Trezene

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Il monte Ortolito

Trezene (in greco Τροιζήν) era un'antica città greca dell'Argolide orientale.

Fu il punto di transito tra le popolazioni doriche e quelle attiche.

Circa all'inizio del I millennio a.C. fu occupata dai Dori, mantenendo tuttavia la sua indipendenza.

Nella seconda parte del VI secolo a.C. entrò a far parte della Lega peloponnesiaca, diventando alleata fedele di Sparta. Fu attaccata da Atene durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.).

Aderì alla Lega achea nel 243 a.C., nella quale rimase fino alla conquista romana (146 a.C.).

Fu distrutta dalle invasioni slave.

Grazie agli scavi condotti all'inizio del XX secolo conosciamo oggi alcuni dei suoi antichi monumenti, tra cui un tempio in antis che risale al VI secolo a.C. e, fuori dalle mura, un tempio dedicato ad Ippolito, l'eroe venerato nella città.

Secondo la tradizione mitologica, Trezene fu la patria di Teseo. Vi fiorirono in particolare i culti di Poseidone, Artemide, Atena e vi è ambientata la vicenda di Aussesia e Damia, raccontata da Pausania il Periegeta[1][2].

A Trezene nel 1960 venne ritrovata, durante gli scavi, una stele su cui una iscrizione riportava un decreto relativo alla evacuazione della città di Atene all'approssimarsi della invasione persiana del 480 a.C.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Trezene è oggi il nome di un comune che pur appartenendo geograficamente all'Argolide, è sottomesso alla prefettura del Pireo. La sede degli uffici comunali è a Galatas, un minuscolo centro sulla terraferma separato dall'isola di Poros da uno stretto braccio di mare di 50 m.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pausania, libro II, 30, 4.
  2. ^ Pausania, libro II, 32, 2.