Dolcedo

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Dolcedo
Dolcedo - Bandiera
Dolcedo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Liguria
Provincia: stemma Imperia
Coordinate: 43°54′0″N 7°57′0″E / 43.9, 7.95Coordinate: 43°54′0″N 7°57′0″E / 43.9, 7.95
Altitudine: 75 m s.l.m.
Superficie: 19,32 km²
Abitanti:
1.378 31-12-2007 (fonte Istat)
Densità: 71 ab./km²
Frazioni: Bellissimi, Castellazzo, Costa Carnara, Isolalunga, Lecchiore, Magliani, Monte Faudo, Ripalta, Santa Brigida, Trincheri 
Comuni contigui: Badalucco, Civezza, Imperia, Montalto Ligure, Pietrabruna, Prelà, Taggia, Vasia
CAP: 18100
Pref. telefonico: 0183
Codice ISTAT: 008030
Codice catasto: D319 
Nome abitanti: dolcedesi 
Santo patrono: San Tommaso Apostolo 
Giorno festivo: 21 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Dolcedo (Dusséu in ligure) è un comune italiano di 1.378 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia

Dolcedo è situata nella "Valle del Prino", nei pressi della confluenza del "Rio dei Boschi" con il torrente "Prino".

Il capoluogo comunale, detto "Piazza", è un tipico centro di fondovalle e già sede di mercato. Il territorio comunale conta altri quattro centri maggiori: Isolalunga, poco a est di Piazza, Costa Carnara, Bellissimi e Lecchiore posti più ad ovest.

Il territorio comunale ha fatto parte della comunità montana dell'Olivo, dal 2009 confluita nella comunitù montanta Imperia 3[1].

[modifica] Storia

Dolcedo trae origine da un insieme di comunità facenti parte del terziere di San Tommaso della comunità di Porto Maurizio: Isola Longa, Piazza, Rivalta, Case dei Giordani, Costa Rossa, Ville dei Bensi, Boeri, Magliani, Orenghi, Lecchiore, Villaro, Sciorati. Questi insediamenti, sorti in epoca altomedievale, sono dislocati in una fascia di territorio più alta rispetto all'attuale nucleo centrale abitato.

In seguito alla collocazione strategica, a metà strada della via romana che dal colle San Maurizio passava dal colle di Poggiobonfiglio, percorreva la Val Prino e proseguiva per Santa Brigida, in località Castellazzo sorse un castello, che nel 1028 era in possesso del marchese Oldorico Manfredi. Fu quindi di Arduino d'Ivrea e poi della contessa Adelaide di Susa. Agli inizi del XII secolo era in possesso del marchese Bonifacio di Savona, dal quale passò in seguito al figlio, il marchese Ugone di Clavesana.

Nel 1161 entrò a far parte della communitas di Porto Maurizio con il nome di Terziere di San Tommaso, associandosi con il Terziere di San Giorgio di Torrazza e con quello di San Maurizio.

La coltivazione dell'ulivo si diffuse per opera dei monaci benedettini di Lerino, favorendo lo spostamento degli abitati più a valle. La costruzione di frantoi impose insediamenti lungo le acque dei torrenti dove potessero essere impiantati mulini ad acqua.

A seguito di una convenzione stipulata tra Bonifacio di Clavesana ed i consoli genovesi nel 1192, Dolcedo divenne località di rifugio per importanti famiglie dell'epoca. I marchesi di Clavesana cedettero i propri diritti sul terziere nel 1233 alla Repubblica di Genova. Nel 1238 quando Porto Maurizio si ribellò a Genova, Dolcedo si proclamò comune autonomo, ma la rivolta fu repressa dai Genovesi. Il castello fu distrutto nel 1342.

Molte famiglie genovesi acquistarono terreni nella zona, e in particolare i Doria che concessero agli abitanti di Dolcedo il diritto di essere curati gratuitamente nell'ospedale Galleria di Genova.

Nel 1505 il padre domenicano Agostino da Savona vi fondò un monte di pietà per porre rimedio alle conseguenze di una siccità, che in seguito si fuse con la confraternita di Santo Spirito e che fu attivo fino al 1863. Fu il monte di pietà a costruire la loggia dove si svolgevano diverse attività commerciali, oggi sede del comune. I domenicani vi fondarono inoltre un ospizio con chiesa e convento.

Nel 1613 Genova concesse al terziere di San Tommaso, ovvero a Dolcedo, l'autonomia amministrativa. II comune divenne progressivamente il centro economico della Val Prino. Vi aveva sede un giudice di pace di prima classe e prima di essere colpito nel 1640 dalla peste il paese raggiunse i 4000 abitanti.

Durante l'occupazione napoleonica Dolcedo ottenne nel 1810 il titolo di città.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiesa parrocchiale di San Tommaso

Di origini medievali, assunse l'aspetto attuale dopo la ricostruzione iniziata nel 1717 e terminata nel 1738, opera dell'architetto Giacomo Filippo Marvaldi (1673-1743).

Presenta una facciata in stile barocco, preceduta da un portico di colonne di pietra nera, che conserva all'interno il portale quattrocentesco. Il sagrato antistante, pavimentato ad acciottolato bianco e nero, che fu luogo di rifugio.

L'interno, con pianta a croce greca e a tre navate, con profonda abside. In origine l'interno era decorato con stucchi verdi e rosa, conservati solo nella parte anteriore e in gran parte sostituiti nel 1860 da una tinteggiatura blu intenso e con capitelli e lesene dorati.

Sono presenti all'interno nove altari, alcuni di essi inseriti in cappelle. Il secondo altare della navata destra conserva una tela di Gregorio De Ferrari con il Martirio di san Pietro da Veronae il terzo da sinistra un'altra tela attribuita alla scuola del Cambiaso con il Martirio di santo Stefano. Le tele dell'abside, con la Natività della Vergine, lo Sposalizio della Vergine e la Morte della Vergine, sono attribuite ai fratelli Carrega.

Nella chiesa si conserva inoltre una statua lignea della Madonna del Rosario e l'altare maggiore in marmo policromo. Gli stalli del Coro (architettura)coro settecentesco sono in legno di noce intarsiato, di stile piemontese.

Nel 1789 fu sistemato nella seconda cappella della navata sinistra il corpo di san Prospero, donato alla chiesa dal frate cappuccino predicatore Giobatta, originario di Dolcedo.

[modifica] Cappella di Santa Brigida

Sorse a circa 8 km da Dolcedo, sulla strada che conduce ai piedi del Monte Faudo e sul valico verso Pietrabruna e la valle di San Lorenzo. Di origini medioevali, venne ricostruita nel 1425, come si legge nell'iscrizione sul portale[4].

L'esterno è in pietra grezza sommariamente intonacata. In pietra sono i due portali, quello di facciata, ad arco leggermente acuto, con architrave decorato da una croce e sostenuto da due mensole stilizzate, e quello sul fianco ovest, col simbolo dell'Agnus Dei scolpito nell'architrave. La facciata è preceduta da un portico, utilizzato come rifugio per i pellegrini.

L'abside è di stile romanico, con due monofore a feritoia e una serie di archetti che si ripete sui due lati. Recentemente sono stati scoperti affreschi tardo medioevali nella conca dell'abside, attualmente in corso di studio da parte della Soprintendenza ai beni artistici della Liguria.

[modifica] Altre rchitetture religiose

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Dolcedo

[modifica] Eventi

[modifica] Economia

L'economia locale si basa sulla produzione agricola e vinicola.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Dolcedo è situata lungo la strada provinciale 39.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Imperia - Porto Maurizio sulla linea ferroviaria VentimigliaGenova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Piergiorgio Gandolfo (Lista civica "Dolcedo") dal 07/06/2009
Centralino del comune: 0183 280004
Posta elettronica: comune-dolcedo@libero.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Marco Ascheri Lista civica Sindaco
2009 in carica Piergiorgio Gandolfo Lista civica "Dolcedo" Sindaco

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Il provvedimento è stato attuato nell'ambito del riordino regionale delle comunità montante, con il 1 gennaio 2009 per mezzo della legge regionale n. 24 del 14 luglio 2008 (testo della legge regionale on-line).
  2. ^ Ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.
  3. ^ Fonte dal sito Confedilizia.it
  4. ^ L'iscrizione, incisa sullo stipite sinistro in caratteri gotici recita: MCCCC XXV• DIE • VI • UNII • HOC • OPUS • FECIT • FIERI• DOMINICUS • SASIUS • ET • DOMlNICUS • ASCHERIUS • MASARII.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali