Bajardo
| Bajardo comune |
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Panorama innevato del paese |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Jose Littardi (Lista civica "Viva Baiardo") dal 07/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°54′12.57″N 7°43′06.27″E / 43.9034917°N 7.7184083°ECoordinate: 43°54′12.57″N 7°43′06.27″E / 43.9034917°N 7.7184083°E | ||||
| Altitudine | 900 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 24,54 km² | ||||
| Abitanti | 311[1] (31-12-2011) | ||||
| Densità | 12,67 ab./km² | ||||
| Frazioni | Berzi, Vignai | ||||
| Comuni confinanti | Apricale, Badalucco, Castelvittorio, Ceriana, Molini di Triora, Perinaldo, Sanremo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 18031 | ||||
| Prefisso | 0184 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 008007 | ||||
| Cod. catastale | A581 | ||||
| Targa | IM | ||||
| Cl. sismica | zona 3s (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona F, 3 338 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | baiardesi o bajocchi | ||||
| Patrono | san Nicolò | ||||
| Giorno festivo | 6 dicembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Bajardo nella provincia di Imperia |
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| Sito istituzionale | |||||
Bajardo o Baiardo (Baiàrdo in ligure[3]) è un comune italiano di 311 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.
Indice |
Geografia fisica[modifica]
Paese montano situato, in linea d'aria, 11 km a nord del comune di Ospedaletti, circa 10 dal comune di Sanremo e posizionato su uno dei crinali delle montagne delle Alpi Marittime dell'entroterra all'apice della val Nervia. Il territorio del comune risulta compreso tra i 332 e i 1.627 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.295 metri. Dista dal capoluogo Imperia circa 40 km.
Il territorio è composto principalmente da coltivazioni di olivi, qualità taggiasca di montagna, da seminativi ormai incolti, vigne, castagneti e bosco misto. Oggi una parte dei terreni incolti (quelli facilmente irrigabili) è stata adibita a floricoltura. La recente sensibilità nazionale sui prodotti biologici ha impresso nuovo interesse per la coltivazione dell'ulivo da olio.
Il borgo ha carattere tipicamente rurale, a struttura sia lineare, sia anulare, e presenta molti aspetti ambientali ed architettonici tipici dei villaggi liguri: pietra, stretti vicoli, con alte case collegate tra loro da archi di controspinta.
Storia[modifica]
Il centro storico esiste fin dal I millennio a.C. quando fu un'importante luogo di culto per i Druidi - sacerdoti celti - dove sono tuttora presenti alcuni obelischi di pietra.
Nel VII-VI secolo a.C. l'area era popolata da Celti e Liguri, uniti in una vera e propria simbiosi economico-religiosa, a cui si aggiunsero presto Greci e Iberici che introdussero la coltivazione dell'ulivo e della vite. I Romani giunsero ad incontrare le varie popolazioni del luogo nel III secolo a.C. e provvedettero innanzi tutto a trasformare l'originario scrigno druidico in una fortezza, tuttora parzialmente visibile.
Intorno alla metà del XIII secolo la figlia del conte Oberto Veirana si sposò con Pietro di Ceva, al quale, dopo la morte del padre, passò il dominio su vari paesi dell'entroterra, tra i quali pure Bajardo, che divenne così un possesso del Marchesato di Clavesana. Le sempre più forti pressioni dei Genovesi indussero ben presto Pietro e sua moglie a cedere i loro possedimenti nell'estremo ponente al governo della Repubblica di Genova, che li acquistò ufficialmente con annessi i relativi diritti e prebende tramite un atto stilato a Genova il 24 novembre 1259 alla presenza del capitano del popolo Guglielmo Boccanegra al prezzo complessivo di 2300 lire genovesi. Da quel momento Bajardo avrebbe seguito le sorti politiche della repubblica sotto la giurisdizione della podesteria di Triora.
All'inizio dell'Ottocento il territorio passò al Regno di Sardegna.
Nel 1887 il paese venne semidistrutto e gli abitanti decimati: il 27 febbraio la terra tremò ed il tetto della chiesa di San Nicolò (edificata sulle vestigia di un antico tempio pagano sacro al dio Abelio) crollò sui fedeli, riunitisi per il mercoledì delle ceneri: morirono 226 abitanti. A seguito del terremoto e conseguente al crollo del tetto della chiesa, vennero alla luce alcune colonne e reperti del tempio pagano su cui era stata edificata la chiesa. Sui capitelli, fanno mostra alcune figure di volti di persone di civiltà mongola.
Negli anni trenta una famiglia di musicisti si stanziò nel paese, tanto da far ben sperare in una rinascita culturale del borgo, che non si era ancora ripreso demograficamente dal terremoto di cinquant'anni prima. Con la seconda guerra mondiale i musicisti abbandonarono il borgo, che diventò baluardo della Resistenza partigiana e dove avvenne una battaglia durissima celebrata da Mario Mascia nel suo libro pubblicato nell'immediatezza del dopoguerra riguardante la Lotta Partigiana nella provincia di Imperia L'epopea dell'Esercito scalzo. Alla battaglia prese parte anche Italo Calvino.
La leggenda vuole che la toponomastica tragga origine dal paladino Rinaldo, che diede al paese il nome del proprio destriero, Bajardo, appunto.
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[4] e in vigore dal 1º maggio 2011[5].
Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]
Architetture religiose[modifica]
- Vecchia chiesa parrocchiale di San Nicolò. Distrutta dal terremoto del 1887, ne rimangono ad oggi soltanto alcuni ruderi recentemente recuperati e messi in sicurezza. Tra i ruderi si possono scorgere le vestigia dell'antico castello medioevale, delle colonne del tempio romano e una stele celtica. Come molti monumenti italiani, ogni nuova struttura aveva inglobato quelle precedenti, con la distruzione della chiesa ad opera del terremoto sono emerse. Dal piazzale antistante la chiesa si gode un panorama tra la costa ligure e francese a sud, mentre a nord la vista spazia sulle Alpi marittime.
- Nuova chiesa parrocchiale di San Nicolò. Eretta nel 1893, conserva al suo interno il quattrocentesco polittico del pittore lombardo Francesco da Verzate.
- Oratorio di San Salvatore, che contiene diverse opere pregiate.
- Santuario di Nostra Signora Assunta di Berzi, edificato nell'omonima frazione dai Doria e risalente al XV secolo.
- Chiesa della Madonna delle Grazie nella frazione di Vignai.
- Chiesetta di San Gregorio, edificata in stile romanico nell'omonima località, lungo la strada che conduce a Castel Vittorio.
Aree naturali[modifica]
| Per approfondire, vedi Monte Ceppo. |
Monte Ceppo è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) istituito con il Decreto Ministeriale del 25 marzo 2005, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).
Società[modifica]
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[6] 
Etnie e minoranze straniere[modifica]
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Bajardo sono 43, pari al 12,57% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[7]
Romania: 12
Cultura[modifica]
Istruzione[modifica]
Pinacoteche[modifica]
- Pinacoteca civica.
Eventi[modifica]
Da qualche anno si tiene all'inizio dell'estate una festa che richiama alle origini celtiche del paese. In tre giorni vengono presentati balli, tradizioni e conferenze, aventi come unico denominatore comune l'origine celtica dell'insediamento.
La festa della Ra Barca è probabilmente l'unica cerimonia antica di carattere non religioso presente nell'intero territorio della provincia di Imperia ed è una delle più sentite del paese. Si celebra nel giorno della Pentecoste. Nell'occasione viene eretto tramite la sola forza delle braccia, dai giovani ragazzi del paese, un albero di pino abbattuto la notte precedente e trasportato nel centro del paese; il fusto simboleggia un albero maestro di una nave. Al termine dell'innalzamento si intona un antico canto, malinconico e dolente, rievocando una antica storia d'amore tragico: A barca du mei amure ("La barca del mio amore").
La domenica successiva l'albero, come simbolo di buona sorte e felicità, viene battuto all'asta al miglior offerente. L'asta è spesso accanita per due ordini di motivi: il primo è l'alta qualità del materiale. Pino della qualità con aghi (foglie) corte Pinus sylvestris, privo di nodi all'interno del fusto (ottimo per legname da edilizia), il secondo è la "luna ideale" nel momento dell'abbattimento. La concessione dell'autorizzazione all'abbattimento è frutto di una deroga speciale in quanto a nessun altro è consentito abbattere un pino in tale periodo dell'anno.
Questa festa trae origine da un avvenimento che risale al periodo delle repubbliche marinare. Si narra che il signore del paese, il conte Rubino, avesse, con la Repubblica di Pisa, un florido commercio di legname proveniente dai boschi del Toraggio, del Bignone e del Ceppo. Tre dignitari Pisani, giunti in paese per verificare il carico, si innamorarono delle tre figlie del conte: cominciò quindi una frequentazione contrastata, che culminò con l'allontanamento furtivo, da parte della figlia più giovane, Angelina, dalla casa paterna per incontrare nottetempo, in quello che ancor oggi è noto come "viale degli Innamorati", il giovane amato, in partenza per Pisa. Decisero quindi di fuggire e recarsi nella rada sanremese, dove le navi pisane stavano per salpare, ma il conte, venuto a sapere della fuga, li inseguì armato di spada e raggiunti al passo Ghimbegna, in località Pian Chissora (nome derivante dal commento dei marinai preoccupati dalla reazione del conte: "chissà ora!") decapitò la figlia con un solo colpo. La leggenda narra che gli abitanti di Bajardo prelevarono il corpo della giovane, lo avvolsero in un manto bianco, e lo trasportarono fin sul piazzale del castello.
Ancora oggi si inscena una tragedia su questi eventi che nel dialetto ligure locale recita:
| (LIJ) « u prio colpu che u ghè n'ha dau, a testa en terra g'ha tumbau... I l'han pigliaita e embrucà an t'in manté e purtaita en ciazza ru casté. » |
(IT) « al primo colpo che le ha dato la testa è caduta in terra... Loro l'hanno presa e avvolta in un mantello e portata nella piazza del castello. » |
| (Stralcio dalla tragedia) | |
Economia[modifica]
Il paese si regge oggi principalmente sulle coltivazioni di ulivi di varietà taggiasca, che forniscono un delicato e rinomato olio, e sulla floricoltura. Il turismo, soprattutto tedesco, ha iniziato timidamente a crescere negli ultimi anni.
Il borgo è anche popolato da un gran numero di pensionati, tanto che solo il 22% degli abitanti è lavorativamente attivo.
Il continuo spopolamento della zona sta rappresentando un grande problema, nonostante vi siano alcune condizioni particolarmente favorevoli ad un'imprenditoria agricola. Nei terrazzamenti di Bajardo, infatti, gli ulivi, che grazie al microclima favorevole possono qui crescere fino ad oltre 800 m di altitudine, non subiscono attacchi da parte della mosca dell'ulivo e di parassiti, e potrebbero essere quindi sfruttati in maniera molto più intensa.
Infrastrutture e trasporti[modifica]
Strade[modifica]
Bajardo è situata lungo la Strada Provinciale 55. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Arma di Taggia sull'Autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione (via Poggio di Sanremo - Ceriana). Bajardo è raggiungibile inoltre anche attraverso la variante di San Romolo, oltrepassando la vetta del Monte Bignone. Altre strade raggiungono la località: da Ventimiglia via Camporosso - Isolabona - Apricale o da Arma di Taggia (valle Argentina - Vignai).
Queste strade costituiscono buona parte del percorso sui cui si corre il Rally di Sanremo.
Ferrovie[modifica]
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Taggia sulla linea ferroviaria Ventimiglia – Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.
Amministrazione[modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1990 | Massimo Crespi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1990 | 1995 | Massimo Crespi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1995 | 1999 | Maria Gabriella Rosafio | Lista civica | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Maria Gabriella Rosafio | Lista civica | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Gildo Zanella | Lista civica | Sindaco | |
| 2009 | in carica | Jose Littardi | Lista civica "Viva Baiardo" | Sindaco | |
Note[modifica]
- ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
- ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
- ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
- ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato in data 03-10-2011.
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
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