Mentone

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Mentone
comune
Menton
Mentone – Stemma
Mentone – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Mentone Est
Mentone Ovest
Amministrazione
Sindaco Jean-Claude Guibal (UMP) dal 2008
Territorio
Coordinate 43°46′43.85″N 7°30′20.4″E / 43.778846°N 7.505666°E43.778846; 7.505666 (Mentone)Coordinate: 43°46′43.85″N 7°30′20.4″E / 43.778846°N 7.505666°E43.778846; 7.505666 (Mentone)
Altitudine 16 m s.l.m.
Superficie 14,05 km²
Abitanti 29 361[1] (2009)
Densità 2 089,75 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 06500
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06083
Nome abitanti Mentonnais o Mentonasques (FR); Mentonesi o Mentonaschi (IT)
Patrono San Michele Arcangelo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Mentone
Mentone – Mappa
Sito istituzionale
Il porto di Mentone tra il 1890 e il 1900

Mentone (in francese Menton, in ligure Mentun, in occitano Menton) è un comune francese di 29.361 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Mentone è praticamente situata alla frontiera con l'Italia, al confine nord-occidentale della penisola italiana, adiacente alla città di Ventimiglia.

La località è soprannominata la «Perla della Francia» e tale appellativo è dovuto al geografo Eliseo Reclus, che lo scrive nella sua Geografia universale.

La città, bagnata dal Mar Ligure, è aperta sul Mediterraneo e possiede un antico campanile storico.

Il limone è uno dei simboli della città di Mentone, dove grazie ad un clima mediterraneo assai mite, fruttificano molti limoneti, e, dal 1933, ha luogo in città la Festa del limone, che si svolge entro i tre ultimi fine settimana di febbraio.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

Il nome della località è attestato sotto la forma di Mentonum nel 1262. Albert Dauzat e Charles Rostaing esitano tra un nome di persona, dal latino Mento,-onis, preso così in assoluto, ed un tema pre-celtico men-t, equivalente a "roccia", seguito dal suffisso -onem, a formare Mentonem, ipotesi ambedue molto suggestive.

Con il termine "preceltico" men-t-, senza dubbio essi intendono il ligure, lingua mal conosciuta, ma che ha lasciato numerose tracce nella toponomastica della Provenza, fino alle Alpi, ed anche nella maniera di nominare gli abitanti mentonaschi, con il suffisso -asco, considerato come ligure dagli specialisti.

L'omonimia con Menthon, in Alta Savoia, senza forma antica, rafforza questa ipotesi, essendo i nomi liguri in genere limitati alla parte sudorientale della Francia, sino alle Alpi.

Ernesto Negro riprende invece la prima proposta e spiegazione di Dauzat-Rostaing che il toponimo derivi dal nome proprio romano di Mento-Mentonis.

L'ipotesi che vuole Mentone derivi da Mons Othonis, cioè Monte di Ottone, basata sul nome dell'imperatore Ottone non si giustifica, poiché prima di tutto non vi è alcuna forma antica, per evocare questa possibilità, e poi perché Mons Othonis, o piuttosto la sua forma base latina, avrebbe portato a Montodon e non a Menton.

Essa si rivela giusto un tentativo di spiegare fatti linguistici con eventi fatti storici.

La città è chiamata in mentonasco [meⁿtaⁿ], che lo si scrive localmente come Mentan, ed in occitano come Menton, secondo la norma classica, o Mentan secondo la norma mistraliana).

L'etnonimo o gentilizio, singolare, è u mentunasc, in italiano il mentonasco, secondo la norma mistraliana della lingua occitana, la sola utilizzata a livello locale.

In italiano, il nome è scritto Mentone, da leggere [Men'tone], e Mentona è una forma attestata in russo, presa a prestito dalla lingua italiana.

Una chiesa ortodossa testimonia della presenza russa nella regione, a cavallo della fine del 1800 ed agli inizi del 1900.

Lingue e culture[modifica | modifica sorgente]

Gli abitanti di Mentone si chiamano da sempre mentonaschi (il termine mentonesi, di stampo francese, è recente), gentilizio formato col suffisso di tradizione ligure "-ask".

Essi si esprimevano comunemente in una varietà di ligure strettamente imparentata a quella parlata nel Principato di Monaco, il monegasco, con numerose influenze del dialetto nizzardo-occitano.

La lingua mentonasca, come veniva impropriamente chiamata, ha negli ultimi decenni ceduto sempre più il posto al francese standard ed attualmente viene utilizzata da un'esigua minoranza della popolazione. Ancor oggi tuttavia la cittadina viene considerata capitale culturale della Terra Mentonasca (Païs Mentounasc).

Va segnalato infine, che, per ragioni di indole storica, culturale, turistica e di vicinanza geografica, l'italiano è ampiamente compreso da gran parte della popolazione.

Priva del movimento di altri centri della Costa Azzurra, Mentone è una città tranquilla e accogliente, favorita dalla buona posizione geografica (che permette le coltivazioni di limoni per cui va famosa). Possiede due stazioni ferroviarie: la principale, Mentone e e la periferica Mentone-Garavan

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli scavi dei Balzi Rossi di Grimaldi, alla frontiera italiana, testimoniano una presenza umana fin dal Paleolitico superiore.

La Via Julia Augusta, antica strada romana che collegava Ventimiglia a Nizza ed a Roma, doveva attraversare Mentone. Non si sono mai potute identificare tracce archeologiche nella città, anche se si è sempre pensato che poteva seguire la Via Lunga (in latino Via Longa ).

Mentone fu fondata da un signore ligure verso il 1200 sul colle denominato in latino Podium Pinum, o Poggio del Pino, ed è infatti proprio sulla collina poi detta del Pepino, ad ovest della città attuale, che si raggruppava senza dubbio l'agglomerato primitivo, intorno al suo castello, costruito su impulso del conte di Ventimiglia.

La signoria di Pipino cadde con quella di Mentone, nel XIII secolo, in potere ai Vento, famiglia genovese che vi costruì un altro castello, il quale diede nascita alla città attuale.

La prima menzione storica della città reca la data del 21 luglio 1262, contenuta nel trattato di pace tra Carlo d'Angiò e Genova.

La sua posizione geografica al limite della Contea angioina di Provenza e della repubblica di Genova, che rivendicava allora Monaco, come suo confine occidentale, ne comporta il suo relativo coinvolgimento.

Acquisita nel 1346 da Carlo Grimaldi di Monaco, Mentone resta per cinque secoli sotto la signoria dei principi monegaschi fino al 1848, data in cui si proclamò Città Libera, con la sua vicina Roccabruna, ponendosi sotto la protezione del re di Sardegna.

La città appartenne cioè, quasi ininterrottamente, al Principato di Monaco, con la sola eccezione del periodo della Rivoluzione francese, cosicché si può dire che Mentone non ha mai fatto parte della Contea storica di Nizza.

Mentone fu unita alla Francia durante la Rivoluzione francese ed il Primo Impero, e fece allora parte del dipartimento delle Alpi Marittime, che includeva al tempo Monaco e Sanremo, e faceva parte del distretto di Sanremo.

Il principato di Monaco fu ricostituito nel 1814, ma passò nel 1815 sotto il protettorato dei re di Sardegna, ed i principi di Monaco dovettero rendere l’omaggio feudale, ormai così anacronistico, proprio per Mentone, ai re di Sardegna, ma non per Monaco propriamente detta.

Quando nel 1848, che fu l'anno delle rivoluzioni in Europa, sia Mentone che la vicina Roccabruna fecero secessione dal Principato di Monaco, e proclamarono la loro indipendenza come città libere, il mentonasco Carlo Trenca assunse la presidenza del governo provvisorio.

Vero è che il principe Florestan I di Monaco s’ostinava a percepire una tassa sull'esportazione dei limoni, principale risorsa della città, con la conseguenza che Mentone e Roccabruna si costituirono allora per reazione in Città libere, e domandarono la protezione del Regno di Sardegna e furono amministrate di fatto da Casa Savoia.

La bandiera adottata, sul modello delle repubbliche rivoluzionarie italiane, fu un tricolore verde-bianco-rosso, con al centro un emblema costituito da due mani che si stringono, simbolo dell'unione tra le due città.

Successivamente le due "Città Libere" chiesero l'annessione al Regno di Sardegna, ma incontrarono delle difficoltà all'approvazione da parte del Parlamento sardo, in particolare del Senato che rinviò nel tempo la sua decisione, mentre la Camera diede il suo consenso.

Nel 1861, in seguito agli Accordi di Plombières e soprattutto all'alleanza sardo-francese del 1859, le due città libere divennero francesi, un anno dopo l'unione della contea di Nizza alla Francia.

Si tenne infatti un plebiscito nell'anno 1861, con cui Mentone si pronuciò massicciamente in favore dell'unione alla Francia, plebiscito che venne pilotato sia dai francesi che dalla Casa reale italiana dei Savoia, il quale segnò così la cessione definitiva, come da precedente accordo fra l'imperatore Napoleone III e re Vittorio Emanuele II delle due città alla Francia.

L'imperatore francese versò inoltre la somma di quattro milioni di franchi in oro, al principe Carlo III di Monaco, come indennizzo per il pregiudizio territoriale, causato al Principato dalla perdita delle due città rivierasche.

Durante la Seconda guerra mondiale venne occupata militarmente dall'Italia dal 1940 al 1943, anni in cui ebbe luogo un tentativo di reitalianizzazione (toponomastica italiana, lezioni in italiano, ecc.), alla quale parte dei mentonesi oppose resistenza, mandando i bimbi nelle vicine scuole di Roccabruna e Monaco.

In seguito all’armistizio del 24 giugno 1940, i due terzi del territorio del comune furono annessi all’Italia, dall’estate 1940 fino all'8 settembre 1943, data dell'armistizio di Cassibile, periodo in cui fu allora interamente occupata dai tedeschi, sino alla sua liberazione l'8 settembre 1944.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città libere di Mentone e Roccabruna.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Mentone dispone d'un clima mediterraneo eccezionale, con inverni miti e soleggiati, ed estati calde e secche, che varia da 13 gradi in gennaio a 28 in agosto, per cui ha un microclima che la protegge dai venti freddi delle Alpi.

Si dice spesso che Mentone dispone d'un clima quasi subtropicale con temperature elevate, un forte tasso d'umidità, e calore soffocante d’estate, con temporali assai rari ma violenti.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Persone legate a Mentone[modifica | modifica sorgente]

Panorama della Baia di Mentone

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Vignoli, Storie e letterature di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Edizioni Settecolori, Lamezia Terme, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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