Bormida (fiume)

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Bormida
Bormida
Stato Italia Italia
Regioni Liguria Liguria
Piemonte Piemonte
Lunghezza 153,0 km[1]
Portata media 44,2 m³/s[2]
Bacino idrografico 2663.2 km²[2]
Altitudine sorgente 800 m s.l.m.
Nasce Rocca Barbena
Sfocia Tanaro
44°56′02.53″N 8°40′26.3″E / 44.934037°N 8.673972°E44.934037; 8.673972Coordinate: 44°56′02.53″N 8°40′26.3″E / 44.934037°N 8.673972°E44.934037; 8.673972
Mappa del fiume

La Bòrmida (Bormia in ligure e in piemontese, IPA ['bʊrmja]) è un fiume del Piemonte e della Liguria lungo complessivamente circa 180 km, sub-affluente del Po e principale affluente di destra del fiume Tanaro. Ha un bacino molto esteso (2.663 km²), distribuito in parte sulle Alpi liguri (porzione dell'alto corso delle "Bormide") e in parte sull'Appennino Ligure (porzione degli affluenti Erro e Orba).

Idronimo[modifica | modifica sorgente]

I vari nomi assunti dalla Bormida

La Bormida[3] è così chiamata dalla parola gallica pre-romana "bormo" (sorgente calda o che gorgoglia), legata anche agli dèi delle sorgenti Bormō e Bormānus.

L'asta sorgentizia della Bormida comprende quattro cosiddette "Bormide" minori (da sud verso nord):

Il tratto alto: la Bormida di Millesimo[modifica | modifica sorgente]

Il fiume Bormida di Millesimo presso l'adiacente paese savonese

Il primo tratto della Bormida, noto come Bormida di Millesimo, nasce in Liguria a circa 800 m di altitudine dalla Rocca Barbena (Alpi Marittime). Scorre inizialmente in una valle molto suggestiva bagnando i centri di Bardineto e Calizzano (SV), arricchendosi del contributo di innumerevoli rii e corsi d'acqua (da sinistra il Rio Nero, il Rio di Valle e il Rio di Vetria; da destra il torrente Frassino, il Rio delle Giaire, il Rio di Parasacco, il Rio di S. Giovanni e il Rio Secco) sino a giungere nei pressi di Murialdo (SV), dove entra nel parco della "Valle dei Tre Re" scorrendo incassata tra suggestive pareti rocciose. Una volta giunto presso Acquafredda, frazione di Millesimo (SV), il fiume riceve poi il primo affluente notevole: il torrente Osiglietta, proveniente dal Monte Settepani (1.386 m) e che, sbarrato da un'imponente diga, forma il pittoresco Lago di Osiglia. Da qui il fiume, con portata quasi raddoppiata, prosegue scorrendo sotto i cavalcavia dell'Autostrada Torino-Savona, e sbarrato da una piccola diga bagna il comune di Millesimo, attraversando anche i resti di un antico ponte medievale. Da questo punto, dopo aver ricevuto da sinistra l'affluenza del Torrente Zemola, la Bormida di Millesimo termina il corso montano aprendosi la strada incassata ai piedi degli aspri rilievi delle Langhe. Subito attraversa il comune di Cengio dove viene sbarrato da una piccola diga, dopo di che entra in Piemonte percorrendo con corso assai tortuoso una suggestiva valle boschiva. Qui bagna un gran numero di centri tutti situati in provincia di Cuneo tra i quali Saliceto, Camerana, Monesiglio, Gorzegno, Torre Bormida e Cortemilia. Presso quest'ultimo centro riceve da destra il torrente Uzzone (19,2 km e 1,5 m³/s), un corso d'acqua importante per il suo processo auto-depurativo data l'ottima qualità delle sue acque (anche se scarse), e famoso anche per le sue piene irruenti. Da qui entra per un breve tratto in provincia di Asti scorrendo nelle zone dell'alto Monferrato bagnando i comuni di Vesime, Cessole, Loazzolo e Bubbio. Presso Monastero Bormida il fiume viene scavalcato da un antico ponte romanico in parte seriamente lesionato durante un'eccezionale piena avvenuta nel novembre 1994. In questo tratto ha una portata media annua di circa 11,3 m³/s e riceve da destra il contributo di alcuni piccoli corsi d'acqua tra i quali il torrente Tatorba. Continuando la sua corsa bagna Sessame per entrare poi in provincia di Alessandria giungendo alla porte di Bistagno, dove riceve da destra la Bormida di Spigno (9 m³/s, da molti considerato il ramo sorgentizio orientale del fiume Bormida).

Il tratto medio-basso: la Bormida[modifica | modifica sorgente]

La Bormida tra Castellazzo e Cantalupo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bormida di Spigno, Bormida di Mallare e Bormida di Pallare.

Dopo questa confluenza, che avviene a circa 90 km dalle sorgenti di Rocca Barbena, il fiume cambia nome diventando semplicemente Bormida. La portata idrica raddoppia attestandosi ora sui 19,4 m³/s annui mentre la valle si allarga diventando più dolce e regolare. Dopo aver bagnato Terzo e aver ricevuto da sinistra il torrente Bogliona e da destra le acque del torrente Erro (42 km e 6 m³/s), il fiume bagna la città di Acqui Terme, lambendo i resti di un antico acquedotto romano. Presso il comune di Visone riceve da destra gli scarsi apporti dei torrenti Visone (0,8 m³/s) e Caramagna (0,6 m³/s). Prosegue poi bagnando Strevi, Rivalta Bormida e Cassine, apprestandosi a lasciare i rilievi del Monferrato per entrare in pianura pesantemente arginato e con andamento ad anse. A Sezzadio, il fiume riceve da destra il piccolo torrente Stanavazzo dopo di che attraversa il comune di Castellazzo Bormida dove si unisce presso il Ponte della Maranzana con l'Orba (73 km e 20,1 m³/s), il suo principale affluente di destra, delimitando il confine tra i comuni di Castellazzo Bormida, Alessandria e Frugarolo. Da qui in poi, con una portata media nuovamente raddoppiata, il fiume lambisce la periferia sud di Alessandria imponentemente arginato dalla tangenziale di Alessandria, sino a giungere nei pressi di Pavone dove sfocia da destra nel fiume Tanaro.

Regime idrologico[modifica | modifica sorgente]

La portata media annua della Bormida si attesta (dopo la confluenza con l’Orba) sui 44 m³/s, un valore abbastanza importante. In realtà l’andamento delle portate del fiume risente pesantemente dell'andamento delle precipitazioni tanto da essere classificato come un corso d'acqua a regime pluviale. Lo stesso infatti si caratterizza per il suo carattere estremamente capriccioso (nel basso corso e in particolare a valle della confluenza con l’Orba, straripa con frequenza praticamente annuale), fatto di piene tumultuose (talvolta catastrofiche), che si verificano principalmente nella stagione autunnale o tardo primaverile, durante le quali il fiume può raggiungere in brevissimo tempo valori di portata anche prossimi ai 3.000 m³/s. Per contro in estate subisce magre assai accentuate a causa delle scarse precipitazioni e dei massicci prelievi idrici effettuati sull’affluente Orba.

Portate medie mensili[modifica | modifica sorgente]

Portata media mensile (in m³)
Stazione idrometrica : confluenza Tanaro (1951 - 1991)

Fonte : AA.VV., Piano di tutela della acque - Allegato tecnico II.h/1 Bilancio delle disponibilità idriche naturali e valutazione dell'incidenza dei prelievi - Bilancio idrologico - Rapporto tecnico; tabella 8, pag. 28; luglio 2004; Regione Piemonte (consultato nel dicembre 2011)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Per gestire le acque del fiume, congiuntamente a quelle del torrente Uzzone, venne costituito il Consorzio idraulico di terza categoria del fiume Bormida e del torrente Uzzone, con sede a Cortemilia; l'ente fu in seguito sciolto e liquidato ai sensi di un decreto del ministero del Tesoro che data 16 dicembre 1994.[4]

Inquinamento e problemi ambientali[modifica | modifica sorgente]

In passato la valle di questo fiume finì al centro delle cronache italiane per i seri problemi ambientali causati dallo stabilimento chimico ACNA di Cengio, che per più di un secolo ne ha inquinato il tratto alto (il ramo di Millesimo) scaricando direttamente nelle sue acque sostanze chimiche assai tossiche (benzene, fenolo e molti altri derivati di lavorazione del petrolio e dei coloranti), tanto da renderlo biologicamente morto per più di una ventina di km a valle[5]. Nel 1994, dopo decenni di lotte da parte degli abitanti della valle, l'industria venne fatta chiudere dalle regioni Liguria e Piemonte tanto che da allora le condizioni generali delle acque del fiume sono migliorate notevolmente. Restano però a tutt’oggi pesanti problemi ancora da risolvere in merito alla bonifica del sito dove sorge ancora la ex fabbrica. L’intera area infatti è una vera e propria “bomba ecologica” a cielo aperto: nei suoi cortili sono stoccate tonnellate di scarti di lavorazione in cosiddetti “lagoons” (pozzi a cielo aperto), costituiti principalmente da fanghi di lavorazione essiccati estremamente tossici per la salute. Una bomba che si trova proprio a ridosso dell’alveo della Bormida, quindi palesemente a rischio alluvione in caso di piene eccezionali (vedi novembre 1994) e che, considerato proprio il carattere irrequieto dello stesso fiume non appare un evento così improbabile. Oltre a ciò, i terreni sui quali poggia l’intero ex-stabilimento sono totalmente impregnati di sostanze altamente tossiche per svariati metri di profondità tanto da non escludere (nonostante siano state costruite grosse barriere in cemento sulle sponde del fiume) possibili fenomeni di inquinamento del fiume da “percolazione”. E ancora, nonostante il miglioramento di qualità delle acque superficiali, gli acquiferi profondi della Bormida a partire da Cengio e sino e oltre Acqui Terme (ben 80 km a valle della fabbrica), parrebbero impregnati da quantitativi sconosciuti di inquinanti e metalli pesanti non facilmente rilevabili e classificabili a tal punto da rendere ancora oggi le acque del fiume non utilizzabili sia per usi agricoli che per usi potabili, nonostante siano ormai trascorsi quasi vent'anni dalla chiusura dell'industria in questione. (Ord. 5/89 Provincia di Alessandria). Attualmente è in atto un'imponente opera di bonifica dell'area inquinata di Cengio che sembrerebbe essere ormai vicina alla conclusione. In ogni caso nessuno si è ancora pronunciato sul possibile riutilizzo a fini potabili delle acque della Bormida, considerata anche la presenza di altre importanti fonti di inquinamento che tuttora minacciano il ramo di Spigno (3M di Ferrania, Italiana Coke di Cairo Montenotte, zona industriale di San Giuseppe di Cairo).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA.VV., Elaborato I.c/5 (PDF) in Piano di Tutela delle Acque - Revisione del 1º luglio 2004; Caratterizzazione bacini idrografici, Regione Piemonte, 1-7-2004. URL consultato il 27-5-2013.
  2. ^ a b AA.VV., Elaborato I.c/7 (PDF) in Piano di Tutela delle Acque - Revisione del 1º luglio 2004; Caratterizzazione bacini idrografici, Regione Piemonte, 1-7-2004. URL consultato il 18-4-2014.
  3. ^ Toponimi celtici d'Italia
  4. ^ Chiusura della gestione liquidatoria del patrimonio del Consorzio idraulico di terza categoria del fiume Bormida e del torrente Uzzone, in Cortemilia. (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.41 del 18-2-1995 - Suppl. Ordinario n. 24; Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) - testo on-line su http://www.infoleges.it/ (consultato nell'aprile 2014)
  5. ^ Associazione Rinascita Valle Bormida, Langa Valle Bormida - Il Fiume Ritrovato, Medialanghe, Cortemilia (CN), 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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