Piemonte

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Piemonte
regione
Piemonte – Stemma Piemonte – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Capoluogo Torino
Presidente Roberto Cota (Lega Nord) dal 29-3-2010
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°4′N 7°42′E / 45.06667°N 7.7°E / 45.06667; 7.7 (Piemonte)Coordinate: 45°4′N 7°42′E / 45.06667°N 7.7°E / 45.06667; 7.7 (Piemonte)
Altitudine 421[1] m s.l.m.
Superficie 25 402 km²
Abitanti 4 462 432[2] (30-04-2011)
Densità 175,67 ab./km²
Province 8
Comuni 1.206
Regioni confinanti Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Provenza-Alpi-Costa Azzurra (FR-U), Rodano-Alpi (FR-V), Ticino (CH-TI), Valle d'Aosta, Vallese (CH-VS)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-21
Codice ISTAT 01
Nome abitanti piemontesi
Patrono Sant'Eusebio da Vercelli, San Francesco di Sales
PIL (PPA) 96.064 mln [3]
PIL procapite (PPA) 21.672,5 [3]
Localizzazione

Piemonte – Localizzazione

Il Piemonte e le sue province
Il Piemonte e le sue province
Sito istituzionale
« Su le dentate scintillanti vette, salta il camoscio, tuona la valanga da' ghiacci immani
rotolando per le selve scroscianti; ma da i silenzi de l'effuso azzurro esce nel sole l'aquila,
e distende in tarde ruote digradanti il nero volo solenne. Salve, Piemonte! »
(Giosuè Carducci, Piemonte)

Il Piemonte (Piemont [pje'mʊnt] in piemontese, occitano e arpitano) è una regione dell'Italia nord-occidentale di 4.462.432 abitanti[4] con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia, a sud-est con l'Emilia-Romagna (per poco meno di 8 km) e a sud con la Liguria.

Il Piemonte è la seconda regione italiana per superficie, dopo la Sicilia, e la sesta per numero di abitanti. È inoltre la quarta regione italiana per esportazioni, con un peso del 10% sul totale nazionale[5], e quinta per valore del PIL con circa 96 miliardi di euro totali, dietro a Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Il PIL pro capite è superiore alla media nazionale.[3][6]

La regione fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Indice

[modifica] Geografia

Altimetria del Piemonte
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Geografia del Piemonte e Zone Altimetriche d'Italia.

Il territorio della regione è suddivisibile in tre fasce concentriche, di cui la prevalente e più esterna è quella alpina ed appenninica (ben il 43,3% del territorio regionale). Al suo interno vi è la zona collinare (30,3% del territorio), la quale racchiude la zona pianeggiante (26,4% del territorio).
Nella regione scorrono moltissimi fiumi e torrenti, tutti affluenti del fiume Po che nasce al Pian del Re ai piedi del Monviso.

[modifica] Orografia

Le principali catene montuose sono le Alpi, che circondano la regione ad ovest e nord, e gli Appennini che, situati al confine con Liguria ed Emilia-Romagna formano così un confine naturale.

Piemonte significa ai piedi del monte (pedemontium), così definito perché circondato su tre lati dalle montagne delle Alpi Occidentali e dell'Appennino Ligure. La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: infatti le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura. La sua caratteristica, nella zona occidentale della regione, è infatti di essere priva di Prealpi come tutte le altre regioni alpine. Da ciò deriva il toponimo Piemonte che significa appunto "al piede dei monti". Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi: le conifere sono meno diffuse che in altre sezioni delle Alpi e lasciano presto il posto a faggeti e castagneti. In questa fascia sono presenti le più alte cime della regione, che superano i 4000 m: la Punta Nordend, la seconda cima più alta del massiccio del Monte Rosa, ed il Gran Paradiso; vi sono poi numerose cime che superano i 3000 m, tra cui il Monviso, il Rocciamelone e l'Uia di Ciamarella.

Nelle valli ci sono impronte dell'attività umana che costituiscono importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici.

Le principali zone collinari sono il Canavese (a nord-ovest), le Langhe e il Roero (a sud), il Monferrato (al centro) ed i colli Tortonesi (a sud-est). Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti mentre l'allevamento, che un tempo era molto diffuso, non progredisce. Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali. Proprio nella regione ha inizio la Pianura Padana, che, soprattutto nella province di Vercelli e Novara, è ampiamente coltivata a risaie, grazie anche alla grande quantità d'acqua disponibile, sia per le risorgive che, soprattutto, grazie ai canali artificiali, il più importante dei quali è sicuramente il Canale Cavour.
Nell'area attorno alle grandi città, in particolare a Torino e Novara, il paesaggio tipico è quello dello sviluppo industriale, mentre nel resto della pianura il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi e le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.

[modifica] Idrografia

[modifica] Fiumi

Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est. Da citare oltre allo stesso Po, sono:

Il Po a Torino

[modifica] Laghi

Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale e morenica presenti nella regione. Il lago Maggiore, che segna il confine a est con la Lombardia, insieme al proprio emissario, il fiume Ticino, è uno dei laghi più grandi d'Italia, mentre altri, naturali od artificiali, non superano i 2 km². Tra tutti i laghi presenti si ricordano in particolare:

Tra i laghi naturali di dimensioni decisamente più ridotte si citano il Lago di Mergozzo (1,85 km²), il Lago Sirio (0,3 km²), il Lago di Candia (1,52 km²) ed i Laghi di Avigliana (0,9 e 0,61 km²).

[modifica] Clima

Il Piemonte ha un clima tipicamente temperato a carattere sub-continentale che sulle Alpi diventa progressivamente temperato-freddo e freddo salendo in quota. Nelle zone situate a bassa quota gli inverni sono freddi ed umidi (spesso si formano nebbie fitte) ma poco piovosi. Le estati invece sono calde ed afose con possibilità di forti temporali, specialmente nelle zone a nord del Po. Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno sulla maggior parte del territorio, in estate nelle zone alpine più elevate ed interne: le quantità annue sono notevoli sui versanti montani e pedemontani del nord della regione, mentre sono più scarse sulle pianure a sud del Po, specialmente in provincia di Alessandria.

Sulla piovosità ha molta influenza la direzione di provenienza delle masse d'aria. Se esse sono umide e provengono da sud, sud-est o est, la catena alpina sbarra loro la strada (si tratta del fenomeno detto stau): in tal caso le precipitazioni possono anche essere molto abbondanti, specialmente sui primi versanti montani, talvolta provocando alluvioni. Nel caso invece le correnti d'aria provengano da nord, nord-ovest oppure ovest, l'umidità si scarica sul versante esterno delle Alpi: in tal modo l'aria che raggiunge la regione è asciutta, e possono succedersi diversi giorni senza pioggia (se non settimane). Inoltre, sulle zone montane e pedemontane, specialmente in provincia di Torino, diventano frequenti i fenomeni di foehn (vedi Ondata di caldo del 19 gennaio 2007). La neve d'inverno è una meteora relativamente frequente, stante l'effetto catino delle Alpi e dell'Appennino, maggiore a sud-ovest, che rende difficile il ricambio d'aria e d'inverno favorisce l'accumulo di un cuscinetto di aria fredda al suolo.[7]

Sulle rive del Lago Maggiore è presente un microclima particolare, con inverni più miti che nel resto della regione.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del Piemonte.
Mappa del Regno di Sardegna del 1839

Abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede di incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti, Alessandria e Savigliano (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con il trattato di Aquisgrana.

Statua di Cavour a Vercelli.

Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri soprattutto territoriali tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto preponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione.

[modifica] Semantica

Inizialmente il termine "Piemonte", che a partire dalla fine del XII secolo appare scritto nelle cartine topografiche nella versione latina Pedemontium o Pedemontis (che significa "Al piede del monte") identificava i possedimenti dei Savoia limitati ai tratti compresi in prossimità del Sangone, dalla Dora Riparia e dal Po. Successivamente il termine si estese ad indicare una parte sempre più ampia della pianura al di qua delle Alpi, in concomitanza alle conquiste dei Savoia.

[modifica] Suddivisione amministrativa

Dal 1946 il Piemonte è una regione della Repubblica Italiana.

Le province piemontesi
Abitanti ed estensione territoriale delle province del Piemonte (31/03/2010)
Nome provincia (sigla) Popolazione (ab.) Superficie (km²)
stemma Alessandria (AL) 439.469 3.560
stemma Asti (AT) 221.458 1.511
stemma Biella (BI) 186.429 913
stemma Cuneo (CN) 590.253 6.903
stemma Novara (NO) 369.634 1.339
stemma Torino (TO) 2.300.265 6.829
stemma Verbano-Cusio-Ossola (VB) 163.149 2.255
stemma Vercelli (VC) 179.702 2.088


[modifica] Simboli della regione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Simboli del Piemonte.
Stemma
Drapò

Lo Stemma della Regione Piemonte ha forma quadrata, con croce d'argento in campo rosso spezzata da lambello azzurro a tre gocce. Di fatto è stato ripreso l'antico stemma subalpino, risalente al 1424.

Il Gonfalone si presenta interzato in fascia: nel primo di rosso, nel secondo di blu, nel terzo d'arancio, colori della Repubblica di Alba, proclamata il 25 aprile 1796, su tutto lo stemma del Piemonte.

Il Drapò ("bandiera" in piemontese, cognato del francese drapeau e dell'italiano drappo) è la bandiera ufficiale della Regione Piemonte. È simile allo Stemma, se ne distingue per la forma rettangolare e per la presenza della frangia oro e della bordura azzurra.

[modifica] Onorificenze

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.[8]

[modifica] Cultura

[modifica] Lingue

Mappa linguistica del Piemontese

Il Piemonte vanta una ricchezza linguistica invidiabile ma spesso non conosciuta. A parte l'italiano, che è la lingua più diffusa tra la popolazione, nel territorio sono riconosciute dalla regione con la legge regionale del 9 aprile 1990 ben cinque lingue storiche del Piemonte: il piemontese, compreso dall'85% dei residenti e parlato da circa 2.350.000 persone[9], l'occitano parlato nelle vallate occitane di Cuneo, Val Chisone e Germanasca e Alta Val Susa, il francoprovenzale parlato in media/bassa Val Susa, Val Sangone, Valli di Lanzo e Valli Orco e Soana; il francese parlato principalmente in Alta Val Susa e Val Pellice e il walser, parlato a nord al confine con la Svizzera e con la Valle d'Aosta.

Queste lingue, dopo anni di oppressione a favore dell'italiano, stanno cercando di rivalorizzarsi attraverso progettazioni di enti pubblici, associazioni e gruppi folcloristici. Occitano, francoprovenzale, francese e walser sono riconosciute come lingue minoritarie piemontesi e tutelate dalla legge 482/98.

In una buona parte infine della provincia di Novara e nel Verbano-Cusio-Ossola, oltre che nella zona del Tortonese (Alessandria) si parlano dialetti del lombardo occidentale. Ciò è dovuto alla lunga appartenenza al Ducato di Milano di quelle terre.

A causa dell'insediamento di coloni piemontesi in epoca medievale, è stato determinante il ruolo della lingua piemontese nella nascita dei dialetti gallo-italici di Basilicata (ancora oggi parlati a Potenza, Picerno, Tito, ecc.), e dei dialetti gallo-italici della Sicilia (parlati ad Aidone, Piazza Armerina, Nicosia, San Fratello e altri piccoli centri della Sicilia centro-orientale).[10].

[modifica] Società

[modifica] Demografia

Il Piemonte ha registrato dagli anni settanta una perdita di popolazione dovuta ad un calo della natalità non più compensato, come negli anni cinquanta-sessanta, da immigrazioni dal resto d'Italia ed in particolare dal Sud e dal Veneto. Tuttavia negli ultimi anni si è registrata una ripresa demografica, dovuta soprattutto alla nuova immigrazione dall'Europa centro-orientale. Le densità di insediamento più elevate si registrano nelle aree urbane industrializzate dell'alta pianura, specialmente nella provincia di Torino (52% della popolazione regionale, con una densità doppia rispetto a quella media). Nel 2008 i nati sono stati 39.551, i morti 49.310, con un incremento naturale di -9.759 unità rispetto al 2007[11]. Al 31 dicembre 2010, su una popolazione di 4.401.266 abitanti, si contavano circa 450.543 stranieri. Le famiglie contano in media 2,2 componenti[12].

[modifica] Comuni principali

Di seguito sono riportati i primi dieci comuni piemontesi ordinati per numero di abitanti[13]:

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Torino-Stemma.png Torino 906.381 130,17 6.963 239 TO
Novara-Stemma.png Novara 104.904 103,02 1.018 162 NO
Alessandria-Stemma.png Alessandria 94.785 203,97 465 95 AL
Asti-Stemma.png Asti 76.498 151,82 504 123 AT
Moncalieri-Stemma.png Moncalieri 58.090 47,63 1.220 260 TO
Cuneo-Stemma.png Cuneo 55.614 119,88 464 534 CN
Collegno-Stemma.png Collegno 50.057 18,12 2.763 302 TO
Rivoli-Stemma.png Rivoli 49.538 29,52 1.678 390 TO
Nichelino-Stemma.png Nichelino 48.895 20,64 2.369 229 TO
10º Settimo Torinese-Stemma.png Settimo Torinese 47.790 32,37 1.476 207 TO

Altri comuni del Piemonte con più di 20.000 abitanti ordinati per popolazione:

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11º Vercelli-Stemma.png Vercelli 47.044 79,85 589 130 VC
12º Biella-Stemma.png Biella 45.671 46,68 978 417 BI
13º Grugliasco-Stemma.png Grugliasco 37.727 13,12 2.875 293 TO
14º Pinerolo-Stemma.png Pinerolo 36.117 50,28 718 376 TO
15º Chieri-Stemma.png Chieri 36.058 54,30 664 305 TO
16º Casale Monferrato-Stemma.png Casale Monferrato 36.041 86,32 418 116 AL
17º Venaria Reale-Stemma.png Venaria Reale 34.838 20,29 1.717 262 TO
18º Alba (Italia)-Stemma.png Alba 31.393 54,01 581 172 CN
19º Verbania-Stemma.png Verbania 31.185 36,62 852 197 VB
20º Bra-Stemma.png Bra 29.798 59,61 500 285
21º Chivasso-Stemma.png Chivasso 29.176 51,31 512 183 TO
22º Novi Ligure-Stemma.png Novi Ligure 28.729 54,22 530 199 AL
23º Carmagnola-Stemma.png Carmagnola 28.479 96,38 295 240 TO
24º Tortona-Stemma.png Tortona 27.684 99,29 279 122 AL
25º Fossano-Stemma.png Fossano 24.798 130,72 190 375 CN
26º Ivrea-Stemma.png Ivrea 24.136 30,19 799 253 TO
27º Mondovì-Stemma.png Mondovì 22.605 87,25 259 395 CN
28º Orbassano-Stemma.png Orbassano 22.337 22,05 1.013 273 TO
29º Borgomanero-Stemma.png Borgomanero 21.469 32,36 663 307 NO
30º Savigliano-Stemma.png Savigliano 21.028 110,73 190 321 CN
31º Acqui Terme-Stemma.png Acqui Terme 20.505 33,42 614 156 AL
32º Trecate-Stemma.png Trecate 20.125 38,38 524 136 NO
33º Valenza (Italia)-Stemma.png Valenza 20.107 50,05 402 125 AL

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 i cittadini stranieri regolarmente residenti nella regione erano 377.241 con un incremento di 26.129 unità rispetto all'anno precedente[14].

I gruppi etnici più numerosi (oltre 5.000 unità) sono:

Paese Abitanti 2010 Abitanti 2009 Abitanti 2008[15]
Bandiera della Romania Romania &&&&&&&&&&&&0137.&77000137,077 &&&&&&&&&&&&0130.272000130,272 &&&&&&&&&&&&0121.150000121,150
Bandiera del Marocco Marocco &&&&&&&&&&&&&064.21900064,219 &&&&&&&&&&&&&062.36600062,366 &&&&&&&&&&&&&058.81100058,811
Bandiera dell'Albania Albania &&&&&&&&&&&&&045.75800045,758 &&&&&&&&&&&&&044.29200044,292 &&&&&&&&&&&&&042.32100042,321
Bandiera della Cina Cina &&&&&&&&&&&&&014.13100014,131 &&&&&&&&&&&&&012.54200012,542 &&&&&&&&&&&&&011.42200011,422
Bandiera del Perù Perù &&&&&&&&&&&&&013.28500013,285 &&&&&&&&&&&&&012.19900012,199 &&&&&&&&&&&&&010.44300010,443
Bandiera della Moldavia Moldavia &&&&&&&&&&&&&&09.9690009,969 &&&&&&&&&&&&&&08.4150008,415 &&&&&&&&&&&&&&07.1120007,112
Bandiera dell'Ucraina Ucraina &&&&&&&&&&&&&&09.&100009,010 &&&&&&&&&&&&&&07.7050007,705 &&&&&&&&&&&&&&06.7950006,795
Bandiera della Macedonia Macedonia &&&&&&&&&&&&&&07.7220007,722 &&&&&&&&&&&&&&07.7150007,715 &&&&&&&&&&&&&&07.1690007,169
Bandiera del Senegal Senegal &&&&&&&&&&&&&&05.9250005,925 &&&&&&&&&&&&&&05.4100005,410 &&&&&&&&&&&&&&05.&710005,071
Bandiera della Tunisia Tunisia &&&&&&&&&&&&&&05.6740005,674 &&&&&&&&&&&05600.&&&&&05 600 &&&&&&&&&&&05435.&&&&&05 435

[modifica] Situazione ambientale

In base ai risultati scaturiti dalla XVI edizione di 'Ecosistema urbano' di Legambiente, il Piemonte riesce a piazzare ai vertici della graduatoria virtuosa in campo ambientale e dell'ecosistema, le città di Verbania (1º posto) che risulta quindi essere la migliore città italiana in termini di ambiente, Cuneo (13º posto), Asti (26º), Biella (32º), Vercelli (47º), Novara (53º) e Alessandria (68º) grazie al rapporto risultante dai valori della PM10, della raccolta differenziata, e del rapporto di emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico. Fa eccezione Torino, che nel 2009 arretra di sei posizioni (77º).[16]

[modifica] Natura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Siti di interesse comunitario del Piemonte e Aree naturali protette del Piemonte.

Nella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale; tra queste troviamo due parchi nazionali, il Gran Paradiso e la Val Grande, 56 tra parchi e riserve regionali e numerose aree protette provinciali.

[modifica] Economia

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL pro capite[17] prodotto nel Piemonte dal 2000 al 2010:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
98.634,4 102.179,7 105.206,1 108.715,1 113.270,7 114.993,2 118.753,5 125.022 126.856 119.879 125.070
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
23.360,9 24.233,9 24.916,8 25.575,2 26.340,8 26.520,6 27.316,6 28.209,6 28.619,1 26.894,8 28.600

Di seguito la tabella che riporta il PIL[17], prodotto in Piemonte ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.608,0 1,35% 1,84%
Industria in senso stretto € 25.921,7 21,83% 18,30%
Costruzioni € 5.405,1 4,55% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.084,8 20,28% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 29.735,6 25,04% 24,17%
Altre attività di servizi € 19.355,6 16,30% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 12.642,7 10,65% 10,76%
PIL Piemonte ai prezzi di mercato € 118.753,57

I prodotti agricoli coltivati sono cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta, pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la viticoltura. L'allevamento è concentrato su bovini e suini.

Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, storicamente legata alla Olivetti di Ivrea. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie ed assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre.

FIAT - Vista aerea del Lingotto nel 1928

In Piemonte, più della metà della popolazione vive nella provincia di Torino, città che sorge alla confluenza nel Po della Dora Riparia. È stata proprio la disponibilità di acqua a favorire la nascita in passato delle prime industrie: infatti i mulini, le ferriere e le piccole officine artigiane funzionavano grazie all'acqua.

Lo sviluppo di Torino è stato molto rapido dal 1945 in poi grazie alla presenza della FIAT che, nata sul finire dell'Ottocento, ha compiuto i maggiori progressi durante gli anni cinquanta quando entrarono in commercio le prime utilitarie. Torino non è famosa solo per il settore automobilistico e le altre attività collegate all'automobile (stabilimenti di pneumatici, industrie chimiche di vernici e di materie plastiche) ma anche per l'industria alimentare (sono molto conosciuti i Gianduiotti).

La concentrazione di tante attività industriali ha determinato il verificarsi di una notevole congestione urbana, considerato anche il fatto che le colline arrivano fino ai margini della città e le aziende sono quindi concentrate in uno spazio ristretto.

La Fiat 500 nella versione del 1957 e del 2007

A partire dal 1974 (anno in cui Torino toccò l'apice della sua ascesa demografica con 1.199.197 abitanti), tuttavia, l'area torinese è andata via via decongestionandosi anche a causa del decentramento industriale che ha redistribuito le industrie cittadine in tutto il Piemonte e nel Sud Italia, riportando quindi molti lavoratori emigranti alle proprie terre d'origine. Lo spopolamento del comune di Torino, ha comunque parzialmente favorito i comuni dell'area urbana, la cui popolazione raggiunge oggi 2 milioni di abitanti circa.

Da allora Torino ha perso circa 300.000 abitanti (all'ultimo censimento ne contava infatti 902.000, con un'inversione di tendenza negli ultimi 5 anni, quando la popolazione del comune è cresciuta di oltre 50.000 unità). L'intero Piemonte è andato incontro ad una grave crisi economica, almeno in parte contenuta grazie al rilancio ottenuto dai XX Giochi olimpici invernali, che hanno dato a Torino uno slancio internazionale ed hanno aumentato i flussi turistici in città. L’immagine di Torino in Italia e nel mondo, in precedenza legata allo sviluppo industriale e in particolare al settore automotive, è ora maggiormente connotata dal settore terziario, dalla cultura, dal turismo[18].

Negli ultimi anni sono stati in crescita il livello di internazionalizzazione dell’economia e della società piemontese. Il Piemonte ha indici superiori alla media italiana per quanto riguarda il commercio internazionale, l'attrattività degli IDE, il numero di impiegati stranieri, la popolazione straniera e la formazione su tematiche internazionali; solo il turismo internazionale si colloca poco sotto la media italiana, mentre appare in forte crescita il numero di studenti stranieri negli atenei piemontesi.[19] Dal 2007 la Regione Piemonte, in accordo con Unioncamere Piemonte e con le rappresentanze delle categorie economiche, ha unificato gli organismi che si occupano di internazionalizzazione dell’economia piemontese nel Centro Estero per l’Internazionalizzazione.[20]

A confermare il rilancio dell'economia piemontese vi è anche l'ottimo andamento della produzione industriale durante il 2006: +3,1%, a fronte di una crescita nazionale del 2,9 % nello stesso settore.

La popolazione attiva è il 64,3% della popolazione totale.

[modifica] Zone economiche

Risaie tra Novara e Vercelli
Panorama sul Po e le risaie vercellesi dal Monferrato

L'economia a nord del Po è più prospera di quella del Piemonte meridionale: Biella è il più importante centro italiano dell'industria laniera; Ivrea con l'Olivetti è stata una città importantissima per il settore tecnologico con la produzione di macchine da scrivere prima e personal computer poi; Vercelli è un grande mercato europeo del riso insieme a Novara, città che con le sue industrie alimentari, tessili, meccaniche e grafiche risente molto della vicinanza di Milano, da cui dista meno di 50 chilometri.

Altre città importanti sono Chivasso, situata fra le colline di Torino e quelle del Monferrato, che viene considerata la "pompa" delle risaie di Vercelli, di Novara e della Lomellina poiché un grandioso impianto devia continuamente acqua dal Po nel canale Cavour; Stresa, celebre centro turistico sulle rive piemontesi del Lago Maggiore; Pinerolo, città della cavalleria e sede della prima Società di Mutuo Soccorso d'Italia.

Nel Piemonte meridionale troviamo Cuneo, sul fiume Stura che si trova al centro di valli alpine che conducono a valichi non molto frequentati se paragonati agli altri centri alpini; Asti, sul fiume Tanaro, è favorita dalla sua posizione poiché si trova sulla strada che collega Genova a Torino. La città è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di rinomati vini (basti pensare all'eterno vino DOCG 'Asti spumante' conosciuto in tutto il mondo, essendo il vino italiano più esportato o al 'Moscato d'Asti') e per essere al centro della regione geografica del Monferrato, per l'appunto uno dei più importanti distretti vitivinicoli ed enogastronomici del mondo. Mentre la parte occidentale della provincia di Cuneo ha un'economia che gravita molto attorno alla vicina Francia, la parte sud-orientale della stessa provincia ha strette relazioni economiche con l'area ligure, dove esporta soprattutto prodotti zootecnici, e con quella savonese in particolare, avendo la stessa la forte attrattiva del porto turistico e mercantile, assai più vicino e meno congestionato rispetto a quello di Genova.

A 27 km da Asti, sorge per gran parte sulla riva destra del fiume Tanaro, la città di Alba, sita al centro delle Langhe, rinomata per i suoi tartufi ma anche per l'industria alberghiera e per essere un importante centro enogastronomico piemontese. Alba si distingue inoltre per essere la sede dell'importante industria dolciaria Ferrero, conosciuta in tutto mondo per i suoi prodotti dolciari e soprattutto per aver inventato la Nutella, tuttora uno dei prodotti più richiesti ed esportati, e che ha subito svariati tentativi di imitazione.[21]

Mentre Asti sente molto l'attrazione di Torino, considerata la modesta distanza che la separa dal capoluogo regionale, Alessandria invece gravita maggiormente verso l'area genovese e milanese; anche qui prevale il commercio agricolo ma vi sono inoltre delle industrie, alcune delle quali molto caratteristiche come quelle di profumi e di cappelli.

Un altro capitolo importante per l'economia piemontese è il cioccolato. Nella regione sono prodotte 80.000 tonnellate per un valore di 800 milioni di euro impiegando 5.000 addetti. In questi ultimi anni l'esportazione del prodotto è stata di 30.000 tonnellate con un'espansione degli affari del 33,9% negli ultimi dieci anni.[senza fonte]

Nel tratto nord del gasdotto che passa per il Piemonte si sono sviluppate industrie idroelettriche, presenti anche nei pressi di Saluzzo, Borgo San Dalmazzo, Susa e Cuorgnè. Invece l'energia termoelettrica viene prodotta vicino a Moncalieri, Orbassano, Alessandria, Trino e Chivasso. A Trecate si estrae petrolio e gas naturale; nel comune si sono insediate raffinerie e impianti petrolchimici.

L'industria siderurgica e metallurgica prevale a Novi Ligure, Fossano e Torino, quella meccanica a Villadossola, Omegna, Gozzano, Biella, Ivrea, Novara, Verrone, Vercelli, Casale Monferrato, Chivasso, Torino, Pinerolo, Asti, Savigliano, Fossano, Mondovì, Cuneo e nei pressi del Rocciamelone. Il Piemonte, grazie allo sviluppo industriale, è una delle regioni più ricche d'Italia.[senza fonte]

[modifica] Turismo

Negli anni 2000, in Piemonte, il trend relativo al turismo interno si è rivelato oltre che positivo, nettamente in crescita, tanto che nel 2008 le strutture turistiche piemontesi hanno segnato un incremento del +12,1% rispetto all'anno precedente, mentre tra il 2007 e il 2008 la crescita si è attestata intorno al +2,2%.[22]. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 2.135.149 italiani e 1.216.616 stranieri[23]. Nel 2009 il turismo ha superato di gran lunga le aspettative con un +11% in termini di arrivi e + 0,28% in termini di pernottamenti rispetto all'anno precedente.[24]

Il Piemonte offre ai turisti una varietà enorme di intrattenimenti, essendo le sue terre ricche di risorse naturali e paesaggistiche. Un posto di rilievo è occupato senza dubbio dal patrimonio artistico-culturale condiviso da città e paesi ricchi di testimonianze di differenti periodi storici: dal romanico, al gotico, al neoclassico fino al barocco e all'arte contemporanea. Un paesaggio che si caratterizza per i magnifici palazzi barocchi, le Residenze Reali, le chiese, i castelli, le città termali (Vinadio, Acqui Terme o Agliano Terme per citarne alcune) e mete del turismo religioso (tra cui spicca il Santuario di Oropa) che sono parte di una molteplicità di itinerari di carattere storico e ambientale, tra lussureggianti paesaggi collinari, montani e di pianura. Da non dimenticare inoltre le Cattedrali sotterranee, veri e propri capolavori di ingegneria enologica. Il Piemonte è considerato la regione alpina per eccellenza, del resto il suo stesso nome, "ai piedi del monte", richiama immagini suggestive di cime perennemente innevate e massicci tra i più alti d'Europa come il Monte Rosa, già citato da Leonardo, ed il Monviso da cui sgorgano le acque del fiume Po.

Folklore Piemontese - Sbandieratori dell'Asta

In merito all'offerta turistica relativa al settore agroalimentare, si distingue tra le regioni italiane in quanto diffusissimi sono gli agriturismo e gli alberghi che offrono cibo genuino della tradizione piemontese, nonché vini di elevata qualità garantiti dal marchi DOC e DOCG: Asti spumante, Barbera, Grignolino, Dolcetto, Nebbiolo o con Barolo o Barbaresco, ormai presenti nelle maggiori aste internazionali, ritenuti al pari dei più blasonati francesi Champagne, Borgogna e Bordeaux, i vini piemontesi si possono degustare direttamente dai produttori o nelle moltissime vinerie, nelle enoteche, nei “wine bar” e nelle cantine. Nell'offerta turistica sono inoltre compresi i prodotti tipici delle campagne: dalle verdure alla frutta passando attraverso alcune fra le carni più ricercate e pregiate al mondo, infatti la "razza bovina piemontese" è autoctona e si è sviluppata nell'arco di trentamila anni contribuendo a scrivere la storia della società contadina in Piemonte.[25] Non meno rilevanti sono inoltre i formaggi (la Robiola di Roccaverano, per citarne uno tra i più rinomati), i salumi e gli insaccati. Immancabile nel menù turistico, il famoso Tartufo d'Alba.

Inoltre la regione vanta due tra le più rinomate istituzioni italiane in campo alimentare, la Scuola di Cucina ICIF[26] - Istituto Culinario Italiano per Stranieri che nel 1997 ha inaugurato la prestigiosa sede sita nel Castello medievale di Costigliole d'Asti, e L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche meglio nota come "Università del Gusto" a Pollenzo, fondata da Slowfood, la cui filosofia è basata sulla tutela e sulla diffusione dei prodotti di alta qualità. È frequentata da studenti di diverse nazionalità che diverranno chef di successo e attrae turisti da tutto il mondo, curiosi di sperimentare il "piacere del mangiare sano" per eccellenza. La fama di questo istituto si è accresciuta a livello internazionale[27] negli ultimi anni grazie anche alla promozione e al successo ottenuto in iniziative come il Salone del Gusto di Torino o la rassegna internazionale dei formaggi “Cheese” a Bra.

Castello di Gabiano

Il Piemonte ha un'importante tradizione per quanto riguarda il folklore popolare: feste paesane, sagre, palii, manifestazioni enogastronomiche e rievocazioni storiche, sono solo alcuni aspetti della variegata gamma di eventi e intrattenimenti di cui i turisti possono godere nelle province piemontesi. Talvolta trattasi di veri intrecci enogastronomici e culturali, meta di gente di ogni età e cultura. Per citarne alcuni, il Carnevale di Ivrea, il Carnevale di Vercelli, il Palio di Asti, il Festival delle sagre astigiane, la Sagra dell'Uva di Caluso, la Sagra del Polentonissimo di Monastero Bormida, l'Assedio di Canelli e tanti altri del medesimo spessore e rilevanza a livello nazionale ed internazionale.

Dal punto di vista del turismo alpino, la Regione Piemonte negli ultimi anni si è distinta inoltre per i propri impianti sciistici, (330 assieme a quelli della Valle d'Aosta), rinomati a livello internazionale, dove è possibile praticare sci alpino, fondo, snowboard e slittino. Su tutte, spiccano ad esempio le località di Sestriere, (dove dal 1967 si svolgono le gare di Coppa del Mondo di sci alpino e che nel 1997 è stata sede dei mondiali di sci alpino - inoltre, nel febbraio 2006, ha ospitato le gare di sci alpino dei XX Giochi olimpici invernali), di Bardonecchia e Limone Piemonte. Altre famose località sciistiche sono Alagna Valsesia, appartenente al comprensorio interregionale del Monterosa Ski, Macugnaga, sotto la splendida parete est del Monte Rosa, il Mottarone, dalle splendide piste panoramiche sui grandi laghi prealpini (Lago Maggiore, Lago d'Orta), il comprensorio Mondolè Ski (Artesina, Prato Nevoso, Frabosa Soprana) e l'Alpe di Mera. Ultimamente, accanto agli impianti prettamente sciistici, si sono riscoperti centri di wellness e fitness che, essendo collocati in zone alpine o ad elevata valenza naturalistica e paesaggistica, attraggono turisti provenienti dall'estero e dalle altre regioni durante il corso di tutto l'anno.

Ultimo, ma non meno importante, è il turismo incentrato sulla valorizzazione dei laghi piemontesi, primo fra tutti il Lago Maggiore, destinazione di persone affascinate dalla ricca vegetazione, dai tesori artistici e naturali, dalle montagne circostanti e da un vero gioiello naturale costituito dalle Isole Borromee, visitate annualmente da migliaia di turisti.

[modifica] Siti dell'UNESCO

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Residenze sabaude in Piemonte e Sacri Monti.

In Piemonte si trovano due siti iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Si tratta delle Residenze Sabaude, inserite nel 1997, e del sito Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2003. Attualmente è stata avanzata la proposta di candidatura per includere nella lista UNESCO la celebre zona vitivinicola di Langhe-Monferrato-Roero.

[modifica] Luoghi di interesse storico e culturale

La Sacra di San Michele, il monumento simbolo della Regione Piemonte

[modifica] Provincia di Torino

[modifica] Città di Torino

[modifica] Provincia di Alessandria

[modifica] Provincia di Asti

[modifica] Provincia di Biella

[modifica] Provincia di Cuneo

[modifica] Provincia di Novara

[modifica] Provincia del Verbano-Cusio-Ossola

[modifica] Provincia di Vercelli

[modifica] Piatti tipici

Il Bonèt tradizionale piemontese
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi.

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 371 prodotti piemontesi come "tradizionali". La regione è seconda per numero solo alla Toscana.

Tra le varie specialità, il Piemonte è conosciuto soprattutto per alcuni suoi piatti tipici, quali:

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Trasporti del Piemonte.

Il sistema infrastrutturale dei trasporti del Piemonte consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali e lacustri.

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Piemonte.

Lo sport in Piemonte, fatta eccezione per il calcio, si è sviluppato ad un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. A livello sportivo le società piemontesi si sono distinte in tempi recenti soprattutto nel calcio con la Juventus ed il Torino e le squadre minori come il Novara, l'Alessandria, il Casale e la Pro Vercelli, nella pallavolo con la squadra di Cuneo (maschile) e di Novara (femminile), nel basket con la Pallacanestro Biella e la Junior Casale, nell'hockey su ghiaccio con la storica e gloriosa formazione dell'Hockey Club Torino, squadra fondata nel 1947 e da sempre guida regionale in tale sport, con quattro vittorie del campionato di Serie B/A2 e diverse partecipazioni in Serie A (culminate con un quarto posto come miglior piazzamento nella massima serie), e con la Valpe, e nel Rugby con l'Alessandria Rugby


[modifica] Galleria dei capoluoghi di provincia

[modifica] Note

  1. ^ db-city.com
  2. ^ Piemontesi
  3. ^ a b c [1]
  4. ^ Dato Istat al 28/02/2011
  5. ^ Export per regioni - Commercio internazionale e Conti regionali ISTAT 2008
  6. ^ [2]
  7. ^ Diego Rosa. DIDATTICA - La neve (PDF) in Rivista Ligure di Meteorologia, pp. 3. Società Meteorologica Italiana - Sezione Ligura, aprile 2005. URL consultato il 03-09-2009.
  8. ^ Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi.
  9. ^ Enrico Allasino, Consuelo Ferrier, Sergio Scamuzzi, Tullio Telmon, Le lingue del Piemonte, IRES Piemonte 2007 pag. 80
  10. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, Bologna 2008, p. 137.
  11. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  12. ^ http://www.piemonteimmigrazione.it/PDF/dimonaco2008/Scheda%201.1.pdf
  13. ^ Dati ISTAT aggiornati al 30/09/2010
  14. ^ Dati demografici ISTAT. URL consultato il 18-10-2010.
  15. ^ Dati demografici ISTAT. URL consultato il 18-10-2010.
  16. ^ - Rapporto Legambiente premia Piemonte, tranne Torino
  17. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  18. ^ Gisela Williams, New York Times, 19/10/2008
  19. ^ E-periscope, numero 7, anno 2009, ottobre-dicembre
  20. ^ La legge costitutiva di Ceipiemonte
  21. ^ Nutella! Una cronologia. URL consultato il 21-09-2009.
  22. ^ - Piemonte in cifre
  23. ^ Dati ISTAT 2007
  24. ^ Sviluppo Piemonte Turismo
  25. ^ - La razza Piemontese
  26. ^ - ICIF
  27. ^ Corriere - Slow food diventa "enogastronomica"
  28. ^ http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/news/pubblic/quaderni/num33/dwd/n33_pp19_24.pdf

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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