Apricale

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Apricale
Panorama di Apricale
Apricale - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Liguria
Provincia: stemma Imperia
Coordinate: 43°53′49.57″N 7°39′38.82″E / 43.8971028, 7.6607833Coordinate: 43°53′49.57″N 7°39′38.82″E / 43.8971028, 7.6607833
Altitudine: 291 m s.l.m.
Superficie: 19,68 km²
Abitanti:
577 31-12-2007 (fonte Istat)
Densità: 29 ab./km²
Frazioni: Foa, Regione Osaggio, Semoigo 
Comuni contigui: Bajardo, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, Sanremo
CAP: 18030
Pref. telefonico: 0184
Codice ISTAT: 008002
Codice catasto: A338 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Class. climatica: zona D, 2015 GG
Nome abitanti: apricalesi 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Apricale (Brigar o Avrigà in ligure) è un comune italiano di 577 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il borgo medievale è situato nell'entroterra di Bordighera, nella valle del Merdanzo, affluente del Nervia, a 13 km dalla costa della Riviera Ligure di Ponente. Sullo sfondo è visibile il monte Bignone (1.299 metri). Dista dal capoluogo circa 52 km.

Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008[2] il territorio apricalese è stato confluito nella nuova Comunità Montana Imperia 1 a seguito del riordino delle comunità montane.

Alla città è stata conferita la Bandiera Arancione[3] dal Touring Club Italiano e recensito come uno dei borghi liguri più belli d'Italia.[4]

[modifica] Storia

L'origine del borgo[5] sembra risalire all'età del bronzo, grazie ai ritrovamenti di tumoli sepolcrali in località Pian del Re (nel dialetto locale Cian deu Re). Ufficialmente il borgo venne fondato intorno al X secolo dai conti provenienti da Ventimiglia, passando poi nel 1276 ai Doria, signori di Dolceacqua.

Nel 1267 compaiono i primi statuti, uno dei più antichi della Liguria, legati all'indipendenza per la costituzione in Libero Comune. Nel 1573 la famiglia Grimaldi di Monaco distruggono il locale castello precedentemente eretto dai Doria, scatenando lotte e guerre interne. Subì l'invasione francese nel 1794 di Napoleone Bonaparte e la conseguente annessione alla neo Repubblica Ligure del Primo Impero francese napoleonico. Alla caduta di quest'ultimo nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

[modifica] Gli statuti

Importanti per la medievale comunità apricalese furono gli storici statuti comunali del 1267, considerati i più antichi della Liguria, i quali regolarizzarono la vita degli abitanti del borgo con regole e fondamenta ben precise. Ogni aspetto è minuziosamente contemplato, spaziando dalla regolarizzazione delle principali attività di sostentamento, al pagamento delle tasse e dei tributi e ovviamente nelle scelte di condanna per i reati più gravosi.

Proprio sul tema della giustizia si applicarono svariati e talvolta trucidi regolamenti punitivi, dalla sepoltura dell'assassino (ancora vivo) con la vittima, alla decapitazione delle donne adultere fino all'amputazione di un piede o della mano per i ladri di bestiame. I furti dovevano essere prevenuti dalle due guardie campestri - costrette a dormire tutti i giorni d'estate e due notti in inverno nelle ore notturne nei campi - e obbligate loro stesse al risarcimento materiale a seguito del mancato arresto dei presunti ladri dopo otto giorni dal furto.

Gli statuti ricorsero inoltre al "giudizio di Dio" sempre in materia di giustizia: il procuratore di danni o furti a terzi poteva essere dichiarato innocente se riusciva a camminare - per un breve tratto - con un ferro rovente in mano senza ustionarsi.[6]

[modifica] Simboli

Descrizione araldica dello stemma:

Scudo con veliero, contornato da fronde di querce e d'olivo[7].

La presenza di un veliero nello stemma comunale, alquanto curiosa per un arroccato borgo medievale dell'entroterra, è da ricercare nella storica collaborazione tra il paese e i cantieri navali della costa; dai boschi di Apricale provenivano infatti i legnami per la costruzione delle navi per la flotta marittima della Repubblica di Genova.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Panorama sul borgo

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Architetture militari

  • Castello della Lucertola. Edificato su uno sperone di roccia dai Conti di Ventimiglia nel X secolo, si affaccia dominando la piazza principale di Apricale così come l'attigua chiesa della Purificazione di Maria Vergine. La proprietà sul castello - così come la dominazione del borgo - passò dalla famiglia genovese Doria (subendo nel 1523 l'assedio del vescovo Agostino Grimaldi per la morte del fratello) ai Savoia e infine alla famiglia locale Cassini che trasformarono l'edificio da postazione difensiva a residenza privata. Divenuto proprietà del Comune di Apricale, dopo un accurato restauro, è sede annuale di eventi culturali e manifestazioni.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Qualità della vita

Scorcio del centro storico

Il 29 maggio e 4 luglio 2002 il Comune di Apricale ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norme ISO 14001 e ISO 9001 e un attestato OHSAS 18001 per la sicurezza.[8]

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Apricale

[modifica] Eventi

Ogni anno vengono organizzate mostre fotografiche, scultoree e pittoriche all'interno del castello della Lucertola. L'antistante piazza, cuore del borgo apricalese, è teatro di diversi eventi locali quali la "festa dell'olio nuovo", la "festa della primavera", la festa di san Valentino nel mese di febbraio e la "sagra della pansarola" (frittelle dolci) la seconda domenica di settembre.

[modifica] Economia

Il municipio, del 1863, con i caratteristici affreschi

Si basa principalmente sull'agricoltura e sul turismo. In questo borgo si produce un pregiato olio di oliva, di origine taggiasca, e dalla viticoltura il vino di uva Rossese.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Apricale è situata lungo la Strada Provinciale 64 la quale collega Vallecrosia con Castel Vittorio. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Ventimiglia sull'Autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ventimiglia sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Roberto Pizzio (Lista civica "Vivere ad Apricale") dal 07/06/2009
Indirizzo: Via Cavour, 2
Centralino del comune: 0184 208126 - Fax: 0184 208508
Posta elettronica: info@apricale.org

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giuseppe Mario Lanteri Lista civica Sindaco
2009 in carica Roberto Pizzio Lista civica "Vivere ad Apricale" Sindaco

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2007
  2. ^ Testo della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  3. ^ Fonte: dal sito Touring Club Italiano.it
  4. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  5. ^ I dati storici sono stati confrontati con il sito del Comune di Apricale
  6. ^ Fonte dal libro Villaggi di pietra di Enzo Bernardini
  7. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  8. ^ Fonte dal sito del Comune di Apricale - Certificazioni

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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