto del cosiddetto "terzo valico dei Giovi", una nuova linea prevalentemente in galleria destinata a collegare la città di Genova con la pianura padana, della quale sono in corso i lavori di costruzione.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda locale di trasporto pubblico è la CIT, Consorzio Intercomunale Trasporti, che gestisce sia tratte urbane che extraurbane che collegano Novi ai comuni circostanti. La città è servita anche dall'ARFEA e dalla Autolinee Val Borbera, che si occupano dei collegamenti con i comuni della provincia di Alessandria e della Val Borbera rispettivamente.

Dal 2 ottobre 1881 al 5 maggio 1953 Novi Ligure era servita anche dalla tranvia per Ovada, con diramazione ferroviaria Basaluzzo-Frugarolo, esercita dalla società Ferrovia della Val d'Orba.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 13 giugno 2004 Mario Lovelli Coalizione di Centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2014 Lorenzo Enrico Robbiano Coalizione di Centro-sinistra Sindaco
9 giugno 2014 in carica Rocchino Muliere Partito Democratico (PD) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

la città è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Dilettantistica Novese e Stadio Costante Girardengo.

La principale e più antica squadra di calcio cittadina è l'Unione Sportiva Novese, o più comunemente Novese, che vinse anche lo storico scudetto nel 1921-22 ed attualmente milita in serie D. Sempre in serie D milita la seconda squadra della città. l' Aquanera Comollo Novi. Da citare anche un'altra società calcistica: la G3 Real Novi, che gioca in Prima Categoria.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

« …Ecco Novi. Una gran spesa. Una staccionata nuovissima in bianco e celeste trattiene il pubblico… Siamo a Novi, gente. Salutate è l'Università del ciclismo!" »
(Carlo Bergoglio, cronaca della Milano-Sanremo del 1935)
Il "museo dei campionissimi"

La città è legata al ciclismo da sempre. Punto di passaggio costante della Milano-Sanremo, la "classica di primavera" più volte vinta dai campionissimi concittadini Costante Girardengo e Fausto Coppi, nel 2007 Novi ha ospitato il campionato italiano di ciclismo su strada. Nel 2003 è stato inaugurato il museo dei campionissimi, dedicato a questo sport.

Per quanto riguarda invece le gare a tappe, Novi ha è stata spesso interessata sia dallo storico Giro dell'Appennino che dal più famoso Giro d'Italia, di cui sono da ricordare le edizioni:

  • 1965, la 14ª tappa si conclude a Novi, da cui parte la 15ª, con la vittoria di Danilo Grassi.
  • 1978, la 1ª tappa si conclude a Novi, da cui parte la 2ª, con la vittoria del belga Rik Van Linden.
  • 2004, la 2ª tappa parte il 10 maggio, davanti al Museo dei Campionissimi, vinta da Damiano Cunego.
  • 2010, la 5ª tappa si conclude a Novi in Viale della Rimembranza, il 13 maggio, con la vittoria del francese Jerome Pineau.

Ginnastica artistica[modifica | modifica wikitesto]

La società di ginnastica Forza e Virtù nel 2011 ha conquistato la promozione in serie A1; raccoglie ginnaste di interesse nazionale come Arianna Rocca.

Nel 2012, per celebrare i 120 anni di vita della Forza e Virtù, alla società è stato assegnato il premio “Torre d'Oro 2012”, ed è stato realizzato un annullo filatelico[33].

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Novi Ligure e Ippodromo Corrado Romanengo.
Lavoro in campo in maneggio

Il Badminton risulta essere lo sport ai più alti livelli nella zona novese, con la partecipazione alla serie A a squadre dal 2010, nonché con la presenza di atleti nazionali ed interesse nazionale. L'associazione sportiva "Boccardo Badminton Novi" è attualmente la seconda società d'italia per quanto riguarda i risultati ottenuti e la rappresentanza alle votazioni federali. Rinomate sono poi la Mangini Novi nella B2 pallavolistica maschile e l'omologa femminile Aedes Novi che partecipa al torneo di Serie B1; nonché la società Novi Hockey di hockey in-line, che nel 2012/13 militerà in A2. Inoltre è presente una squadra di basket, Black Basket Novi, che ha nel 2012 unito le forze con Basket Novi creando Basket Novi 1980, milita in serie D. Presente dal 2004 Aquarium gestisce la piscina coperta da 25 metri e la piscina olimpionica estiva, dove si allena la squadra agonistica con successi a livello regionale.

Attiva dal 2010 la società Rugby Novi ASD, che partecipa al campionato Under-18 e Under-16.

Si segnalano anche l'Associazione Sportiva di volo a vela A.s.d. Voloavelanovi[34], presso l'aeroporto civile "E. Mossi" e le attività equestri alla Scuderia La Bellaria[35] (la squadra cittadina di Horse-Ball La Bellaria nell'anno 2008 è stata vice campione italiana). A Novi Ligure è presente anche un ippodromo, dove si sono tenute corse fino al 2004.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte: Dizionario di ortografia e pronunzia
  4. ^ Fonte: sito istituzionale di Novi Ligure
  5. ^ Fonte: marchesimonferrato.com
  6. ^ a b Fonte: francobampi.it
  7. ^ Le regioni italiane divennero effettivamente operative solo dal 1970. Fonte: storiain.net
  8. ^ Fonte: sito "Alta Voracità"
  9. ^ Dal sito dell'ISRAL, Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria
  10. ^ Fonte: sito della tenuta La Marchesa
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ a b Dati Bilancio Sociale 2005 del Comune di Novi Ligure
  13. ^ Fonte: La Stampa ed. Basso Piemonte 20 gennaio 2008, pag. 33
  14. ^ Fonte: SecoloXIX del 30 gennaio 2009, edizione Basso Piemonte
  15. ^ Fonte: sito dell'erigenda diocesi
  16. ^ Biblioteca della città di Novi Ligure
  17. ^ Fonte: sito istituzionale di Novi Ligure
  18. ^ http://www.istitutoboccardoria.it/ Home page
  19. ^ “Marenco”, entro l’anno via ai lavori
  20. ^ Teatro Paolo Giacometti dal sito del comune di Novi Ligure
  21. ^ Fonte: sito ufficiale Dolci Terre di Novi
  22. ^ Albo d'oro del festival
  23. ^ Home - Liceo Amaldi - Novi Ligure
  24. ^ Dolciterredinovi - Web site
  25. ^ Fonte: sito ufficiale dell'Associazione dei Comuni della Terra Cruda
  26. ^ Fonte: sito istituzionale di Novi Ligure
  27. ^ Baglietto S.a.s.
  28. ^ Valdiderra
  29. ^ Fonte: Comuni-italiani.it
  30. ^ Fonte: novionline.net
  31. ^ Fonte:giornal.it
  32. ^ Fonte
  33. ^ Una città in festa per la ginnastica
  34. ^ Associazione Sportiva di Volo a Vela "A.s.d. Voloavelanovi"
  35. ^ A.S.D. Scuderia La Bellaria

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Armando Pagella, primi appunti per un libro su Novi Ligure e il suo Sindaco", Cecilia Bergaglio - Editrice Sic, Novi Ligure, 2007;
  • "Il recupero del patrimonio in terra nell'alessandrino: atti del convegno internazionale di Novi Ligure, 18 e 19 aprile 1997", AAVV, Novi Ligure, 2004;
  • "L'archivio storico del comune di Novi Ligure. Fonti e materiali per la storia della città", Brunetti Dimitri - Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2008. ISBN 88-7694-971-2;
  • "La Liguria e le ferrovie" di Gino Redoano Coppedè, contenuto in "La questione ferroviaria nella storia d'Italia. Problemi economici sociali politici e urbanistici" a cura di Roberto Lorenzetti. Editori Riuniti, Roma, 1989. ISBN 88-359-3291-2;
  • "La Trasformazione Permanente", AAVV - Editrice Sic, Novi Ligure;
  • "Il presidente de Brosses in Italia. Lettere familiari scritte dall'Italia nel 1739 e nel 1740", opera postuma curata da R. Colomb, Parigi, Didier - edita nel 1836. Testo disponibile su "gallica".
  • "Novi Ligure. La sua storia", Roberto Allegri, Lito-Tipografia Viscardi, Alessandria, 1987;
  • "Voyage d'un Français en Italie, fait dans les années 1765 et 1766", Joseph-Jérôme Lefrançais de Lalande - edito nel 1786.
  • "Romualdo Marenco: la riscoperta di un pioniere", Luca Federico Garavaglia, Excelsior 1881, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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