Seborga

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Seborga
comune
Seborga – Stemma Seborga – Bandiera
Scorcio di una piazza del borgo
Scorcio di una piazza del borgo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Enrico Ilariuzzi (Lista civica "Uniti per Seborga") dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 43°49′33.76″N 7°41′37.82″E / 43.826044°N 7.693839°E43.826044; 7.693839 (Seborga)Coordinate: 43°49′33.76″N 7°41′37.82″E / 43.826044°N 7.693839°E43.826044; 7.693839 (Seborga)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 4,87 km²
Abitanti 320[1] (31-12-2011)
Densità 65,71 ab./km²
Comuni confinanti Bordighera, Ospedaletti, Perinaldo, Sanremo, Vallebona
Altre informazioni
Cod. postale 18012
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008057
Cod. catastale I556
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 342 GG[2]
Nome abitanti seborghini
Patrono san Bernardo
Giorno festivo 20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Seborga
Posizione del comune di Seborga nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Seborga nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Seborga (a Seborca in ligure[3]) è un comune italiano di 320 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Il comune è stato insignito, dal 2009, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo comune di Seborga è situato nell'entroterra tra Ospedaletti e Bordighera e dista dal capoluogo circa 46 km.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal clima mite con estati fresche e inverni miti Seborga gode di un'ottima posizione, sempre soleggiata e con ampie montagne alle sue spalle che la proteggono dai venti freddi del Nord. Il comune di Seborga ricade nella Classificazione climatica E (i gradi giorno della città sono 2342[5]).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei Monaci, sede della Zecca

Esiste la copia di un documento datato 954, in cui un marchese Guido, conte imperiale di Ventimiglia, in partenza per la Spagna, per portare aiuto a re Alfonso (in subsidium illustris D.ni Ildefonsi, regis Hispanie), che combatte contra perfidos Saracenos, avrebbe donato delle proprietà situate a Seborga ai monaci benedettini dell'abbazia di Lerino[6]. Nel documento vengono anche citati un "Luigi, imperatore dei Romani", Tommaso, comite Sabaudie (nonché fratre uxoris mee) e un Raimondo, marchione Montisferrati, ovvero personaggi e titoli inesistenti nell'anno 954.[7].

Tuttavia, una donazione di Seborga a Lerino, da parte di un Guido conte di Ventimiglia, non databile nel 954, sembra ritenuta valida nel corso di un processo risalente al 1177, conservato in copia autentica dell'anno 1305.[8] Infatti, nella seconda metà del XII secolo il comune di Ventimiglia pretese che Seborga diventasse parte del proprio territorio. Iniziò quindi una causa con l'abate di Lerino e il 13 luglio 1177[9][10] fu emessa la sentenza da parte del vescovo di Ventimiglia e dei consoli ventimigliesi che riconobbero il lascito del conte Guido, in base all'atto di donazione (quod per privelugium bullatum bulla dicti comitis comprobabat) e alla testimonianza di dodici maggiorenti locali.[11] La maggioranza degli storici accademici ammette l'autenticità dell'atto del 1177 ma non mancano autorevoli autori che pongono in discussione anche l'atto del 1177 ritenendolo un falso dell'anno 1305.[12]

Nel 1181 la Repubblica di Genova che aveva esteso i suoi domini sino a Nizza dichiarò di assumere la protezione delle isole di Lerino e quindi anche di Seborga; in realtà, di fatto Seborga continuò a dipendere politicamente e amministrativamente dalla Contea di Provenza. Tale situazione rimase immutata sino al Settecento, secoli comunque caratterizzati da continui litigi sull'entità dei confini di Seborga.

Nel 1666, la vigilia di Natale, l'abate Cesare Bacillon appalta a Bernardino Bareste una zecca per la durata di cinque anni dietro a un corrispettivo di 740 lire all'anno. Vi si coniarono imitazioni del petit louis dal 1667 al 1671. Le monete recavano al dritto il busto di san Benedetto e al rovescio lo stemma ancora in uso[13]. La circolazione di queste monete fu vietata dal re di Sardegna nel 1667 e le monete stesse furono stigmatizzate come fraudolente dal vescovo di Nizza nel 1672[13]. Sono noti altri contratti di appalto della zecca nel 1679 e nel 1684, ma non sono noti prodotti di questi contratti successivi[13].

Nel 1697 Vittorio Amedeo II di Savoia è sul punto di comprare il territorio di Seborga ma l'opposizione dei genovesi che fecero pressioni sul papa Innocenzo XII fa sì che la vendita si perfezioni solo trent'anni dopo (il 31 gennaio 1729)[14].

Seborga entrò, con la Liguria, nel 1815 a far parte del Regno di Sardegna prima, del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana poi[15].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[16] e in vigore dal 1º maggio 2011[17].

La presunta indipendenza di Seborga[modifica | modifica wikitesto]

Principato di Seborga
micronazione
Principato di Seborga – Bandiera Principato di Seborga - Stemma
Status
Dichiarazione d'indipendenza 14 maggio 1963
Territori rivendicati comune di Seborga
Dati amministrativi
Nome completo Principato di Seborga
Governo monarchia elettiva
Capo di Stato Marcello I (Marcello Menegatto)
Informazioni generali
Lingua italiano
Capitale/Capoluogo Seborga (320 ab. / 2011)
Area 4,91 km²
Popolazione 320 ab.  (2011)
Continente Europa
Fuso orario UTC+1
Valuta luigino

A partire dagli anni cinquanta del XX secolo[18] alcuni membri della comunità di Seborga hanno rivendicato un'indipendenza dalla Repubblica Italiana, in virtù di un presunto antico status di Principato di cui la località anticamente avrebbe goduto, ritenendo non valida l'annessione al regno di Sardegna[19].

I cittadini di Seborga eleggono perciò anche un principe con funzioni prettamente simboliche: il ruolo è stato svolto dal 14 maggio 1963 fino al 25 novembre 2009, data della sua morte[20], da Giorgio Carbone (Giorgio I), e dal 25 aprile 2010 da Marcello Menegatto (Marcello I)[21]. Il principe è coadiuvato da un consiglio di 9 ministri, privi di potere legale.

Il principato conia una moneta, chiamata Luigino (nome ispirato a quello delle monete coniate nel XVII secolo), senza alcun valore legale, ma utilizzata come buono spendibile in città; ciò ha suscitato un certo interesse nel mondo del collezionismo numismatico[22]. Il valore dato al cosiddetto luigino è fissato in 6 dollari statunitensi.

Seborga ha anche proprie "targhe automobilistiche" che, però, non possono essere utilizzate se non a latere di quelle italiane. Vengono poi distribuiti ai richiedenti "passaporti" e "patenti di guida" recanti l'effigie e i timbri del principato che hanno unicamente funzione folcloristica e di promozione turistica.

La pretesa indipendenza del principato sarebbe, secondo molti, soltanto una trovata pubblicitaria per attirare turisti e investitori[23].

Il principato di Seborga non è riconosciuto dall'Italia che ha de iure e de facto la reale giurisdizione sul territorio.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Seborga-Stemma.png
Seborga-Gonfalone.png


« Di rosso, alla mitra vescovile, posta in ombilico, d'argento, caricata dalla crocetta greca di rosso, munita dei due fanoni d'argento, con frangia d'oro, svolazzanti, essa mitra cimata dalla parte superiore del pastorale, d'oro, posta in palo, e accompagnata sui fianchi da due palme di verde, poste in palo, convesse verso i lembi »
(Descrizione araldica dello stemma[24])
« Drappo di colore bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Seborga. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto bianco con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento »
(Descrizione araldica del gonfalone[24])

Lo stemma è stato approvato con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 9 febbraio del 1994.[24]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Martino

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Martino di Tours.
  • Chiesa di San Bernardo.
  • Palazzo dei Monaci.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Governo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • I quattro bastioni.
  • Le antiche prigioni.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Montenero.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[26] i cittadini stranieri residenti a Seborga sono 39, pari al 12,19% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La Porta del Sole

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della civiltà contadina.
  • Museo della zecca.
  • Esposizione permanente di strumenti musicali antichi[27].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di san Bernardo, il 20 agosto.
  • Notte BiancAzzurra.
  • Festa del Principato.
  • Festa della Birra.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La società "Pro Seborga" è affiliata alla Federazione Italiana Football Sala. Il 25 aprile 2009 si è disputata proprio a Seborga la finale del Campionato Europeo Disabili di FUT-SALA che ha visto la squadra Seborghina classificarsi al 3º posto.[28] Nel 2010 la squadra ha conseguito una vittoria per 7 a 5 contro il Perù nella finale per il 1º e 2º posto del Mundialito Cup Tournament a Cornaredo il 3 e il 4 aprile 2010[29]. Inoltre il 5 settembre 2010 è arrivata anche la vittoria nell'Europa Cup Tournament di Ventimiglia contro l'AS Monaco Futsal per 15 a 13[30].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che come meta turistica, Seborga è conosciuta per la sua attività agricola: in particolare, la coltivazione e raccolta delle olive e la produzione floricola.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Seborga è situata lungo la strada provinciale 57. Il casello autostradale di Bordighera sull'autostrada A10 è quello più vicino al borgo.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Bordighera è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Genova-Ventimiglia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Walter Ferrari Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Bruno Semeria Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 8 novembre 1996 Bruno Semeria Lista civica di Centro-sinistra Sindaco [31]
8 novembre 1996 27 aprile 1997 Davide Gozzini Lista civica di Centro-sinistra Vicesindaco [32]
1997 2001 Davide Gozzini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2001 2006 Franco Fogliarini Lista civica "Uniti per Seborga" Sindaco
2006 2011 Franco Fogliarini Lista civica "Uniti per Seborga" Sindaco
2011 in carica Enrico Ilariuzzi Lista civica "Uniti per Seborga" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Seborga è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  5. ^ Fonte dal sito Confedilizia.it
  6. ^ Alliez: Histoire du monastère de Lérins, Volume 2, p. 45. Questo autore, come già il Gioffredo fin dal XVII secolo, e attualmente la totalità degli studi accademici, non ritiene possibile la datazione del 954. Infatti, oltre gli anacronismi contenuti nella copia del documento, nel cartulario di Lerino - risalente alla metà del XII secolo - non vi è traccia del presunto documento del 954. Si veda a esempio Romeo Pavoni, La frammentazione politica del Comitato di Ventimiglia in Le Comté de Vintimille et la famille comtale, Colloque des 11 et 12 octobre 1997, Menton, Mentone, Société d'art et d'histoire du Mentonnais, 1998, pp. 99 - 130, p. 100: "Poiché anteriormente al 1177 nessun Guido compare tra i conti di Ventimiglia se non quello del celebre falso del 954 e Guido Guerra, non può trattarsi che di quest'ultimo". Cioè l'autore della donazione di Seborga a Lerino risulterebbe in realtà il conte Guido vissuto tra il 1105 e il 1167 circa. Da ultimo di veda Laurent Ripart, L’identité lérinienne au miroir de l’un de ses prieurés : la pseudo-donation du marquis Guy à Saint-Michel de Vintimille, in Lérins, une île saint de l’Antiquité au Moyen Age, monachisme lérinien, 'Actes du colloque de Nice-Lérins', a cura di Y. Codou et M. Lauwers, Turnhout, Brepols, 2010, p. 545-559.
  7. ^ Alliez, Histoire, 2, allegato X, p. 477. Il primo ad essere titolato come marchese di Monferrato fu Ranieri I del Monferrato nel 1111; la contea di Savoia sorse con Umberto I Biancamano (980-1048), considerato il capostipite della dinastia sabauda in quanto primo personaggio storico definito “Conte“, in un documento del 1003 dal vescovo Oddone di Belley; Ottone I di Sassonia nel 954 fu soltanto Re dei Germani.
  8. ^ La donazione di Guido conte di Ventimiglia è citata, senza specificarne la data in cui avvenne; il regesto del documento del 13 luglio 1177 è consultabile nel sito istituzionale degli Archives Départementales des Alpes-Maritimes, p. 312: http://www.cg06.fr/cms/cg06/upload/decouvrir-les-am/fr/files/instrurecherche_turin-09.pdf : MAZZO 2 FASCICOLO 4 ORIGINALE, e Transonto della Sentenza proferta dal Vescovo, e Consoli di Vintimiglia sovra Le diferenze vertenti tra L'Abbate del Monastero di S.t Onorato di Lerino, et Li Sindici della Città di Vintimiglia per Causa del Castello della Seborga, giuridizione, e Confini d'esso Luogo delli 13 luglio 1177
  9. ^ Primo Giovanni Embriaco, Vescovi e signori: la Chiesa albenganese dal declino dell'autorità regia all'egemonia genovese : secoli XI-XIII, Bordighera Istituto internazionale di studi liguri, sezione Ingauna, 2004, p. 86.
  10. ^ Alcuni autori riportano come data della sentenza il 13 luglio del 1173 (Cfr. Andrea Gandolfo,La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni, Volume 1)
  11. ^ Cais di Pierlas 1884, p. 125.
  12. ^ Jansen, pp. 32-33.
  13. ^ a b c Maurice Cammarano, Corpus Luiginorum, p. 291.
  14. ^ Storia del regno di Vittorio Amedeo II, di Domenico Carutti (barone di Cantogno), 1863
  15. ^ STORIA
  16. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  17. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  18. ^ (EN) James Minahan, Encyclopedia of the Stateless Nations, Volume 4 S-Z, Greenwood Publishing Group, 2002, ISBN 978-0-313-32384-3, pag 1696
  19. ^ Storia del principato, sito ufficiale
  20. ^ Fonte dal quotidiano ligure de Il Secolo XIX
  21. ^ Il Giornale 25 aprile 2010
  22. ^ Le monete del Principato sempre più ambite dai collezionisti, articolo de La Stampa, del 04 giugno 1995
  23. ^ La principessa s’arrende: Seborga all’Italia, articolo de Il Corriere della Sera, del 12 giugno 2006
  24. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  27. ^ Approfondimenti sull'Esposizione Permanente di Strumenti Musicali Antichi
  28. ^ Primo Europeo di Calcio a 5 per Disabili. URL consultato il 19 maggio 2011.
  29. ^ Mundialito Cup 2010 di Football Sala Maschile: vittoria del Principato di Seborga!. URL consultato il 19 maggio 2011.
  30. ^ Ventimiglia: nell'ultimo weekend la Pro Seborga ha vinto l'Europa Cup di Futsal - Quotidiano online della provincia di Imperia
  31. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  32. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 19 dicembre 1996 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1997

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Abbé Alliez, Histoire du monastère de Lérins- Volume 1, Paris, 1862.
  • (FR) Abbé Alliez, Histoire du monastère de Lérins- Volume 2, Paris, 1862.
  • Eugène Cais di Pierlas, I conti di Ventimiglia, il Priorato di San Michele ed il Principato di Seborga in Miscellanea di storia italiana, vol. 23, 1884, pp. 1 - 150.
  • Philippe Jansen, Entre monts et rivages: les contacts entre la Provence orientale et les régions voisines au moyen âge, Antibes: Editions APCDA, 2006.
  • Maurice Raimbault. La fin du monnayage des abbés de Lérins à Sabourg. Paris, Serrure, 1898.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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