Acacia dealbata

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Acacia dealbata
Acacia dealbata-1.jpg
Un ramo di mimosa (Acacia dealbata).
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Mimosaceae
Genere Acacia
Specie A. dealbata
Classificazione APG
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Mimosoideae
Nomenclatura binomiale
Acacia dealbata
Link, 1822
Nomi comuni

Mimosa

Una pianta di Acacia dealbata in fiore

La mimosa (Acacia dealbata Link, 1822) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae secondo la classificazione APG[1]).
Col nome di mimosa si definiscono in genere le acacie, sebbene il termine descriva in realtà le piante appartenenti al genere Mimosa. È molto utilizzata come pianta ornamentale grazie alla sua splendida e profumata fioritura con fiori gialli molto delicati. La mimosa è anche una tipica pianta pioniera.

Dagli anni '50 in Italia, per iniziativa della parlamentare comunista Teresa Mattei, il ramo fiorito di mimosa viene offerto alle donne il giorno dell'8 marzo per la Giornata Internazionale della Donna. Il nome di mimosa è usato anche per l'omonima torta che si usa preparare per l'8 marzo. A Pieve Ligure a pochi chilometri da Genova nel mese di Febbraio si svolge una sagra dedicata interamente a questa pianta.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Foglia[modifica | modifica sorgente]

Di colore verde argenteo disposte in 8-20 paia di pinnule perpendicolari al rametto e composte a loro volta da circa 20-30 paia di foglioline perpendicolari alla nervatura principale.

Forma:Lineare

Margine:Intero

Nervatura:Parallelinervia

Fiore[modifica | modifica sorgente]

Riuniti in capolini globosi sferici di colore giallo intenso (giallo limone) e profumati; raccolti in racemi di 7–10 cm che si sviluppano all'ascella delle foglie.

Fioriscono tra gennaio e marzo.

Frutto[modifica | modifica sorgente]

Un legume lungo 4–10 cm che quando è maturo assume una colorazione nerastra.

Corteccia[modifica | modifica sorgente]

Liscia e grigio-biancastra viene utilizzata per estrarre il tannino.

Portamento[modifica | modifica sorgente]

Alto da 8 a 15 metri con una chioma ampia, scomposta e non folta.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È una pianta originaria dell'isola di Tasmania in Australia e per le sue meravigliose caratteristiche come pianta ornamentale ha avuto un facile sviluppo in Europa a partire dal XIX secolo dove oggi prospera quasi spontanea. In Italia è molto sviluppata lungo la Riviera ligure, in Toscana e in tutto il meridione, ma anche sulle coste dei laghi del nord. È una pianta molto delicata che desidera terreni freschi, ben drenati, tendenzialmente acidi soprattutto per una buona fioritura. Cresce preferibilmente in aree con clima temperato, teme inverni molto rigidi per lungo tempo sotto lo zero che possono provocarne la morte.

Cure del ramo reciso[modifica | modifica sorgente]

La pianta ha un rapido metabolismo dell'acqua, è quindi buona pratica tagliare quanto prima un pezzetto dal punto di taglio e tenere in abbondante acqua con alcune gocce di limone per correggere l'acidità: 10 gocce al litro vanno bene.

Propagazione[modifica | modifica sorgente]

Acacia dealbata è propagata per seme con facilità, mentre la talea è pratica poco usata a causa della bassa radicazione delle marze. Diffuso è anche l'innesto che sfrutta semenzali della congenere Acacia retinoides.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III in Botanical Journal of the Linnean Society 161(2 ): 105–121, 2009, DOI:10.1111/j.1095-8339.2009.00996.x. URL consultato il 30 aprile 2011.

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