Pieve di Teco

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Pieve di Teco
comune
Pieve di Teco – Stemma Pieve di Teco – Bandiera
Panorama di Pieve di Teco
Panorama di Pieve di Teco
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Sindaco Alessandro Alessandri (Lista civica "Insieme per cambiare") dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 44°02′52.8″N 7°54′57.6″E / 44.048°N 7.916°E44.048; 7.916 (Pieve di Teco)Coordinate: 44°02′52.8″N 7°54′57.6″E / 44.048°N 7.916°E44.048; 7.916 (Pieve di Teco)
Altitudine 240 m s.l.m.
Superficie 40,61 km²
Abitanti 1 409[1] (31-12-2011)
Densità 34,7 ab./km²
Frazioni Acquetico, Calderara, Lovegno, Moano, Muzio, Nirasca, Trovasta
Comuni confinanti Armo, Aurigo, Borghetto d'Arroscia, Borgomaro, Caprauna (CN), Caravonica, Cesio, Pornassio, Rezzo, Vessalico
Altre informazioni
Cod. postale 18026
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008042
Cod. catastale G632
Targa IM
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 694 GG[2]
Nome abitanti pievesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pieve di Teco
Posizione del comune di Pieve di Teco nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Pieve di Teco nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Pieve di Teco (Çeie in ligure[3]) è un comune italiano di 1.409 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale fa parte dell'alta valle Arroscia. Dista dal capoluogo provinciale, Imperia, circa 25 km.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scorcio dei portici del centro storico

Il toponimo del comune deriva dalle parole in lingua latina di Plebs - comunità o chiesa da cui dipendono altri edifici religiosi rurali - e Theicos, un'antica divinità dei Celti da cui deriverebbe il nome del monte su cui sorge Pieve di Teco. Già dominio feudale dei marchesi di Clavesana fu dal 1386 sottoposta alla giurisdizione della Repubblica di Genova che conservò l'antico abitato in stile medievale edificato sotto la dominazione dei Clavesana ed erigendola a sede di capitanato. Quest'ultimo fu molto importante per la repubblica genovese, poiché posto alla frontiera con il territorio piemontese, in una zona strategica per il dominio della valle Arroscia.

Per dieci anni - dal 1426 al 1436 - fu occupata da Francesco Spinola, marchese della celebre famiglia genovese, e dopo anni di alternanza nella dominazione feudale fu nuovamente acquisita nel 1562 dalla Repubblica di Genova. Il borgo - in particolare le mura e il castello - subirono nel corso dei secoli innumerevoli invasioni dovendo ogni volta i Pievesi ricostruire il tutto, specie nella guerra tra i Genovesi e i Savoia del 1625.

Dopo un breve periodo di pace, una nuova contesa nel 1672 tra il feudo di Rezzo (legato a Genova) e Cenova (compresa nel marchesato sabaudo del Maro) fu la scintilla che diede origine ad un nuovo conflitto politico tra la repubblica e il Ducato di Savoia. Genova reagì all'ennesimo scontro assoldando truppe di mercenari, provenienti dalla Corsica, che in prossimità della regione detta Savonera affrontarono i Piemontesi procurando loro ingenti perdite. Negli scontri tra le due parti subirono maggiori danni gli stessi abitanti della valle Arroscia che si trovarono proprio nel mezzo dell'attacco.

Il ducato savoiardo attaccò a sua volta l'esercito corso-genovese al mattino del 21 luglio 1672 dove, grazie a nuovi rinforzi detti guardie, riuscirono a sconfiggere i mercenari in località Paperera che da allora assunse la nuova denominazione di Paperera delle Guardie. Una lapide ricorderà ai posteri l'evento bellico, epigrafe che durante la lotta partigiana di Resistenza verrà distrutta.

Il Piemonte riuscì a conquistare Pieve di Teco nel 1744, ma già nel 1786 la popolazione si scontrò il vicino borgo di Ormea (CN) a causa dei pascoli di Viozene. Nel 1794 assistette al passaggio dell'esercito francese diretto in Piemonte, lasciando il borgo e la valle del fiume Impero in rovina.

Nel 1815 il Congresso di Vienna stabilì il passaggio nel Regno di Sardegna e dal 1861 nel neo Regno d'Italia.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 è stata la sede amministrativa della Comunità Montana Alta Valle Arroscia e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[4], in vigore dal 1º gennaio 2009, anche della Comunità Montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia (pur non facendone più parte), quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[5] e in vigore dal 1º maggio 2011[6].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Pieve di Teco-Stemma.png
Pieve di Teco-Gonfalone.png


« D'argento, ai tre monti appoggiati su un prato vecchio, con una croce rossa sulla cima di quello centrale »
(Descrizione araldica dello stemma[7])
« Drappo partito di bianco e di verde... »
(Descrizione araldica del gonfalone[7])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa collegiata di San Giovanni Battista nel centro storico di Pieve

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Ex convento delle Agostiniane. L'edificio fu costruito sul luogo ove sorgeva l'antico castello, demolito nel 1625 dall'esercito piemontese nella battaglia tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Savoia. Vi è murato dal 1644 un pregiato e cinquecentesco bassorilievo - già presente nel precedente castello - in pietra raffigurante un agnello, san Giovanni Battista e santa Caterina d'Alessandria con la ruota del martirio.
  • Ex convento di Sant'Agostino. Il convento è risalente al periodo rinascimentale ed è attualmente uno degli edifici di tale periodo storico meglio conservato nella zona. Il chiostro formato da ventiquattro pilastri ottagonali è databile al 1478 e risulta essere il più vasto ed arioso di tutta la Liguria occidentale; il campanile è risalente al XVI secolo e presenta una torre con cella a bifore e una cupola poligonale con pinnacoli e lanterna.
  • Convento di San Francesco. L'edificio fu eretto nella prima meta del XVII secolo ed è raggiungibile percorrendo una strada selciata in ripida ascesa. Poco più avanti del convento, posto in posizione sovrastante il paese, è presente un fitto bosco detto dei Cappuccini con alberi secolari.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campasso - Grotta Sgarbu Du Ventu.

Nel territorio pievese è conservato un sito di interesse comunitario (SIC) denominato Campasso - Grotta Sgarbu Du Ventu, istituito con Decreto Ministeriale del 25 marzo 2005, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Torre del centro storico pievese

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[9] i cittadini stranieri residenti a Pieve di Teco sono 238, pari al 16,89% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Pieve di Teco ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[10]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Pieve di Teco è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Istituto Tecnico Commerciale Statale "G. Ruffini".

È inoltre sede dell'unica scuola secondaria di primo grado presente in valle Arroscia, raggruppata con le altre scuole elementari e materne della valle, nell'Istituto Comprensivo "G. Gabrielli".

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Il teatro civico "Rambaldi"
  • Teatro civico "Rambaldi". Il teatro è situato nell'antica loggia della chiesa delle Agostiniane. La cupola e la loggia furono edificate nel 1664 su disegno del pittore locale Giulio Benso, allievo del genovese Giovanni Battista Paggi. Il teatro, utilizzato fino agli anni ottanta anche come cinematografo, è stato ristrutturato nel 2006 in funzione di auditorium, con posti a sedere in platea ed in galleria. È attrezzato con un moderno impianto multimediale.
  • Teatro "Salvini". Il teatro fu costruito nel 1834 con una tipica forma a ferro di cavallo, per un totale di novantasei posti a sedere in platea e sedici nei palchetti laterali; il palco misura 43 m2 e visto le piccole dimensioni strutturali è considerato il secondo teatro più piccolo d'Italia[11]. Dopo un accurato restauro dello stabile, già appartenuto alla famiglia Manfredi e ora di proprietà della Provincia di Imperia, ha potuto riaprire al pubblico dopo quasi cinquant'anni di chiusura.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Mercatino dell'antiquariato e dell'usato, l'ultima domenica del mese.
  • Campionato Italiano di pallone elastico di serie A, da aprile ad ottobre.
  • Festa patronale di san Sebastiano, il 20 gennaio. Messa, vespri e tradizionale processione per le vie cittadine.
  • Fiera di maggio, il 20 maggio. Generi vari e bestiame.
  • Fiera di ottobre, il 25 ottobre. Generi vari e bestiame.
  • Festa di san Giovanni Battista, il 24 giugno. Messa, vespri e processione per le vie cittadine.
  • Festa patronale di san Giacomo, il 25 luglio, nella frazione di Acquetico.

Persone legate a Pieve di Teco[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti pievesi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il borgo[modifica | modifica sorgente]

Ancora oggi è ben visibile l'antico borgo storico medievale, a parte le mura storiche di cui rimangono solo alcune tracce nella parte nord dell'abitato. Di pregio artistico e che richiamano molto il classico stile architettonico ligure sono i monumentali portici gotici e le case originarie a due piani perfettamente conservate. Alcune di esse furono sopraelevate tra il XVII e il XVIII secolo conservandone però lo stile medievale ligure.

Fino all'inizio del XX secolo era sotto i portici che la maggior parte degli artigiani pievesi qui svolgevano il loro lavoro od esponevano la loro merce nei classici bancali. Nel particolare si esponevano prodotti legati all'attività agricola, pastorizia, calzatura e la vicinanza con la valle del Tanaro e il Piemonte contribuì allo sviluppo commerciale ed economico. Alcune di queste antiche attività medievali sono presenti sotto i portici pievesi ancora oggi. Di pregio anche i numerosi portali in pietra e pilastri di antiche logge, che grazie a diversi restauri conservativi sono stati messi in evidenza.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Calderara. La frazione per eccellenza è situata a 425 m s.l.m. e ha una popolazione residente di 32 persone. Oggetto di importanti ristrutturazioni è stata la chiesa principale di San Giorgio Martire. Grazie alle sue chiese e alla sua posizione incantevole, alla sua acqua, è meta di frequenti visite turistiche. L'attuale vicinanza alla città di Imperia, 17 km, grazie al miglioramento della viabilità stradale, è interesse di opere di ristrutturazioni dell'abitato e di ripopolamento. Si narra che gli abitanti del luogo, al passaggio di Napoleone, gli prepararono una bella pentola di polenta. Il cuoco sbagliò la dose e fu servita una brodaglia, calda sì, ma rara. Da quel giorno il paese prese il nome di Calderara.
Scorcio del centro storico pievese
  • Trovasta. La frazione di Trovasta è situata a 650 m s.l.m. ed ha una popolazione residente di 17 persone, che negli anni cinquanta erano ancora oltre 100. Molti ruderi abbandonati da anni, sono in questi ultimi anni oggetto di importanti ristrutturazioni; una delle più rilevanti è la ristrutturazione del santuario dell'Assunta. Essendo a 650 m di altezza, si trova al limite della coltura dell'ulivo.
  • Acquetico. Sulla strada statale 28 del Colle di Nava a 476 m s.l.m, che divide la frazione nelle due borgate: Case Sottane e Case Soprane. La festa patronale di san Giacomo si celebra il 25 luglio: per questa occasione è annualmente organizzata una sagra. Coltivazione dell'ulivo e della vite.
  • Moano. Tipico borgo ligure di tradizione agro-silvo-pastorale situato a 540 m s.l.m, ha anch'esso subito il fenomeno dello spopolamento. Coltivazione dell'ulivo, della vite e allevamento bovino. La chiesa parrocchiale di S.Martino risale alla prima metà del XVII secolo. Ricerche effettuate presso l'archivio Storico della Curia di Albenga comprovano il periodo dell' edificazione poiché il documento più antico ritrovato risale al 1624. Si tratta di documenti, di epoca seicentesca e successiva, relativi a veri e propri diari dei sacerdoti che, via via, amministravano la parrocchia e che riportano gli eventi più significativi della comunità: battesimi, morti, donazioni e spese d'amministrazione.
  • Nirasca. Divisa nelle borgate di Case Soprane e Case Sottane. Coltivazione dell'ulivo, della vite e allevamento bovino. Situata a 475 m s.l.m.
  • Muzio. Sulla provinciale per Albenga a 240 m s.l.m, piccolo centro agricolo: coltivazione della vite e dell'ulivo. Nel piccolo borgo è possibile ammirare la chiesa parrocchiale di Santa Lucia e l'oratorio di Santa Croce, oltre ad un antico palazzo. Sovrastante Muzio si trova la borgata di Ligassorio, località soleggiata ove trovano il loro ideale ambiente le coltivazioni della vite e dell'ulivo.
  • Lovegno. Frazione montana del comune a 706 m s.l.m, ormai quasi disabitata (vi risiede una decina di abitanti). Fino agli anni cinquanta era centro agropastorale.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il teatro "Salvini"

La principale risorsa economica è legata all'agricoltura specie la coltivazione dell'ulivo e della vite. Viene inoltre praticato lo sfruttamento delle aree boschive e l'allevamento del bestiame ovino e bovino.

Nel territorio comunale sono presenti quattro grandi industrie attive nella produzione di serramenti metallici, articoli enologici, articoli per la coltivazione in serra e prodotti alimentari. La precedente e antica fabbricazione calzaturiera è quasi del tutto abbandonata. Rinomata la produzione di aglio, zucchine e rape.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Pieve di Teco è situata lungo la strada statale 28 del Colle di Nava, la quale collega Imperia con il Piemonte, attraverso il valico del Colle di Nava. Nel 2011 è stata aperta una variante al percorso originario, che taglia fuori l'intero abitato transitando in galleria sul lato opposto del torrente Arroscia, riunendosi poi al tracciato preesistente, in direzione del Colle di Nava, mediante un viadotto che attraversa la valle. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Imperia Est sull'autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione per chi proviene dalla Francia, quello di Albenga, sempre sulla A10, per chi proviene da Genova.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Imperia Oneglia, distante (23km), per chi proviene o è diretto in Francia o la stazione di Albenga (per chi proviene o è diretto verso Genova, distante 28 km) sono le fermate ferroviarie più vicina sulla linea Genova-Ventimiglia.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Marco Lengueglia Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Luciano Brunengo Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1997 Lucia Casella Lista civica Sindaco [13]
1997 1998 Claudio Sammartino Commissario prefettizio [14]
1998 2002 Renzo Brunengo Lista civica Sindaco
2002 2007 Renzo Brunengo Lista civica Sindaco
2007 1º agosto 2007 Alfredo Delfino Lista civica "Uniti per Pieve" Sindaco [15]
12 settembre 2007 15 aprile 2008 Piero Raimondi Commissario prefettizio [16]
2008 2013 Alessandro Alessandri Lista civica "Insieme per cambiare" Sindaco
2013 in carica Alessandro Alessandri Lista civica "Insieme per cambiare" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Pieve di Teco è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallapugno[modifica | modifica sorgente]

È lo sport tradizionale a Pieve di Teco, dove esistono due società pallonistiche:

  • l' A.S Pievese, che nel 2007 ha disputato il campionato di serie B, vincendo il titolo italiano di categoria.
  • l' A.S.D Valle Arroscia, che ha ottenuto buoni piazzamenti nel campionato di C2 e nella categoria "Esordienti" (giovanile, dove militano atleti di 12-13 anni) Presidente Bertolini Augusto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  5. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  6. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  7. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  10. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  11. ^ Dal sito Mentelocale.it
  12. ^ Donne e Uomini della Resistenza
  13. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  14. ^ Sciolto il consiglio comunale, la prefettura di Imperia ha nominato Claudio Sammartino quale commissario prefettizio che guiderà l'ente fino alle elezioni amministrative del 1998
  15. ^ Con la dimissioni di sette consiglieri, la giunta cade per la mancanza del numero legale
  16. ^ Sciolto il consiglio comunale, la prefettura di Imperia ha nominato Piero Raimondi quale commissario prefettizio a partire dal 12 settembre 2007. Guiderà l'ente fino alle elezioni amministrative del 2008

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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