Dolcedo
| Dolcedo comune |
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Scorcio del centro storico |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Piergiorgio Gandolfo (Lista civica "Dolcedo") dal 07/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°54′24.80″N 7°57′05.79″E / 43.906889°N 7.9516083°ECoordinate: 43°54′24.80″N 7°57′05.79″E / 43.906889°N 7.9516083°E | ||||
| Altitudine | 75 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19,32 km² | ||||
| Abitanti | 1 472[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 76,19 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bellissimi, Castellazzo, Costa Carnara, Isolalunga, Lecchiore, Magliani, Monte Faudo, Ripalta, Santa Brigida, Trincheri | ||||
| Comuni confinanti | Badalucco, Civezza, Imperia, Montalto Ligure, Pietrabruna, Prelà, Taggia, Vasia | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 18020 | ||||
| Prefisso | 0183 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 008030 | ||||
| Cod. catastale | D319 | ||||
| Targa | IM | ||||
| Cl. sismica | zona 3s (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 362 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | dolcedesi | ||||
| Patrono | san Tommaso Apostolo | ||||
| Giorno festivo | 21 dicembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Dolcedo nella provincia di Imperia |
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| Sito istituzionale | |||||
Dolcedo (Dolcedo o Dolcëo in ligure[3]) è un comune italiano di 1.472 abitanti[4] della provincia di Imperia in Liguria.
Indice |
[modifica] Geografia
Dolcedo è situata nella "Valle del Prino", nei pressi della confluenza del "Rio dei Boschi" con il torrente "Prino".
Il capoluogo comunale, detto "Piazza", è un tipico centro di fondovalle e già sede di mercato. Il territorio comunale conta altri quattro centri maggiori: Isolalunga, poco a est di Piazza, Costa Carnara, Bellissimi e Lecchiore posti più ad ovest.
[modifica] Storia
Dolcedo trae origine da un insieme di comunità facenti parte del terziere di San Tommaso della comunità di Porto Maurizio: Isola Longa, Piazza, Rivalta, Case dei Giordani, Costa Rossa, Ville dei Bensi, Boeri, Magliani, Orenghi, Lecchiore, Villaro, Sciorati. Questi insediamenti, sorti in epoca altomedievale, sono dislocati in una fascia di territorio più alta rispetto all'attuale nucleo centrale abitato.
In seguito alla collocazione strategica, a metà strada della via romana che dal colle San Maurizio passava dal colle di Poggiobonfiglio, percorreva la Val Prino e proseguiva per Santa Brigida, in località Castellazzo sorse un castello, che nel 1028 era in possesso del marchese Oldorico Manfredi. Fu quindi di Arduino d'Ivrea e poi della contessa Adelaide di Susa. Agli inizi del XII secolo era in possesso del marchese Bonifacio di Savona, dal quale passò in seguito al figlio, il marchese Ugone di Clavesana.
Nel 1161 entrò a far parte della communitas di Porto Maurizio con il nome di Terziere di San Tommaso, associandosi con il Terziere di San Giorgio di Torrazza e con quello di San Maurizio.
La coltivazione dell'ulivo si diffuse per opera dei monaci benedettini di Lerino, favorendo lo spostamento degli abitati più a valle. La costruzione di frantoi impose insediamenti lungo le acque dei torrenti dove potessero essere impiantati mulini ad acqua.
A seguito di una convenzione stipulata tra Bonifacio di Clavesana ed i consoli genovesi nel 1192, Dolcedo divenne località di rifugio per importanti famiglie dell'epoca. I marchesi di Clavesana cedettero i propri diritti sul terziere nel 1233 alla Repubblica di Genova. Nel 1238 quando Porto Maurizio si ribellò a Genova, Dolcedo si proclamò comune autonomo, ma la rivolta fu repressa dai Genovesi. Il castello fu distrutto nel 1342.
Molte famiglie genovesi acquistarono terreni nella zona, e in particolare i Doria che concessero agli abitanti di Dolcedo il diritto di essere curati gratuitamente nell'ospedale Galleria di Genova.
Nel 1505 il padre domenicano Agostino da Savona vi fondò un monte di pietà per porre rimedio alle conseguenze di una siccità, che in seguito si fuse con la confraternita di Santo Spirito e che fu attivo fino al 1863. Fu il monte di pietà a costruire la loggia dove si svolgevano diverse attività commerciali, oggi sede del comune. I domenicani vi fondarono inoltre un ospizio con chiesa e convento.
Nel 1613 Genova concesse al terziere di San Tommaso, ovvero a Dolcedo, l'autonomia amministrativa. II comune divenne progressivamente il centro economico della Val Prino. Vi aveva sede un giudice di pace di prima classe e prima di essere colpito nel 1640 dalla peste il paese raggiunse i 4000 abitanti.
Durante l'occupazione napoleonica Dolcedo ottenne nel 1810 il titolo di città.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana dell'Olivo e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[5], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].
[modifica] Simboli
| « Di cielo, all'olivo sradicato, con la chioma di verde e con il tronco nocchieruto e le radici, al naturale, al capo di argento, caricato dalla croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune » | |
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(Descrizione araldica dello stemma[8])
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| « Drappo partito di rosso e di bianco » | |
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(Descrizione araldica del gonfalone[8])
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Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 26 giugno del 2006.[9]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
- Chiesa parrocchiale di San Tommaso apostolo nel capoluogo. Di origini medievali, assunse l'aspetto attuale dopo la ricostruzione iniziata nel 1717 e terminata nel 1738, opera dell'architetto Giacomo Filippo Marvaldi;
- Cappella di Santa Brigida. Sorse a circa 8 km da Dolcedo, sulla strada che conduce ai piedi del Monte Faudo e sul valico verso Pietrabruna e la valle di San Lorenzo. Di origini medioevali, venne ricostruita nel 1425, come si legge nell'iscrizione sul portale[10]. L'esterno è in pietra grezza sommariamente intonacata. In pietra sono i due portali, quello di facciata, ad arco leggermente acuto, con architrave decorato da una croce e sostenuto da due mensole stilizzate, e quello sul fianco ovest, col simbolo dell'Agnus Dei scolpito nell'architrave. La facciata è preceduta da un portico, utilizzato come rifugio per i pellegrini. L'abside è di stile romanico, con due monofore a feritoia e una serie di archetti che si ripete sui due lati. Recentemente sono stati scoperti affreschi tardo medioevali nella conca dell'abside, attualmente in corso di studio da parte della Soprintendenza ai beni artistici della Liguria.
- Chiesa di Santa Maria di Castellazzo, di origine medievale.
- Santuario dell'Acquasanta.
- Oratorio di San Lorenzo con i due piccoli campanili.
- Chiesa Nostra Signora della Misericordia nella frazione di Bellissimi
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Dolcedo sono 254, pari al 17,26% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[11]
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Dolcedo
- Marino Magliani, scrittore
- Giovanni Boine, scrittore
- Mariangela Giordano, attrice
- Giuseppe Perletto, ciclista professionista
- Lorenzo Trincheri, podista
- Giuseppe Carlo Airenti, uomo politico
[modifica] Eventi
- Festa patronale di San Tommaso apostolo il 21 dicembre.
- Festa del Sacro Cuore di Gesù, l'ultima domenica di giugno.
- Festa della Madonna della Misericordia nella frazione di Bellissimi la prima domenica di settembre
[modifica] Economia
L'economia locale si basa sulla produzione agricola (olio di oliva) e vinicola.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
Dolcedo è situata lungo la strada provinciale 39.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Imperia - Porto Maurizio sulla linea ferroviaria Ventimiglia – Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Piergiorgio Gandolfo (Lista civica "Dolcedo") dal 07/06/2009
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1990 | Luigi Paolo Gandolfo | Partito Socialista Italiano | Sindaco |
| 1990 | 1995 | Luigi Paolo Gandolfo | Partito Socialista Italiano | Sindaco |
| 1995 | 1999 | Luigi Paolo Gandolfo | Lista civica | Sindaco |
| 1999 | 2004 | Luigi Paolo Gandolfo | Lista civica | Sindaco |
| 2004 | 2009 | Marco Ascheri | Lista civica | Sindaco |
| 2009 | in carica | Piergiorgio Gandolfo | Lista civica "Dolcedo" | Sindaco |
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
- ^ Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
- ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
- ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
- ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
- ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
- ^ L'iscrizione, incisa sullo stipite sinistro in caratteri gotici recita: MCCCC XXV• DIE • VI • UNII • HOC • OPUS • FECIT • FIERI• DOMINICUS • SASIUS • ET • DOMlNICUS • ASCHERIUS • MASARII.
- ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.
[modifica] Altri progetti
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