Santuario di Vicoforte
| Basilica della Natività di Maria Santissima | |
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Vista del complesso principale |
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| Paese | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Vicoforte |
| Religione | cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Mondovì |
| Stile architettonico | Architettura rinascimentale |
| Inizio costruzione | 1596 |
| Completamento | 1884 |
| Sito web | Santuario di Vicoforte |
il Santuario di Vicoforte, noto anche come Santuario Basilica della Natività di Maria Santissima o Santuario-Basilica Regina Montis Regalis è situato nel territorio del comune di Vicoforte. Si tratta di una chiesa monumentale tra le più importanti del Piemonte e la sua cupola con sezione orizzontale ellittica è la più grande di tale forma al mondo.
Indice |
[modifica] Storia
Il complesso trae le sue origini da un santuario medievale, composto da un modesto pilone decorato da un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino. Nel 1592, durante una battuta di caccia, un cacciatore, di nome Giulio Sargiano colpì per sbaglio l'immagine della Vergine, che secondo la tradizione sanguinò. La realtà vede invece il cacciatore pentito che appende il suo archibugio al pilone e inizia una grande raccolta di fondi per riparare il danno ed espiare così il suo peccato. Ancora oggi l'archibugio è conservato in una cappella del Santuario, accanto all'affresco deturpato.
Nel giro di pochi anni questo luogo divenne meta di pellegrinaggi sempre più frequenti ed attirò anche il duca Carlo Emanuele I di Savoia, che nel 1596 commissionò la costruzione di un grande santuario all'architetto di corte Ascanio Vitozzi. Nelle intenzioni del Duca, il Santuario avrebbe dovuto accogliere i molti pellegrini e diventare in seguito il luogo destinato alle tombe dei reali di Casa Savoia. Funzione assunta in seguito dalla Basilica di Superga sulla collina torinese.
[modifica] Descrizione
La morte del duca (che volle essere seppellito nel Santuario) e dell'architetto però pose un freno alla costruzione, la quale venne ripresa solo nel Settecento allorché Francesco Gallo innalzò la struttura e costruì la grande cupola ellittica, alta 74 metri e con gli assi maggiore e minore pari rispettivamente a 36 e 25 metri. Si narra che dovette andare lui stesso a togliere le impalcature, perché nessuno pensava che una struttura di quel tipo potesse reggere.
[modifica] Interno
Le decorazioni in affresco degli oltre seimila metri quadrati di superficie furono poi completate nel 1752 da Mattia Bortoloni e Felice Biella; il tema è quello della Salvezza. Nella cappella di San Benedetto nel 1709 lo scultore Giuseppe I Gaggini assunse l'incarico di realizzare il monumento funebre di Margherita di Savoia, figlia del duca Carlo Emanuele I di Savoia, terminato nel 1714; nel biennio 1712-1713 lo scultore Pietro Francesco Gaggini lo ornò con le statue marmoree di San Mauro, San Placido, Santa Cunegonda e Santa Geltrude[1].
La monumentale tomba mausoleo del duca Carlo Emanuele I, realizzata dai fratelli Collini di Torino, con le figure allegoriche di Minerva e della Sapienza si trova nella cappella di San Bernardo, affrescata dal comasco Giovanni Paolo Recchi nel 1680.
Il santuario assunse la forma attuale nel 1884, quando vennero costruiti i campanili e le tre facciate.
[modifica] Note
- ^ Bolandrini, 2011, 588.
[modifica] Galleria d'immagini
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Tomba di Carlo Emanuele I
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Monumento a papa Pio VII
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Santuario di Vicoforte
[modifica] Bibliografia
- Beatrice Bolandrini, Giuseppe Gaggini. Uno scultore neoclassico a Torino e nella residenze sabaude, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.