Cosio di Arroscia

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Cosio di Arroscia
comune
Cosio di Arroscia – Stemma Cosio di Arroscia – Bandiera
Panorama di Cosio di Arroscia
Panorama di Cosio di Arroscia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Danilo Antonio Gravagno (Lista civica di Centro-destra "Cosio che cambia") dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 44°04′32.36″N 7°49′52.17″E / 44.075656°N 7.831158°E44.075656; 7.831158 (Cosio di Arroscia)Coordinate: 44°04′32.36″N 7°49′52.17″E / 44.075656°N 7.831158°E44.075656; 7.831158 (Cosio di Arroscia)
Altitudine 721 m s.l.m.
Superficie 40,53 km²
Abitanti 245[1] (31-12-2011)
Densità 6,04 ab./km²
Frazioni Santa Apollonia, Valdelaveo, La Teglia
Comuni confinanti Briga Alta (CN), Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Ormea (CN), Pornassio
Altre informazioni
Cod. postale 18023
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008023
Cod. catastale D087
Targa IM
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 093 GG[2]
Nome abitanti cosiesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cosio di Arroscia
Posizione del comune di Cosio di Arroscia nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Cosio di Arroscia nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Cosio di Arroscia (Cüxe in ligure[3][4]) è un comune italiano di 245 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune è situato nell'alta valle del torrente Arroscia, in provincia di Imperia, a neanche venti chilometri dal confine con la Francia.

Dista dal capoluogo, la città di Imperia, circa 36 km, alla quale è collegata dalla strada statale 28 del Colle di Nava. Il paese, a 721 metri sul livello del mare, è situato nelle Alpi liguri.

Nei pressi è presente il monte Saccarello (2201 m s.l.m.), la vetta più alta della Liguria, la cui cima è condivisa dallo stato francese e dalla regione Piemonte.

Nel territorio comunale è compreso il settore settentrionale e orientale della valle del Tanarello e un tratto dell'attigua valle del Negrone (versanti settentrionali dell'Alpe di Cosio e Piano Cavallo e versante destro orografico della Gola delle Fascette), due vallate tributarie del mar Adriatico, in cui scorrono i due principali rami sorgentiferi del Tanaro. Sul territorio naturalmente è presente il torrente Arroscia, che ha le sorgenti a pochi chilometri del paese, nel limitrofo comune di Mendatica; di grande interesse sono le cascate del torrente stesso. Nel territorio comunale, inoltre, è compresa una porzione del Bosco delle Navette, un'estesa foresta di conifere (larici, abeti bianchi, abeti rossi e pini silvestri) posta a un'altitudine media di 1600 metri, che dal 2007 è compresa nel Parco naturale regionale delle Alpi Liguri.

Il comune di Cosio si estende da un'altitudine minima di 420 m s.l.m. nel fondovalle lungo il torrente Arroscia, al confine con il Comune di Pornassio, fino a un'altitudine massima di 1906 m s.l.m., raggiunta dal massiccio montuoso dell'Alpe di Cosio e Piano Cavallo, ciò spiega la grande biodiversità forestale del suo territorio, che comprende notevoli estensioni boschive, con grande diversificazione in senso ecologico, si passa infatti dalla vegetazione riparia, formata da salici, pioppi, tiglio e carpini bianchi negli impluvi umidi e nella bassa Val Tanarello, ai boschi termofili e mesofili di specie decidue (soprattutto rovere, roverella, carpino nero) alle faggete pure e miste del piano montano (presenti specialmente tra i 900 e i 1500 m), ai boschi di conifere altimontani e subalpini (oltre i 1400 m), con pini silvestri, abeti bianchi e larici fino ai pascoli subalpini e alla vegetazione casmofitica nella dorsale sommitale dell'Alpe di Cosio e Pianocavallo; nel settore sud-orientale del territorio comunale si osservano anche formazioni submediterranee a pino marittimo o a roverella e orniello, con corteggio di specie termofile quali il terebinto e il sommaco.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista legislativo il comune di Cosio di Arroscia ricade nella Classificazione climatica F (i Gradi giorno del borgo sono 3093) . L'estate è caratterizzata da giornate fresche, mai afose e il periodo invernale non è particolarmente rigido data la particolare vicinanza al mar Ligure, a soli 30 chilometri; saltuariamente si possono avere anche precipitazioni nevose; Monesi, a poco meno di mezz'ora dal borgo, è, assieme a Santo Stefano d'Aveto (GE), l'unica località sciistica della regione Liguria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I fondatori dell'Internazionale Situazionista a Cosio di Arroscia nell'aprile del 1957
I maestri scalpellini

La pietra è il materiale da costruzione tradizionale della valle Arroscia. La capacità di utilizzarla, sia per la modificazione del suolo agricolo, sia in campo edilizio, è comunque patrimonio ancestrale di tutto l'entroterra ligure. Un gruppo di realizzazioni e di tipologie decorative, di comune esecuzione da parte di un'autentica scuola di scalpellini di grande capacità originari di Cènova, piccolo borgo rurale, presso Rezzo. Attiva a partire dalla fine del Medioevo, la Scuola di Lapicidi di Cènova lasciò significative testimonianze soprattutto nella valle Arroscia, con numerosi portali in ardesia anche nel comune di Cosio; sono state trovate loro opere anche nelle più lontane valli di Triora e del Roja. La Scuola di Cènova raggiunse il suo apice intorno alla metà del Cinquecento con i fratelli Valenzi, Bartolomeo e Pietro, i discendenti dei quali ora vivono anche a Cosio, la cui opera massima è stata la realizzazione del grandioso portale della collegiata di Tenda.

Il territorio di Cosio di Arroscia è stato abitato fin da un'epoca preromana dai Liguri, una popolazione dedita all'agricoltura e alla transumanza, che vi avevano costruito un tipico castellaro (un recinto fortificato in pietra, solitamente eretto sulla cima di un colle).

In epoca romana sul territorio comunale sorsero una "azienda agricola", una villa romana e varie torri a scopo difensivo, una delle quali, opportunamente rimaneggiata, è divenuta in epoca medioevale il campanile dell'oratorio di Nostra Signora Assunta ed anche il simbolo del paese stesso.

Il feudo di Cosio fu concesso nel 970 al marchese Aleramo del Monferrato dall'imperatore Ottone I, tre anni prima della morte di quest'ultimo nel 973. I marchesi di Clavesana, discendenti degli Aleramici, fecero erigere un poderoso castello in seguito abbattuto nel 1232 durante una rivolta dei valligiani.

Nel 1233 fu uno dei borghi che fondarono la Pieve di Teco. Del castello non si hanno resti: secondo la storia, il forte dei Clavesana si trovava nella località detta U castéllu nelle vicinanze dell'attuale quartiere di San Rocco, secondo altre teorie il castello sorgeva sotto l'attuale piazza San Sebastiano, ed in seguito inglobato nelle varie abitazioni. Fino al 1300, infatti, gli abitanti di Cosio non vivevano nel borgo, ma sparsi in vari casolari nei vari poderi. A testimoniare ciò la chiesa di San Pietro del Fossato, risalente ad un tempo anteriore al XIV secolo, che si trova fuori dal centro abitato, in località "Villa".

Nel 1385 passò sotto il dominio della famiglia Lengueglia che si sottomise dieci anni dopo al doge della Repubblica di Genova Antoniotto Adorno, seguendone pertanto le sorti e le glorie. In seguito all'annessione della Repubblica Ligure (1797) al Regno di Sardegna (1815), Cosio si trovò nello stato sabaudo, dopo oltre 500 anni di fedeltà alla Superba e con ruolo di località di frontiera tra i due stati.

Nel 1861, pochi mesi dopo la nascita del Regno d'Italia, per Regio decreto il comune di Cosio mutò nome in Cosio di Arroscia, perché altrimenti confondibile con il comune di Cosio Valtellino, in provincia di Sondrio. Fece prima parte della provincia di Porto Maurizio, poi, dopo il 1923, entrò nella provincia di Imperia. Nel ventennio fascista fu accorpato al comune di Mendatica e per una breve parentesi anche con il comune di Montegrosso Pian Latte.

Il 28 luglio 1957, nel retrobottega di un bar di Cosio d'Arroscia, un gruppo di artisti e letterati (tra cui Guy Debord, Giuseppe Pinot-Gallizio, Asger Jorn e Piero Simondo, nato a Cosio) fonda il movimento dell'Internazionale Situazionista.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Arroscia e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[5], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Cosio di Arroscia-Stemma.png
Cosio di Arroscia-Gonfalone.png


« D'azzurro, al leone d'oro, linguato e allumato di rosso, afferrante con la zampa anteriore destra il gladio d'oro, posto in sbarra, esso leone attraversante la sbarra diminuita, di rosso, e sormontato dalla corona principesca d'oro, gemmata, cimata da cinque fioroni visibili, sostenuti da punte e alternati da quattro perle al naturale visibili, poste sul margine della corona. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[8])
« Drappo di giallo con la bordatura di azzurro »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con decreto del Presidente della Repubblica datato al 13 gennaio del 2003.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. La chiesa fu costruita nella prima meta del XVII secolo in forme tardo rinascimentali. Dalle canoniche si può avere una panoramica del paese e delle Alpi liguri; nelle giornate più terse si può scorgere il mare.
  • Chiesa di San Pietro del Fossato, in località Navilla, risalente al X secolo. Di questa ci resta oggi solo l'abside.
  • Oratorio dell'Assunta, con annesso campanile romanico (già torre difensiva romana) con bifore in mattoni, risalente al XIV secolo.
  • Chiesa di San Sebastiano, risalente al XIX secolo. La chiesa è situata nel mezzo dell'omonima piazza.
  • Cappelletta di San Rocco.
  • Cappelletta della Madonna dei Cancelli, in località Cancelli e la cappelletta di Dova, in località Creste de Dova, raggiungibile dalla località di Isole con una mulattiera.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

In piazza 4 novembre, la piazza centrale del paese, sulla quale si affaccia la casa della meridiana; nei pressi della piazzetta si può osservare uno splendido portone di ardesia di Cenova, risalente al XV secolo.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Sul fianco settentrionale del monte detto dei Cancelli, a 1038 metri sul livello del mare, si trova la Grotta Cornarea che, secondo studi effettuati sul territorio, già nel 1000 a.C. era frequentata dai pastori in occasione della transumanza. Parte del territorio comunale è entrato a far parte, nell'ottobre 2007, del parco naturale regionale delle Alpi Liguri; le Navette, una splendida località caratterizzata da un bosco di conifere che racchiude al suo interno una vasta biodiversità di piante e di animali, fanno parte del Parco.

Tra i luoghi di maggior interesse naturalistico del comune, esteso oltre 40 km2, c'è la valle del Tanarello con i suoi estesissimi boschi e l'alpe di Cosio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Il campanile dell'oratorio dell'Assunta

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[11] i cittadini stranieri residenti a Cosio di Arroscia sono 10, pari al 4,08% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Cosio di Arroscia ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[12]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del centro storico

Musei[modifica | modifica sorgente]

A Cosio di Arroscia è presente il museo delle erbe[13]in herbis salus, dedicato alle erbe alpine e non solo, presenti sul territorio comunale. Il museo spazia dalla lavanda, tipica coltivazione floreale di questa zona, alla stella alpina. Il museo è sito nelle sale dell'ex palazzo comunale del paese, nei pressi dell'oratorio dell'Assunta.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa del carnevale, festa che imperversa per tutto il paese e ha il suo fulcro in piazzetta 4 novembre, ogni anno il giorno del martedì grasso.
  • Festa patronale di san Pietro apostolo, il 29 giugno.
  • Feste delle erbe, a luglio.
  • Festa della Madonna della Neve, in località Cancelli, ad agosto.
  • Festa dell'Assunta, il giorno di Ferragosto; sono oramai tradizione i giochi d'acqua che si svolgono nel pomeriggio della giornata.
  • Festa di Isole, in località Isole, che prevede una santa messa nei Prati d'Isole e nella chiesetta di Dova, e si svolge la penultima settimana di agosto.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La principale risorsa economica del comune è l'attività agricola, specie nella coltivazione della vite, con la produzione di varie tipologie di vini, come l'ormeasco, dell'ulivo, dalle olive del quale si ricava un olio extravergine ottimo e sulla produzione di miele. Di particolare rilievo è anche la produzione casearia, con formaggi tipici come la toma.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Cosio di Arroscia è situato lungo la strada provinciale 3 raggiungibile dalla strada statale 28 del Colle di Nava. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Imperia Est o Albenga sull'autostrada A10 o Ceva sull'autostrada A6 sono le uscite consigliate per raggiungere la destinazione.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ormea in provincia di Cuneo a 17 km, (capolinea della ferrovia proveniente da Ceva); poi vengono quelle di Imperia Oneglia o di Albenga sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Pietro Gravagno Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Pietro Gravagno Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Gianni Millia Lista civica di Centro Sindaco
1999 2004 Gianni Millia Lista civica Sindaco
2004 7 novembre 2007 Carlo Lanteri Lista civica Sindaco [14]
8 dicembre 2007 14 aprile 2008 Rosa Abussi Commissario straordinario [15]
2008 2013 Danilo Antonio Gravagno Lista civica di Centro-destra "Cosio che cambia" Sindaco
2013 in carica Danilo Antonio Gravagno Lista civica di Centro-destra "Cosio che cambia" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 234.
  5. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  6. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  7. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  12. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  13. ^ Approfondimenti sul museo dal sito del Comune di Cosio di Arroscia
  14. ^ Dopo le dimissioni di otto consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale. Già il 23 ottobre 2007 il sindaco aveva rassegnato le proprie dimissioni per conflitti interni con la maggioranza salvo poi ritirarle dopo la raccolta di 200 firme tra la popolazione a sostegno dell'esecutivo
  15. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica dell'8 dicembre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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