Nauplia

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Nauplia
comune
Ναύπλιο
Nauplia – Veduta
Dati amministrativi
Stato Grecia Grecia
Periferia Peloponneso
Unità periferica Argolide
Territorio
Coordinate 37°34′N 22°48′E / 37.566667°N 22.8°E37.566667; 22.8 (Nauplia)Coordinate: 37°34′N 22°48′E / 37.566667°N 22.8°E37.566667; 22.8 (Nauplia)
Altitudine 0 m s.l.m.
Superficie 390 km²
Abitanti 33 356[1] (2011)
Densità 85,53 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 211 00
Prefisso 2752
Fuso orario UTC+2
Targa AP
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Grecia
Nauplia
Nauplia – Mappa
Sito istituzionale

Nauplia (in greco: Ναύπλιο, Nafplio; in italiano anche Napoli di Romània) è un comune della Grecia situato nella periferia del Peloponneso (unità periferica dell'Argolide) con 33.356 abitanti secondo i dati del censimento del 2011[1].

A seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 390 km² e la popolazione è passata da 13.822[3] a 31.607 abitanti.

Dal 1829 al 1834 è stata la prima capitale della Grecia indipendente.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata, secondo la leggenda dal personaggio mitologico Nauplio, la città fu un feudo franco dal 1210 al 1377, epoca alla quale risalgono la chiesa dei Franchi (Frangoklissiá) e il Castel dei Franchi sulla collina di Acronauplia. In due secoli di dominio franco Nauplia passò di mano in mano a varie famiglie: nel 1202 fu infeudata ad Ottone de la Roche, signore di Atene; nel 1308 alla casa di Brienne; nel 1356 infine agli Enghien.

Il 12 dicembre 1388 Maria d'Enghien, figlia di Guglielmo e vedova di Pietro Cornaro (da non confondere con l'omonima cugina), vendette Nauplia (assieme ad Argo) alla Repubblica di Venezia, che le diede quella caratteristica impronta che ancor oggi caratterizza il centro storico. Durante il primo periodo veneziano il governatore Vettore Pasqualigo fece edificare sull'isola di Bourzi, di fronte alla città, il castel da Mar, un fortino destinato alla difesa dell'ingresso del porto.

Nauplia fu poi strappata ai veneziani dagli Ottomani nel 1540 dopo un assedio durato tre anni, ma la città rimase nelle mire della Serenissima finché Francesco Morosini - nel frattempo eletto doge - non la riconquistò nel 1686, nel corso della guerra di Morea. Nauplia, ribattezzata "Napoli di Romània", fu eretta a capitale della Morea e della provincia di Romània (comprendente Argo, Tripoli e Corinto); contemporaneamente, Morosini diede grande impulso alla ripopolazione della città e al rafforzamento delle fortificazioni. Nauplia fu tuttavia fatale al Morosini, che vi morì il 6 gennaio 1694 quando si trovava a bordo della sua galea in veste di comandante della flotta.

Gli anni successivi videro grandi opere di ricostruzione e consolidamento del potere ad opera dei veneziani, che costruirono la chiesa di San Spiridione (1702) e numerose opere militari, tra cui il possente bastione Grimani (1702-06), la Porta di Terra (1708), la poderosa fortezza di Palamídi (1711-14) e la caserma (1713, oggi sede del Museo Archeologico). Tutte queste opere non servirono tuttavia a scongiurare la riconquista della città da parte dei turchi: nel 1715 i turchi del sultano Ahmed III entrarono in Nauplia, massacrando la popolazione civile e la guarnigione veneziana. La sovranità ottomana, poi sancita dalla pace di Passarowitz (1718), sarebbe durata fino al 1829, quando in occasione dell'indipendenza della Grecia (essendo Atene rimasta agli ottomani) Nauplia ebbe l'onore di diventare la prima capitale del neonato stato ellenico.

Nel 1831 Nauplia fu invece il teatro dell'assassinio di Giovanni Antonio Capodistria, primo presidente greco.

Persone legate a Nauplia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EL) Dati censimento 2011 (XLS). URL consultato il 15 giugno 2013.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 marzo 2011.
  3. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 marzo 2011.

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