Smirne

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Smirne
comune metropolitano
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Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Regione Egeo
Provincia Smirne
Distretto Non presente
Amministrazione
Sindaco Aziz Kocaoğlu (CHP)
Territorio
Coordinate 38°26′N 27°09′E / 38.433333°N 27.15°E38.433333; 27.15 (Smirne)Coordinate: 38°26′N 27°09′E / 38.433333°N 27.15°E38.433333; 27.15 (Smirne)
Altitudine 30 m s.l.m.
Superficie 12 012 km²
Abitanti 3 354 934[1] (2010)
Densità 279,3 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 35xxx
Prefisso (0090)+ 232
Fuso orario UTC+2
Targa 35
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Smirne
Sito istituzionale

Smirne (in turco İzmir, in greco Σμύρνη, Smyrni) è una città di 3,5 milioni di abitanti della Turchia centro-occidentale, la terza del paese per numero di abitanti dopo Istanbul e Ankara, capoluogo della provincia omonima. È anche un grande ed efficiente porto situato sull'omonimo golfo, nel Mar Egeo. Amministrativamente è formata dai centri urbani di 21 dei 30 distretti della provincia. Konak costituisce il centro storico della città.

Smirne è la città natale del poeta antico Bione ed è tra le località che si contendono l'onore di essere il luogo natìo del leggendario poeta Omero.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Smirne è caratterizzata da estati calde ed inverni miti e piovosi. Le precipitazioni nell'arco dell'anno sono di 706 mm; concentrate per il 77 % (543 mm) da novembre a marzo.

Le temperature massime in inverno sono mediamente comprese fra i 12 e i 14 °C. I mesi estivi (fra giugno e settembre) hanno una temperatura media di oltre 28 °C.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome "Smirne" (Smyrna) significa "mirra" in greco antico, pertanto si riferisce alla presenza di tale arbusto nella zona dove la città è stata fondata.

Izmir è il nome turco, ufficializzato solo nel 1930[2], negli ultimi decenni diffuso anche all'estero. Nasce probabilmente dalla corruzione del nome più il prefisso -Is e il cambiamento della S in Z come accadde per Costantinopoli (ora Istanbul) e Nicea (ora Iznik). In greco come anche in italiano e in altre lingue il nome Smirne (o Smyrni, Σμύρνη) è rimasto consolidato nel lessico al posto del più recente nome turco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo insediamento umano a Smirne può risalire al III millennio a.C. Si pensa che il suo sviluppo sia coinciso con quello di Troia.

Intorno al 1500 a.C. essa venne occupata dagli Ittiti, ma con la caduta di Troia e della capitale Hattusa l'impero ittita entrò in crisi.

Nel VIII secolo a.C., passata sotto il controllo di Mileto, Smirne fondò diverse colonie in Libano, Siria, Grecia e lungo le sponde del Mar Nero, le quali la resero non più un piccolo villaggio, ma una vivace e ricca città commerciale. Tuttavia la sua prosperità attirò l'interesse dei Persiani, i quali la occuparono, causandone così la decadenza e la distruzione. Rifondata da Alessandro Magno nel 333 a.C., essa divenne romana nel 133 a.C. e, in seguito, subì un terremoto disastroso che la devastò nel 178, cosicché l'imperatore Marco Aurelio ordinò di ricostruirla.

Sotto l'Impero bizantino il suo sviluppo si fermò, soprattutto a causa della crescita d'importanza della vicina Efeso. La ripresa del commercio medievale (soprattutto quello dei beni di lusso) sotto gli imperatori macedoni (867-1057) resero nuovamente importante Smirne grazie alla sua posizione strategica. Ma nel 1076 essa fu occupata dai Turchi Selgiuchidi e decadde, non riuscendo a rifiorire neanche dopo la riconquista comnena avvenuta nel 1098.

Fu ceduta ai Genovesi nel 1261 e nacque allora una piccola colonia genovese.

Successivamente fu ceduta da questi ai cavalieri ospitalieri (1320-1402) ed infine conquistata dai turchi ottomani, che la possedettero per più di cinque secoli.

Sotto il dominio ottomano la città divenne un importante scalo commerciale, snodo fra le piste carovaniere dell'Asia e le rotte mediterranee. La sua popolazione era un modello tipico della società ottomana, multi-etnica, multi-confessionale e poliglotta. Gli stessi turchi la chiamavano gâvur Izmir cioè l'infedele Smirne[3], in riferimento all'alta percentuale di non musulmani (greci, armeni, ebrei, levantini) residenti in città.

Col tempo sorse una comunità italiana che all'inizio del ventesimo secolo arrivo' a contare circa 6-7.000 residenti.[4]

L'impero ottomano, uscito sconfitto dalla prima guerra mondiale, cedette Smirne alla Grecia col Trattato di Sèvres (1920). Smirne nei primi decenni del Novecento aveva oltre 250.000 abitanti, due terzi dei quali greci.[senza fonte] Dopo l'invasione greca dell'Asia minore e la sconfitta greca a Dumlupınar, la città fu riconquistata dall'esercito turco repubblicano comandato da Mustafa Kemal (1922) e devastata da un catastrofico incendio che distrusse gran parte della città vecchia; durante l'incendio, tra devastazioni e saccheggi, le popolazioni cristiane, principalmente quelle greca e armena, in parte massacrate, si imbarcavano sulle navi dell'Intesa alla fonda nel porto, trovando poi rifugio in Grecia.[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Smirne è una città turistica che vanta un buon sistema di accoglienza. Grazie anche al clima mite tutto l'anno ed ai numerosi luoghi d'arte ricchi di storia, è visitata da molti turisti.

Oltre ai musei, notevoli sono l'agorà ricostruita da Marco Aurelio, la chiesa di San Policarpo, il mercato coperto (Kemeraltı), ricco di moschee e sinagoghe, e una grande varietà di parchi. Nei dintorni si trovano diversi centri cittadini antichi, alcuni molto noti, fra cui Efeso, Laodicea, Filadelfia, Sardi, Thyatira e Pergamo che insieme a Smirne formano le sette chiese citate da san Giovanni evangelista nel libro dell'Apocalisse.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Oggi Smirne è centro commerciale e importante porto per l'esportazione di prodotti agricoli (frumento, mais, olio, agrumi, uva, fichi, tabacco, cotone, pelli, ...). Sede di industrie cantieristiche, meccaniche, petrolchimiche, alimentari e tessili. È il maggior porto di esportazione della Turchia, mentre Istanbul è il maggior porto d'importazione.

Viene chiamata anche "Smirne Occidentale" o "la perla dell'Egeo"[senza fonte].

Fra giugno e luglio, la città ospita un festival internazionale dell'arte e, all'inizio di ogni settembre, la fiera internazionale di Smirne.

Una moderna linea di metropolitana percorre la città da sud-ovest a nord-est.

Smirne è più progredita rispetto alla media della Turchia in termini di libertà, qualità della vita e parità fra i sessi.

Smirne si era proposta per l'organizzazione dell'Expo 2015, ma i delegati del BIE le hanno preferito Milano, con una votazione finale tenutasi a Parigi, per 65 voti a 86. La città ha ripresentato la sua candidatura per l'Expo 2020.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

I distretti centrali del comune metropolitano di Smirne

Al comune metropolitano di Smirne appartengono i centri urbani dei seguenti distretti:

La città propria è costituita dai distretti, alcuni dei quali interamente urbani, di (in senso orario) Çiğli, Karşıyaka, Bayraklı, Bornova, Konak, Buca, Karabağlar, Gaziemir, Balçova, Narlıdere e Güzelbahçe.

Persone legate a Smirne[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Smirne è gemellata con:

Altre città correlate a Smirne[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda sul comune metropolitano su yerelnet.org.tr
  2. ^ .(IT) Biagini Antonello, Storia della Turchia contemporanea, Bompiani, 2002 ISBN 978-88-452-4461-2
  3. ^ Jania Sarno, Le icone che danzano: transe, musica e firewalking negli Anastenaria greci all'epoca del postmoderno, LIM LibreriaMusicaleItaliana, 2008, p. 161 I.S.B.N. 8870965295, 9788870965292
  4. ^ Italiani di Smirne
  5. ^ Marjorie Housepian Dobkin, Smyrna 1922 - the destruction of a city, New York, 1971, ISBN 0-9667451-0-8
  6. ^ città gemellate dal sito di Costanza. URL consultato il 25 luglio 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]