Crociato

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Cavalieri crociati (Larousse 1922)

Un crociato era un militare (in genere cavaliere) cristiano partecipante ad una delle Crociate: la denominazione derivò dall'usanza di portare una croce cucita o dipinta sui propri abiti (da cui anche l'espressione «prendere la croce», per chi si accingeva a partire per la Terra Santa).

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Tra IX secolo e principio dell'XI è dato comune in Europa il susseguirsi di scontri fra i detentori di signorie bannali, e relativi armati, a seguito del dissolversi dell'autorità imperiale carolingia. La Chiesa, nelle persone di alcuni vescovi, affiancati presto da aristocratici e militari, avviò un movimento di pacificazione tramite la tregua dei (concetto nato nella Francia del sud poco prima del 1000)[1], prima cercando di limitare guerra e violenza, poi incanalandola verso obiettivi esterni al contesto europeo e funzionali alle esigenze della Chiesa stessa. Fu papa Gregorio VII a elaborare il concetto di miles sancti Petri (soldato di San Pietro, per traslato soldato del Papa), disposto ad impugnare la spada al servizio della Chiesa.

Nell'XI secolo l'Occidente attraversò una fase di crescita, a scapito in gran parte di un Islam in crisi dopo la fioritura dei secoli VII-X. In Spagna la cosiddetta Reconquista già da secoli richiamava cavalieri soprattutto francesi in cerca di bottino e avventura, e tutta la tradizione epica (dalla figura di Orlando in poi), che portò al formarsi della Chanson de geste, è permeata di valori bellici e spirituali sempre meno fra loro scindibili.

L'espansione fu politica, culturale e commerciale, e alla base vi fu tra l'altro anche un incremento demografico iniziato già nel secolo precedente: il tutto si tradusse in un aumento della popolazione nei centri abitati, nella fondazione di nuovi insediamenti, nell'espansione delle terre messe a coltura, nella crescita dei commerci. Da vie di comunicazione frequentate e sicure prese vigore anche la pratica del pellegrinaggio verso i grandi centri della Cristianità come Roma, Santiago di Compostela, e naturalmente Gerusalemme.

La Prima crociata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima crociata.

Nel 1095 papa Urbano II lanciò, durante l'omonimo concilio, l'Appello di Clermont, indirizzato alla cristianità per la liberazione di Gerusalemme in mano musulmana[2]. Fu l'inizio della Prima crociata (1096 -1099); nel 1099 avvenne la conquista di Gerusalemme.

Il nucleo "militare" propriamente detto della massa di Crociati era dato da esponenti della nobiltà, grande o piccola[3], in cui notevole era la presenza di francesi; costoro mossero per la Terra santa per motivi variegati e spesso inestricabili: desiderio di arricchimento, brama di avventura in terre esotiche, sincera fede, adesione ad un patto sociale ecc. Emblematica la situazione della piccola nobiltà, i cui cadetti (i figli maschi non destinati ad ereditare) videro nella Crociata l'occasione per arricchirsi, ed affrancarsi dai legami vassallatici e da un patto sociale che li aveva destinati per tradizione alla carriera militare, frustrandosi però nel clima di relativa pacificazione che si respirava all'interno dell'Europa.

Nel corso del tempo partirono inoltre al seguito degli armati numerose ondate di pellegrini/guerrieri più o meno adeguati, sollecitati in ciò dalla zelante opera di numerosi predicatori che percorsero le vie d'Europa propugnando la necessità di partire. Anche in questi ultimi si possono rivedere - in proporzione - le stesse motivazioni che mossero i nobili, e, seppure il termine all'epoca non esistesse[4], li si può ugualmente definire "crociati".

Le Crociate realizzarono quindi la fusione tra spirito feudale e precetti cristiani, e in questo senso la scelta di vestire una dalmatica sopra l'armatura (per chi l'aveva) ne rappresentò una sintesi efficace.

Formato da contingenti feudali autonomi, infoltito dai numerosi non combattenti, l'esercito crociato non rispondeva però completamente al desiderio del Papa, che l'avrebbe voluto unico, sotto l'autorità di un legato pontificio e di un comandante laico. Rispondeva ancor meno agli auspici dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno, che intratteneva rapporti pacifici coi Selgiuchidi dopo aver sconfitto i Peceneghi ed essersi sbarazzato di Zachas, emiro di Smirne: l'arrivo, in verità non molto desiderato, dei Crociati, gli comportò infatti molti problemi di approvvigionamento e di sicurezza. La presenza armata dei Crociati, lasciò in Medio Oriente numerose fortificazioni, fra cui il più noto è il Krak dei Cavalieri, oggi in Siria.

Crociati famosi non cavalieri[modifica | modifica wikitesto]

Federico Barbarossa in abito crociato

Il Crociato delle guerre di religione[modifica | modifica wikitesto]

Il senso classico con cui viene inteso il crociato è quello delle guerre di religione: per estensione - seguendo il destino del termine stesso "Crociata" - si parla di "Crociati" anche per altri conflitti oltre le Crociate propriamente intese, sia antecedenti che coevi che di epoca successiva, come la Crociata albigese, la Crociata d'Aragona, le guerre combattute dai Cavalieri Teutonici nell'Europa orientale; in epoca recente vengono definiti in tal modo da movimenti terroristici, non senza intento propagandistico, gli Occidentali impegnati nei vari conflitti mediorientali moderni.

Neologismi[modifica | modifica wikitesto]

Il Crociato nel fantasy[modifica | modifica wikitesto]

Anche nel fantasy si è sviluppata la definizione di "Crociato". Analogamente a quello delle guerre di religione, anche il crociato del Fantasy combatte per il proprio Dio, essendo sempre però allineato con i buoni questo crea il dubbio se possa esistere il "crociato" dei malvagi come Gruumsh, Keldor o Kurtulmak.

Questo concetto è comunemente presente in D&D ma spesso anche in videogiochi fantasy come The Elder Scrolls IV: Oblivion dove è presente appunto l'Ordine dei Cavalieri dei Nove che è un ordine cavalleresco di matrice religiosa, ispirato agli ordini monastico-guerrieri sorti durante le Crociate.

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio di oggi, viene per traslato definito "crociato" una persona molto condizionata da un'idea che spesso la porta avanti testardamente, da qui anche l'espressione "fare una crociata".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Duby, cit., pag. 206
  2. ^ Fulcherio di Chartres, testo dell'appello di Urbano II in Histoire des croisades, edito da François Guizot, 1825
  3. ^ Conformemente all'arte militare del tempo, che vedeva nella cavalleria la base portante di qualunque esercito
  4. ^ Bordonove, cit., pag. 17

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]