Massimino (Italia)

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Massimino
comune
Massimino – Stemma Massimino – Bandiera
Il municipio
Il municipio
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Sindaco Simone Clerici (Lista civica "Pro Massimino") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°17′59.01″N 8°04′14.6″E / 44.299725°N 8.070722°E44.299725; 8.070722 (Massimino)Coordinate: 44°17′59.01″N 8°04′14.6″E / 44.299725°N 8.070722°E44.299725; 8.070722 (Massimino)
Altitudine 540 m s.l.m.
Superficie 7,73 km²
Abitanti 119[1] (31-12-2011)
Densità 15,39 ab./km²
Comuni confinanti Bagnasco (CN), Calizzano, Murialdo, Perlo (CN)
Altre informazioni
Cod. postale 12071
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009037
Cod. catastale F046
Targa SV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 614 GG[2]
Nome abitanti massiminesi
Patrono san Donato
Giorno festivo 7 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Massimino
Posizione del comune di Massimino nella provincia di Savona
Posizione del comune di Massimino nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Massimino (Mascimin in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 119 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria. La sede comunale è ubicata presso la borgata di San Vincenzo.

Il comune di Massimino è uno dei borghi più piccoli della regione e per numero di abitanti è il comune meno popoloso della provincia e al quarto posto in Liguria, preceduto dai comuni genovesi di Rondanina, Fascia e Gorreto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Massimino, situato sul versante destro dell'alta valle del Tanaro, ai confini con la provincia di Cuneo e quindi con il Piemonte, è l'unico comune ligure a trovarsi completamente in val Tanaro, dato che i comuni imperiesi di Mendatica, Cosio di Arroscia e Pornassio sono solo parzialmente compresi nella valle. Il collegamento con l'alta val Bormida è possibile attraverso il Colle dei Giovetti (912 m s.l.m.), ai confini amministrativi con Calizzano e Murialdo.

L'ente comunale è costituito principalmente dalle borgate storicamente riconosciute dallo statuto comunale di Cerri, Costa, Muraglia, San Pietro, San Vincenzo (sede comunale), Selvagni e Villa per una superficie territoriale di 7,73 km2[4].

Confina a nord con i comuni di Bagnasco (CN) e Perlo (CN), a sud ed ovest con Bagnasco, ad est con Perlo, Murialdo e Calizzano. Dista circa 59 km ad ovest di Savona e 108 km ad ovest di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Una meridiana del centro storico

Un diploma imperiale del 967 di Ottone I di Sassonia conferma che, come molti borghi della zona, Massimino rientrava nei confini della Marca Aleramica. Nell'XI secolo passò sotto il dominio di Bonifacio del Vasto e, alla morte di questi, al figlio Anselmo, primo marchese di Ceva.

Già proprietà feudale della famiglia Del Carretto del ramo di Millesimo dal XIII secolo, e successivamente dei Del Carretto del ramo di Finale, saranno proprio quest'ultimi a donare alcune terre, tra cui anche il feudo di Massimino, al marchese Teodoro II Paleologo del Marchesato del Monferrato dal 1393, ottenendone, molto probabilmente, l'ufficiale investitura.

Sempre sotto la dominazione del marchesato monferrino, dal 1417 per volere del marchese Manuele Del Carretto, signore di Finale, il territorio compreso tra Massimino, Bormida, Calizzano, Osiglia e Pallare passò al marchese Marco Del Carretto; quest'ultimo fu il capostipite della famiglia carrettesca del ramo di Calizzano e alleato della famiglia genovese dei Fregoso.

Nel 1598 rientrò tra i domini spagnoli del Marchesato di Finale finché fu acquistato, nel 1713, dalla Repubblica di Genova per la sua posizione strategica di controllo di confine da e per il Basso Piemonte. Nel periodo genovese il borgo fu inserito nella podesteria di Calizzano.

Con la dominazione francese il territorio di Massimino rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del X Cantone, capoluogo Calizzano, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte (cantone di Ceva).

Nel 1815 Massimino fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, sotto la guida della Provincia di Mondovì dal 1816 e della Provincia di Albenga dal 1818. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Calizzano del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[5] e in vigore dal 1º maggio 2011[6].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Massimino (Italia)-Stemma.png
Massimino (Italia)-Gonfalone.png


« D'azzurro, al castello d'argento, chiuso e murato di nero, finestrato di uno dello stesso sopra la porta, le due torri merlate ognuna di quattro alla guelfa, esso castello sormontato dallo scudetto d'oro alle cinque bande di rosso, e circondato da dodici stelle di cinque raggi d'oro, poste in cerchio. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, MAXIMINUS OPEROSUS. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[7])
« Drappo di rosso riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento »
(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 21 marzo del 1997[7], trascritto nel Registro Araldico dell'Archivio Centrale dello Stato l'11 aprile 1997[7], registrato nei registri dell'Ufficio Araldico il 9 maggio 1997[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Donato

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Donato nella borgata di San Vincenzo, sede comunale. Secondo le fonti storiche fu fondata verso la fine del XVIII secolo; l'attuale struttura, in stile barocco, fu edificata tra il 1818 e il 1820.
  • Oratorio di San Vincenzo Ferreri nella borgata di San Vincenzo, costruito nel 1797. Nelle vicinanze della parrocchiale di San Donato, è oratorio dei Disciplinanti e sede della Proloco; precedentemente fu anche utilizzato come scuola.
  • Chiesa di San Giovanni Battista nella borgata di Costa. Considerata la più antica del territorio massiminese, presenta sui fianchi quattro lunette affrescate e tracce di affreschi sono ancora visibili nella facciata.
  • Chiesetta di Sant'Antonio da Padova nella borgata di Muraglia, edificata nel 1744.
  • Chiesetta di Sant'Antonio Abate nella borgata di San Pietro, restaurata nel 1773.
  • Chiesa di San Giuseppe, edificata presso i ruderi di un preesistente castello, l'edificio è di origini antichissime, forse del XV secolo o antecedente, con una struttura in pietra a vista e tre finestrelle sopra il portale dell'aperta facciata. Già sede della Confraternita dei Disciplinanti, conserva tracce di affreschi datati al 1543.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Del vecchio borgo medievale e dell'antico castello rimangono ad oggi soltanto i ruderi. Tale mura costituivano i confini del Marchesato di Finale.

In località Langa, lungo il crinale del Bric dei Morti, sono ancora visibili le trincee scavate dalle truppe piemontesi durante gli scontri con l'armata francese napoleonica nel 1796.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

In località Boscogrande si trovano due cavità naturali ellittiche, scavate sopra un masso affiorante lungo il sentiero, che gli abitanti del borgo chiamano "Zampe del diavolo" per l'antica tradizione popolare che attribuisce al demonio la formazione di tale fenomeno naturale.

Tra i territori comunali di Massimino, Calizzano e Murialdo è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva del Bric Zerbì e zone adiacenti in cui insistono faggete e castagneti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area la calta palustre (Caltha palustris) e l'aquilegia scura (Aquilegia atrata). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e i rapaci sparviere (Accipiter nisus) e falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)[8].

Società[modifica | modifica sorgente]

L'oratorio di San Vincenzo Ferreri

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[10] i cittadini stranieri residenti a Massimino sono 11, pari al 9,24% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La parte absidale della parrocchiale di San Donato

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale di san Donato. Si svolge ogni anno in ricorrenza del 7 agosto.
  • Festa dell'amicizia, il 16 agosto, con l'incontro annuale tra la popolazione massiminese emigrata all'estero.
  • Sagra del raviolo, il primo fine settimana di agosto.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Anticamente i boschi di castagno e i suoi frutti costituivano la risorsa principale dei contadini del luogo. Oggi piccole industrie, specie nel settore del legno, contribuiscono al settore finanziario di Massimino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Massimino è attraversato principalmente dalla strada provinciale 490 del Colle del Melogno che permette il collegamento stradale a sud con Calizzano e ad ovest con il comune piemontese di Bagnasco.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Pietro Rozzio Clerici Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Pietro Rozzio Clerici Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Valter Rozio Patto Segni Sindaco
1999 2004 Massimo Paoletta Lista civica Sindaco
2004 2009 Massimo Paoletta Lista civica Sindaco
2009 in carica Simone Clerici Lista civica "Pro Massimino" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo statuto comunale di Massimino. URL consultato il 15 settembre 2012.
  5. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  6. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  7. ^ a b c d e Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 15 novembre 2012.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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