Perinaldo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Perinaldo
comune
Perinaldo – Stemma Perinaldo – Bandiera
Panorama di Perinaldo
Panorama di Perinaldo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Francesco Guglielmi (Lista civica "Viviamo Perinaldo") dal 29/03/2010
Territorio
Coordinate 43°52′00.95″N 7°40′27.66″E / 43.866931°N 7.67435°E43.866931; 7.67435 (Perinaldo)Coordinate: 43°52′00.95″N 7°40′27.66″E / 43.866931°N 7.67435°E43.866931; 7.67435 (Perinaldo)
Altitudine 572 m s.l.m.
Superficie 20,3 km²
Abitanti 915[1] (31-12-2011)
Densità 45,07 ab./km²
Frazioni Negi, Suseneo
Comuni confinanti Apricale, Bajardo, Dolceacqua, San Biagio della Cima, Sanremo, Seborga, Soldano, Vallebona
Altre informazioni
Cod. postale 18032
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008040
Cod. catastale G454
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 521 GG[2]
Nome abitanti perinaldesi
Patrono san Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perinaldo
Perinaldo
Posizione del comune di Perinaldo nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Perinaldo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Perinaldo (Preinòud in ligure[3]) è un comune italiano di 915 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

A Perinaldo nasce il piccolo torrente Verbone che sfocia a Vallecrosia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo è stato, nel passato, uno dei principali centri che hanno formato la Signoria ghibellina dei Doria. Secondo gli storici antichi, sorse intorno all’anno 1000 per volontà di Rinaldo della potente famiglia dei conti di Ventimiglia, dal quale ne derivò il nome. Infatti il toponimo Perinaldo ha origine dalla parola Podium Rainaldi: letteralmente il “poggio di Rinaldo”. La leggenda vuole che il castello accolse i fuggitivi della vicina villa Gionco, che sotto attacco dei Saraceni, venne data alle fiamme[4].

Il castello è già menzionato in una dichiarazione del 1164 da parte di Guidone Guerra, conte di Ventimiglia, che si impegna a proteggere la persona e i beni del vescovo di Nizza, offrendo in garanzia alcuni sudditi dei feudi di Sospel, Roquebrune, Perinaldo, e Pigna[5].

Nel 1220 il castello di Perinaldo si era già costituito in comune, eleggendo dei propri Consoli in rappresentanza della comunità[6].

A seguito dell’indebolimento dei conti di Ventimiglia e del rafforzamento del potere di Genova nei territori del Ponente Ligure, i Conti vendettero i feudi di Perinaldo e Gionco al genovese Fulcone da Castello, che li tenne fino al 1251, anno in cui vennero di nuovo ceduti a Zaccaria de Castro[7].

I feudi perinaldesi rimasero nelle disponibilità della famiglia Zaccaria fino al 1288, anno in cui vennero acquistati dall’ammiraglio genovese Oberto Doria, che insieme a Dolceacqua, Apricale e Isolabona andarono a costituire il più antico nucleo della Signoria ghibellina dei Doria[8].

I Doria fecero del proprio dominio il centro di raccolta dei ghibellini genovesi, che si contrapposero con dure lotte ai guelfi di Monaco, capeggiati dalla famiglia Grimaldi. Tale rivalità si protrasse fino al 1491, anno in cui le due famiglie si allearono a seguito del matrimonio tra Luca Doria e Francesca Grimaldi di Monaco[9].

Ma la pace durò pochi anni, perché nel 1523 il figlio di Luca, Bartolomeo Doria, con l’intento di creare un’unica grande signoria tra Dolceacqua e Monaco, uccise lo zio materno Luciano I di Monaco[10]. A seguito del delitto, per sfuggire al bando dell’impero, il Doria fece solenne atto di vassallaggio al duca Carlo III di Savoia, ed è così che Perinaldo, insieme agli altri castelli, divenne un protettorato della corona piemontese.

Nel 1580 la comunità di Perinaldo, con l’approvazione di Giulio Doria, elaborò i nuovi statuti comunitari formati da 169 articoli, redatti in italiano, rappresentanti uno dei più completi e importanti documenti statutari di tutta la zona[11].

Nel 1625 i castelli dei Doria entrarono in guerra al fianco del Duca di Savoia contro la Repubblica di Genova. Ma la politica incerta del Signore di Dolceacqua, che anche se si dichiarava alleato del Duca, favorì nella pratica l'avanzata dei genovesi. Questa situazione portò all’occupazione dei possedimenti doriani da parte del Duca che si risolse solo nel 1652, anno in cui i feudatari dovettero giurare definitivamente obbedienza ai Savoia, vedendo così innalzato il proprio feudo a marchesato. A Perinaldo tale giuramento avvenne il 10 aprile, officiato nella piazza antistante la parrocchiale, alla presenza di tutti i capifamiglia del distretto[12].

Nel 1640 i frati dell'Ordine di San Francesco, si insediano nel paese costruendo un convento accanto alla chiesa di San Sebastiano. Si deve a loro un'importante innovazione agraria, in quanto sostituirono la coltivazione dell'ulivo olivastro nell'attuale varietà taggiasca ancora in atto.

Nel 1672 scoppia tra Genova e Savoia un nuovo conflitto che interesserà direttamente i castelli della signoria dei Doria. Il 28 agosto le milizie Corse, che combatterono per la repubblica genovese, accerchiarono il castello di Perinaldo, e dopo una lunga resistenza, riuscirono ad abbattere le porte delle mura ed ad entrare nell’abitato spargendo morte e terrore tra gli abitanti[13].

Nel 1794 Napoleone Bonaparte insieme al generale Andrea Massena visita il borgo di Perinaldo, pernottando nel castello Maraldi e nel palazzo Allavena. A seguito di questa visita e in riferimento alla riorganizzazione territoriale della zona, Perinaldo viene eletto capoluogo di Cantone al posto di Dolceacqua[14].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[15] e in vigore dal 1º maggio 2011[16].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo-Stemma.png
Perinaldo-Gonfalone.png


« Partito: il PRIMO, d'oro, al ramoscello di olivo, di verde, posto in sbarra, fruttato di dieci, di nero; il SECONDO, di rosso, al leone d'oro; al capo di verde, caricato dalla rotella d'argento alla croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[17])
« Drappo di bianco »
(Descrizione araldica del gonfalone[17])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 6 ottobre del 2003.[18]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Nicolò nel centro storico di Perinaldo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari. Costruita su un precedente edificio del XI secolo, è stata ampliata tra il 1465 e il 1480 ad opera dei maestri antelami stanziati a Taggia. È documentato a Perinaldo, nel 1475, la presenza dell’architetto Filippo da Carlono, a cui è stata attribuita la progettazione del convento di San Domenico (Taggia)[19]. Nel 1495 venne terminata probabilmente la facciata, come indicato dall’architrave in pietra scolpita, posta sopra l’entrata laterale di destra. Nel 1660 venne completamente rinnovata secondo il nuovo gusto barocco, per opera dell’architetto Francesco Maraldi, originario di Candeasco una frazione di Borgomaro, ed è in quell’occasione che le colonne romaniche di pietra colombina, vennero coperte dal pesante intonaco e aperte le nuove cappelle laterali. Nel 1672, a seguito dell’occupazione genovese del borgo, il campanile venne danneggiato, ma solo nel 1768 venne abbattuto e ricostruito nel punto dove odiernamente si trova. Nel 1829 la comunità si fa dono di un prezioso organo costruito interamente in loco dai mastri pistoiesi Giosuè Agati e figli, considerato il primo esemplare che i mastri pistoiesi collocarono nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Nel 1887, a seguito del sisma che colpì Diano Marina e che demolì Bussana, la facciata e l’abside della parrocchia di Perinaldo vennero gravemente danneggiati, mentre il campanile venne mozzato alla punta. Nel 1966, sotto la direzione del prof. Nino Lamboglia, venne effettuato un radicale restauro dell’interno per riportare l’edificio all’originale aspetto romanico[20]. Al suo interno si conserva un pregevole crocifisso ligneo quattrocentesco datato tra il sesto e il settimo decennio del XV secolo, riconducibile ad un artista che ha operato nella Liguria di Ponente e che ha prodotto l’opera conservata nella chiesa di Nostra Signora della Consolazione di Ventimiglia. Preziosa è anche la tela donata dall’astronomo Giovanni Domenico Cassini all’altare del Suffragio nel 1672. Tale opera, proveniente dalla scuola del Guercino, è stata attribuita alla mano di Bartolomeo Gennari.


  • Oratorio di San Benedetto. L’attuale chiesa è stata costruita nel 1580 per sostituire la vecchia sede, già presente nei primi anni del 1500, perché ritenuta troppo piccola ed angusta per contenere tutti i confratelli della Compagnia di San Benedetto. Il nuovo edificio venne eretto per volontà della comunità e su autorizzazione del feudatario Stefano Doria[21].


  • Chiesa di Sant'Antonio. La chiesa che oggi porta il titolo di Sant’Antonio di Padova è stata costruita nel 1641 al tempo in cui i padri di San Francesco dei Minori Riformati della Provincia di Genova, ottennero il permesso di fondare un nuovo convento e ristrutturare la vecchia chiesa di San Sebastiano, presente già ad inizio Cinquecento. Conserva al suo interno diverse tele, tra cui una Natività attribuita a Bartolomeo Puppo e un San Sebastiano della scuola del Carrega. Nel pavimento sono ancora presenti delle lapidi sepolcrali appartenenti a famiglie locali[22].


  • Chiesa di Santa Giusta, situata lungo la strada recentemente asfaltata che corre alle falde del monte Caggio. Dallo spiazzo antistante la chiesa si gode di un panorama straordinario sul paese.


  • Santuario della Visitazione. Costruita tra il 1602 e il 1612 sul poggio detto "de lo rei", poco lontano dai resti di un preesistente oratorio[23]. La tradizione popolare lo vuole "orientato sul meridiano" su proposta di Giovanni Domenico Cassini. In realtà non esiste a tutt'oggi una documentazione che certifichi la data della sua costruzione, né tanto meno la partecipazione di Giovanni Domenico Cassini. Inoltre il santuario attualmente non risulta orientato sul meridiano, ma se ne discosta di circa 6°30'. Il santuario viene anche chiamato della Madonna del Poggio dei Rei poiché, secondo la leggenda locale, chi confessava al parroco i propri peccati o misfatti, veniva mandato qui ad espiare le proprie colpe. Sempre secondo i racconti locali il penitente doveva rimanere il ginocchio dal tramonto fino al mattino seguente sopra del granoturco sparso davanti alla porta. All'interno della chiesa è stata realizzata nel 2007 una grande meridiana a camera oscura. L'immagine solare entra nella chiesa da uno piccolo foro (foro stenopeico) di 15 mm di diametro e si proietta al mezzogiorno solare su una linea meridiana che attraversa tutta la chiesa. La meridiana della Visitazione è fra le più grandi esistenti e la più grande realizzata dalla fine dell'Ottocento.


  • Chiesetta di San Bartolomeo, di origine antichissima, sovrastante la frazione di Negi.


  • Chiesa di Sant'Isidoro, edificata nella frazione di Suseneo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[25] i cittadini stranieri residenti a Perinaldo sono 113, pari al 12,35% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo "Giovanni Domenico Cassini".
  • Osservatorio astronomico comunale "Giovanni Domenico Cassini". Il giorno 27 ottobre 2012 è stato consegnato al sindaco di Perinaldo il certificato relativo alla nomina dell'asteroide 7556 Perinaldo[26].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell'olio extravergine di oliva taggiasca, a maggio, nel centro storico di Perinaldo.

Persone legate a Perinaldo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Targa del centro storico indicante la casa natale dei celebri astronomi perinaldesi

La principale risorsa economica del comune è l'attività legata all'agricoltura, specie la coltivazione dell'ulivo taggiasco e la sua produzione. Degna di nota è anche la coltivazione del carciofo violetto, presidio Slow Food.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo è situata lungo la strada provinciale 59. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto i caselli autostradali di Bordighera e di Ventimiglia sull'autostrada A10 sono le uscite consigliate per raggiungere la destinazione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Bordighera e di Ventimiglia sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona se escludiamo la piccola stazione di Vallecrosia.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Perinaldo esiste una squadra di calcio a 5, che prende il nome del piccolo paese e gioca nel campionato di Serie D ligure.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Francesco Guglielmi Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Francesco Guglielmi Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Renato Cane Lista civica Sindaco
1999 2004 Francesco Guglielmi Lista civica Sindaco
2004 3 febbraio 2005 Francesco Guglielmi Lista civica Sindaco [27]
9 febbraio 2005 4 aprile 2005 Rosa Abussi Commissario straordinario [28]
2005 2010 Patrizia Guglielmi Lista civica Sindaco
2010 in carica Francesco Guglielmi Lista civica "Viviamo Perinaldo" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Perinaldo è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Girolamo Rossi, Storia del Marchesato di Dolceacqua e dei Comuni di Pigna e Castelfranco, Oneglia, 1862, p. 41.
  5. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 360.
  6. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 29.
  7. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 31-32.
  8. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 43.
  9. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 109.
  10. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 152.
  11. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 269.
  12. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 212.
  13. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 221.
  14. ^ Francesco Guglielmi, Perinaldo nel marchesato di Dolceacqua, Alzani, 1985, p. 106.
  15. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  16. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  17. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  18. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  19. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 239.
  20. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 236-243.
  21. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, p. 179.
  22. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 244-247.
  23. ^ Francesco Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Youcanprint, 2015, pp. 248-250.
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  25. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  26. ^ Un asteroide col nome di Perinaldo: al sindaco Giuglielmi consegnato il certificato. URL consultato il 31 luglio 2013.
  27. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  28. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 febbraio 2005 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 21 febbraio 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria